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domenica 30 settembre 2012

"AQUARIOFILA DUE MARI 2012". AD OTTOBRE AL CASTELLO ARAGONESE

Mostra di acquariofilia ed ecologia acquatica.
19-20-21 ottobre 2012 *** ore 9-21 orario continuato

La mostra vuole essere un evento in grado di aiutare chi si vuole avvicinare al mondo dell’acquariofilia in maniera consapevole, partendo col piede giusto, per rendere più facile, avvincente ed economica questa passione.
Vuole fornire un aiuto a chi già possiede una vasca e desidera suggerimenti e consigli per migliorare le proprie conoscenze e superare i problemi che può incontrare, e che, grazie all’aiuto
di appassionati esperti, disposti a condividere le proprie conoscenze e guidare i neofiti, può superare.
Vuole offrire un punto di incontro per gli acquariofili più esperti, creando momenti di confronto ed approfondimento sulle tecniche, i layout e gli ospiti degli acquari avanzati.
Ma vuole anche mostrare, semplicemente, la bellezza degli ambienti fluviali e marini costieri, spiegarne le raffinate leggi che li governano, illustrare i comportamenti e le soluzioni evolutive dei loro abitanti, usando gli acquari come finestre spalancate su tanti sconosciuti, ma meravigliosi, ambienti subacquei.
In questa occasione il G.A.T. ha voluto unire il proprio percorso al movimento "Shalom", onlus che da 34 anni opera nei paesi più poveri del pianeta. Sarà promosso, infatti, il progetto di Shalom "Acqua per la Vita", il cui obiettivo è quello di costruire pozzi, per la popolazione del Burkina Faso, mettendo in evidenza la differenza fra la nostra percezione dell’acqua come risorsa voluttuaria, ed il suo valore effettivo in altre aree del mondo.
Ospiteremo una mostra fotografica ad opera del WWF di Taranto.
Ci sarà un esposizione di bonsai ad opera dell'associazione "Taranto Bonsai Club" ed inoltre ci sarà il concorso "VOTA LA VASCA PIU' BELLA".
***INGRESSO GRATUITO***

PROGRAMMA DELLE TRE GIORNATE:

VENERDI 19

ore 18 - inaugurazione
ore 19 - "Tutto sui muschi" (a cura di Donatello Chirico)

SABATO 20

ore 17 - "carpe koi" (a cura di Donatello Chirico/Erman Marchese)
ore 18 - "metodi di gestione dell'acquario marino di barriera" (a cura del Dott. Fabio Macchitella)

DOMENICA 21

ore 17 - "Il mondo delle caridine. Tecniche di allevamento ed esperienze personali" (a cura di Donatello Chirico)
ore 18 - "Il biofilm: batteri, funghi e co. nelle nostre vasche" (a cura del Dott. Daniele Stanca)
ore 19 - "Luce in acquario" (a cura di Giuseppe Signorella)
ore 20 - chiusura votazioni/premiazione allestimenti

"A TUTTO CALCIO" LA REPLICA DI DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012


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TARANTO S.A. ABATE. LE PAGELLE DI RINO RAFFONE

MALAGNINO 6,5: come al solito e' un guardiano attento della porta Rossoblu un paio di ottimi interventi rendono la sua domenica positiva. SICUREZZA
BRANCATO 6: Svolge il suo compito al meglio . DILIGENTE
PROSPERI 6: Buona prova, ma da lui ci si aspetta che prenda per mano la squadra e la trascini. CONDOTTIERO VICEDOMINI 6: Buono il suo rientro dal primo minuto, ma si vede che ancora non e' al meglio della condizione. UTILE
ROSATO 6: Buona prestazione, soprattutto visto la pochezza dell'attacco avversario. SERENO
STIGLIANO 5,5: Ci si aspetta qualche discesa in più da lui, ma tutto sommato una gara dignitosa. TIMIDO
ZACCARO 5: Poco incisivo, poco determinato non impensierisce mai la difesa avversaria. FUMOSO
CORDUA 5,5: Generoso come al solito ma nulla più. GENEROSO
COSA 6,5: Gara generosa grintoso sfiora la marcatura in diverse circostanze, solo la sfortuna non gli permette di fare gol. SFORTUNATO
SARLI 4,5: Comincia discretamente, ma si spegne dopo solo 15 minuti, beccato dal pubblico viene sostituito al inizio ripresa tra i fischi: IRRITANTE
BIONDO 6: Buona gara, integrato bene negli schemi di Mister Napoli, svolge il suo compito con diligenza. ORDINATO
NOVIELLO 7: Entra a partita iniziata e si vede subito la differenza grintoso determinato mette subito in affanno la difesa avversaria. CAPARBIO
CATALANO 6: Entra nel secondo tempo, ordinata la sua gara. PRECISO
BUFALINO: SV

sabato 29 settembre 2012

INTERROGATO MONSIGNOR BENIGNO PAPA

A Taranto prosegue l'attività d'indagine della Procura sul secondo filone d'inchiesta, relativo a presunti episodi di corruzione che avrebbero riguardato pubblici amministratori e vertici Ilva.

Nell'ambito dell'indagine a carico di Fabio Riva, dell'ex direttore dell'Ilva di Taranto Luigi Capogrosso, dell'ex dirigente ai rapporti istituzionali, Girolamo Archinà e del professor Lorenzo Liberti dell'Università di Bari (quest'ultimo avrebbe ricevuto una busta contenente 10 mila euro per 'ammorbidire' una perizia sulle emissioni del siderurgico), ieri il procuratore aggiunto Pietro Argentino e la sostituta Giovanna Cannarile, hanno ascoltato come persona informata sui fatti l'ex arcivescovo della diocesi di Taranto, mosignor Benigno Papa. Il monsignore è stato ascoltato proprio sulla vicenda che riguarda Archinà ed il professor Liberti. Ilva sostiene che i 10 mila euro usciti in contanti dalle casse sotto la voce 'regalie ed omaggi' erano destinati proprio alla diocesi tarantina.

Intanto a Taranto è una nuova giornata di mobilitazione. All'interno dello stabilimento gli operai di Uilm e Fim-Cisl sono in sciopero da ieri. Alcune decine continuano a presidiare le torri dell'altoforno 5 ed il camino E312. Altri si sono arrampicati sul gasometro (i custodi giudiziari hanno avvisato la procura e declinato ogni responsabilità perché l'impianto è pericoloso e potrebbe esplodere).

giovedì 27 settembre 2012

IL COMITATO LAVORATORI LIBERI E PENSANTI CHIEDE GIUSTIZIA BLOCCANDO I TI...

ILVA. BLOCCATA LA PORTINERIA C


Continua la mobilitazione dei lavoratori dell'Ilva, dopo che il gip di Taranto ha respinto il piano di risanamento
Oggi è scattato lo sciopero di Fim-Cisl e Uilm-Uil, al quale non aderisce la Fiom-Cgil, e sono state bloccate le strade di accesso alla città. Il ministro dell'ambiente, Corrado Clini, afferma oggi che si sta continuando a lavorare per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, nel rispetto della legge italiana e delle direttive europee
Alcune centinaia di persone aderenti al "Comitato spontaneo apartitico liberi e pensanti" é stato bloccato dalle forze dell'ordine mentre in corteo, guidato da un veicolo a tre ruote, cercava di avvicinarsi agli operai dell'Ilva che bloccano la statale 100 per Bari non lontano dall'ingresso del Siderurgico. Dell'associazione fanno parte cittadini e lavoratori che, al grido 'Taranto libera, ve ne dovete andare' chiedono all'Ilva l'adozione di misure a tutela dell'ambiente e della salute.

sabato 22 settembre 2012

BISCEGLIE - TARANTO VIETATA AI TARANTINI

In data odierna, il prefetto di Barletta-Andria-Trani ha disposto per l’incontro Bisceglie-Taranto, vista la determinazione 31/2012 adottata dall’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive in data 19/09/2012 e la determinazione 20/2012 assunta in data 20/09 dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive,  il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Taranto e l’annullamento dei biglietti eventualmente già venduti agli ospiti
La s.s.d.Taranto Football Club 1927 comunica ai propri sostenitori, qualora avessero già provveduto all’acquisto di un tagliando per la gara, che potranno recarsi presso il punto vendita Booking Show nel quale si è effettuato l’acquisto ai fini dell’annullamento ed il rimborso dello stesso.

