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sabato 30 giugno 2012

L'IDEATORE DEL MALEDETTO SCHERZO SULLA PERIZIA ESCE A GALLA

Si è fatto vivo l’autore del documento falso inviato giovedì all’emittente locale Studio 100 con cui veniva annunciato l’accoglimento del ricorso
da mondorossoblu.it
Ne dà notizia l’avvocato Russo: “Al termine della conferenza stampa tenuta questa mattina sono stato avvicinato da un ragazzo che mi ha spiegato di essere l’autore del documenti falso. Erano andati ormai tutti via e non c’era più nessuno. Sembrava visibilmente scosso. Mi ha chiesto scusa per l’accaduto spiegandomi che non voleva provocare alcun caos“. La denuncia è stata comunque inoltrata.

SE QUESTO E' UN OPERAIO

Torna a Taranto, al teatro Turoldo lo spettacolo "se questo è un operaio" ,
città che ha visto nascere ed evolversi questa pièce teatrale.
Lo spettacolo è ispirato alla condizione degli operai dell'Ilva di Taranto.
La performance è incentrata sulla storia di una fabbrica in cui la totale
mancanza di sicurezza sul lavoro, l'inquinamento responsabile di morti
precoci porta gli operai ad una riflessione sul valore della vita umana, ma
purtroppo solo dopo che loro stessi in prima persona saranno rimasti vittime
di questo meccanismo infernale. Tutto è avvolto in un'atmosfera surreale,
inoltre alcuni dei personaggi arrivano da pianeti lontani e assumono
sembianze da protagonisti di una fiaba.nera.
Una sperimentazione teatrale che proietta sul palco la dimensione umana
degli operai e lecontraddizioni sociali che spingono troppo spesso al
silenzio ed alla sopportazione di condizioni di lavoro disumane.

MATTEO GUAZZO E VITO DI BARI SCRIVONO A D'ADDARIO















oggi penso sia una delle giornate più triste della mia carierà calcistica..siamo falliti..una perosna ci ha fatto tante promesse ma sopratutto tante prese per il culo..nn solo a noi giocatori ma a tutta quella gente che ha speso dei soldi e nn solo ci ha messo il cuore per tt questo tempo...nel mio piccolo volevo ringraziare tutti i tifosi tarantini che sono speciali anzi sono e fantastici.per tutto il loro amore e calore che ci hanno trasmesso..nn dimenticherò mai questa esperienza tarantina... sono parole che mi vengono dal cuore....spero un gg di rivedere il taranto dove merita in altri palcoscenici...saro il primo tifoso rosso blu...un saluto alla nord..grazie di cuore a tutti....matteo.....

QUESTI GLI SFOGHI DEI CALCIATORI SU FACEBOOK

NUOVA PAGINA AMARA PER LA NOSTRA CITTA'. ADDIO AL CALCIO PROFESSIONISTICO

L’As Taranto Calcio non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro. Di fatto la società di via Martellotta dice addio ad ogni speranza e si consegna al fallimento. La notizia, ufficiale, arriva in una nota inviata dal direttore generale Mike Hulls. La riportiamo di seguito. «L’As Taranto Calcio comunica che, considerata l’attuale situazione economica della società, l'assenza di nuovi investitori e/o sponsor e la mancanza di eventuali trattative in grado di garantire il necessario aumento di capitale sociale non procederà all’invio della domanda di ammissione al campionato di Prima Divisione Lega Pro 2012-13, come previsto dal comunicato ufficiale. Per oltre sei mesi il presidente e i suoi dirigenti hanno cercato, in Italia ed all’estero, potenziali partner al fine di garantire la permanenza del Taranto in Lega Pro ma nostro malgrado nessuna iniziativa è andata a buon fine».
LA RESA - «Nonostante l’interessamento del sindaco Ezio Stefano - prosegue il comunicato - non esiste alcuna soluzione che possa cambiare l’attuale situazione, creare speranze consegnando la domanda di ammissione sarebbe una falsa promessa che ormai non serve a nessuno. La società infine ringrazia tutti coloro che hanno lavorato senza sosta per trovare un acquirente in grado di sostenere il club, in particolare gli avvocati Russo e Bruni e i loro collaboratori».
L'AMAREZZA - Dopo la festa di giovedì in Piazza Ebalia per la promozione in B, dovuta ad una sentenza del Tar che annullava la penalizzazione rivelatasi un falso, i tifosi ricevono la triste notizia, che già era nell’aria. Dall’anno prossimo il calcio a Taranto, nella migliore delle ipotesi, ripartirà dal gradino più basso. I due mari dicono addio al professionismo.
Marina Luzzi

GRAZIE ANCORA A CHI POTEVA FARE MA NON HA FATTO DALLA REDAZIONE DI TARAStv.

venerdì 29 giugno 2012

ITALIANI AGGREDITI DA TEDESCHI IN GERMANIA


BERLINO – Scontri, aggressioni verbali e lancio di oggetti hanno avuto come bersaglio alcuni italiani, che sono stati presi di mira in Germania, al termine della vittoria degli azzurri alla partita di semifinale a Varsavia .
A Berlino, Monaco, Wolfsburg, dove vivono migliaia di immigrati italiani ma anche a Lubecca, Kassel e Marl la stampa tedesca ha riferito episodi di violenza fisica e verbale, che si sarebbero consumati ai danni dei concittadini. Qui le immagini dei festeggiamenti a Bologna, dopo la vittoria dell’Italia 2-1 contro la Germania: 
La città di Wuppertal sarebbe diventata teatro di una rissa tra circa 800 tedeschi e 600 italiani, contro i quali sono stati gridati slogan razzisti. Le forze dell’ordine, secondo le agenzia tedesche, sono intervenute per sedare la rissa con spray al peperoncino e manganelli. Le immagini che seguono sono quelle della grande festa a Sora, dopo la vittoria dell’Italia: 
Gli scontri hanno coinvolto migliaia di persone e il bilancio della notte violenta è stato di decine di feriti, tante persone fermate e varie denunce per violenza. A Kassel, è stato fermato un uomo dopo che aveva lanciato un petardo contro alcuni tifosi italiani, ferendo una donna.

GLI OPERAI ILVA VANNO A TEATRO

Torna  a Taranto, al teatro Turoldo lo spettacolo "se questo è un operaio" ,
città che ha visto nascere ed evolversi questa  pièce  teatrale.
Lo spettacolo è ispirato alla condizione degli operai dell'Ilva di Taranto.
La performance è incentrata sulla storia di una fabbrica in cui la totale
mancanza di sicurezza sul lavoro, l'inquinamento responsabile di morti
precoci porta gli operai ad una riflessione sul valore della vita umana, ma
purtroppo solo dopo che loro stessi in prima persona saranno rimasti vittime
di questo meccanismo infernale. Tutto è avvolto in un'atmosfera surreale,
inoltre alcuni dei personaggi arrivano da pianeti lontani e assumono
sembianze da protagonisti di una fiaba.nera.
Una sperimentazione teatrale che proietta sul palco la dimensione umana
degli operai e lecontraddizioni sociali che spingono troppo spesso al
silenzio ed alla sopportazione di condizioni di lavoro disumane. "Mi sono
avvicinata alla realtà dell'Ilva di Taranto con l'intento di costruire uno
spettacolo  teatrale, è stato come fare un viaggio all'inferno da cui ne è
scaturita questa delirante  performance della durata di un'ora circa." I
palesi omicidi bianchi e lo scempio provocato alle vite non solo dei
lavoratori ma anche alle famiglie che vivono a ridosso delle polveri
tossiche non sotterrate sono state intessute in un atto unico suddiviso in 9
scene che gira su se stesso come una giostra di un terrificante lunapark.
Spunterà anche il pagliaccio assassino che fiero e senz'anima vomiterà la
sua ingordigia sul palco. Scritto, diretto e interpretato da lei stessa, Se
questo è un operaio è stato realizzato grazie  all'appoggio, in termini di
documentazione della situazione in fabbrica, dello Slai Cobas Taranto oltre
che dei famigliari di alcuni operai  morti per l'amianto o per infortuni suo
lavoro. Uno spettacolo asciutto, senza strutture drammaturgiche che segue
l'intento di riportare fedelmente "le voci operaie" raccolte durante la
preparazione. Un problema sempre attuale, portato in scena prima che
scoppiasse il fenomeno mediatico delle morti bianche  in passato ignorato
dai mezzi d'informazione.
Una sperimentazione teatrale che proietta sul palco la dimensione umana
degli operai e le  contraddizioni sociali che spingono troppo spesso al
silenzio ed alla sopportazione di condizioni di lavoro disumane. "Mi sono
avvicinata alla realtà dell'Ilva di Taranto con l'intento di costruire uno
spettacolo  teatrale, è stato come fare un viaggio all'inferno da cui ne è
scaturita questa delirante  performance della durata di un'ora circa."
Alessandra Magrini, alias "AttriceContro", Alessandra Magrini,
AttriceContro, ancora una volta si mette in gioco interpretando quello che
la sua coscienza sociale le impone di trasmettere, convinta che il teatro
sia strumento importante per istigare lo stimolo al cambiamento, sta girando
l'Italia con il suo spettacolo Se questo è un operaio. Un monologo sulle
morti bianche dell'Ilva di Taranto in cui l'attrice veste i panni di sei
personaggi: un giovane operaio, un operaio anziano, la moglie di un operaio
che partorisce un bambino nero, la caporeparto ed il padrone. C'è anche il
cameo di una catwoman particolare e provocante.
Scritto, diretto e scenografato da lei stessa, Se questo è un operaio è
stato realizzato grazie all'appoggio, in termini di documentazione della
situazione in fabbrica, dello Slai Cobas Taranto oltre che dei famigliari di
alcuni operai  morti per l'amianto o per infortuni suo lavoro.
Un problema sempre attuale e sempre ignorato dai media, una tema di cui non
si deve parlare.
Ma Alessandra "AttriceContro" lo fa, e ne parla in modo ironico e duro,
disincantato e ben documentato. Lo fa in quegli spazi che glielo consentono,
di solito centri sociali e sale comunali. La stampa, nonostante ciò, si è
accorta di lei, e non solo quella locale, come documentato nella rassegna
allegata.  Lo spettacolo è a titolo gratuito non è necessaria la
prenotazione, si possono ritirare comunque gli inviti all' Ilva o
contattando lo slai cobas Taranto

AIUTIAMO IL FONDO ANTIDIOSSINA ONLUS A VINCERE UNA CITROEN ECOLOGICA

 


impegnate per l’ambiente  

Dopo il successo di Citroën Créative Donation, la prima iniziativa di 1ClickDonation in Italia, Citroën ritorna a dare una mano alle Organizzazioni non profit chiedendo anche la tua collaborazione.

