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giovedì 31 ottobre 2013

QUANDO MATACCHIERA CONSEGNO' IL LUPINO A STEFANO

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MORTI AL LAVORO. CLAUDIO E FRANCESCO AVRANNO MAI GIUSTIZIA?

Ci sono anche due infortuni mortali, avvenuti in azienda negli ultimi anni, quelli degli operai Claudio Marsella e Francesco Zaccaria, nell'inchiesta sull'Ilva nell'ambito della quale oggi la Procura della Repubblica di Taranto ha fatto notificare dalla Guardia di Finanza 53 avvisi di conclusione delle indagini valevoli come informazioni di garanzia. Marsella, locomotorista, mori' schiacciato tra un respingente e un carro nel reparto Movimento ferroviario il 30 ottobre del 2012. Secondo la Procura l'infortunio fu determinato ''da colpa generica consistita in imprudenza, negligenza e imperizia, nonche' per inosservanza di specifiche disposizioni per la prevenzione degli infortuni sul lavoro''. L'accusa nei confronti dell'ex direttore dello stabilimento Adolfo Buffo, del capo area logistica operativa Antonio Colucci e del capo reparto Cosimo Giovinazzi e' di cooperazione in omicidio colposo. Francesco Zaccaria si trovava nella cabina di una gru che stava operando nei pressi del molo e che fu investita da un tornado il 28 novembre 2012. La gru che, come scrivono i magistrati, ''versava in pessimo stato di conservazione'', venne trascinata ''sino all'impatto contro il fine-corsa lato mare''.
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Poi la cabina si sgancio' e cadde in acqua da un'altezza di 60 metri provocando la morte dell'operaio. Il corpo di quest'ultimo venne ritrovato in mare due giorni dopo sepolto dal fango. Anche in questo caso viene evidenziato che l'infortunio fu causato da ''colpa generica consistita in imprudenza, negligenza e imperizia, nonche' per inosservanza di specifiche disposizioni per la prevenzione degli infortuni sul lavoro''. In occasione del tornado ci furono altri due operai feriti in modo serio nella stessa area. L'accusa, per Buffo e Colucci, Giuseppe Di Noi e Giovanni Raffaelli, e' di omicidio colposo, e per tutti questi, escluso Raffaelli, anche di lesioni colpose.
FONTE: http://bari.repubblica.it/dettaglio-news/19:59/4420883

INCENDIO ALL'ILVA. 15 OPERAI INTOSSICATI

Incidente sul lavoro ieri mattina all'Ilva di Taranto. Quindici operai sono stati ricoverati in ospedale con sintomi di intossicazione, forse a causa di un incendio. A riferirlo è Francesco Rizzo, coordinatore provinciale di Taranto dei sindacati di base. I fumi si sarebbero sprigionati durante la fase di colata del metallo fuso, colpendo chi stava nelle vicinanze della siviera (cioè quel gigantesco contenitore di metallo fuso, trasportato di solito con una rotaia aerea) dell'acciaieria 1. 
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Sempre secondo Rizzo, l'azienda avrebbe poi spinto i lavoratori a tornare subito al lavoro, senza fare alcuna verifica ed incurante della situazione fisica dei lavoratori. 
Un nuovo incidente che potrebbe essere legato anche alla vicenda giudiziaria (per cui sarebbero pronte una cinquantina di richieste di rinvio a giudizio per i vertici societari, a cominciare dalla famiglia Riva e dai suoi fiduciari, oltre ad una serie di politici) e al sostanziale menefreghismo mostrato dall'Ilva verso le leggi ambientali e di sicurezza, reati contestati nell'indagine della Procura di Taranto. 
FONTE: http://www.julienews.it/notizia/cronaca/taranto-15-operai-dellilva-ricoverati-per-intossicazione-da-fumi/319491_cronaca_3.html?page=1