OPERAI ILVA IN PROTESTA. MANCA LUCE E ACQUA

Decine di lavoratori dell'Ilva si sono radunati all'interno dello stabilimento, nell'area della direzione, e stanno protestando perché l'azienda avrebbe iniziato a spegnere le luci e a interrompere l'erogazione dell'acqua nei reparti sottoposti a sequestro. Lo si apprende da fonti sindacali.
I SINDACATI - «C'è fermento in fabbrica, c'è molta agitazione. Qualcuno vorrebbe che i lavoratori lasciassero i reparti per andare a protestare». Lo ha detto il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli partecipando a Taranto all'attivo provinciale del sindacato. «Noi - ha aggiunto - siamo completamente estranei a una iniziativa di questo genere. Siamo un'organizzazione sindacale che usa buon senso e cervello anche quando lotta». Il fermo di alcuni degli impianti sottoposti a sequestro sembra imminente dopo l'ultima direttiva dei custodi giudiziari, che peraltro hanno bocciato il piano di investimenti per il risanamento ambientale presentato dall'Ilva. «In azienda c'è molta agitazione. I capi stanno istigando alla rivolta contro la magistratura e i sindacati stanno dicendo cosa fare». Lo dice il segretario provinciale della Fiom Cgil di Taranto Donato Stefanelli. «Come Fiom - ha spiegato - riteniamo che si debbano fare quanto prima assemblee con tutti i lavoratori per far partire la vertenza nei confronti dell'Ilva, che deve smetterla con il gioco d'azzardo che sta facendo, con questa guerriglia giudiziaria che non ci interessa, e deve cacciare fuori i soldi per fare un vero piano di risanamento».
GLI OPERAI - «Sono oltre 300 i lavoratori degli impianti dell'area a caldo che hanno deciso di scioperare e manifestare all'esterno della direzione dell'Ilva. Sono gli operai che hanno potuto lasciare il posto di comandata perché gli impianti sono in marcia». Lo dice il segretario provinciale della Uilm, Antonio Talò. «Gli operai hanno visto i telegiornali, hanno appreso che i custodi avevano bocciato il piano dell'azienda e temendo per il loro futuro - aggiunge Talò - hanno iniziato questa protesta. Noi stiamo dicendo di aspettare la decisione del gip sulla richiesta dell'azienda di continuare la produzione». I lavoratori tengono un'assemblea all'esterno dello stabilimento, ma non hanno occupato la statale Appia, «anche se - spiega Talò - vorrebbero tornare alla mobilitazione», come accadde in agosto. Il segretario della Uilm fa presente che «in fabbrica c'è grande tensione e ovviamente sono circolate anche voci, poi rivelatesi infondate, che l'azienda aveva iniziato a spegnere le luci e a interrompere l'erogazione dell'acqua».
L'AZIENDA - Nessuna iniziativa decisiva per la fermata degli impianti sembra essere stata assunta per ora dall' azienda che attende dalla procura, in queste ore, risposte ufficiali al piano di interventi immediati proposti per un investimento complessivo di 400 milioni di euro. Sul piano aziendale tuttavia ieri sera si sono già espressi i custodi dandone un giudizio negativo. Attualmente l'Ilva sta producendo - secondo gli ultimi dati resi noti dal presidente, Bruno Ferrante - 22.000 tonnellate di ghisa al giorno anche se dovrebbe essere imminente una frenata per assecondare le disposizioni impartite dai custodi giudiziari il 17 settembre scorso e ribadite ieri: in primis fermata dell' altoforno 1 e delle batterie coke 5-6. Per fermare l'altoforno -il cui stop per manutenzione era peraltro già prevista - occorreranno circa tre mesi. Per fermare i forni delle batterie circa 15 giorni.
IL MINISTRO - «Non è stato bocciato nulla. I custodi giudiziari hanno espresso un parere che ora sarà al vaglio del procuratore, del gip ed eventualmente del tribunale del riesame»: così il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha commentato le notizie relative alla valutazione dei custodi giudiziari sul piano di investimenti per risanare gli impianti dell'Ilva di Taranto. Lo ha fatto a Spoleto a margine di un convegno sul tema «Spoleto città a misura d'uomo: un progetto a confronto». Clini ha tra l'altro annunciato che fra «pochissimi giorni» saranno pronte le prescrizioni del ministero dell'Ambiente, che potranno, o meno, consentire l'attività dell'azienda. Riguardo all'esito di questa vicenda, il ministro ha detto di non essere «nè fiducioso nè pessimista». «È comunque il ministro dell'ambiente - ha aggiunto - ad avere per legge nazionale la responsabilità di autorizzare tale impianto ed è quello che sto facendo». «Entro la fine del mese - ha spiegato ancora Clini - quindi fra pochissimi giorni, avrò il documento conclusivo della procedura e in questo fisserò le prescrizioni che il ministro deve dare per l'attività dell'azienda. Ricordo che nè il procuratore della Repubblica, nè il gip, nè il presidente del tribunale hanno l'autorità per autorizzare un impianto industriale, per cui alla fine andremo a chiarire anche questa diatriba o questo conflitto che si potrebbe creare. Perchè mentre la procura della Repubblica deve perseguire i reati, e deve farlo con rigore, le decisioni su come una fabbrica deve essere gestita - ha concluso Clini -, e quali sono le tecnologie che devono essere utilizzate sono di competenza dell'amministrazione».
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

BOCCIATI I PIANI PER IL RISANAMENTO PRESENTATI DALL'ILVA

E' negativo il parere depositato stamattina dalla Procura della Repubblica di Taranto sul piano di adeguamento ambientale degli impianti presentato dall'azienda siderurgica Ilva nei giorni scorsi, a cui era allegata la richiesta di poter mantenere una minima capacità produttiva e di non disattivare completamente gli impianti.
 In pratica la Procura ha confermato la relazione depositata dai tre custodi-amministratori giudiziari che avevano notificato disposizioni severe che prevedono lo spegnimento e il rifacimento di numerosi impianti (cokerie e altiforni in particolare). Il parere della Procura sarebbe lungo cinque pagine.
In mattinata alcuni operai si erano riuniti spontaneamente vicino alla Direzione dello stabilimento siderugico Ilva di Taranto. Subito dopo i sindacati hanno organizzato una riunione. La direzione aziendale, intanto, in una nota ''smentisce categoricamente'' alcune notizie, attribuite a fonti sindacali, secondo le quali la stessa azienda avrebbe iniziato a spegnere luci e a interrompere l'erogazione dell'acqua agli impianti dello stabilimento siderurgico Ilva posti sotto sequestro. Nessuna iniziativa di questo tipo ''è stata intrapresa'', assicura la società. La parola ora passa al gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco. Sarà lei a decidere sulla richiesta dell'industria siderurgica di poter continuare a mantenere una minima capacità produttiva degli impianti, sequestrati dallo stesso giudice il 25 luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale. Il parere dei pm è obbligatorio, ma non è vincolante per il gip. Quest'ultimo è stato chiamato a decidere poichè si tratterebbe, secondo la Procura, sostanzialmente di una modifica sostanziale del provvedimento emesso dalla stessa Todisco. Dopo la decisione dello stesso gip, attesa per la prossima settimana, quasi certamente entro lunedì, le parti interessate, l'azienda e la Procura stessa, potranno eventualmente fare ricorso al Tribunale del Riesame.

venerdì 21 settembre 2012

mercoledì 19 settembre 2012

"A TUTTO SPORT". LA REPLICA DI LUNEDI 17/9/2012

PER SALTARE LE TELEVENDITE INIZIALI PORTARE IL PLAY AL MINUTO 25.

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TARANTO. MORTALITA' IN AUMENTO DI OLTRE IL 10%

Nella zona di Taranto, vicino il sito dell'Ilva, si rileva un eccesso tra il 10% e il 15% della mortalita' generale e per tutti i tumori sia nelle donne che negli uomini. E' quanto emerge dal progetto 'Sentieri' lo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, presentato oggi alla presenza del ministro della Salute, Renato Balduzzi e il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che ha analizzato con una metodologia omogenea la mortalita' per 63 gruppi di cause nel periodo 1995-2002 nelle popolazioni residenti in 44 Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN), tra i quali il polo siderurgico di Taranto, per un totale di circa 6.000.000 cittadini in 298 Comuni.