Oggi Citroën Italia vuole aiutare le organizzazioni impegnate nella tutela e nella protezione dell’ambiente con una donazione “verde” destinata alle 8 organizzazioni che avranno ricevuto più click.
Alla 1^ e alla 2^ classificata Citroën Italia donerà Citroën C-Zero, la vettura 100% elettrica. Mentre alle successive 6 classificate andrà una bicicletta elettrica pieghevole.
Dal 23 aprile al 31 luglio 2012 puoi donare il tuo click a un’organizzazione già registrata nell’elenco di 1ClickDonation, oppure puoi segnalare un’organizzazione, donare un click e condividerlo. Sei tu a scegliere le organizzazioni che beneficeranno della donazione, attraverso il tuo click, quelli dei tuoi amici e quelli di tutta la community.
COLLEGANDOTI A QUESTO SITO CLICCANDO QUI   E VOTA NEL RIQUADRO DI FONDO ANTIDIOSSINA ONLUS.
GRAZIE.

SALVIAMO IL CRAS BASKET "ORGOGLIO TARANTINO"



E questo non è uno scherzo. Mentre Taranto si risveglia stordita tra la delusione della falsa promozione in serie B e la gioia “europea” del 2-1 dell’Italia sulla Germania, questa mattina un gruppo di tifosi e simpatizzanti rossoblù del Cras Basket si è dato appuntamento sotto Palazzo di Città. Striscioni e slogan nei confronti del presunto immobilismo del sindaco e di altre istituzioni verso il club più vincente degli ultimi anni in Puglia. Che ha già annunciato la volontà di non partecipare alla prossima Eurolega. “Il Palamazzola è la casa del Cras”, “Taranto siamo anche noi”, “4 scudetti, 2 coppe Italia, 3 supercoppa, la Puglia che vince siamo noi”, “Basile non mollare”. Quattro striscioni appesi dai supporters per ricordare il valore di chi è abituato ad alzare coppe e conquistare tricolori. E soprattutto per sollecitare le istituzioni affinché il futuro della pallacanestro rosa abbia la giusta considerazione e importanza. Oltre ai tifosi più stretti del Cras, anche un paio di famiglie hanno scelto la strada della garbata protesta. Perché oltre alla prima squadra c’è anche un settore giovanile da salvaguardare. Entro il 5 luglio bisognerà procedere ad iscrivere il Cras al campionato. A differenza del calcio, non ci sono timori di radiazione. Bisogna conoscere, però, i dettagli sulla gestione del Palamazzola. Poiché l'attuale concessione scade il primo luglio. Chi aprirà il portafoglio per ammortizzare i costi dell’impianto di via Battisti? Anche per questo i tifosi hanno chiesto un incontro con Stefàno che probabilmente si svolgerà tra martedì e mercoledì mattina. Inoltre, nei prossimi giorni, non è esclusa l’ipotesi di una seconda manifestazione più chiassosa dei tifosi al Palamazzola. E non si tratta di elemosinare soldi, ma di ricevere il giusto rispetto.
Francesco Vozza - 29-06-2012

giovedì 28 giugno 2012

ITALIA GERMANIA 2-1 LE PAGELLE


Italia Germania euro 2012
La palla si stampa dentro alla rete di Neuer, il primo gol del Balo

Taccia per sempre chi non lo considera un campione. Pirlo impossibile da fermare, Buffon un fortino inespugnabile, Cassano fuoriclasse assoluto, De Rossi un colonnello. Prandelli artefice di un grande regalo.
 Balotelli
Taccia per sempre chi non lo considera un campione. Segna di testa, da centravanti vero, e poi scarica tutta la potenza che custodisce nelle gambe. Finalmente gioisce come un ragazzo, posando come un dio greco, le più umane delle divinità. Sbaglierà pure, ma è davvero il più forte.

Pirlo
I tedeschi ci hanno perso le notti per studiare come fermarlo. E questo è stato il più grande vantaggio che Loew potesse concedere a Prandelli. Ne beneficiano gli altri, ci rimette la solita Germania, costretta a giocare sugli altri, per una volta senza poter imporre il proprio potere.

Buffon
La parata giusta al momento giusto: è da questi particolari che si riconosce il migliore dei portieri da tutti gli altri. La concentrazione sempre altissima, non perde un colpo il capitano. Comanda la squadra dalla sua area, sempre più simile a un fortino nel quale rifugiarsi.

Cassano
Non arriverà ancora al 90’, ma un tempo è sufficiente a ribadirne la classe assoluta, le invenzioni imprevedibili, la straordinaria voglia di vincere. Ha vissuto la sua stagione più difficile, sicuramente la più dura da sopportare. Ma ne è assolutamente valsa la pena.

Bonucci
Sarà pure merito del motivatore, ma in campo va lui, con il suo carico di rabbia per una vigilia che non avrebbe mai pensato di vivere e per i mille dubbi che sul suo conto gli altri sembravano avere. Di fronte c’è l’attacco più temibile, averlo bloccato vale da solo la vittoria.

Marchisio
Se Pirlo è il leader del centrocampo, lui è il braccio armato, l’iniezione continua di forza che serve al reparto, ma anche a tutta la squadra. E’ stata la stagione della consacrazione, alla Juventus e in Nazionale. Non può che finire con la finale europea.

De Rossi
A Roma lo chiamano capitan futuro, aspettando la successione a Totti. In Nazionale, se possibile, conta ancora di più. E’ un veterano, uno dei reduci della notte di Berlino, si cala nel ruolo dispensando consigli e tranquillità. In azzurro è già promosso colonnello.

Chiellini
Lo strano campionato prosegue come neppure nei sogni. Si riprende dall’infortunio e arriva alla sfida che insegue da sempre. Accetta di spostarsi sulla sinistra, sfrattato da una coppia tutta juventina. Un’altra stranezza che in nazionale pesa niente: l’importante è vincere.

Diamanti
Gioca poco, ma diverte tanto. Con la sua irriverenza, con la voglia di osare anche se la porta è lontana cinquanta metri e a nessuno verrebbe in mente di tirare. Diventa l’alterativa a Cassano, ma l’idea che si possa giocare tutti insieme, con Fantantonio e Balotelli è troppo affascinante.

Prandelli
Un pensiero fisso gli passa per la testa, dai giorni agitati della vigilia. Ma non lo confesserà mai prima della fine. Intanto si gode la festa, il piacere di aver regalato alla squadra una dimensione e un gioco. Soprattutto ha regalato agli italiani il piacere di gioire per Balotelli.
FONTE SKYSPORT

ITALIA - INGHILTERRA (RIGORI) DURANTE IL TORNEO "TUTTO IN UNA NOTTE"

OLTRAGGIO AI TARANTINI, PAROLA DI NICOLA RUSSO

L'avvocato: 'Non ho ancora visto il documento, ma da come mi era stato descritto da un giornalista di una tv locale sembrava autentico. Scopro insieme a voi ora che è un falso. Attendiamo domani, contatterò io stesso il Tar'
di Matteo Schinaia
twitter @MatteoSchinaia
C'è qualcuno che si sta divertendo, in maniera vergognosa, con il cuore di noi tifosi tarantini. Il documento trasmesso da Studio 100 Tv con il quale il Tar del Lazio avrebbe accolto la notizia del ricorso dell'avvocato Nicola Russo per Taranto Futura, portando matematicamente il Taranto in serie B, è un falso.
'Alle 16.34 dal Tar Lazio, non è stato emesso nessun dispositivo. Alcuni elementi ci hanno subito portato a dedurre che ci trovavamo al cospetto di un vero e proprio falso bene organizzato da chi evidentemente ha delle ottime conoscenze di carattere giuridico': così l'emittente di Statte ha praticamente smentito la notizia prima diffusa e che aveva già fatto il giro d'Italia, del Mondo. Conferme della non veridicità del documento arrivano dal presidente della Lega Pro, Macalli: "Abbiamo fatto le nostre verifiche perché ci sembrava una cosa, non dico strana, ma il buon senso ci portava verso altre strade. Il ricorso è semplicemente inammissibile, quindi non è neppure stato preso in esame".
E quando oramai la popolazione si era già riversata in massa in piazza Ebalia, la doccia gelata. Un colpo duro anche all'impegno  dell'avvocato Russo, che in esclusiva a TuttoSportTaranto.com l'avvocato Russo: 'Ho appreso la notizia da un giornalista di una tv locale. E' stata un'emozione incredibile, mi sono sentito male per la gioia perchè era un traguardo importante. Ora apprendo che potrebbe essere tutto falso. Purtroppo non mi è stato ancora possibile visionare questo famoso documento (in cui però emerge un'incongruenza di date), ma da come mi era stato descritto sembrava autentico. Non ci resta che aspettare domani, contatterò io stesso il Tar. Ad ora, non c'è ancora nessuna ufficialità (Macalli ha poi anticipato la sentenza con la dichiarazione sopra riportata), nè tantomeno si potrà apprendere nulla stasera dal sito del Tar del Lazio, i cui uffici ora sono chiusi e  che questi dispositivi non li pubblica sul proprio portale'.
Se, come sembra, il documento fosse falso sarebbe un tiro mancino troppo oltraggioso da sopportare per i supporters tarantini: 'Se così fosse, bisognerà agire per vie legali. Non si può giocare con l'amore dei tarantini per la propria squadra del cuore'.