COSTA RICA. IL PAESE PIU FELICE DEL MONDO

MUSEO DELLA FOTOGRAFIA DEL POLITECNICO DI BARI

Il Politecnico di Bari inaugurerà la sede espositiva del suo Museo della Fotografia, lunedì, 4 novembre. Il nuovo spazio, concepito e realizzato all’interno del campus universitario, nei pressi dell’aula magna “Attilio Alto”, ospiterà mostre e iniziative del Museo, istituito dal Politecnico nel 2010. Per dare lustro al nuovo contenitore culturale, l’Ateneo pugliese ospiterà un importante mostra fotografica, dedicato al Costa Rica, paese del centroamerica, dall’intrigante titolo “Costa Rica, Il Paese più felice del Mondo”. I protagonisti saranno ventuno prestigiosi fotografi costaricensi, che con 75 scatti d’autore di varie dimensioni, hanno voluto interpretare la gioia, i colori e l’entusiasmo del loro Paese che è una tra le democrazie più antiche del continente americano.
Per la circostanza, parteciperà l’Ambasciatore a Roma del Costa Rica, Jaime Feinzaig Rosenstein.
L’iniziativa sulla Repubblica della Costa Rica, che è diffusamente considerata un paradiso naturale, non è casuale. Uno studio realizzato e pubblicato nel 2009 dall’organizzazione non governativa “The New Economics Foundation (NEF)”, definisce la Costa Rica il paese dove ci si sente “i più felici al mondo” e in armonia con l’ambiente. Sono i suoi stessi abitanti a dichiararsi “felici” e soddisfatti della propria esistenza in equilibrio tra consumi, produttività sostenibile e risorse naturali.
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La classifica della felicità ‘verde’ fornisce un’importante indicazione delle reali priorità per le persone e per il pianeta, evidenziando che la chiave della felicità non è il consumo sfrenato delle risorse, ma la possibilità di avere il tempo necessario per godere di quello che si ha. Chi spinge troppo sui consumi perde di vista la sostenibilità del pianeta danneggiando gravemente le generazioni future.
Con una superficie di 51.100 km², con circa il 5% della biodiversità mondiale infatti, rende questo Paese alternativo, anche per le vaste aree protette e parchi naturali, a tutti gli altri del nostro continente, che quotidianamente devono affrontare problematiche, spesso gravi, relative all’inquinamento ambientale.
L’inaugurazione dello spazio espositivo del Museo della Fotografia, che per l’occasione conterrà la mostra, “Costa Rica: il Paese più felice del Mondo”, avrà luogo, lunedì, 4 novembre, ore 17:30, con una cerimonia preliminare nell’Aula Magna “Attilio Alto”.
Interverranno: Jaime Feinzaig Rosenstein, Ambasciatore della Repubblica di Costa Rica in Italia. Michele Emiliano, Sindaco di Bari. Eugenio Di Sciascio, Rettore Politecnico di Bari. Nicola Costantino, Prof. ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale Politecnico di Bari. Pio Meledandri, Direttore Museo della Fotografia Politecnico di Bari. Bepi Costantino, Presidente ANACRI Puglia (Associazione Nazionale Amici Costa Rica Italia). Silvia Godelli, Assessore alla Cultura Mediterraneo e Turismo Regione Puglia.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 14 novembre nei seguenti orari: 9:00-13:00/16:00-19:00, esclusa la domenica.

Gli artisti autori delle foto in mostra: Alberto Coto, Camille Zurcher, Esteban Fernández, Francisco Coto, Irina Yébenes, Iris Odio, Isaac Martínez, Joan Lukowiecky, José Díaz, Karen Clachar, Karla Solano, Luis Monge, Maurizio Bianchi, Priscilla Ramírez, Ricardo Vílchez, Rodrigo Rubí, Ronald Reyes, Víctor Vega, Vilma Soto, Walter Rojas y Yessenia Ortiz.
L’onore di rappresentare l’icona della mostra va a Ronald Reyes (foto allegata), con la briosa immagine di un bambino costaricense che nuota sorridente, nell’acqua pulita!
POLITECNICO DI BARI

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ILVA. NICHI VENDOLA ACCUSATO DI CONCUSSIONE

C’è anche il governatore di Puglia Nichi Vendola tra i 53 indagati nell’inchiesta sull’Ilva di Taranto. Concussione ai danni del direttore generale dell’Arpa PugliaGiorgio Assennato. È questa l’ipotesi di reato contestata dal pool di inquirenti guidati dal procuratore Franco Sebastio che ha notificato gli avvisi di conclusione dell’indagine nella quale sono accusati del disastro ambientale e sanitario di Taranto Emilio, Nicola e Fabio Riva, i vertici della fabbrica e, con capi d’imputazione differenti, anche politici, funzionari ministeriali e locali, membri delle forze dell’ordine, un ex consulente della procura, un sacerdote e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano.
Negli atti dell’inchiesta “Ambiente svenduto” condotta dalla Guardia di finanza di Taranto, il governatore era stato indicato come protagonista di una “vicenda concussiva in danno del direttore regionale di Arpa Puglia Giorgio Assennato” e chiamato in causa per l’ipotesi di “mancato rinnovo nell’incarico, in scadenza nel febbraio 2011, per effetto delle sollecitazioni rivolte al governatoreVendola ed ai suoi più stretti collaboratori — tra gli altri l’allora capo-segreteria, Manna — proprio dai vertici Ilva”. In sostanza Vendola avrebbe fatto pressioni su Assennato, su richiesta dei Riva, perché si ammorbidisse nei confronti del siderurgico tarantino. Nelle diverse informative i finanzieri, guidati dal colonnello Salvatore Paiano e dal maggiore Giuseppe Dinoi, hanno infatti spiegato che “all’esito di quella vicenda concussiva e per effetto di essa, in realtà il prof. Assennato ridimensionerà (nei confronti dell’Ilva, ndr) il proprio approccio, fino a quel momento improntato al più assoluto rigore scientifico”.
Il suo intervento, secondo l’accusa, su richiesta dei Riva avrebbe permesso all’Ilva di neutralizzare le ostilità del direttore generale dell’Arpa che, secondo quanto riferito in un intercettazione captata dai militari, dopo l’intervento di Vendola “si è molto… responsabilizzato”. Una “responsabilizzazione” che spinge l’avvocato Franco Perli a suggerire a Fabio Riva di non intervenire oltre per la sua sostituzione perché “potremmo trovarcene anche uno molto peggio”. Il nome di Vendola, secondo le indiscrezioni, era già finito nel registro degli indagati da tempo, ma era rimasto segreto perché il presidente della regione Puglia non era mai stato destinatario di alcuna misura cautelare. Ma il lungo elenco di indagati è un vero e proprio terremoto per l’intera Regione Puglia.