Secondo lo studio pubblicato nel 2011 a Taranto emerge un eccesso dei decessi per tumore della pleura, che permane, sebbene ridotto, dopo correzione per ID e un eccesso compreso tra il 50%(uomini) e il 40%(donne) di decessi per malattie respiratorie acute, anche quando si tiene conto dell'ID, associato a un aumento di circa il 10% nella mortalita' per tutte le malattie dell'apparato respiratorio. Si evidenzia inoltre un eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalita' per malattie dell'apparato digerente, anche quando si tiene conto dell'ID e un incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini.

I risultati di 'Sentieri' presentano inoltre un eccesso per la mortalita' per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza limitata di associazione con la residenza in prossimita' di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalita' legata alle malformazioni congenite, che non consente pero' di escludere l'assenza di rischio (IC 90%include il valore 100).

Lo studio mostra, dunque, un quadro della mortalita' per la popolazione residente nel sito di Taranto che testimonia la presenza di ''un ambiente di vita insalubre. Questo quadro e' in linea con quanto emerso nei precedenti studi descrittivi sulla mortalita' condotti nell'area, ma anche con dati di incidenza e morbosita'. Il sostanziale corpo di evidenza relativo alla dimostrazione di un ambiente sfavorevole e' dovuto alla generale convergenza dei dati di monitoraggio ambientale e biologico, dei dati relativi al tipo e all'entita' delle emissioni industriali e, parallelamente, alla disponibilita' di risultati di studi epidemiologici di tipo analitico, descrittivo geografico, e di indagini epidemiologiche multicentriche e di valutazione di impatto sanitario''.

IL MINISTRO CLINI E LE SUE CANTONATE

IL MINISTRO CLINI HA PRESO UNA GROSSA CANTONATA...ANZI DUE!

HA ASSERITO CHE LE PERIZIE DISPOSTE DAL GIP SONO DA CONSIDERARSI “DI PARTE” E CHE L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA DELLO STUDIO S.E.N.T.I.E.R.I., REDATTO DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' E DAL MINISTERO DELLA SALUTE, NON AVREBBERO VALENZA SIGNIFICATIVA.

Durante il “tavolo istituzionale” presso la Prefettura di Taranto, alla presenza di diversi esponenti delle associazioni ambientaliste, aveva sostenuto, "battendo i pugni sul tavolo" che le perizie del GIP sono “perizie di parte” e, dunque, "hanno poco fondamento". Io e Alessandro Marescotti avevamo ragione a controbattere!

Quelle affermazioni sono da considerarsi molto gravi.

In riferimento a quell’incontro del 14 settembre, occorre, infatti, porre l’accento su alcune considerazioni fatte dallo stesso ministro, dalle quali è scaturita un’accesa discussione tra il prof. Marescotti, me e lo stesso dott. Clini. Quest'ultimo, durante il dibattito, ha provato a minimizzare l’importanza delle perizie epidemiologiche e chimiche disposte dal GIP, dott.ssa Patrizia Todisco, che sono, invece, a fondamento della successiva richiesta di sequestro degli impianti dell’ILVA. Il ministro ha asserito più volte, dinanzi a tutti i presenti (attoniti), che le perizie non avevano una valenza reale e significativa, in quanto costituivano una “prova di parte”.

Sconcertati io, Fabio Matacchiera (in rappresentanza della Onlus “Fondo Antidiossina Taranto”) ed Alessandro Marescotti (per “Peacelink”), abbiamo tentato di controbattere quanto asserito dal ministro, sostenendo con decisione e fermezza l’importanza e la valenza delle perizie svolte, cercando di chiarire (inutilmente!!!) che negli incidenti probatori, le prove acquisite sono frutto di un contradditorio tra le parti e vengono vagliate da un Giudice Terzo. Sono, quindi, da ritenersi prove effettive, anticipate per il successivo procedimento penale. Il ministro, invece, non ha voluto sentire ragione e ha ribadito con decisione e molta irritazione che quelle del GIP erano “perizie di parte”, alimentando una certa tensione tra noi.

Il Ministro, dunque, ha preso una grande cantonata, cercando di minimizzare la fondamentale importanza di queste perizie, senza nemmeno essersi reso conto che esse saranno ormai tra le prove regine del processo che verrà instaurato nei confronti dell’Ilva.

Faccio presente, che si tratta di perizie (sia chimiche che epidemiologiche) che costituiscono una prova, in quanto acquisite durante un “incidente probatorio” disposto da un Giudice; difatti non si tratta di consulenze richieste dalle parti (ossia da Riva quale indagato o dai Pubblici Ministeri), come ha voluto far intendere il ministro Clini. Sono, invece, due perizie disposte da un Giudice Terzo con le forme e le garanzie dell’incidente probatorio. Lo stesso giudice ha consentito a tutte le parti, compresi gli indagati, di assistere a tutte le operazioni peritali, quindi si tratta di prove piene e assunte nel rigoroso rispetto delle regole di un contradditorio.

Durante l’incidente probatorio, si è svolto anche l’esame ed il controesame dei periti (a cui tutti gli indagati, tra cui Riva, sono stati invitati a "controdedurre") e, pertanto, il valore di tutto quanto acquisito è pari a quello di qualsiasi prova assunta davanti ad un Giudice Terzo, di fronte al quale si svolge una vera e propria fase del dibattimento che viene così anticipata per la assunzione della prova che è stata già confermata anche dal Tribunale quando, nelle settimane scorse, è stato chiamato a decidere sul riesame proposto dagli indagati.

L'altra "cantonata", non meno grave, è stata quella di voler minimizzare l'importanza dello studio scientifico "S.E.N.T.I.E.R.I.", redatto dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, dal quale emerge un quadro grave della mortalita’ per la popolazione residente nel sito di Taranto, cosa che testimonia scientificamente la presenza di "un ambiente di vita insalubre" con un trend in crescita delle malattie oncologiche tra la popolazione, con un particolare riferimento ai bambini che costituiscono le vittime principali.

Taranto, 19 settembre 2012 Prof. Fabio Matacchiera

martedì 18 settembre 2012

I QUARTIERI DI TARANTO. LA STORIA DI TRE CARRARE BATTISTI RACCONTATA DA ALDO SIMONETTI


di Aldo Simonetti
Il termine ‘Tre Carrare’ deriva dalla presenza di tre ‘carraie’ (o strade rotabili) che univano Taranto ad altri comuni. Insomma, l’attuale quartiere è sito laddove un tempo sorgeva una triforcazione, costituente l’ unica rete stradale extraurbana degna di tale nome.
In età ellenistica (specie in quella tarda) e romana, la zona era parte integrante della necropoli. Ne è lampante testimonianza l’ipogeo funerario (oggi accessibile) rinvenuto nel 1968 in via Polibio, ribattezzato ‘Ipogeo Genoviva’. La scoperta, del tutto casuale -avvenuta in seguito a scavi condotti per costruirvi un edificio abitativo-, venne seguita da altre, non meno sensazionali. La più recente, una tomba –ossa incluse- del IV secolo a.C., riportata alla luce nel maggio del 2010 tra le vie Icco e Rintone.
E’ pacifico che per tutto il corso del Medioevo, nonché dell’Età Moderna (la cui periodizzazione comprende un arco temporale che va dal XV al XIX secolo), l’area altro non rappresenta che la campagna orientale della città, con campi e alberi di ulivo sparsi qua e là.
All’indomani del secondo conflitto mondiale, il Borgo si espande ad est, oltre quel limite urbano costituito dal rettilineo di via Leonida e, più in là, da caseggiati tuttora ubicati nelle vie Temenide e Capecelatro (questi ultimi eretti negli anni Trenta). Dal ’51 in poi si costruisce a ritmo crescente, tanto che nel ’60 il quartiere è portato pressochè a compimento. Un 'boom‘ edilizio senza precedenti, con conseguenti sperequazioni in barba a qualsivoglia piano regolatore (come quello del 1954), e un bel calcio nel sedere all’estetica. E non finisce qui: soltanto negli ultimi anni Sessanta, palazzoni precedentemente eretti in aree agricole non ancora raggiunte dall’urbanizzazione verranno accorpati al nuovo rione.
Il nome ‘Battisti’, poi, indica la congiunzione di Tre Carrare con l’arteria più lunga di Taranto, dedicata all’irredentista trentino, e annesse parallele e traverse.
Ma storia e urbanizzazione sono qui strettamente intrecciate. Tra le strade del quartiere riecheggia la memoria di personaggi del passato (antico o più recente) legati alla nostra città. Da quelli della classicità (Andronico, Rintone, Aristosseno, Pacuvio, Icco, Polibio e il nostro progenitore, Falanto), a quelli della Repubblica Partenopea (Capecelatro e Capotagliata) e della Marina Italiana (Masdea, Cugini, Messina, D’Alò Alfieri e Maturi).
E' possibile, per ultimo, tracciarne i confini: ad ovest con il Borgo (via Leonida), ad est con Solito Corvisea (via Orazio Flacco), a sud con il rione Italia-Montegranaro (lungo una linea immaginaria che attraversa via Japigia e via Calabria).

domenica 16 settembre 2012

RISULTATI E CLASSIFICA SERIE D GIRONE H

CLICCA SULLE SCHERMATE PER INGRANDIRE.
