FRA LE IPOTESI LA DISPUTA DEI PLAY OFF FRA TERNANA E PROVERCELLI

Rischiava il fallimento, probabilmente giocherà in B nella prossima stagione. Il Taranto ha terminato la stagione regolare di Prima Divisione Lega Pro (girone A) a quota 63 punti, a due distanze dalla Ternana campione. Un verdetto su cui pesavano sei punti di penalizzazione concessi per inadempienze finanziarie. Ai playoff la Pro Vercelli l'aveva spuntata contro tutti, ma ora il TAR del Lazio ha accolto il ricorso della associazione Taranto Futura, ridando di fatto i sei punti di penalizzazione alla società pugliese. Cosa comporta? Semplicemente che il Taranto dovrebbe essere accolto in Serie B, da primo in classifica, e la Ternana dovrebbe ridisputare i playoff. Una bella grana da sbrogliare...

IL TARANTO E' QUASI IN SERIE B . GRAZIE AVVOCATO RUSSO

Il Tar del Lazio ha accolto con sentenza di rito abbreviato il ricorso presentato da Nicola Russo e ha annullato i 6 punti di penalizzazione inflitti al Taranto nel corso del campionato 2011-2012 per inadempienze finanziarie e la conseguente ammissione in serie B. Come riportato sul referto della sentenza il Tar del Lazio ha annullato la penalizzazione di 6 punti e consegnato, di fatto, la promozione in serie B ai rossoblu. Si attende la motivazione ufficiale che verrà emessa fra qualche giorno, ma di fatto Tarnato Futura ha vinto il ricorso. “E’ una soddisfazione immensa – commenta l’avvocato Russo – Sono emozionatissimo. Sto rientrando a Taranto e dobbiamo festeggiare“. La Figc, la Lega Pro e la Ternana possono ulteriormente ricorrere al consiglio di stato: “E’ una mossa che sconsiglierei – continua Russo – vista la grande crisi economica infliggere sanzioni e punti di penalizzazione non servirebbe a nulla e poi comunque il nostro ricorso si bassa sulla giustizia europea che è superiore a quella dei singoli stati“.

mercoledì 27 giugno 2012

ANCORA VERGOGNOSI SVERSAMENTI NEL MARE DI TARANTO

(21 GIUGNO 2012 ORE 9,30) NEGAVANO OGNI COINVOLGIMENTO E COMUNICAVANO DI VOLER INTRAPRENDERE AZIONI LEGALI NEI CONFRONTI DI FABIO MATACCHIERA E DI TUTTI I GIORNALISTI CHE AVEVANO DIFFUSO IL VIDEO GIRATO DAVANTI AGLI SCARICHI (sera del 19 giugno 2012)... 2 GIORNI DOPO CHE FURONO FATTE QUELLE "INTIMIDAZIONI". PER IRONIA DELLA SORTE, UNA MAREA NERA FINISCE IN MARE. MEDIAMENTE, NEL GOLFO DI TARANTO, L'ILVA SCARICA IN MARE IL 93% DEGLI IDROCARBURI ALIFATICI, ANCHE L'ENI SI DIFENDE BENE CON UN BUON 7% (FONTE CNR)

lunedì 25 giugno 2012

TERRIBILE INCENDIO A CHIATONA

di MARIO DILIBERTO
Domenica di fiamme e terrore in provincia di Taranto. Con bagnanti in fuga terrorizzati e un treno evacuato. Lo spaventoso rogo si è sviluppato a Chiatona, località balneare del versante occidentale provincia di Taranto. Le fiamme sono divampate in una pineta a poca distanza dalla spiaggia e dalle ville dei vacanzieri. Il fronte di fuoco si è immediatamente allargato a causa del vento scatenando il panico. Un gruppo di persone si è anche lanciato in mare per sfuggire alle fiamme, mentre è stato necessario bloccare il traffico ferroviario per alcune ore. Il convoglio è stato fatto evacuare nel corso delle operazioni di spegnimento, che hanno tenuto impegnati gli uomini per circa otto ore.

Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, gli uomini della forestale e numerosi volontari. Le fiamme altissime, con una nube di fumo visibile a distanza di chilometri, hanno lambito alcune abitazioni e i residenti sono fuggiti. Fortunatamente il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, coordinati dall’alto da un elicottero del corpo, e degli uomini della forestale ha consentito di arginare la violenza del rogo che ha soltanto sfiorato alcune ville, così come i binari della tratta Bari-Taranto.

Ad un certo punto si è reso necessario anche interrompere il traffico ferroviario in via precauzionale, ed un convoglio passeggeri è stato evacuato. Intorno alle 16 i vigili hanno definitivamente circoscritto l’incendio grazie anche all’intervento di quattro velivoli Fireboss, che
dall’alto hanno lanciato potenti getti d’acqua. Complessivamente le fiamme hanno divorato una quarantina di ettari di pineta. L’area disastrata dal rogo sarà pattugliata tutta la notte dagli uomini della forestale, per scongiurare che dai focolai ancora vivi possano nuovamente divampare le fiamme.

"TUTTO IN UNA NOTTE" IL TORNEO DI TUTTOSPORTTARANTO.COM

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sabato 23 giugno 2012

PROMETTE UN LAVORO PER 2000 EURO E POI SVANISCE NEL NULLA

Uno sconosciuto promette di aiutarlo nell’assunzione in un istituto di vigilanza di Taranto, ma dopo aver ricevuto in cambio 2mila euro in contanti, il falso benefattore è sparito nel nulla. Capito di essere stato truffato, un disoccupato da 5 anni ha però denunciato tutto alla Polizia e, grazie agli elementi forniti, ha permesso agli agenti di identificare il malfattore e di denunciarlo per truffa.
A cadere nella rete di un 39enne, originario di Crispiano e già volto noto alle forze dell’ordine per altre truffe, è stato un 37enne di Taranto disperato perchè non riusciva a trovare lavoro. Quest’ultimo a marzo scorso, come ha riferito il 37enne agli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretti dal vice questore aggiunto Carla Durante, si trovava in una strada del capoluogo ionico in compagnia di un parente (risultato estraneo alla truffa), al quale stava confidando le sue difficoltà del momento per la mancanza di un lavoro, la sua disperazione e la preoccupazione di non riuscire a tirare più avanti poichè senza occupazione da ormai cinque anni. Ad un certo punto della conversazione si è avvicinato lo sconosciuto 39enne. L’uomo si sarebbe presentato fornendo il solo nome di Battesimo ed ascoltati i problemi del 37enne, avrebbe asserito di conoscere il responsabile di un istituto di vigilanza a cui avrebbe sottoposto la richiesta di assunzione.
Il malcapitato, non sapendo ancora di essere caduto in una trappola, quasi non credeva alle sue orecchie e non potendo evitare di mandare all’aria anche la più piccola speranza ha fornito allo sconosciuto benefattore, almeno così sembrava, il suo recapito telefonico. Qualche giorno dopo una persona lo ha contattato telefonicamente. L’uomo si è presentato come responsabile dell’istituto di vigilanza e, come riferitogli dal 39enne, lo rassicurava dicendogli di essere a conoscenza della sua richiesta di assunzione e che tutto si sarebbe risolto in breve tempo. Avrebbe però dovuto presentare tutta la documentazione necessaria.
Fin qui tutto sembrava filare normalmente, tanto che il tarantino credeva veramente di aver avuto un colpo di fortuna e poter finalmente avere un lavoro molto presto. Successivamente, ed a più riprese, il crispianese ha contattato il tarantino al quale, col pretesto del costo della documentazione e del dover “oliare i meccanismi”, nel giro di due mesi ha ceduto circa 2.000 euro. L’uomo però poi ha fatto perdere le tracce. Inutili, da parte del malcapitato, i tentativi di rintracciarlo così come inutile era stato contattare il sedicente responsabile che si sarebbe dovuto occupare della sua assunzione. Al disoccupato ormai era chiaro: si trattava di una truffa. Disperato non si è però arreso. Si è rivolto alla Polizia e ha fornito ogni minimo particolare utile al rintraccio di chi gli aveva spillato forse gli ultimi soldi messi da parte o racimolati per una speranza svanita in poco tempo. Le indagini da subito non sono state facili, poichè gli agenti erano solo in possesso del nome, e non del cognome, dello sconosciuto e della sua descrizione fisica. L’intuito degli investigatori ha poi consentito, tramite denunce precedenti, di risalire ad un probabile sospetto. Individuato, il truffatore è stato riconosciuto dal 37enne e denunciato.