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Nel registro degli indagati sono finiti infatti anche l’assessore regionale all’ambiente ex ex magistratoLorenzo Nicastro, l’ex assessore alle politiche giovanili Nicola Fratoianni, accusati di favoreggiamento nei confronti nei confronti di Vendola. Non solo. Dello stesso reato dovranno rispondere il direttore generale dell’Arpa Assennato e il direttore scientifico Massimo Blonda. Secondo il pool di inquirenti, anche dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dai sostitutitiMariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano (che ha coordinato le inchieste di due operai morti nell’Ilva ora confluite nell’inchiesta per disatsro ambientale) i vertici della Regione Puglia e dell’Arpa nell’interrogatorio dinanzi ai finanzieri come persone informate sui fatti, avrebbero negato le pressioni del governatore tentando così di coprire l’operato di Vendola.
Ma non è tutto. Perché nell’ultimo atto delle indagini preliminari spuntano anche i nomi di Donato Pentassuglia, consigliere regionale Pd accusato di favoreggiamento nei confronti di Archinà, e quelli del capo di Gabinetto Francesco Manna, del dirigente del settore Ambiente Antonello Antonicelli, dell’ex direttore dell’area Sviluppo economico della regione Puglia, Davide Filippo Pellegrino. Per i pm, insomma, un intero apparato al servizio dell’Ilva che scende anche nelle amministrazioni provinciali e comunali. Tornano infatti i nomi dell’ex presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido, e l’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva arrestati entrambi a maggio scorso con l’accusa di aver fatto pressione su alcuni dirigenti perché concedessero all’Ilva l’autorizzazione all’utilizzo delle discariche interne (poi autorizzate con decreto del governo) e del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, accusa di non aver messo in atto come primo cittadino le misure necessarie per bloccare i danni alla salute dei tarantini causati dall’azienda.

LA SERIE A TIM? PROVALA QUI

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mercoledì 30 ottobre 2013

CI SORBIAMO L'INQUINAMENTO ENI? SUBITO PREZZI NO TAX CARBURANTI PER TARANTO E PROVINCIA

L’economia dell’intera provincia di Taranto deve ripartire anche da qui. L’economia di Taranto e provincia deve ripartire dalle persone, afflitte dall’illusione politica che una forte industrializzazione di tipo pesante avesse potuto risolvere ogni problema economico e sociale. La politica ci ha ridotti così perché non ha mai guardato al lungo termine. Ha sempre pensato di risolvere problemi contingenti da cui attingere poi voti.
E’ anche vero che negli anni passati mancava una vera e propria sensibilità ambientale per cui certe scelte politiche erano più facile e spesso anche obbligate per il dilagare della fame e della povertà specialmente al Sud. Allo stesso tempo una politica responsabile doveva puntare ad una pianificazione chiara e consapevole nel tempo, attraverso l’applicazione di severi strumenti di monitoraggio e di controllo specie verso attività così impattati sotto tutti i punti di vista.
 Per questi motivi, a Taranto, con la scusa della fame e del lavoro che mancava, cani e porci hanno messo le mani sul territorio privandoci finanche della dignità e della salute. Un ricatto che oggi è diventato per taluni pure occupazionale. In particolare, oltre l’Ilva, anche l’Eni ha installato la sua industria di raffinazione delgreggio senza troppi scrupoli, non badando mai alle distanze dalla città, all’aria che di lì a poco avrebbe fatto respirare, alla gente che muore.
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E’ chiaro che oggi è difficile chiedere ad un’industria come Eni o Ilva di prendere “baracche e burattini” e andare da un’altra parte, magari tenendosi ben stretti i non so quanti lavoratori di Taranto e provincia.
Ma una cosa la possiamo chiedere: che ci venga riconosciuto l’indennizzo per le sofferenze inflitte sotto la voce industria pesante-inquinante: tumori, scarichi a mare, infestazione dell’aria, consumo delle risorse idriche. Made in Taranto parte anche dal chiedere l’eliminazione delle tasse dai carburanti agli abitanti di Taranto e provincia.
I vantaggi per Taranto e provincia? A parte un costo minore per i residenti, molta gente verrebbe a far benzina anche da molto lontano, favorendo così commercianti, negozianti, imprese in genere.
Vediamo di passare ai fatti questa volta. Siamo stufi dei soliti proclami!
MADEINTARANTO
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CONTINUA IL MASSACRO. CHIUDE ANCHE LA MARCEGAGLIA