TARANTO - FOGGIA 1-2

Rino Raffone
MARAGLINO 7 Un intervento strepitoso salva risultato nella ripresa, sicuro nelle uscite, nulla può sul gol del Foggia. SICUREZZA
DEL BERGIOLO 5 Il primo gol scaturisce da una sua respinta superficiale che fa ripartire l'azione del foggia. SUPERFICIALE STIGLIANO 6 Buona prestazione, potrebbe essere più intraprendente sulla fascia. TIMIDO
CATALANO 6 Buona partita per il giovane centrocampista Rossoblu, imposta l'azione di ti partenza del Taranto. GEOMETRA
ROSATO 5,5  Poco preciso in alcune chiusure soffre un po' le verticalizzazione degli attaccanti del foggia IN AFFANNO
OCCHIPINTI 5,5 Subito in campo, si vede che non e' al meglio, ma si vede l'esperienza di un giocatore di categoria. ESPERTO (dal 27'st TERLINO 5,5 E' il quarto under in una difesa troppo giovane. Paga l'inesperienza. SI RIFARA')
NOVIELLO 5 Incide poco nella partita, non impensierisci mai la difesa del foggia. EVANESCENTE
CORDUA 6 La sua esperienza si vede tutta, detta i tempi della squadra Rossoblu. FONDAMENTALE
BUFALINO 6 Fino a quando e' in campo impensierisce con le sue giocate la difesa del Foggia, lascia il campo nel secondo tempo reduce da un infortunio. CREATIVO (dal 4'st COSA 6 Realizza il gol del pareggio e cerca di far avanzare il baricentro della squadra. GOLEADOR)
SARLI 5 Un po' appesantito non riesce mai a trovare lo spunto giusto per impensierire la difesa del Foggia. FUMOSO
ZACCARO 6 un paio di buone conclusioni impensieriscono il portiere dauno. INCISIVO
BIONDO s.v.

TARANTO - FOGGIA. SFIDA DA ALTRE CATEGORIE

Più di tutti. Più di Bari-Lecce. Taranto-Foggia è il derby di Puglia. Un fregio calcistico e un titolo statistico guadagnato sul campo. Domani pomeriggio allo Iacovone, infatti, rossoblù e rossoneri si sfideranno in una partita di campionato, per la 63esima volta. Cinque di più rispetto al derby più in voga nell'ultimo ventennio, tra biancorossi e giallorossi. Fermi a quota 58 in campionato, con l'ultima sfida di A. Quella del 15 maggio 2011, quella che il Lecce vinse allo stadio San Nicola di Bari per 2-0, con gol di Jeda e autorete di Andrea Masiello. L'autorete che Masiello ha confessato di aver fatto di proposito, perché il derby era stato venduto per 200 mila euro, e che ha decretato i punti di penalizzazione per il Bari e la retrocessione in Lega pro per il Lecce. Ma da almeno due stagioni, quel derby è stato sorpassato. Il primo derby della storia di Taranto e Foggia, si giocò, invece, il 16 ottobre del 1927.
I rossoneri lo giocarono in casa per la prima volta contro il Taranto, ma non contro una squadra di Taranto, e lo vinsero per 1 a 0. Da quel giorno, Taranto e Foggia si sono incontrati altre 61 volte, in tutti i campionati dalla B alla ex C2, l'attuale Seconda Divisione di Lega pro. Per 20 volte si sono affrontati in B. Domani invece sarà il primo confronto in serie D. Nella terza giornata dei dilettanti. Perché i destini, a volte paralleli e spesso incrociati delle due squadre, soprattutto nella storia calcistica degli ultimi dieci anni, questa estate hanno conosciuto un altro punto in comune. Drammatico. La mancata iscrizione nei campionati professionistici per inadempienze economiche dei due club e l'iscrizione in extremis nei dilettanti. Per il Foggia, undici campionati in A, è la prima volta. Il Taranto, invece, mai stato nella massima serie, la brutta esperienza l'aveva già fatta nell'estate del 1993: dalla B, con retrocessione in C1, direttamente in D, per decisione federale. Domani non sarà il derby dei calciatori di classe del passato, dei Pavone, Selvaggi, Maiellaro, Baiano e Signori, ma quello della rinascita, dei giovani alla ricerca di un futuro ad alti livelli, di due tifoserie che provano a ricominciare, a ripartire con entusiasmo e oltre 1.200 abbonamenti. Ai tifosi del Foggia però è stata vietata la trasferta. E sarà anche anche il derby in panchina tra due ex compagni del Foggia di Zeman in A: Tommaso Napoli, allenatore del Taranto, e Pasquale Padalino del Foggia. Il bilancio delle sfide è a favore dei rossoblù, con 27 vittorie, l'ultima lo scorso campionato di Prima Divisione per 2 a 1, contro 15 rossonere, e 20 pareggi. L'ultima vittoria del Foggia a Taranto è del 2004, 3 a 1, in C1.
Gino Martina

LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE INCONTRANO IL MINISTRO CLINI

di Fabio Matacchiera
In attesa di darvi maggiori informazioni, vi comunico che Venerdi scorso alcuni esponenti di associazioni ambientaliste hanno incontrato il Ministro Corrado Clini, attorno ad un tavolo istituzionale presso la Prefettura di Taranto, per parlare del "caso Ilva".  Io (in qualità di presidente del Fondo Antidiossina Taranto)  e Alessandro Marescotti (Peacelink) abbiamo espresso e ribadito in maniera forte e decisa, la nostra posizione di  assoluto dissenso alla approvazione di una nuova AIA.
Abbiamo cercato di supportare la tesi della magistratura, sottolineando l'impossibilità che impianti messi sotto accusa e sottoposti a sequestro possano essera riabilitati a funzionare, causando malattie e morti. Inoltre, abbiamo fortemento manifestato il nostro dissenso sul possibilità che l'Ilva possa avere  l'Autorizzazione Integrata Ambientale. Questa posizione ha fatto fortemente irritare il Ministro, nonostante i nostri interventi siano stati dialetticamente corretti.
Nel corso del mio intervento, ho posto l'accento sul fatto che i politici, quasi tutti all'unisono, compreso il Ministro stesso, con le loro parole abbiano dato sempre la sensazione molto forte di dare priorità all'acciaio, piuttosto che alla salute dei cittadini. Inoltre, con grande delusione ed amarezza abbiamo tutti potuto riscontrare che il Dott. Clini più volte ha posto l'accento sul fatto che le indagini epidemiologiche eseguite da illustri luminari della scienza medica per conto della  Procura potessero essere non significative.  E per questo motivo che ho "tirato fuori"  i dati dello studio "Sentieri" (redatto anche dal Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore della Sanita) che riporta i seguenti dati rilevati
sulla mortalità sempre più crecente nella popolazione tarantina nel periodo 1995-2002:

MORTALITA'  A TARANTO
+ 10-15%  GENERALE PER TUTTI I TUMORI
+30% TUMORE POLMONE (DONNE E UOMINI)
+50% UOMINI, + 40% DONNE PER MALATTIE RESPIRATORIE ACUTE
+15% UOMINI, + 40% DONNE PER MALATTIE APPARATO DIGERENTE
+5% (DONNE E UOMINI) PER MALATTIE SISTEMA CIRCOLATORIO
+15% MALFORMAZIONI CONGENITE
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Secondo i periti del tribunale le cose non vanno meglio tra il 1998 al 2010
con 386 MORTI PER L'INQUINAMENTO INDUSTRIALE