VERSO IL RITIRO I LICENZIAMENTI ALLA VESTAS

   
di Tiziana FABBIANO
TARANTO - Un passo avanti e qualcosa in più di un primo spiraglio. Si conclude con una notizia positiva l’incontro che si è svolto ieri mattina a Roma. Al ministero dello Sviluppo Economico si è parlato della vertenza che interessa la Vestas Italia di Taranto. Stretta nella morsa della congiuntura e dei tagli che interessano anche il settore della produzione di energia rinnovabile, la multinazionale danese aveva deciso di ridurre il suo personale nella sede jonica. Aveva aperto quindi la procedura di mobilità collettiva per 39 dipendenti di Taranto, oltre a due componenti dello staff che operano a Roma.

Dopo il fallimento della trattativa locale, ieri si è tenuto il primo tavolo romano, al cospetto del ministero. Un incontro che si è concluso positivamente. Il Ministero ha infatti assicurato l’impegno del Governo per la conferma degli incentivi riservati alle fonti rinnovabili chiedendo all’azienda di tornare indietro sui suoi passi in virtù di esigenze di mercato che potrebbero cambiare di qui a qualche mese. La società, che si occupa di produzione di pale eoliche, ha quindi fatto capire che valuterà la possibilità di non procedere ai 41 licenziamenti. La mobilità, a questo punto, potrebbe essere tramutata in cassa integrazione.

Ma di questi dettagli si parlerà con maggiore precisione nel prossimo incontro al ministero del Lavoro, già fissato per lunedì scorso e poi slittato al prossimo lunedì 25 giugno. Un rinvio che era stato richiesto dai sindacati vista la convocazione di ieri allo Sviluppo Economico. Al Mise si è parlato infatti della vertenza dal punto di vista delle prospettive produttive e di mercato del comparto e dei risvolti occupazionali. Al dicastero del Lavoro invece si discuterà del dettaglio degli ammortizzatori sociali, dei possibili strumenti “paracadute” per non fare cadere i 41 lavoratori nel baratro dei disoccupati.
E allora il fatto che ci sia stata una presa di posizione chiara sulle scelte del Governo ha tranquillizzato l’azienda. Un decreto per gli incentivi sull’eolico è la risposta che eviterà i licenziamenti. Non sarà possibile invece schivare un periodo di cassa integrazione.

Sono circa 300 i dipendenti della Vestas Italia a Taranto, fra i quali 40 erano a rischio licenziamento.
Complessivamente il gruppo Vestas opera nella provincia jonica con tre aziende che impiegano complessivamente circa 700 persone.
Al vertice di ieri era presente per il ministero dello sviluppo Economico la dottoressa Brunetti, le organizzazioni sindacali Fim-Fiom e Uilm con i responsabili di settore nazionali, le delegazioni tarantine della stessa federazione dei metalmeccanici rappresentati da Mimmo Panarelli (Fim-Cisl), Giuseppe Romano (Fiom-Cgil) e Roberto Basile (Uilm Uil) e le Rsu di Vestas Italia. Presente anche l’onorevole Ludovico Vico, deputato del Pd. L’azienda è intervenuta con il capo del personale Mirko Donis e Rainer Karan, general manager della Vestas Italia.

I LAVORATORI CASTIGLIA CON I CAMION SOTTO IL COMUNE

Questa mattina i lavoratori della Ditta Castiglia srl dello slai cobas per
il sindacato di classe e una rappresentanza dei Disoccupati Organizzati,
hanno dato una prima forte dimostrazione di cosa accadrebbe se la prossima
settimana non vi sarà la continuazione e l'estensione del servizio di
raccolta differenziata S.Vito-Lama.

I lavoratori Castiglia questa mattina verso le 10, appena saputo che il loro
contratto di lavoro doveva terminare improrogabilmente sabato 30 giugno
perchè la Regione aveva comunicato che non vi erano fondi per la proroga, e
che, quindi, già lunedì prossimo vi doveva essere il verbale di
trasferimento di tutti i mezzi dalla Ditta Castiglia all'Amiu, hanno
bloccato subito il lavoro (che anche oggi doveva durare per troppe ore, con
un surplus di straordinario come avviene dal 28 maggio).
Poi con tutti i camion già quasi pieni della raccolta differenziata, sono
andati sotto il Comune, occupando tutta il piazzale, suonando i clacson,
ecc.
La manifestazione improvvisa è durata fino alle 13. E' terminata solo quando
abbiamo saputo dal Sindaco Stefano, che ha subito preso contatti e
incontrato una delegazione dello Slai cobas per il sindacato di classe, che
la Regione aveva poco prima dato assicurazione allo stesso sindaco di aver
sbloccato un primo finanziamento per la continuazione della raccolta
differenziata.
Noi abbiamo preso atto e i camion sono rientrati. Ma vogliamo da lunedì
prossimo garanzie che:

- è annullato l'incontro previsto per lunedì tra Castiglia e Amiu per il
passaggio dei mezzi;
- i finanziamenti devono servire non solo per la continuazione del servizio,
ma contemporaneamente per il raddoppio degli attuali lavoratori, con una
nuova assunzione presi dai disoccupati che hanno fatto i corsi di formazione
ad hoc; perchè i lavoratori Castiglia non ce la fanno più a fare almeno per
3gg alla settimana 12/14 ore di lavoro, e comunque il servizio, specie ora
con l'incremento estivo della popolazione, non può essere fatto bene con il
poco personale attuale;
- il servizio deve comunque proseguire con la Ditta Castiglia e non ci deve
essere nessun passaggio all'Amiu, perchè con l'Amiu che è piena di debiti,
prossima quasi al fallimento, si rischierebbe di buttare soldi pubblici, non
avere nessuna garanzia di lavoro e per i cittadini nessuna garanzia di un
servizio effettivo di raccolta differenziata.

PER QUESTO:

LUNEDI' 25 è stata indetta un'assemblea all'interno della ditta Castiglia.
E i lavoratori con i Disoccupati Organizzati vigileranno che effettivamente
non vi sia il verbale di trasferimento mezzi

MARTEDI' 26 concentramento a p.zza Castello di tutti per avere garanzia
della continuità e estensione dell'appalto.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
Lavoratori Castiglia e Disoccupati Organizzati
3475301704

venerdì 22 giugno 2012

ANGELO BONELLI... "SI PREPARINO A QUERELARE ANCHE ME"

Taranto, in procura il video shock Arpa: "Sito superinquinato"
Si accendono i riflettori della procura sul video shock girato dall’ambientalista tarantino Fabio Matacchiera. Il presidente del fondo antidiossina ha diffuso le immagini dei prelievi effettuati in mar grande, proprio sul fondale dello specchio d’acqua di fronte agli scarichi dai quali fuoriescono le acque utilizzate dall’Ilva per il raffreddamento degli impianti e a poca distanza da quelli della raffineria Eni di Taranto. Le immagini dei campioni neri e fangosi hanno spopolato su internet e chiaramente non potevano passare inosservati. Da palazzo di giustizia non ci sono prese di posizione ufficiali, ma il video sarà acquisito. Così come è da mettere in preventivo l’avvio di una attività specifica per verificare la natura e quindi accertare anche l’origine di quei fanghi neri.



Peraltro la procura di Taranto, guidata dal procuratore capo Franco Sebastio, ha già mostrato grande attenzione ai problemi dell’inquinamento del capoluogo pugliese. Basti pensare che uno dei primi atti
del procuratore Sebastio, all’indomani del suo insediamento, fu quello di creare la sezione specializzata per indagare sui reati ambientali. Il video di Matacchiera è anche all’attenzione del professor Giorgio Assennato, direttore di Arpa Puglia. “Ho visto le immagini – dice - e le ho subito girate alla direzione scientifica. Mi hanno risposto che si tratta di un sito superinquinato, da tempo noto alla luce dei risultati delle analisi. E per questo lì è interdetta la balneazione e la pesca. In passato – spiega ancora Assennato – è stata effettuata una campionatura anche sui mitili rinvenuti sul fondale. Quei test hanno confermato l’inquinamento. Peraltro le immagini, decisamente di impatto, non vanno messe necessariamente in connessione con la presenza degli inquinanti. I cui livelli elevati, come mi hanno riferito proprio ieri, sono certificati dagli esiti delle analisi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. "Fabio Matacchiera non è solo, dietro di lui - dice Bonelli - c'è un'intera città che non ne può più dell'inquinamento che condiziona pesantemente la vita ed il futuro di Taranto dove siamo in presenza di una situazione di emergenza ambientale ed economica di una gravità inaudita rispetto alla quale continua il silenzio delle istituzioni e del governo".  "Le minacce di azioni legali nei confronti di chi si batte contro l'inquinamento e per la tutela della salute di Taranto - prosegue Bonelli - sono semplicemente vergognose. Nei prossimi giorni prenderò una barca e farò prelievi e sondaggi nello stesso punto dove li ha fatti Matacchiera: quindi, se c'è qualcuno che pensa di poter denunciare Fabio, a cui va tutta la mia solidarietà, si prepari già da adesso a denunciare anche me". "La gravità dell'inquinamento nella zona in cui Matacchiera ha prelevato il campione è gravissima - conclude Bonelli - ed è attestata da una relazione scientifica del 2009 secondo la quale complessivamente "verrebbero scaricati ogni ora 13,2 chilogrammi di idrocarburi alifatici (definiti anche come 'grassi') di cui il 7% proviene dagli scarichi Eni e il 93% dagli scarichi Ilva".
FONTE: LA REPUBBLICA.IT

DI SARA TOMMASI NON SE NE PUO' PIU'

Sara TommasiChe fine ha fatto Sara Tommasi? Da settimane al centro del gossip nazionale, tra nudi in piazza, flirt con Alfonso Luigi Marra, filmini porno pronti a sbarcare sul web e spettacoli osè, l'ex naufraga dei famosi sarebbe scomparsa.
Sparita, dal giorno alla notte, senza lasciare traccia, tanto da 'costringere' la povera madre a denunciare il tutto ai carabinieri.
La donna, travolta dagli scandali della figlia, non avrebbe più sue notizie da ben tre giorni. A diffondere la notizia, che ha davvero dell'incredibile, Social Channel.
Nella folle rete che tutto crede di sapere, c'è chi ipotizza persino la sua morte per overdose.
Lei, Sara Tommasi, non ha ovviamente ancora preso parola. Perché nessuno sa dove sia, con chi, e cosa stia facendo. Tanto da costringere una mamma, probabilmente disperata, ad appellarsi alla giustizia, denunciando una scomparsa che sa di mistero. O di trovata pubblicitaria di cattivo gusto.