Chiude la Marcegaglia Buildtech, fabbrica di pannelli fotovoltaici del Gruppo dell'ex presidente di Confindustria che a Taranto dà lavoro a 134 lavoratori diretti. Il gruppo Marcegaglia ha annunciato ai sindacati di categoria e alle Rsu di Fim, Fiom  e Uilm la cessazione delle attività, con la conseguente  chiusura e il licenziamento dei dipendenti, dal prossimo 31 dicembre. Marcegaglia Buildtech informa in una nota di aver preso la decisione di cessare la produzione di pannelli coibentati e di pannelli fotovoltaici "a causa della grave crisi che ha irreversibilmente colpito il settore del fotovoltaico in Italia e nel mondo".
Per i sindacati, "l'ennesima mazzata per questo territorio". Un territorio - sottolineano nella nota congiunta le organizzazioni sindacali - "già martoriato da una crisi senza precedenti, che continua a mietere  perdite di posti di lavoro". Fim, Fiom e Uilm parlano di "massacro" e convocano, per domani 30 ottobre, dalle ore 15,00, un'assemblea con tutti i lavoratori, proclamando "sin da ora" lo stato di agitazione del gruppo. "Anche questa volta - si legge nel comunicato - Taranto subisce la perdita di 140 posti di lavoro, a causa di una decisione aziendale disinteressata al nostro territorio:  lasciano Taranto per una riorganizzazione del Gruppo Marcegaglia, scippando nuovamente a questa città posti di lavoro e opportunità di sviluppo non inquinante". "Dopo l'eolico - concludono i rappresentanti dei lavoratori - a pochi giorni di distanza, anche il fotovoltaico abbandona Taranto, una città già compromessa dai problemi ambientali".

E' durato dunque appena due anni il "sogno" di "fare della città jonica la capitale del fotovoltaico in Italia". Così infatti si espresse Antonio Marcegaglia, amministratore delegato dell'omonimo gruppo, nel settembre 2011 presentando agli amministratori locali - tra cui il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - il rilancio industriale del sito di Taranto, dove Marcegaglia era approdato nel 2000 a seguito della vicenda Belleli di Mantova. A settembre 2011 Marcegaglia inaugurò a Taranto la produzione di lamiere e pannelli fotovoltaici per la produzione di energia solare attraverso una tecnologia innovativa: lamine di film sottile al silicio amorfo.
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Queste lamine, spiegò allora Marcegaglia, "vengono poi incollate su un pannello per ottenere un manufatto perfettamente integrato nella copertura dei tetti delle nuove costruzioni e volto alla produzione di energia elettrica solare". A Taranto la nuova produzione faceva seguito a quella, dismessa, di caldaie industriali. Una copertura di pannelli fatta in questo modo su una superficie inferiore a 20 metri quadrati, fu spiegato due anni fa, è in grado di produrre più di un chilowattora di energia elettrica per 25 anni, indipendentemente dall'orientamento e dall'inclinazione del tetto. Marcegaglia annunciò anche di aver stanziato per la riconversione del sito di Taranto 15 milioni di euro e di voler raddoppiare la produzione di pannelli fotovoltaici nel giro di pochi mesi.

"In realtà il progetto, che sfruttava una tecnologia americana - spiega Cosimo Panarelli, segretario della Fim Cisl di Taranto -, non ha avuto il successo che il gruppo Marcegaglia auspicava.
 In Puglia non c'è stato sviluppo alcuno. Si poteva e doveva incentivare la diffusione di questo sistema dai complessi privati a quelli industriali per finire alla copertura delle pensiline dei mezzi pubblici, ma così non è stato. Alla fine, nella ristrutturazione del gruppo, Marcegaglia ha sacrificato Taranto. Dopo Vestas nell'eolico è un altro pezzo di attività industriale nelle fonti energetiche rinnovabili che perdiamo nel giro di poche settimane".
FONTE: http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/news/marcegaglia-69771336/

SARENZA. PIU' DI 70 MODELLI AL 50% DI SCONTO

--> DEM Collezione Aprile 2013

PANTENE. PROVA SUBITO IL BALSAMO EFFETTO LISCI SETA

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martedì 29 ottobre 2013

LA DIOSSINA FA BENE. LA TV CAPOVOLGE LE NOTIZIE


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lunedì 28 ottobre 2013

"PARLA IL TIFOSO" TARANTO - GROTTAGLIE

INVIA IL TUO VIDEO AMATORIALE ALLA PAGINA FACEBOOK DI : IL PAGELLONE DI MIMMO.
OPPURE ALL'INDIRIZZO : redazione@tarastv.com
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"DOMANDIAMOLO" Gianluca Lomastro

"DOMANDIAMOLO" e' un programma di Giovanni Maimone e Franco Capriglione.
CONDUCE: Massimiliano Raso.
 Intervista a Gianluca Lo Mastro ideatore di "MADE IN TARANTO"


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AFFIDATI A VERI FOTOGRAFI...... AFFIDATI A LORO.......

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TARANTO - GROTTAGLIE NELLA FOTOGALLERY DI CAPRIGLIONE FOTOGRAFI

CLICCA SULLA FOTO ED ACCEDI ALLA PAGINA FACEBOOK
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AEROPORTO ARLOTTA. SI INDAGA SUI FINANZIAMENTI

Gli ultimi 40 giorni di operatività, sulla tratta Grottaglie-Milano Malpensa operata dalla Goldwing Arilines (compagnia palermitana travolta successivamente da una bufera giudiziaria) con un Bae-146 da 84 posti, risalgono alla fine del 2000. Da allora sulla pista del «Marcello Arlotta» di Grottaglie atterranno e decollano soltanto voli charter, aerei di vip in vacanza nel Salento o nella vicina Basilicata (come il regista Francis Ford Coppola) oppure gli enormi 747 cargo della Boeing che caricano le sezioni di fusoliera del 787 realizzate nell’attiguo stabilimento Alenia e le trasportano a Charleston, negli Stati Uniti.