AIUTIAMO I BAMBINI MENO FORTUNATI

Lunedì riaprono le scuole anche per i bambini seguiti dalla Associazione benefica Fulvio Occhinegro (www.abfo.it)! Sappiamo che il periodo non è dei più facili per tutti ma vi chiediamo di darci una mano a reperire il materiale scolastico che servirà per i nostri bambini. Servono quaderni (soprattutto di quarta e di quinta elementare), diari, zainetti, colori, penne, matite,ecc..ecc..). Aiutiamo questi bambini a non sentirsi dei "diversi"... Non sono bambini "poveri"...sono solo meno fortunati!
La raccolta verrà fatta presso l'ottica occhinegro in viale Virgilio 37, dal lunedì al sabato mattina dalle 9.30 alle 13 e dal lunedì al venerdì pomeriggio dalle 17 alle 20

sabato 15 settembre 2012

VASCO ROSSI VA VIA DA CASTELLANETA ; E' GIALLO

È giallo sul presunto malore che la notte scorsa avrebbe colpito Vasco Rossi durante il suo soggiorno al Kalidria di Castellaneta Marina, il rocker sarebbe stato costretto a tornare in elicottero a Bologna dove al momento sarebbe ricoverato per problemi respiratori. La notizia diffusa da alcune agenzie di stampa non trova conferma nella struttura dove il famoso rocker ha trascorso il periodo di riposo dopo il suo matrimonio con Laura Schmidt del 6 luglio scorso.
DAL KALIDRIA - Secondo l’ufficio di direzione del Kalidria, la partenza già programmata del cantante di Zocca è avvenuta nella massima tranquillità ed anzi «con qualche giorno di ritardo rispetto agli accordi secondo i quali - riferisce sempre la stessa fonte - l’artista sarebbe dovuto partire all’indomani del concerto di sabato scorso» avvenuto nella discoteca «Cromie» di Castellaneta Marina. «L’ho visto partire ed era in ottima forma», dichiara il general manager del Kalidria, Vincenzo Gentile. La centrale operativa del 118, inoltre, esclude qualsiasi intervento al Kalidria negli ultimi giorni. Secondo il Resto del Carlino, invece, che per primo ha diffuso la notizia del presunto malore, Vasco Rossi si troverebbe ricoverato nuovamente nella clinica di Villalba a Bologna dove è stato curato più volte dall'estate 2011.
DA VILLALBA - «Non abbiamo l'eliporto. Mi dispiace, ma non posso dire nient'altro». È la battuta con cui Paolo Guelfi, direttore sanitario della clinica Villalba, ha liquidato questa mattina i cronisti. Nella struttura sulla prima collina bolognese sarebbe ricoverato Vasco Rossi. Un'ipotesi che il medico non ha confermato, ma neppure smentito, lasciando intendere che comunque non corrisponde al vero la ricostruzione di un arrivo nella notte in elicottero dalla Puglia, dove la rockstar si trovava in vacanza. «Forse più tardi, in serata», ha risposto Guelfi a chi gli ha domandato quando si potranno avere informazioni sulle condizioni di salute del Blasco.
DALLO STAFF DI VASCO - «È falsa - afferma con una nota Tania Sachs - la notizia secondo cui Vasco Rossi sarebbe stato trasportato in elisoccorso da Taranto a Bologna. È vero invece che il suo ricovero era già previsto, e che Vasco è partito dall'albergo di Castellaneta Marina (Taranto) con la sua macchina e l'autista, e come sua abitudine ha viaggiato indisturbato di notte per arrivare a Bologna intorno alle 10 e alla clinica Villalba intorno alle 11 della mattina di giovedì». «Si tratta - sottolinea la portavoce - di controlli di normale routine che Vasco effettua ogni due o tre mesi da oltre un anno a questa parte, in seguito al batterio killer che lo aveva colpito nell'estate 2011». Lo staff, prosegue la nota, «invita stampa e televisioni a non diffondere notizie false ed allarmanti in ordine alle sue condizioni di salute, e a rispettare la privacy di cui ha diritto. Laddove si rendesse necessario, non mancheremo nei prossimi giorni di informare prontamente come abbiamo sempre fatto».
Nazareno Dinoi

LA PROCURA AI RIVA. "RIDUCETE LA PRODUZIONE MA CONTINUATE AD AMMAZZARE TARANTO"

Il procuratore della Repubblica di Taranto Franco Sebastio nel primo pomeriggio di oggi ha incontrato i tre "tecnici" nominati custodi giudiziari degli impianti dell'Ilva posti sotto sequestro dal 26 luglio scorso. La procura ha consegnato una direttiva, che i custodi hanno consegnato al presidente di Ilva Bruno Ferrante, con la quale si impone una progressiva riduzione della produzione a partire dai prossimi giorni. Nella direttiva si ricorda che il sequestro stabilito dalla magistratura non consente di utilizzare gli impianti dell'area a caldo per scopi produttivi ed impone immediate misure per ridurre l'inquinamento.

La graduale riduzione della produzione dello stabilimento Ilva terrà conto della salvaguardia degli impianti ma è finalizzata a ridurre le emissioni inquinanti.

Intorno alle 17 è iniziato l'incontro in Prefettura a Taranto fra il ministro Clini ed alcune delegazioni di associazioni ambientaliste. Legambiente ha presentato al ministro un documento contenente 26 prescrizioni da includere nell'autorizzazione integrata ambientale. Più radicale la posizione del movimento Anti-diossiona-peacelink che ha chiesto al ministro di non concedere l'Aia all'Ilva.

In mattinata il ministro Clini ha incontrato i sindacati dei metalmeccanici ed il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante che ieri, su autorizzazione del gip di Taranto, ha potuto incontrare l'azionista Emilio Riva, ai domiciliari dal 26 agosto scorso. Da Ferrante, Clini ha ricevuto garanzia che l'Ilva intende rimanere a Taranto.

mercoledì 12 settembre 2012

ELIO E LE STORIE TESE AL RAFFO FEST

Il gruppo musicale Elio e le Storie Tese ritorna in Puglia. La band «birichina» che ha fatto incontrare il suono corrosivo di Frank Zappa con un sarcasmo intelligente e scanzonato, ha inneggiato in tempi dispari al porno-attore John Holmes, ha rivisitato il Waka waka di Shakira trasformandolo in Bunga bunga, ha descritto in modo colorito e puntuale l’Italia di oggi con La terra dei cachi al Festival di Sanremo.
IL CONCERTO - Il suo leader, Stefano Belisari, in arte Elio, il giudice «en travestì» di X Factor, suonerà a Taranto insieme ai suoi insieme ai suoi inseparabili Rocco Tanica, Cesareo, Faso, Christian Meyer, Jantoman e Mangoni. L'appuntamento è venerdì 14 settembre per il «Raffo Fest» sul lungomare (info. 334.365.48.84, viale Virgilio 20 ). Un concerto gratuito aperto da Don Ciccio, Zakalicious, Fido Guido e Pacefatta

PROVINCE. A BRINDISI CONTENTI DI ACCORPARSI A TARANTO

"La gran parte dei sindaci ha espresso la volonta' di accorpare la Provincia di Brindisi con quella di Taranto". Lo ha dichiarato il presidente Massimo Ferrarese, a conclusione dell'incontro tenutosi stamane nel salone di rappresentanza durante il quale si e' discusso dell'accorpamento delle Province. Un incontro propedeutico a quello che si terra' domattina nel padiglione della Regione Puglia alla Fiera del Levante a Bari, indetto dall'assessore regionale agli Enti Locali, Marina Dentamaro. "D'altra parte alcuni propendono per un accorpamento con quella di Lecce - ha aggiunto Ferrarese - ma a questo proposito bisognerebbe verificare le reali intenzioni di quest'ultima considerato che potrebbe non avrebbe alcun interesse a prendere in carico i problemi di altri territori. Il discorso piu' concreto, quindi, e' tra Brindisi e Taranto; due province che hanno le stesse condizioni. Insieme dobbiamo cercare di salvaguardare le nostre rispettive peculiarita'". Al tavolo di confronto voluto da Ferrarese hanno partecipato i sindaci dei Comuni del Brindisino e i Consiglieri regionali del territorio, oltre alle organizzazioni sindacali che sono giunti a un indirizzo largamente condiviso.