IO NON HO PAURA (DONNE PER TARANTO)

"In riferimento al Comunicato Stampa dell’Ilva del 19 giugno scorso, nel quale dichiarava che avrebbe intrapreso azioni legali nei confronti di coloro che “ledono la sua immagine”, resto davvero sconcertata da tali affermazioni.

Viviamo in una Terra dove viene continuamente “lesa” la nostra dignità e la nostra salute, dove, finalmente, la stessa Magistratura (con le 2 perizie: chimica e epidemiologica) sta mettendo nero su bianco, riportando in luce quanto, per anni, noi stessi abbiamo denunciato.
Eppure, nonostante tutto, rischiamo noi stessi di essere minacciati e querelati a causa della nostra unica volontà: riportare Verità e Giustizia.

Compito di ogni cittadino attivo e onesto è denunciare gli scempi che si attuano nella propria Terra e alla Sua Gente.

Non spetta sicuramente  a noi dire la provenienza di quei “fanghi” prelevati in prossimità degli scarichi Ilva, ma certamente è diritto di Fabio Matacchiera, ambientalista da decenni, e di chiunque abbia a cuore le sorti di questa città, vigilare su tutti coloro che impunemente hanno distrutto il nostro mare e con esso la nostra economia e il nostro futuro.

Ritengo pertanto, che la nota di cui sopra  sia inopportuna perché risulta essere un  “invito” a chiudere gli occhi, a tapparci il naso e a non denunciare più.

A tal riguardo vorrei rassicurare l’Ilva e tutti coloro che avessero tale aspettativa, che noi continueremo, in ogni caso, a denunciare (con i mezzi a noi consentiti), i crimini che vengono attuati ai danni del Mare, della Terra, della Vita in genere, ponendo sempre e solo nelle mani dell’Informazione (che è libera e pertanto non censurabile) e della Magistratura le nostre denunce e le nostre istanze.

Da parte mia non solo la massima stima e solidarietà nei confronti di Fabio Matacchiera ma l’invito a tutti i cittadini e a tutti i giornalisti a non lasciarsi intimorire né condizionare da “minacce subdole e sottili” perché la tutela della nostra Terra , del nostro Mare e ancor prima della nostra Salute è nelle nostre mani, nelle mani di tutti coloro che con passione, dedizione e coraggio continuano a informare e denunciare, nonostante il tentativo da parte di qualcuno di voler frenare tale impegno.

Rosella Balestra (Comitato Donne per Taranto)

IL MARE NERO DI TARANTO..... SINDACO, DIFENDA I CITTADINI E SI VERGOGNI

Un fondale dall’inquietante color catrame. E’ quello mostrato dagli ambientalisti del fondo antidiossina dinanzi agli scarichi a mare delle acque di raffreddamento dell’Ilva di Taranto. Il presidente del fondo, Fabio Matacchiera, è tornato nello specchio di mar grande in cui vengono scaricate le acque utilizzate dalla grande fabbrica dell’acciaio per raffreddare i giganteschi impianti. Lui stesso solo dieci giorni prima aveva filmato una scia oleosa a pelo d’acqua nella stessa zona. Matacchiera ha prelevato dei campioni dal fondo. La sabbia è color pece ed ora saranno le analisi a spiegare quali sostanze sono depositate sul fondo di quello specchio d’acqua nei pressi della rada di mar Grande. L'Ilva da parte sua ha diffuso un comunicato con cui smentisce "categoricamente qualsiasi addebito riferito ad essa" e annuncia azioni legali contro Mattacchiera e i giornalisti che hanno ripreso il video

di MARIO DILIBERTO

TARANTO "PORTO D'EUROPA"

di ALESSANDRA FLAVETTA

ROMA - Un accordo storico, capace di ridisegnare il futuro del porto di Taranto, della Puglia e dei traffici marittimi commerciali, nazionali e internazionali, è stato siglato ieri mattina, alla presidenza del Consiglio dei ministri, da governo, Regione Puglia, Provincia, Comune e Autorità Portuale di Taranto, Sogesid, Ferrovie dello Stato e compagnie di navigazione e logistica impegnate nello scalo pugliese: Evergreen, Tct, Luante Estate B.V. Gsi Logistic e i cinesi di Hutchison.

Gli interventi per la riqualificazione e l’ampliamento del porto sono quelli di cui si parla da anni, alcuni dal lontano protocollo del 1998: la nuova diga foranea di protezione del porto, la riqualificazione delle aree ricadenti nel Sin, il sito di bonifica di Interesse Nazionale, la riconfigurazione della banchina del molo polisettoriale, l’ammodernamento della banchina e dei piazzali, il dragaggio dei fondali, il tutto per investimenti di quasi 190 milioni di euro.

La novità è che le parti si impegnano a terminare gli interventi in 24 mesi a partire da ieri, a garantire la movimentazione di 1 milione di container nell’anno successivo alla fine dei lavori, a trasformare la mobilità dei 160 lavoratori della Evergreen in cassa integrazione a rotazione, mentre la Tct recupererà le due linee di traffico spostate sul Pireo.

Scongiurati i licenziamenti, il governatore della Puglia Nichi Vendola ringrazia il governo per la nomina del commissario straordinario Sergio Prete, che è anche presidente dell’Autorità portuale di Taranto, definito dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca «l’acceleratore» dell’accordo.

Il ministro attribuisce il grande risultato raggiunto «al livello e alla qualità della cooperazione istituzionale rafforzata. L’accordo odierno rientra nella strategia di rilancio degli investimenti pubblici in Europa a cui il nostro governo sta lavorando». Soddisfatti anche il sottosegretario al ministero dell’Ambiente, il foggiano Tullio Fanelli e il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, che nel marzo scorso ha inaugurato il primo cantiere della piastra logistica di Taranto, la cui funzione, osserva, sarebbe stata vanificata senza gli impegni messi nero su bianco, ieri, in un crono programma dei lavori sulla cui attuazione vigilerà il commissario Lepre.

«Ora - aggiunge Ciaccia - si restituisce alla Puglia una grande possibilità di recupero, importante per l’Italia e l’Europa, che considerano strategico il Porto di Taranto». Lo scalo tarantino non solo sarà «il più infrastrutturato d’Italia, ma con il dragaggio – ricorda Vendola – diventerà l’unico porto italiano a poter ospitare le navi container di ultima generazione e quindi anche il traffico internazionale: quello che si muove da nord verso sud, dalla Cina cioè verso Rotterdam, dovrà rivedere le proprie rotte». Non è probabilmente un caso che l’autorità portuale di Taranto abbia siglato due accordi di collaborazione con Shanghai e lo scalo olandese.

Emozionati, il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, e il sindaco della città, Ippazio Stefàno, si sono impegnati a non deludere le aspettative riposte sullo scalo pugliese, dopo aver ringraziato il governo per l’attenzione manifestata durante tutta la lunga istruttoria. Se Taranto è candidata ad essere uno dei principali Hub del Mediterraneo, secondo l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Guglielmo Minervini (assente all’incontro perché impegnato alla Camera dei deputati) è perché questa candidatura «l'abbiamo conquistata tappa dopo tappa: con il protocollo d’intesa con Rfi del giugno del 2010 che ha assegnato 35 milioni per il raccordo ferroviario, con lo sblocco della delibera Cipe per il finanziamento di 219 milioni della piastra logistica», fino al protocollo di ieri.

Presente alla firma anche il deputato tarantino Ludovico Vico, che rileva come «la commissione Trasporti abbia certificato l’importanza del porto di Taranto, collocato tra i dieci scali strategici del Mediterraneo, come previsto dall’Ue».

SPARI NELLA NOTTE A SAN GIORGIO

Un uomo di 36 anni, Cosimo Dimarinelli, con precedenti penali, e' stato ferito questa notte a San Giorgio jonico, in provincia di Taranto, a colpi d'arma da fuoco durante una lite avvenuta vicino al chiosco bar 'Panorama Cafe'. L'autore e' in corso di identificazione. La vittima e' stata trasportata da un amico al pronto soccorso dell'ospedale di Grottaglie dal quale poi e' stata trasferita a quello di Manduria per essere sottoposta a un intervento chirurgico finalizzato all'estrazione di una ogiva rimasta nella gamba. Quindi è stata ricoverata e giudicata guaribile in 30 giorni.


I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Martina Franca, della Stazione di San Giorgio e della sezione rilievi del Comando provinciale di Taranto stanno svolgendo accertamenti di natura tecnica e stano ascoltando testimoni e persone coinvolte nel litigio. Sulla scena del crimine sono stati trovati tre bossoli di pistola calibro 22.