Una assenza di voli civili dovuta ad una scelta politica compiuta da Aeroporti di Puglia che, uniformandosi al piano regionale dei trasporti licenziato dall’ulti - ma Giunta Fitto e non modificato dai successivi esecutivi Vendola, prospetta per l’Arlotta l’utilizzo unicamente per i voli cargo. Tutto legittimo? Sarà la Procura a fare chiarezza. Sul tavolo del sostituto procuratore Maurizio Carbone c’è infatti l’informativa redatta dagli agenti della Digos sull’utilizzo dei fondi destinati dalla Regione Puglia all’aeroporto di Grottaglie per il potenziamento delle infrastrutture e l’avvio dei voli commerciali. I poliziotti diretti dal vicequestore aggiunto Maurizio Scialpi nei mesi scorsi si sono recati negli uffici della società Aeroporti di Puglia, a Bari, ente controllata quasi interamente dalla Regione Puglia, per acquisire la documentazione relativa agli «Aiuti di Stato n°55/2007» della Commissione europea, in particolare ai lotti 22 e 23 riservati proprio all'aeroporto Arlotta per complessivi 5 milioni di euro; alla riqualificazione dello scalo per altri 8 milioni e 870mila euro, e per l’adeguamento delle infrastrutture di volo, per ben 98 milioni di euro. Soldi a quanto pare destinati altrove almeno per una parte significativa.
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L’inchiesta aperta dal dottor Carbone ha preso le mosse dall’esposto, presentato nel gennaio 2012, dall’avvocato Antonio Raffo per conto del Movimento «Taranto c’è», capitanato dall’avvocato Luigi Albisinni soprattutto per fare piena luce sulla destinazione dei quasi cinque milioni disponibili per sovvenzionare la ripresa dei voli da Grottaglie (nel dettaglio 1,9 milioni per i collegamenti con Roma e 2,7 per quelli con Milano).

L’aeroporto Marcello Arlotta vanta infrastrutture di assoluto livello, a partire dalla pista, lunga 3.200 metri, ma è oggettivamente sottodimensionato perché anche la destinazione come scalo per i voli cargo è rimasta solo e soltanto sulla carta. Ieri, intanto, a Taranto si è svolta una marcia in difesa dell’aeroporto, una manifestazione apertasi con un diverbio tra il segretario regionale della Uil Aldo Pugliese e alcuni rappresentanti del Comitato cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti, nato a seguito del sequestro dell’Ilva. Assente la politica, locale e regionale, tranne qualche sparuta comparsa, ma soprattutto latitante la città - circa 300 i partecipanti, molti studenti - che non ha aderito al corteo organizzato dal Comitato “Pro Aeroporto”, composto da associazioni e movimenti che da anni si battono per il rilancio dello scalo.
FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/aeroporto-di-grottaglie-la-digos-indaga-sui-finanziamenti-no664557

JOSPORT. QUESTA SERA PARLA NARDONI



Collegamento telefonico col presidente del Taranto. In studio, oltre al centrocampista del Taranto anche il tecnico della Juniores del Massafra Giuseppe De Giorgio, il dirigente della società giallorossa Alberto Briga ed il giovane calciatore Gianni Guarini
Condotto da Matteo Schinaia e con Alessandra De Gennaro, Fabio Ancona, Mimmo Frusi, Aldo Simonetti, Stefano Zizzi, Martino Chiarappa e Roberto Missiani, la trasmissione verterà sul weekend sportivo in terra jonica, partendo dall'analisi della vittoria del Taranto nel derby contro il Grottaglie, continuando parlando di Martina, calcio dilettantistico e soprattutto di settori giovanili, con un focus sul Massafra Juniores, per finire poi con le news sulle altre discipline, con servizi e focus sull'Asd Garden Tennis sulla Vibrotek Pulsano di volley.
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Confermati i collegamenti telefonici con Maurizio Mazzarella, direttore di MondoRossoblu.it, Luca Pierri, redattore di Blunote.it, e Gisberto Muraglia, viceresponsabile di TuttoSportTaranto.com.
Previsto, ad inizio puntata, un collegamento telefonico col presidente del Taranto Fabrizio Nardoni. Ospiti in studio Giampaolo Ciarcià, centrocampista del Taranto, il tecnico della Juniores del Massafra Giuseppe De Giorgio, il dirigente della società giallorossa Alberto Briga ed il giovane calciatore Gianni Guarini.
Tutti sintonizzati, quindi, a partire dalle ore 21, sul canale 189 del digitale terrestre o sul sito internet www.jotv.tv.