TARANTINI INDISCIPLINATI. MULTE RADDOPPIATE

L’automobilista tarantino ha un’attrazione fatale per le strisce pedonali: ci lascia spesso l’auto in sosta e così nel 2011 ne sono stati multati 2602, il doppio dell’anno precedente. Ritiene, inoltre, che nelle strisce blu si possa parcheggiare senza pagare e così gli ausiliari del traffico hanno inviato al comando della polizia municipale 36157 verbali, circa 115 ogni giorno. L’indisciplina della «categoria» ha prodotto, nei dodici mesi dello scorso anno, 59576 sanzioni con una perdita di 7073 punti sulle patenti. L’infrazione più costosa in termini di punti è il mancato uso delle cinture di sicurezza (2465), seguita dalla mancata precedenza (1230) e dall’ostruzione degli spazi riservati ai disabili (702). Parlare al telefonino con una mano, impugnare il volante con l’altra e, magari, fumare anche una sigaretta, è costato 625 punti e nel 2011 i multati sono stati 193, pochini rispetto a quanto si vede nelle strade. Le cattive abitudini dell’uomo al volante, a Taranto, assumono evidenza attraverso le statistiche della polizia municipale che da un anno all’altro certifica i cambiamenti di comportamento.
Sono quasi raddoppiati gli usurpatori delle corsie riservate ai mezzi pubblici, da 388 a 648, ma li attendono tempi duri. Da maggio gli assi principali della città saranno presidiati dalle telecamere e le multe potrebbero anche quadruplicare nei primi tempi. Il tarantino ancora non ha assimilato il calendario dello spazzamento notturno tanto che sono stati 5113 ad aver ricevuto la multa, circa una ventina ogni notte. Diminuita l’abitudine di parcheggiare agli incroci (1909 a 3080) anche per l’adozione di decine di «dissuasori» collocati agli angoli delle strade; in calo anche l’ostruzione dei passi carrabili (647 a 948), stabile la sosta in doppia fila (1063) che, in omaggio ai commercianti, non viene multata in base a ciò che si vede a ogni ora del giorno nelle strade. Un segnale positivo, se le ridotte multe da un anno all’altro indicano comportamenti più virtuosi, arriva dall’uso del casco. In 106, uno ogni tre giorni, sono stati sorpresi e sanzionati nel 2011 rispetto ai 325 dell’anno precedente. A giudicare da quanto si vede in sella a scooter e moto, pochissime erano le multe due anni fa, inesistenti sono state l’anno scorso. Drasticamente ridotte le sanzioni per mancata assicurazione, 483 nel 2011, 2211 nel 2010, a certificare che, almeno stando all’apparenza, è nettamente aumentato il senso di responsabilità verso gli altri utenti della strada. Da quando il sindaco ha lanciato la campagna per il decoro cittadino la pubblicità abusiva lungo le strade ha registrato venti violazioni, decisamente inadeguate all’imbrattamento di cabine elettriche, parcometri, spazi vari, mentre ancora nessuna sanzione è stata fatta alla distribuzione selvaggia della pubblicità nonostante un paio di ordinanze sindacali.
Cesare Bechis

RENDE GIUSTIZIA AL SEQUESTRATORE DELLA MOGLIE

Ad agosto, dopo aver rapinato una Mercedes nel comune di Crispiano, in provincia di Taranto, si era recato a Grottaglie dove aveva sequestrato una donna e l'aveva portata in una zona periferica del quartiere Paolo VI del capoluogo jonico cercando di violentarla. Ieri mattina Antonio Cristallo, 62 anni, ancora agli arresti domiciliari a causa di quell'episodio, e' andato nuovamente a Grottaglie in autobus intenzionato ad incontrare nuovamente la sua vittima. Vista la momentanea assenza da casa della donna, ha deciso di aspettarla nei pressi della sua abitazione. Dopo alcuni minuti, pero' il marito della vittima, rincasando, ha avuto notizia della presenza del 62enne tarantino ed ha cosi' deciso di farsi giustizia da solo. Lo ha aggredito con un grosso bastone provocandogli serie ferite alla testa.
Solo il provvidenziale intervento di alcuni passanti ha scongiurato il peggio. Cristallo e' stato trasportato all'ospedale dai sanitari del 118. Giunto al pronto soccorso ed avendo il timore che potessero intervenire le Forze dell'ordine, nonostante le ferite, si e' allontanato e ha fatto perdere le proprie tracce. Gli agenti del Commissariato hanno dapprima rintracciato e fermato il marito aggressore, trovato, nei pressi della sua abitazione ancora con il bastone insanguinato tra le mani, e poco dopo e' stato rintracciato l'evaso stava tentando di allontanarsi dal centro abitato di Grottaglie. L'uomo e' stato ricondotto al nosocomio per la definita sutura delle ferite riportate, e dopo un periodo di osservazione, e' stato dimesso e arrestato con l'accusa evasione. Il marito della donna e' stato denunciato a piede libero per lesioni gravi.

AL DI LA' DEL MURO ILVA

Sembra una storia di altri tempi eppure accade qui a pochi km dalle nostre vite, accade lì al di là di quel muro che mi capita spesso  di costeggiare mentre mi reco nella mia città. Il grande muro che divide il mondo attuale dalle piu barbariche pratiche industriali. A sentir questo racconto, fattomi da un operaio Ilva ho creduto che al di là di quel muro non c'è legge e no c'è diritto, le polveri del profitto hanno trasformato le menti degli uomini in guardiani  disumani.
  • OPERAIO :non c è bisogno di chiudere le finestre, gli operai delle ditte sono quelli più da tutelare fanno tutti lavori più brutti
  • e i loro capi li fanno lavorare a schiavi senza mascherine senza guanti ecc. siamo noi che di nascosto passiamo le cose se no sarebbero morti tutti  ,e otto ore di lavoro loro è pari a 20 ore lavorative mettono un caposquadra su ogni due tre di loro in modo che non si fermino mai,io litigo tutti i giorni con i capi squadra delle ditte, a uno gli ho promesso che se si avvicina dinuovo agli operai suoi che sono da noi li apro la testa a due non viene più oppure viene e scappa
  • ed è realtà per i padroni delle ditte conta solo risparmiare e guadagnare più possibile perchè riva paga poco e se vogliono lavorare è così,e i padroni delle ditte accettano, tanto per loro chi gli da il culo è una bestia e tale va trattata
  • puoi scrivere tutto confermo e vedrai quanti poveretti delle ditte confermeranno
  • aspè molto importante, sai perchè gli operai delle ditte sono sempre sporchi?
  • perchè gli spetta una tuta all anno, sai quanti operai sono da noi con gli stracci addosso
  • poichè ricvenono una sola tuta all'anno, che in un anno si strappa , in ilva come vuoi che diventi una tuta? chi vuole se la deve far rattoppare a casanoi ilva invece prendiamo la tuta quando vogliamo anche 100 all anno 
  • sono quei poveretti che dovete seguire non gli fanno fare neanche le visite mediche 
  • oppure gli fanno tirare solo il sangue per far vedere giusto per.....
oltre quel muro la lotta per la vita e la lotta per il diritto strappata a fatica e che trova soluzione nei gesti umani di poveri operai ugualemnte impolverati!
 Domanda :                                          ...e il SINDACATO?????
ADA LE NOCI