ITALIA - INGHILTERA. IL PRONOSTICO

L'Italia e' favorita sull'Inghilterra per il passaggio alle semifinali di Euro 2012: le quote Snai, elaborate e offerte da questa mattina, vedono l'Italia quotata 2,40 per la qualificazione ottenuta al termine dei tempi regolamentari, mentre per la nazionale di Roy Hodgson la quota e' 3,00.
Il pareggio e' quotato 3,20, e in questo caso Snai offre quota 11 per l'Italia in semifinale ai supplementari o ai calci di rigore, quota 12 per gli inglesi. Sempre analizzando le quote Snai, emerge come Inghilterra - Italia sia la partita piu' equilibrata dei quarti di finale: il Portogallo e' infatti quotato 1,75 per battere la Repubblica Ceca (quota 4,75), la Germania 1,33 sulla Grecia (9,50), la Spagna 1,80 sulla Francia (4,50). La nazionale tedesca e' la favorita per la conquista del titolo europeo, con quota 3,30, staccata di pochissimo dalla Spagna, quotata 3,60.
L'Italia e' la terza forza in gara (quota 7,50) ma al momento non sembra in grado di andare oltre le semifinali, insieme al Portogallo, quotato 8,50. Per le altre nazionali: Inghilterra 9,00, Francia 12, Repubblica Ceca 50, Grecia 60.
Per la sfida tra Portogallo e Repubblica Ceca , i lusitani sono favoriti. Snai non lascia infatti molte speranze alla squadra di Michal Bilek: i cechi si sono classificati al primo posto nel girone grazie alla sorprendente vittoria della Grecia sui russi, e sono passati nonostante una differenza reti negativa e senza mai impressionare veramente per la qualità del gioco. Le quote Snai vedono il Portogallo già qualificato alla fine dei tempi regolamentari a quota 1,75, mentre per la Repubblica Ceca la quota è 4,75. Il pareggio è quotato 3,50. Il passaggio alla fine degli extra time da parte del Portogallo è quotato 10, mentre per i cechi la quota è 16. Nel caso si dovesse ricorrere ai calci di rigore, le possibilità sono quasi equamente ripartite: Repubblica Ceca a quota 13, Portogallo a 12. Italia a parte, favorita sull'Inghilterra, le altre due partite dei quarti sembrano - per Snai - già scritte, con la Germania super-favorita sulla Grecia (1,33 - 4,75 - 9,50) e la Spagna campione del mondo data vincente sulla Francia (1,80 - 3,40 - 4,50).
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IL MONSIGNORE VA IN VACANZA CON I SOLDI DELL'OTTO PER MILLE


E' stato subito scandalo quando, nel pomeriggio di ieri, una tv argentina ha diffuso le foto di un tete-a-tete con una donna in una spiaggia caraibica di mons. Fernando Maria Bergallo, titolare della diocesi di Merlo (periferia di Buenos Aires) e della Caritas per l'America Latina.
Il prelato - come raccontano tutti i media - è corso ai ripari telefonando già in serata allo stesso canale e ammettendo che le immagini risalivano ad un paio d'anni fa, quando durante un viaggio in Messico "con un'amica d'infanzia che - ha detto - conosco praticamente da sempre". Mons. Bergallo ha anche chiesto scusa per "l'ambiguità delle foto" e per "le strumentali interpretazioni", che hanno suscitato.
Per contro, i media non solo si chiedono chi possa aver inviato le immagini alla tv e perché e sostengono che il prelato e la donna avrebbero soggiornato in un hotel di lusso messicano. Assicurano inoltre che già ieri notte, il nunzio apostolico, lo svizzero mons. Emil Paul Tscherring, ha convocato una riunione d'urgenza per affrontare l'inedito scandalo. "Non è chiaro - scrive oggi il 'Clarin' - se ha accettato le scuse di Bargallo o deciso di avviare una indagine interna per chiarire meglio l'episodio e prendere misure in merito al futuro dell'ecclesiastico".

mercoledì 20 giugno 2012

L'ASSOCIAZIONE TARAS 706 A.C. CHIEDE I DANNI ALLA LEGA PRO


L'Associazione di promozione sociale Fondazione Taras 706 a.C. ha chiesto il risarcimento dei danni alla Lega Pro per aver vietato l'apposizione del marchio "RespiriAMO Taranto"
sulle maglie dell'As Taranto Calcio in occasione della semifinale playoff tra Taranto e Pro Vercelli del 27 maggio 2012.
Secondo l'associazione, la decisione della Lega Pro - che rilevava la «finalità politica» del marchio RespiriAMO Taranto - è del tutto destituita di ogni riferimento giuridico e fattuale. «Non si avvertono - osserva l'associazione - i rischi della presunta finalità politica del marchio contestati nuovamente dalla Lega Pro alla vigilia di Taranto-Pro Vercelli, tanto più perchè la stessa Fondazione Taras si qualifica, secondo l'articolo primo del proprio statuto associativo, come una associazione apartitica».
FONTE: QUOTIDIANO DI PUGLIA

LE INIZIATIVE DELL'ENI IN TUTTA ITALIA. A TARANTO SOLO GAS E SINDACO CHE INAUGURA LE FONTANELLE



“Sul Sole 24 Ore di oggi, a pagina 11, campeggia una grande pubblicità in cui viene promossa la lodevole iniziativa meneghina ‘Estate al Museo’: ‘dal 19 giugno al 26 agosto ENI offre l’ingresso gratuito a tutti i musei civici di Milano’.
Grazie al contributo dell’ENI, per tutta l’estate i cittadini avranno libero accesso in oltre dieci musei, in una iniziativa che l’assessore comunale alla Cultura meneghino ha salutato come ‘un nuovo corso nei rapporti tra pubblico e privato nelle politiche culturali di Milano’.
È una iniziativa splendida che attesta l’interesse dell’ENI, moderno mecenate del patrimonio artistico, verso il patrimonio culturale italiano, lo stesso interesse che da anni vede l’ENI tra i principali sostenitori del ‘Ravenna Festival’ voluto nella città romagnola dal maestro Riccardo Muti.
Devo arguire che queste due città abbiano amministratori intelligenti che sappiano proporre all’ENI iniziative di grande spessore culturale, cosa che evidentemente il nostro Sindaco Ippazio Stefàno non ha saputo fare in cinque anni, emblematica è la tristissima immagine di uno Stefàno felice che inaugura fontanelle al cimitero…
Eppure a Taranto c’è un museo nazionale, il Marta, che nulla ha da invidiare ai dieci musei milanesi messi assieme, eppure a Taranto ci sono valide istituzioni musicali che propongono rassegne di spessore artistico, penso all’Orchestra ICO della Magna Grecia che ha bisogno di fondi per creare, in una infrastruttura dismissibile da parte della Marina Militare, un teatro con annesso polo culturale che aumenterebbe l’offerta culturale sul territorio.
E volendo andare oltre i confini della nostra città, che dire del Festival della Valle d’Itria che da decenni propone un programma musicale di straordinario interesse?
Allora il problema non è nella assenza di iniziative meritorie di sostegno, ma nell’incapacità degli amministratori di proporle in modo convincente alla grande industria presente sul territorio o, peggio ancora, nella loro poca credibilità come interlocutori.
Il vero problema della nostra città continua a essere l’incapacità della sua classe dirigente, che non vuole e non sa proporre e costruire nulla.
E così, mentre si perdono anche i pochi esempi di successo, è di oggi la notizia nella non iscrizione in Eurolega del CRAS Basket per mancanza di sponsor, l’unico assillo di Ippazio Stefàno è equilibrare la presenza in Giunta dei ‘floridiani’ e dei ‘pelilliani’, e l’unico problema di Gianni Florido è come dimettersi credibilmente per potersi poi candidare al Parlamento in primavera…
Con questi politici è difficile immaginare che anche in riva allo Jonico ci possa essere in futuro ‘un nuovo corso nei rapporti tra pubblico e privato nelle politiche culturali di Taranto’”.
Così in una nota il Consigliere regionale PdL, Arnaldo Sala.

IL PETROLIO SUI FONDALI DEL MARE DI TARANTO

19 GIUGNO 2012. DAVANTI AGLI SCARICHI IN MARE DELL'ILVA DI TARANTO ESISTE UNA SPECIE DI... "GIACIMENTO DI PETROLIO".

lunedì 18 giugno 2012

UNA SOCIETA' SPAGNOLA INTERESSATA AL TARANTO



La crisi del Taranto vive di scadenze, che giorno dopo giorno avvicinano la società del presidente D´Addario al baratro del fallimento. Il termine ultimo per presentare proposte di acquisto del Taranto al Sindaco Stefàno era fissato per sabato scorso: nel deserto delle offerte da parte dell´imprenditoria locale è apparsa la richeista della spagnola Platinum Group, società già balzata agli onori della cronaca sportiva per aver tentato, circa un mese fa, la scalata al Foggia di Casillo.

Gli interessi economici da poter sfruttare sul territorio pugliese sembrano spingere la società iberica: il gruppo, americano di origine ma con direzione generale a Valencia, si presenta come una società specializzata nel settore ambientale, che troverebbe a Taranto terreno fertile per i propri affari. Andando oltre i piani industriali del colosso spagnolo, da valutare e commentare in altre sedi, resta il nodo principale sulla salvezza del Taranto: il Sindaco ha esaurito il suo ruolo di mediatore, adesso tocca alle parti trovare un accordo definitivo. Cosa etterà sul piatto la Platinum? Cosa chiederà D´Addario? La Taranto sportiva attende alla finestra, consapevole che il tempo è ormai agli sgoccioli. 

domenica 17 giugno 2012

CICLISTA INVESTITO SUL PONTE PUNTA PENNA. DENUNCIATO IL PIRATA

Investe un ciclista e scappa via con l’auto, ma viene rintracciato dalla Polizia Stradale e denunciato per omissione di soccorso. E’ accaduto ieri mattina a Taranto sul ponte Punta Penna nei pressi dello svincolo per Martina. L’autista pirata, identificato in un 63enne, mentre era a bordo di una Opel Corsa ha travolto, per cause in corso di accertamento, un 52enne mentre era intento nella sua corsa giornaliera a bordo della bici. L’investitore non si è però fermato a soccorrere il ferito che per sua fortuna indossava il casco e ha quindi riportato lesioni guaribili in una trentina di giorni. Proprio il ferito è riuscito a fornire utili elementi al suo rintraccio ed a consentire alla Polizia di risalire alla sua identità, al rintraccio ed a denunciarlo.