UN ALTRA REALTA' DI TARANTO NON C'E' PIU'. CHIUDE WEMAG

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Come i lettori avranno potuto constatare, dopo la consueta pausa estiva il settimanale Wemag non ha ripreso le pubblicazioni. La grave crisi che ha colpito il mercato dell’editoria e il crollo dei fatturati pubblicitari hanno determinato la sospensione delle uscite del magazine edito dalla Arafen SpA.
L’8 ottobre scorso la società editrice e le organizzazioni sindacali Cisl e Assostampa hanno sottoscritto l’accordo per avviare le procedure di cassa integrazione a zero ore di tutto il personale dipendente. Contestualmente, l’azienda ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede, nel breve-medio periodo, un rilancio degli investimenti che ha come obiettivo la ripresa delle pubblicazioni, nell’auspicio che ciò possa concretizzarsi quanto prima a garanzia del pluralismo dell’informazione e della salvaguardia dei posti di lavoro di tutti i dipendenti che in questi anni, nonostante i disagi economici patiti e a prezzo di enormi sacrifici, hanno sempre e comunque garantito la puntuale uscita del giornale.
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La redazione di Wemag
Enzo Ferrari, direttore
Andreina Baccaro, redattore
Pietro Cinieri, redattore
Michele Montemurro, redattore

domenica 27 ottobre 2013

SERIE D GIRONE H. RISULTATI E CLASSIFICA

Manfredonia - Bisceglie 2-2 (ieri)
28'pt e 26'st Titone (B), 2'st Lacarra (M), 20'st Portosi (M)

Mariano Keller - Francavilla in S. 2-1(ieri)
31’pt Fragiello (MK), 34’pt Ferrara (F), 9’st Tommasini (MK)

Matera - Gelbison Vdl 1-1
3'pt Sica (G), 45'pt Orlando (M)

Monospolis - Sf Gladiator 4-0
10'pt Montaldi, 14'pt Strambelli, 20'pt Di Rito, 32'st Adeshokan

Nardò - Puteolana I. 0-3 a tavolino
(il Nardò non si è presentato)

P.Marcianise - San Severo 1-1
3'pt Citro (PM), 17'pt Ladogana (SS)

Real Metapontino - Brindisi 1-0
38' st Di Senso

Real Vico - Turris N. 0-1
35'pt Bisogno

Taranto - Ael Grottaglie 1-0
9'pt Molinari

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CLASSIFICA aggiornata
P.Marcianise 19
Turris N. 19
Monospolis 19
Matera 18
Brindisi 16
Real Vico 14
Taranto 13
Mariano Keller 13
Manfredonia 12
Bisceglie 11
Francavilla In S. 11
Puteolana I. 10
Gelbison Vdl 10
San Severo 9
Real Metapontino 8
Sf Gladiator 8
Ael Grottaglie 7
Nardò -10
Penalità: Nardò -12; Puteolana I. -2; Brindisi e SF Gladiator -1
Sub-iudice: Francavilla in S.-Sf Gladiator 1-0 (06/10/2013)
 
PROSSIMO TURNO - GIORNATA N. 10
(domenica 03/11/2013 ore 14.30)
Ael Grottaglie - Nardò
Bisceglie - Mariano Keller
Brindisi - Real Vico
Francavilla in S. - Matera
Gelbison Vdl - Monospolis
Puteolana I. - P.Marcianise
Sf Gladiator - Taranto
San Severo - Real Metapontino
Turris N. - Manfredonia

"OASI WWF LA VELA". LA NATURA TI ASPETTA

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TARANTO - GROTTAGLIE 1-0

DI: Matteo Schinaia


E' vincente il ritorno allo Iacovone di mister Papagni per il Taranto che torna al successo dopo cinque turni, malgrado una prestazione poco brillante. Ad ogni buon conto i rossoblu sono stati pratici e concreti riuscendo a sfruttare, grazie al bomber Molinari, una delle rare occasioni da gol (al 8' del primo tempo). Di contro la reazione del Grottaglie è stata poco incisiva: gli ospiti infatti hanno impensierito il portiere Marani esclusivamente con tiri dalla distanza. Anche la superiorità numerica, maturata nella ripresa per l'espulsione di Muwana, non ha mutato l'inerzia del match. I ragazzi di Bosco, malgrado il forcing finale, non sono riusciti ad aggunatare il pareggio incassando la quinta sconfitta consecutiva.