L'ILVA CONTINUA A SCARICARE MINERALE PER LA PRODUZIONE

Sono sorpreso e sgomento nell’apprendere che,  presso il Comando della  Guardia Costiera di Taranto, non sia ancora arrivata alcuna notifica da parte della Procura, in merito al fermo dei rifornimenti delle materie prime per l’Ilva, così come è stato disposto dai custodi giudiziari e dallo stesso Procuratore Capo, Dott. Franco Sebastio, circa una settimana fa. Il provvedimento è stato notificato ai vertici aziendali e ha imposto ai responsabili dell’area Altiforni e dell’Ufficio Tecnico di approvvigionamento delle materie prime,  di interrompere immediatamente le operazioni di carico del materiale che dal molo di Taranto, attraverso i nastri trasportatori, arriva quasi quotidianamente nelle aree sequestrate.
Tutto questo consente all’Ilva s.p.a. di continuare a far giungere a Taranto navi adibite al trasporto di carbone, pet coke e minerale di ferro in quantità enorme. Basti pensare che ieri, martedì 11 settembre, il mercantile ”Sea Roses”, partito da Riga  (Lettonia) il 6 settembre scorso, ha scaricato c.a 8000 tonnellate di carbone (presso il secondo sporgente) e che il giorno 15 settembre giungerà a Taranto la nave da carico ”Gemma” (proprietà Ilva), il più grande mercantile italiano dalla stazza lorda di 315.000 tonnellate, che rifornirà di minerale di ferro il siderurgico (quarto sporgente).
In questo momento (ore 15,00), mentre scrivo questo comuncato stampa, la nave “Asti SNUG” sta scaricando presso il secondo sporgente circa 117.000 tonnellate di minerale di ferro.
Anche se con l’ordinanza di cui sopra (del 7 settembre scorso),  è stato tuttavia disposto che le navi già giunte nella rada di Mar Grande siano autorizzate a consegnare il materiale trasportato all’Ilva, con gli eventi che si sono, invece,  verificati in seguito a tale dispositivo giudiziario e a quelli che, presumibilmente, si verificheranno nei prossimi giorni (vedasi arrivo del super cargo “Gemma”), ci chiediamo, con grande preoccupazione, quali potrebbero essere le conseguenze di ciò e se sia ravvisabile un aggravamento della posizione giudiziaria della società ILVA spa.
 Inoltre, con altrettanta preoccupazione, ci domandiamo come mai la Procura di Taranto non abbia ancora dato (così ci risulta) disposizioni alle autorità marittime (Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, ecc) di vigilanza ed interdizione alla navigazione ed all’attracco dei mercantili da carico di materie prime presso i moli dell’Ilva.
Fabio Matacchiera
Fondo Antidiossina Taranto Onlus

FORTIS TRANI - TARANTO 0-2. QUANDO SI DICE... "QUEDD E' A MADONN"



a cura di Matteo Schinaia
twitter @MatteoSchinaia
FORTIS TRANI 0
TARANTO 1
rete: 37'st Cosa, 95'st Sarli

F. TRANI (4-4-2): Sestile; Astarita, Micallo, Sgambato, Costanzo; Piccirillo, Miraglia (11'st Lamattina), Santaniello; Ibekwe (25'pt Ricco), Vicentin (31'st Zummo). A Disp. Vessio, Capozza, D'Ambrosio, Caputo, All. Pensabene.
TARANTO (4-4-2): Maraglino; Del Bergiolo, Terrenzio, Rosato, Stigliano; Noviello (40'st Curri), Cordua, Catalano, Zaccaro (17'st Musto); Cosa, Sarli. A disp. De Deo, Terlino, Mauro, Cosentino, Audino, Curri. All. Napoli.
ARBITRO: Zanonato di Vicenza
ANGOLI: 9-1
AMMONITI: Costanzo, Micallo, Astarita, Sgambato (FT), Terrenzio, Musto, Cordua (T)
ESPULSI: nessuno
SPETTATORI: 600 circa, poco più di 100 da Taranto
RECUPERI: 4'pt, 5'st
PRIMO TEMPO
1' - Gran botta di Santaniello, paratona di Maraglino
2' - Cosa salva in calcio d'angolo
2' - Palo del Trani, Maraglino decisivo sulla conclusione di Vicentin
4' - Ibekwe reclama il rigore per presunto fallo su Terrenzio.Zanonato fa proseguire
5' - Catalano ci prova da lontano, para facilmente Sestile
16' - Ammonito Costanzo del Trani per un fallo a centrocampo
25' - Fuori Ibekwe, dentro Ricco
26' - Ammonito Terrenzio per un fallo prima di un corner
35' - Del Bergiolo vince un contrasto dalla destra, serve Sarli che appoggia dietro per Zaccaro: la conclusione del giovanissimo si spegne alta
40' - Miraglia sfiora il palo alla destra di Maraglino con una deviazione su cross basso dal settore destro
42' - Ammoniti Astarita, Micallo, per il Trani
47' - Contropiede del Taranto: Noviello, ben servito in area, si fa fermare dai difensori tranesi
45'+4 - Dopo quattro minuti di recupero, Zanonato manda tutti negli spogliatoi. Al termine del primo tempo, Fortis Trani e Taranto ancora fermi sullo 0-0.
SECONDO TEMPO
2' - Cross dalla trequarti sinistra di Stigliano, debole colpo di testa di Cosa, ben parato da Sestile
11' - Seconda sostituzione per il Trani. Entra Lamattina per Miraglia
12' - Piccirillo reclama un penalty che non c'è
14' - Noviello pericolosissimo su punizione
15' - SANTO MARAGLINO! Il numero 1 del Taranto fa due miracoli su Vicentin da distanza ravvicinata
17' - Esce Zaccaro ed entra Musto per il Taranto
20' - Subito ammonito Musto per un fallo a centrocampo
22' - Ammonito Sgambato per fallo su Musto
26' - Ammonito anche Cordua
31' - Entra Zummo per Vicentin
37' - IL TARANTO E' IN VANTAGGIO! E' di Cosa il primo gol ufficiale della nuova stagione: il tarantino trafigge Sestile con un preciso diagonale
40' - Entra Curri per Noviello
45' - Punizione di Costanzo che si spegne sul fondo
50' - RADDOPPIO DEL TARANTO! Sarli, ben servito da Cosa, realizza in contropiede con un meraviglioso pallonetto!
45'+5 - Dopo cinque minuti di recupero, si conclude il match. Il Taranto conquista a Trani la sua prima vittoria stagionale, in rete Cosa ad otto minuti dal termine e Sarli in pieno recupero.

martedì 11 settembre 2012

ADELE NICOLETTI MISS BIKINI 2012


 La cerimonia è avvenuta presso il negozio LA BEAUTYQUE di Adriana Oliveiro in via Lombardia 4/e a Taranto. Il concorso è stato vinto da Adele Nicoletti, artista e cantante. La titolare del negozio, Adriana, ha personalmente consegnato il premio messo in palio, ovvero una borsetta in fettuccia fatta a mano per l’occasione. Nella borsa, numerosi trucchi e cosmetici..
  
Nella foto seguente, Adele, facendo un giro nel negozio di articoli per estetica, ne adocchia subito qualcuno .. tra cui una Crema corpo flormar al melograno, emulsione soffice e asciutta a base di burro di karitè e estratto di melograno..
  
ed approfitta per una seduta benessere… :-).. a base di Mascara flormar Curling con applicatore in silicone per ciglia ancora più lunghe e ancora più curve e Smalto florma pretty colori luminosi in piccoli formati.

VIRTUS TRANI - TARANTO. ECCO I CONVOCATI

CONVOCATI MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE
TRANI TARANTO


PORTIERI
De Deo Mattia (92)
Astorino Andrea (92)
Maraglino Angelo (90) DIFENSORI
Terrenzio Francesco (89)
Rosato Raffaele (93)
Terlino Giuseppe (94)
Del Bergiolo Luca (93)
Stigliano Raffaele (92)
Musto Davide (94)

CENTROCAMPISTI
Audino Christian (95)
Cordua Ermanno (76)
Catalano Giovanni (93)
Cosentini Nicola (88)
Mauro Fortunato (93)
Minì Alessandro (93)
Schena Luca (93)


ATTACCANTI
Sarli Cosimo (79)
Zaccaro Eustachio (94)
Cosa Vincenzo (75)
Noviello Giorgio (84)
Curri Giuseppe (92)

TENNIS. LE CONGRATULAZIONI DELLA PROVINCIA A ROBERTA VINCI

“La nostra Roberta Vinci non finisce mai di stupirci. Con la vittoria nel doppio agli Us Open di New York si conferma tra le migliori tenniste del mondo”. Sono le parole del presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, che commenta l’ennesima affermazione della tennista tarantina.

“Non posso che esprimere a Roberta la gratitudine mia personale e dell’intera Provincia di Taranto: con il suo talento, infatti, riesce a veicolare un’immagine vincente della comunità di Terra Ionica. Sono certo che a quello statunitense si aggiungeranno altri importantissimi successi per una carriera già strepitosa e ricca di soddisfazioni.
In un momento di grande smarrimento generale e con i noti problemi da affrontare e risolvere, quello della Vinci rappresenta un esempio da seguire, soprattutto per i giovani. Non si sale sul tetto del mondo, sportivamente parlando, senza l’abnegazione, il sacrificio, il desiderio di superare gli ostacoli.
Naturalmente, il talento in questi casi fa il resto. Come molti ricorderanno, proprio a lei dedicammo lo scorso anno una bella serata per festeggiarla nel migliore dei modi.
Dopo un anno torno a ripeterle: grazie Roberta – conclude Florido - siamo fieri di te”

TORNA VASCO ROSSI E LO FA DALLA PUGLIA

Vasco Rossi si è esibito al Cromie di Castellaneta Marina, 45 minuti tondi tondi per riprendere in mano la sua vita dopo le tribolazioni di un anno difficile-
«Gioie terribili» le chiamava un emiliano ammantato di leggenda come Enzo Ferrari parlando di quelle vittorie troppo attese per non esploderti dentro come un pugno. E il concerto messo in piedi da Vasco Rossi l’altra notte nella discoteca Cromie di Castellaneta Marina davanti a tremila fan giunti da tutta Italia, con l’intenzione di riprendere in mano la sua vita dopo le tribolazioni di un anno difficile ha finito con l’assomigliare da vicino alla bandiera a scacchi che dopo le cadute più rovinose restituiva al Drake il suo pezzo di paradiso.