LE PIAZZE DI TALSANO IN GESTIONE AI CITTADINI



A Talsano parte il primo esperimento di affidamento di uno spazio pubblico cittadino ad un gruppo di associazioni.

Prenderà ufficialmente il via domenica prossima, 17 giugno, il progetto “Piazza mia bella piazza”, presentato dall’Arci di Talsano al comune di Taranto che ne ha condiviso gli obiettivi. Molte le iniziative in programma per questa prima giornata di mobilitazione: dalle 17,30 in poi, in piazza della Vittoria a Talsano, diventano protagonisti i bambini con i giochi di una volta come la campana e il gioco dei tappi; per la merenda torneranno a farsi apprezzare pane, olio e zucchero e friselle con il pomodoro alla riscoperta di antichi sapori. E mentre i più piccoli si divertiranno, i genitori si occuperanno di risistemare la piazza: dagli arredi alle panchine, dall’impianto di illuminazione ad altri interventi per rendere più vivibile uno dei luoghi maggiormente frequentati della popolosa Borgata.

Per gli appassionati di moto e belle auto, su corso Vittorio Emanuele arriveranno anche le Ferrari e le mitiche Harley Davidson grazie al raduno organizzato dal circolo cittadino di Talsano. Spazio anche all’associazione New Fantasy per allietare la serata.

“Ci proponiamo di restituire piazza della Vittoria – spiega Franco Semeraro, presidente dell’Arci Talsano – alla piena fruibilità dei cittadini. Sulla base della convenzione sottoscritta con il Comune di Taranto, della durata di un anno, ci attiveremo per organizzare manifestazioni e momenti di coinvolgimento della popolazione talsanese, dai più piccoli fino agli anziani.
La nostra è una sorta di adozione di un importante spazio pubblico, la piazza appunto, per dimostrare quanto sia determinante l’impegno di tanti volontari che hanno a cuore le sorti del bene comune. Ci auguriamo perciò di vedere al nostro fianco tante persone: la rivitalizzazione di piazza della Vittoria dipende da noi, soprattutto da noi”.

IN 28 SOTTO PROCESSO PER AMIANTO

I vertici Ilva e Italsider, in tutto 28 imputati, dovranno rispondere della morte di 15 operai del siderurgico causata dall’esposizione all’amianto. Sono stati rinviati a giudizio per diversi reati, omicidio colposo, violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie nei luoghi di lavoro e mancata adozione delle precauzioni necessarie per tutelare la salute dei lavoratori. Fra i nomi degli inquisiti spiccano quelli di manager dell’industria di Stato dell’acciaio come Giorgio Zappa, attuale direttore generale di Finmeccanica e i vertici dell’Ilva, Emilio Riva, il figlio Fabio e il direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso. Gli operai, deceduti negli anni 2004-2010, hanno lavorato al siderurgico fino al 1975. Le cause della morte sono da attribuire al mesotelioma pleurico, al mesotelioma peritoneale e al carcinoma polmonare, patologie tipiche dall’esposizione all’amianto. Malattie provocate, secondo l’accusa, dalla mancata adozione delle precauzioni minime tese a tutelare la loro incolumità. I lavoratori, è la tesi accusatoria, non sono stati muniti di adeguati strumenti di protezione come maschere per la respirazione e altri dispositivi finalizzati a proteggerli dall’inalazione di polveri di amianto, gas, vapori irrespirabili e soprattutto tossici. Inoltre, non furono sottoposti a visite mediche mirate, in quanto non furono adottati protocolli di sorveglianza stabiliti dalle norme per i rischi derivanti dall’amianto e infine, è sempre la tesi dell’accusa, non furono informati dei rischi che comportavano le operazioni in cui erano impiegati. Ieri hanno concluso la discussione i legali degli indagati, fra cui i difensori dei vertici Ilva, gli avvocati Egidio Albanese e Adriano Raffaeli. Terminate le arringhe, il gup Giuseppe Tommasino, accogliendo la richiesta dei pm Raffaele Graziano, Franco Sebastio e Pietro Argentino, ha rinviato a giudizio 28 imputati e dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di due imputati deceduti nelle more del procedimento. Numerosa la schiera delle parti civili, 30 complessivamente fra familiari delle vittime, Inail, Fiom-Cgil e le associazioni Osservatorio nazionale sull’amianto e Contramianto. Familiari, organizzazioni sindacali e associazioni hanno presentato il conto agli imputati chiedendo maxi risarcimenti danni. Il processo inizierà il 3 ottobre prossimo dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Taranto Massimo De Michele. Intanto, martedì, proseguirà l’altro processo sulle morti da amianto che vede alla sbarra 19 imputati, tutti manager e funzionari dell’ex Italsider.

VIOLENZE SULLA MOGLIE INCINTA. ARRESTATO

 La donna ha raccontato che nel corso della lite l’uomo avrebbe cercato di strangolarla, prima mettendole le mani al collo e successivamente stringendola tra il braccio e l’avambraccio, tanto da farle perdere i sensi. 
 Ha picchiato la compagna di 29 anni, al sesto mese di gravidanza. E' successo a Taranto dove gli agenti della Squadra Volante della Questura hanno arrestato un pregiudicato di 32 anni, A.G., con l'accusa di tentato omicidio. La vittima si e' presentata verso le 13, ieri pomeriggio, al pronto soccorso dell'ospedale 'Santissima Annunziata' con evidenti ecchimosi al collo ed un ferita all’addome. Agli agenti ha raccontato che la sera precedente, a seguito dell’ennesimo diverbio con il suo compagno, era stata da questi aggredita con violenza.


Secondo quanto riferito nel corso della lite l’uomo avrebbe cercato di strangolarla, prima mettendole le mani al collo e successivamente stringendola tra il braccio e l’avambraccio, tanto da farle perdere i sensi. Ormai quasi senza respiro la giovane ha perso conoscenza cadendo rovinosamente per terra e sbattendo la pancia.

Solo dopo alcuni minuti, la 29enne si è ripresa e si è rifugiata nella sua camera da letto.

Alle prime ore di ieri, continuando ad avvertire forti dolori soprattutto all’addome, la donna, approfittando dell’assenza del suo compagno, su indicazione degli agenti della sala operativa 113 ai quali aveva chiesto aiuto, si è recata al pronto soccorso. Gli agenti dopo alcune ore hanno rintracciato il suo compagno al quartiere Tamburi, poco distante dalla sua abitazione. A.G., peraltro, è anche sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.

mercoledì 13 giugno 2012

AMMAZZA IL PEDOFILO CHE ABUSAVA DELLA FIGLIA. LIBERO





NEW YORK - Un padre ha sorpreso un uomo ad abusare sessualmente della sua bimba di quattro anni e lo picchiato fino ad ucciderlo. È successo in Texas, durante una festa in cui la bimba era rimasta in casa a giocare, mentre i genitori erano all'aperto a visionare dei cavalli. Il padre è rientrato in casa e ha trovato l'uomo, di 47 anni, che casualmente già conosceva, che stava abusando della piccola, e lo ha aggredito a pugni, colpendolo ripetutamente alla testa, fino a lasciarlo senza vita. Il presunto pedofilo, ha detto lo sceriffo della contea Lavaca, Micah Harmon, è stato dichiarato morto sul posto, mentre la bimba è stata portata all'ospedale di Victoria, e poi dimessa. «Ora la piccola sta bene, a parte l'ovvio trauma psicologico», ha detto lo sceriffo. Finora, riferiscono fonti di stampa, il padre della bimba non è stato arrestato, perchè, ha detto lo sceriffo Harmon, «l' unico motivo per l'omicidio - avvenuto sabato - sembra essere quello che ci ha detto» il padre della bimba, la cui identità, come quella della vittima, non è stata resa nota. Ad una domanda se chiederà l'incriminazione del padre della bimba, lo sceriffo, riferisce la Cnn, ha risposto: «Uno ha il diritto di difendere la propria figlia. Lui ha agito per difenderla. Quando l'indagine sarà conclusa, ne sottoporremo i risultati al procuratore distrettuale, che poi li sottoporrà al Grand Jury che deciderà se incriminarlo».

SCIREA CUP 2012. LATERZA - INTER (BALDO D'ANGELO)

Per la prima volta c'è anche Laterza fra le grandi del calcio giovanile a disputare la XVI edizione della Coppa Scirea, uno dei piu' prestigiosi tornei internazionali Under16; basti pensare che da questo torneo hanno mosso i primi passi campioni affermati del calibro di Vucinic, Jovetic, Giovinco. Quest'anno anche i nostri giovani talenti laertini potranno sfruttare questa importantissima vetrina internazionale per farsi notare dai tantissimi "talent scout" dei grandi club che utilizzano questi tornei per andare a caccia di campioni in erba.
Il servizio di TARAStv e' curato da Baldo D'Angelo con le riprese e montaggio di Giovanni Maimone.