Cronaca. Per il suo ritorno allo Iacovone mister Papagni riconferma il modulo 4-4-1-1, pronto a trasformarsi in 4-3-3 in fase di possesso: in difesa esordio assoluto di Caiazzo che occupa la posizione centrale accanto a Miale. In attacco la perdurante assenza di Clemente “costringe” il trainer rossoblu a schierare Migoni alle spalle dell'unica punta Molinari. Il recuperato Balistreri finisce in panchina. Sul fronte opposto il Grottaglie dei tantissimi ex (12 in tutto) viene schierato da Bosco con un elastico 4-3-2-1: in attacco Manzella e Palminano supportano ai lati la punta centrale Faccini. Al primo affondo il Taranto passa in vantaggio: Ciarcià penetra a sinistra e dal fondo la mette sul secondo palo per la puntuale inzuccata di Molinari che insacca nel sette. Il bomber argentino, alla terza segnatura consecutiva in campionato, festeggia sotto la Curva nord. Al 17' il portiere Marani è costretto a distendersi alla sua destra per deviare un insidiosa girata di Gnoni (innescato da un'azione partita da corner). I biancazzurri ci provano al 26' con un tiro dalla distanza di Faccini: Marani blocca senza patemi. Gli ospiti continuano a essere intraprendenti: al 32' Danese, ben piazzato in area, appoggia all'indietro per la staffilata di Sanna ma Marani smanaccia in angolo. La supremazia territoriale grottagliese è netta, mentre il Taranto si limita a controllare gli avversari cercando la sortita in contropiede. Al 40' il destro del biancazzurro Sanna si spegne al lato. Il Taranto si scuote al 43' grazie a un destro dal limite del solito Molinari: Maraglino si rifugia in angolo. E' l'ultima occasione da segnalare di un primo tempo sostanzialmente scialbo, nel quale il Taranto riesce a capitalizzare l'unica vera occasione da rete. Nella ripresa sono nuovamente i ragazzi di Bosco a tenere il mano il pallino del gioco ma al 10' una conclusione dal limite di Molinari colpisce l'esterno della rete. Di minuto più tardi l'episodio che condiziona il resto dela match: l'arbitro espelle per doppia ammonizione il centrocampista rossoblu Muwana che incassa il secondo giallo per proteste. L'inferiorità numerica costringe il tecnico Papagni a correre ai ripari: al 12' Menicozzo avvicenda Molinari. Il Taranto per necessità si riassetta con il 4-4-1 con Mignogna nel ruolo di unica punta. Anche mister Bosco effettua due cambio: al 23' Battista prende il posto di Palmisano, mentre al 26' Gnoni esce per fare spazio a Napolitano. Nel mezzo delle sostituzioni ospiti, in casa tarantina Balistreri (al 24') sostituisce Ciarcià. Ultimo cambio per i grottagliesi al 30': esce Faccini, entra Fraschini. Al 33' punizione a giro dai 25 metri di D'Arcante: Marani para a terra in due tempi. Ultima sostituzione per i rossoblu: al 35' Mignogna cede il testimone a Marchitelli. Lampo del Taranto al 37': la sventola mancina dal limite di Menicozzo chiama al prodigioso intervento in corner di Maraglino. Al 40' ci prova il biancazzurro Manzella ma la sfera sorvola la traversa. Nei minuti di recupero Marani compie la prodezza deviando in angolo una rasoiata dal limite di D'Arcante. Al 5' minuto di recupero l'arbitro decreta la fine del match: per i rossoblu è un grosso sospiro di sollievo.
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TARANTO (4-4-1-1)Marani; Viscuso, Caiazzo, Miale, Prosperi; Mignogna (36' s.t. Marchitelli), Carloto, Muwana, Ciarcià (24' s.t. Balistreri); Migoni; Molinari (12' s.t. Menicozzo)A disposizione: Masserano, Riccio, Vivacqua, Caruso, Marchitelli, Ancora, Pulci. All. Papagni

GROTTAGLIE(4-3-2-1): Maraglino; Papa, Anglani, Danese, Russo; Gnoni (26' s.t. Napolitano), D'Arcante, Sanna; Manzella, Palmisano (23' s.t. Battista); Faccini (30' s.t. Fraschini). A disposizione: Sergi, Aurelio, Quaranta, Pisano, Collocolo, Colucci.All. Bosco

Arbitro: Mei di Pesaro (ass.ti Rotondale e Marinenza di L'Aquila)

Marcatori: 8' p.t. Molinari (T)

Ammoniti: Viscuso, Muwana, Ciarcià per il Taranto; Papa, Manzella per il Grottaglie

Espulso: 11' s.t. Muwana per il Taranto

Angoli: 6-7

Spettatori: 2.674 (70 ospiti); paganti 1.019, abbonati 1.655, incasso €. 7.185,00

sabato 26 ottobre 2013

"LE INTERVISTE DI MASSIMILIANO RASO" GIULIANA MAGLIA

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venerdì 25 ottobre 2013

E' MORTO IL COMMISSARIO ZUZZURRO

È morto a Milano Andrea Brambilla, Zuzzurro nel duo con Gaspare. Aveva compiuto 67 anni lo scorso 21 agosto ed era ricoverato all'Istituto dei tumori di via Venezian, a Milano, dallo scorso 7 ottobre per un tumore ai polmoni. Lo conferma Nino Formicola, Gaspare nella coppia dall'ospedale dove si trova con la moglie e i figli di Brambilla.

«Ieri sera ha avuto una crisi ed oggi lo hanno sedato. Andrea è morto poco prima delle 22», dice Nino Formicola, commosso, parlando della scomparsa di Andrea Brambilla con cui formava la coppia Gaspare e Zuzzurro. «Tra qualche mese sarebbero stati 40 anni che ci conoscevamo. Gli avevano diagnosticato - spiega Formicola - il tumore al polmone in febbraio. Lui ha affrontato la malattia con grande piglio ed energia. Devo essere onesto, pensavo di essere preparato ma non è così».