La luce in fondo a un tunnel di solitudini, terapie, antibiotici, polemiche, leggende metropolitane vissuta dal maudit di Zocca con la più irrequieta tra le convalescenze di cui si siano occupate le cronache negli ultimi anni. Ad aggrovigliare il filo delle emergenze Rossi ci ha messo del suo, per carità, ma a caro prezzo. E senza sconti. «Ho avuto paura», ammette lui il giorno dopo. «Ieri sera poteva decidere molto del mio futuro, è stata la prova del fuoco, ma poi mi sono ritrovato a casa, e Vasco è tornato!!».
Già ma è tornato a modo suo, con un set di 45 minuti incastrato tra i mix di un gruppo di dee jay, fra cui il figlio Davide Rossi, e ballerini in bilico sulle sue note come quelli della Scala per cui ha da poco revisionato in chiave tersicorea alcuni dei suoi più grandi successi.
Dice di aver riscoperto “Più in alto che c’è”, vecchia canzone scritta nell’85 per l’omonimo album di Dodi Battaglia, e di volerla mettere in rete fra un paio di mesi senza attendere di averne altre otto o dieci per dare alle stampe un album. Anche questa è libertà. Libertà come quella che invoca in “Canzone” serrando i pugni quasi a vincere con la forza di volontà le debolezze di quel fisico che lo costringono ancora a passare metà dello show seduto sui monitor.
Nella mega-discoteca a ottocento metri dal resort sull’Alto Ionio scelta da Vasco per trascorrere le vacanze, presidiata per l’occasione da forze dell’ordine degne di un concerto a San Siro, la parola d’ordine è autenticità e quindi via la maschera tagliente - occhiali e cappello - del gladiatore da stadio; via pure la sovrastruttura di canzoni come “Ho bisogno di te”, “Ogni volta”, “Non è la gelosia”, “Dillo alla luna”, “Sally” per recuperarle in versione voce e chitarra “così come sono nate”, malgrado l’amplificazione non proprio impeccabile del locale freni l’empatia tra scena e sala costringendo il Komandante a ricordare ai tremila che lui vive di applausi e delle emozioni di chi gli sta davanti. Arriva “incredibile romantica” e, carramba, sul palco si materializza Maurizio Solieri, licenziato senza troppi complimenti da Vasco appena tre mesi fa via Facebook. Ma quel verso “ho guardato dentro a una bugia e ho capito che è una malattia dalla quale non si può guarire mai…” sussurratogli nell’orecchio durante “Senza parole” lascia intendere che fra i due la tregua è indotta forse solo dal bisogno di andare in scena. Quella radunata dall’autore di “Bollicine” per il blitz pugliese è infatti una formazione d’emergenza.
La risposta a Fossati di “Canzone generale”, una “I soliti” capace di strappargli un alito di commozione, e “Vita spericolata” le altre gemme di un forziere chiuso come abitudine da “Albachiara” al termine di 45 minuti tondi tondi, sofferti, inquieti e meno rassicuranti di quanto forse ci si sarebbe attesi. Ma, al di là del luogo e della veste, questo non è un concerto pop. Questo è rock (bellezza).
Andrea Spinelli

MINISTRO CLINI "TARANTO INTERESSE NAZIONALE"

''Il risanamento di Taranto non e' una questione locale ma un intervento di interesse nazionale''. Cosi' il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, intervenendo in Aula della Camera dove e' iniziata la discussione generale del ddl di conversione del decreto legge per il risanamento dell'area dell'Ilva di Taranto.

''Siamo in un contesto strategico dell'industria italiana, da un lato e per il sistema della logistica, dall'altro - aggiunge -. Gli interventi per il risanamento ambientale dell'aera di Taranto rappresentano uno strumento importante anche nella strategia della crescita del nostro Paese, della salvaguardia dell'occupazione, ma anche uno strumento molto importante per lo sviluppo dell'economia italiana in un settore strategico a livello europeo''. Dunque, il risanamento ''si colloca nel contesto delle direttive e degli obiettivi europei per lo sviluppo sostenibile''.

TARANTO ANCORA AVVELENATA. QUESTA VOLTA CI PENSA L'ENI

La nube nera s’è allungata come un’ombra su Taranto. Rinnovando un incubo ben conosciuto da tutti i cittadini jonici: inquinamento, basta la parola, che peraltro agita non poco i tarantini dopo quanto sta succedendo attorno all’Ilva e al suo sequestro. La cortina color pece, visibile da diversi punti della città, s’è levata ieri intorno alle 10 dalla raffineria Eni. Lì è divampato l’incendio, un incidente che ha causato il ferimento di un operaio. Si tratta di Luigi Ancora, ha 44 anni ed è ricoverato nel reparto Grandi ustionati del “Perrino” di Brindisi: ha riportato ustioni sul 15% del corpo, ma le sue condizioni non sembrano essere particolarmente preoccupanti. La prognosi resta tuttavia riservata, in virtù delle ferite riportate.

Una mattinata di paura, a Taranto. E d’allarme ambientale, oltretutto confermato e certificato da quanto nelle ore successiva registrato dall’Arpa: la centralina di monitoraggio di via Machiavelli, nel rione Tamburi, ha rilevato un aumento dei valori di benzene in concomitanza con l’incendio nella raffineria, ha spiegato l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Il tam-tam in città è comunque scattato subito, quando la nube s’è sollevata dallo stabilimento.

Insomma: emergenza senza fine. E che stavolta s’associa al delicato fronte dell’infortunistica sul lavoro. Un altro operaio sarebbe inoltre rimasto ferito in modo lieve, ieri: sarebbe stato colpito alla fronte da una manichetta, e ha riportato lievi ferite. Si tratta del terzo incidente avvenuto nello stabilimento Eni Refining & Marketing di Taranto dallo scorso mese di aprile: altri due episodi simili si sono verificati infatti il 7 aprile e 12 marzo. Senza feriti.

Ma qual è stata la genesi dell’incendio? L’azienda ha spiegato che le fiamme si sono sviluppate in corrispondenza di una tubazione a sud del serbatoio T3148 esternamente al bacino di contenimento. «Nell’area - spiega la società - era in corso l’attività di isolamento della tubazione, finalizzata all’inserimento di valvole controllabili da remoto, in ottemperanza a una specifica prescrizione del Comitato Tecnico Regionale. Durante questa fase, che prevede l’apertura della tubazione, la benzina ha trovato un innesco che ne ha causato la combustione per ragioni ancora in fase di accertamento». Quindici minuti di combustione, che hanno sviluppato quel fumo nero visibile da larga parte della città. Circa un metro cubo la quantità di idrocarburi combusti nell’incendio.

Immediato l’intervento sul posto dei vigili del fuoco del presidio interno all’azienda. Un intervento tempestivo e decisivo, perché ha impedito l’ulteriore propagarsi delle fiamme e dunque l’esplosione. Che avrebbe avuto esiti tragici e disastrosi. L’Arpa sta inoltre verificando se possano esserci eventuali ripercussioni dal punto di vista ambientale non solo per quanto riguarda l’aria, ma anche per il suolo e la falda acquifera.

Il 44enne operaio ferito è un dipendente della ditta di meccanica Tps. Inizialmente era stato trasferito all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, salvo poi disporre il ricovero al centro d’eccellenza brindisino. Quando è divampato l’incendio erano al lavoro gli operai di due ditte: la Tps e un’azienda di smaltimento. L’azienda ha provveduto immediatamente a informare gli organi di controllo e istituzionali. «Ma l’incendio non ha in nessun modo coinvolto i serbatoi e gli impianti della raffineria, la quale è regolarmente in marcia», precisa in una nota Eni.

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