SE QUESTO E' UN OPERAIO. IL 29 GIUGNO AL TEATRO TUROLDO (TARAStv MEDIA PARTNER)



DIONIGI SALUTA. GRAZIE MISTER DA TARAStv

“Tutto quello che potevo dare a Taranto, l’ho dato”. Davide Dionigi saluta Taranto, prima di partire per le vacanze e soprattutto prima di partire per il suo prossimo incarico da allenatore. Ospitato dal sindaco Stefàno a Palazzo di Città alle 12 di questa mattina è finito forse, anzi definitivamente, il rapporto che legava il mister rossoblu alla città che l’ha accolto prima come giocatore, poi come allenatore alla sua prima esperienza.

Emozionante, intensa, sofferta, travagliata, dal sapore amaro quanto famigliare. Questo è l’aggettivo che ama di più usare Dionigi, uomo che ama il suo lavoro e la sua gente. Amato dalla sua gente, sostenuto prima e davanti tutto, come ultimo appiglio di uno sport infamato dagli scandali e affossato dalla crisi, la stessa che sta tormentando le notti dei tifosi tarantini.
La società di Via Martellotta è sull’orlo della disfatta economica come il suo patron D’Addario, proprietario ormai solo di un titolo indebitato. Su questo sfondo di incertezza e nubi color fallimento emerge la figura di Dionigi, come è sempre emersa durante questi due anni mettendoci faccia, credibilità e due sogni infranti dal Flaminio tutto cuore allo Iacovone senza reti contro la Pro Vercelli.
Stefàno introduce un Dionigi abbandonato dalla società, ringraziandolo per tutto ciò che ha portato a Taranto, o meglio riportato dopo anni di lontananza dalle emozioni vere dello sport, nonostante l’epilogo che sta facendo affondare la barca con tutto l’equipaggio. Tutti tranne uno, Dionigi.
Dalle sue parole si capisce l’intenzione di dare un saluto affettuoso alla città, ai suoi tifosi, non da allenatore del Taranto, da amico, da tifoso, da uomo in mezzo agli uomini. Non sono mancate le critiche durante il suo corso in riva allo Ionio e non mancano neanche oggi, anzi molto accese.
Un anno fa la città era triste per la sconfitta, ma tutto sembrava poter reggere. Taranto siamo noi, tutti noi, recitava uno slogan. Taranto non siete più voi, non la volete più, recitano gli occhi dei tarantini.
Dionigi ne approfitta per dare un ultimo sfogo, giusto, sentito, da conoscitore di calcio e della gente. Ha imparato a conoscere gli abitanti di questa terra, maltrattata e seviziatrice, che da tanto e chiede troppo.
“Quando si vince tanto tutti contenti, appena c’è qualcosa che non va non si è nessuno”. Le parole del mister che da questa genuinità è stato assorbito.
La Sindrome di Stoccolma che lo ha portato a sentirsi sempre e comunque di casa in mezzo a chi lo ha criticato e continua a farlo, ma che sa di averlo preso per la mano e per il cuore. Tutto quello che poteva fare l’ha fatto.
Ha protetto i suoi giocatori dal ciclone che li stava avvolgendo, ha difeso anche quando non poteva più essere difesa una dirigenza negligente. Quando gli stipendi non arrivavano a casa è stato l’unico a non firmare la messa in mora. Anche per un campionato perso, proprio non viene da dargli addosso. A Taranto è difficile vincere e lui lo sa. Possibile permanenza?
Impossibile: “Il ciclo è finito, la mia squadra non c’è più”.
Ora lo attendono alla Reggina, forse, con qualche suo ormai ex giocatore. Sul futuro è ancora vago, non ne vuole parlare. Vuole rispettare la piazza senza parlare d’altro.
“Qualsiasi cosa sarà il mio sogno era la Serie B con il Taranto, questo volevo.”
Ringrazia tutti, tutto ciò che gli ha dato la città dei due mari, i suoi collaboratori più vicini oggi presenti come ogni giorno, Sergio Mezzina e Marco Sebastio. Non è un vincente come Clagluna o Silva, ma Taranto ringrazia colui che ha riportato l’orgoglio e il sociale al centro di uno sport senza più valori, al centro di una città senza futuro.
In attesa che arrivino buone nuove sulle probabili cordate interessate al Taranto, Stefàno parla di interessamenti tarantini, italiani in generale e stranieri, sembra ormai scontato il ritorno alla Serie D.
I finti paladini osannati dai media non si sono ancora scoperti, ma chi affronterebbe una spesa così elevata? E se questo succedesse saremmo in grado di affidarci a coloro che hanno creato in principio tutto questo, Pieroni e Blasi in primis?
Solo dubbi, niente risposte. La certezza ce l’ha Dionigi: “ Il calcio deve rimanere a Taranto. Chiunque sia a riportarlo, il calcio deve restare ai tarantini. Non avevo una squadra da tifare, ora ce l’ho. Tiferò sempre Taranto”.
Ispanico parte per una nuova battaglia. Tutto intorno terra bruciata, ma le sue spalle sono salde. La sua città lo acclama, lo ricorda.

Gabriele Forte

martedì 12 giugno 2012

PRENDE IL VIA LA MILANO - TARANTO


Il patron Franco Sabatini all'arrivo
Saranno più lunghe, quest’anno, le tappe della Milano -Taranto 2012, 26ª edizione della rievocazione storica della corsa motociclilstica nata nel 1937 e che ebbe un grande sviluppo negli anni Quaranta-Cinquanta.
Il percorso più lungo  dell’edizione 2012, che partirà il 1° luglio dall’Idroscalo di Milano e si concluderà il 7 sul Lungomare di Taranto, è un modo speciale che gli organizzatori del Moto Club S. Martino presieduto da Franco Sabatini per celebrare i 75 anni dalla prima edizione  e sottolineare così gli sforzi,  la grinta e l’impegno di quei coraggiosi ed audaci centauri che si misurarono nella corsa più lunga del mondo.
La prima frazione partirà come sempre a mezzanotte dall’Idroscalo di Milano e si concluderà, dopo 340 chilometri, a Vicenza. E’ la prima volta che la città del Palladio accoglie la nostra carovana, dopo gli arrivi a Bassano del Grappa nel 2008 e a Breganze nel 2009. Lo striscione del traguardo sarà posto in piazza dei Signori, cuore del centro berico, davanti alla splendida Basilica (sede di uffici municipali) di stampo palladiano. Un colpo d’occhio di rara bellezza e suggestione, vicino al teatro Olimpico e ad altri incantevoli monumenti. Prima di giungere a Vicenza, dopo aver attraversato nella notte la pianura padana, il percorso si inoltrerà lungo la sponda occidentale del lago di Garda, da Salò a Riva e poi salirà al Pian delle Fugazze, teatro della Prima guerra mondiale, prima di tuffarsi a Recoaro, Valdagno, Cornedo, Montebello e Montecchio Maggiore, il paese di Giulietta e Romeo.
La sera cena di gala nei saloni della Fiera di Vicenza che due volte l’anno ospita la Fiera dell’Oro, considerata la più importante del mondo.
La location, trovata grazie all’amico Emilian Barban, è la più indicata per assaporare la gustosa cucina vicentina. Tra una portata e l’altra avremo la possibilità di raccontarci le prime impressioni della gara.
La seconda tappa, tosta, lunga oltre 350 chilometri,  porterà i motociclisti a Firenze, quartiere generale l’Hotel Sheraton che ha ospitato la carovana la quattro anni fa.
Prima di giungere nella celeberrima città d’arte, si passerà  per il Padovano e il Rodigino,  poi in Emilia a Pontelagoscuro scavalcando il Po, si sfiorerò Ferrara e raggiungeremo Forlì. Poi svolta per Predappio, l’Appennino, il passo della Calla e il passo della Consuma a 30 chilometri da Firenze.
La terza frazione, lunga 340 chilometri, si concluderà a Pomezia all’Hotel Selene, dalle parti di Roma. Emozionante l’attraversamento delle Crete Senesi, le soste a Radicofani, Bolsena e Montefiascone, il controllo orario di Anguillara Sabazia e il passaggio lungo il litorale di Ostia.
Tosta pure la quarta tappa, Pomezia-Caserta, che di solito è di relax. Sono 340 i chilometri da macinare con transito ad Ariccia, Velletri, Anagni, e sosta a Ferentino dove troveremo ad accoglierci Massimo Datti e gli amici del locale Moto Club. Il percorso toccherà anche Isola del Liri, Arpino, Cassino, Gallo Matese, Pedimeonte Matese e Caiazzo. A Caserta, città della stupenda reggia imperiale progettata da Vanvitelli, quartiere generale al Crowne Plaza Hotel.
Venerdì 6 luglio sarà una giornata dura, con una tappa lunghissima, ben 380 chilometri, che dalla Reggia di Caserta porterà i motociclisti al Sassi di Matera, dove saranno accolti  dagli amici di Montesarchio, S. Michele di Serino e Muro Lucano. Dopo Tricarico e Grassano, ultimo controllo di giornata a Montescaglioso, dove  in piazza Vittorio Veneto, saranno accolti da Leonardo Cascione e i soci del locale Lambretta Club.
Tranquilla, infine, l’ultima frazione, sabato 7, da Matera a Taranto, lungo la Statale 7 che  porterà a Laterza, Castellaneta, Palagiano e Massafra. Immancabili i ristori nella barocca Martina Franca e nella bianca Villa Castelli. Prima di  Taranto, si passerà per Grottaglie e S. Giorgio Jonico. Arrivo finale in Lungomare  di fronte al mastodontico Palazzo del Governo.
Serata con cena di gala e le immancabili premiazioni all’Hotel Delfino prima dei saluti di rito e l’arrivederci al 2013.

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