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Formicola, che si trova all'Istituto dei tumori di Milano con la moglie e i figli di Brambilla, annuncia anche che i funerali dovrebbero essere sabato a Milano, ma, precisa, «non so ancora nulla di sicuro, ne dove saranno fatti. Probabilmente vicino a casa sua».
FONTE: http://www.ilmessaggero.it/SPETTACOLI/TEATRO/zuzzurro_gaspare_drive_in_morto_andrea_brambilla/notizie/344745.shtml

BIMBA DI 11 ANNI IN RIANIMAZIONE. HA INGOIATO UNA MONETINA

Una ragazzina di 11 anni di Taranto e' stata ricoverata al reparto di rianimazione dell'ospedale 'Santissima Annunziata' dopo aver ingoiato una monetina. Il fatto e' avvenuto ieri sera nella sua abitazione. La ragazzina stava guardando in televisione un mago che eseguiva giochi di prestigio proprio con una monetina e cosi' ha provato a imitarlo ingoiando la moneta e soffocandosi. Ora si trova sotto sedativi. I medici stanno tentando di estrarre la moneta.
FONTE: http://bari.repubblica.it/dettaglio-news/13:13/4417805
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ARPA PUGLIA - ACCERTATE 11 VIOLAZIONI ALL'ILVA

 Undici violazioni. Sono quelle che nel sopralluogo di meta' settembre i tecnici dell'Ispra e dell'Arpa Puglia hanno riscontrato nell'Ilva di Taranto a proposito della mancata adozione, nei tempi previsti, delle prescrizioni dell'Aia rilasciata dal ministero dell'Ambiente un anno fa. Il verbale conclusivo dell'ispezione e' firmato da Alfredo Pini del Servizio interdipartimentale per l'indirizzo, il coordinamento e il controllo delle attivita' ispettive.
  Sotto la lente degli ispettori sono finiti i parchi minerali, gli edifici che contengono materiali di lavorazione, i nastri trasportatori, la movimentazione dei materiali trasportati via mare. Si tratta di aree dello stabilimento siderurgico ad alto impatto ambientale, gia' al centro di rilievi dell'Ispra nel corso dei precedenti sopralluoghi.
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"Perdurare del mancato adeguamento" e "Perdurare del mancato rispetto": ecco le due formule che, piu' frequentemente, ricorrono nel verbale relativo alle violazioni Aia. Si parte con i "sistemi di movimentazione dei materiali trasportati via nave tramite l'utilizzo di sistemi di scarico automatico o scaricatori continui coperti come previsto dalla prescrizione "Misure strutturali da attuare subito", stante, altresi', la mancata trasmissione del progetto esecutivo corredato dal relativo cronoprogramma degli interventi come chiesto dalla diffida del 14 giugno 2013" e si prosegue con la "chiusura degli edifici aree di gestione materiali polverulenti". Anche qui, osserva l'Ispra, "stante la non autorizzata modifica non sostanziale per la chiusura con conseguente aerazione dell'aria degli ambienti confinati", si evidenzia "la mancata trasmissione del progetto esecutivo corredato dal relativo cronoprogramma degli interventi cosi come richiesto dalla diffida del 14 giugno 2013". Contestazione analoga anche sui nastri trasportatori: l'Ispra, "stante la non autorizzata modifica sostanziale inoltrata il 17 dicembre 2012", segnala "la mancata trasmissione del progetto esecutivo" con cronoprogramma "come richiesto dalla diffida del 14 giugno 2013". Si segnala poi la "mancata implementazione su tutti i convertitori delle acciaierie 1 e 2 del nuovo sistema software tipo Rams contrariamente all'impegno assunto il 27 dicembre 2012 e a quanto richiesto nella diffida del 14 giugno 2013 nella parte relativa all'eliminazione del fenomeno di slopping tramite interventi di natura gestionale" (lo slopping sono nuvole rosse contenenti polvere di ferro). Viene anche contestata all'Ilva dall'Ispra la "gestione dell'operazione di raffreddamento e trattamento delle paiole in area non specificatamente destinata a tale finalita' e non attrezzata tecnicamente per tale operazioni", nonche' il "superamento del valore di 25 g/t coke nell'emissione del particolato con il flusso di vapore acqueo in uscita dalle torri di spegnimento numeri 4, 5, 6 e 7, asservite alle batterie 7, 8, 11 e 12 attualmente in funzione, contrariamente a quanto previsto dalla prescrizione spegnimento coke".
FONTE: http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201310241626-eco-rt10287-ilva_ispra_e_arpa_puglia_a_taranto_11_violazioni_ambientali

MISTERIOURS CIRCLES

Una misteriosa entità aliena minaccia il nostro pianeta... Ecco il video che sta facendo il giro del mondo. Aiutaci a risolvere l'enigma! 
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martedì 22 ottobre 2013

TRIESTE E TARANTO ACCOMUNATE DA UN INFAME DESTINO

Una sostanza densa e di colore scuro, versata a terra da un addetto dell’impianto siderurgico di Trieste, la Ferriera. A parlare sono le immagini dei video cheilfattoquotidiano.it pubblica in esclusiva, e sul quale gli operai non hanno dubbi: “Quello è il catrame che esce dagli impianti. Sanno che non andrebbe fatto e fanno anche di peggio, da anni”. Immagini che mettono in allarme l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che decide di informare la procura di Trieste. Procedure delle quali la stessa proprietà si dichiara all’oscuro. Il sospetto di sversamenti contaminantiricade su una fabbrica già sotto accusa, per l’impatto ambientale e i livelli delle sueemissioni. La centralina che l’Arpa ha installato nei pressi della fabbrica supera da anni i rilevamenti del Tamburi di Taranto per la concentrazione nell’aria di sostanze cancerogene come il benzo(a)pirene. Tra fumi, odori e rumori, chi abita a Servola, il rione popolare che ospita lo stabilimento, ha paura. E non sente più ragioni: “Chiudetelo” di Franz Baraggino e Stefano Tieri

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