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mercoledì 31 dicembre 2014

LE OFFICINE TARANTINE E I 99POSSE

Massimiliano Raso intervista Luca Persico dei 99 POSSE e Ilaria Ricci Regista tarantina

"DECRETO TARANTO" VIGILI SU TEMPI E RISORSE

Ad affermarlo, in una nota, è Massimiliano Stellato, Coordinatore Provinciale di Centro Democratico.
Tra i “tweet-annuncio” del premier e le critiche dei “decreto-scettici” sento di posizionarmi esattamente a metà.
Ad onor del vero occorre dire che con il decreto della vigilia di Natale, Taranto e i suoi problemi – continua l’esponente del partito di Bruno Tabacci – sono diventati, finalmente, questione prioritaria per l’Italia e per l’agenda governativa.
Riguardo all’Ilva, però, provo ad immaginare che il tentativo di “nazionalizzazione amministrativa straordinaria a termine” dell’imponente complesso siderurgico proposto dal Governo sia la risultanza dell’inadeguatezza delle offerte private pervenute.
Dando per buono, poi, il totale delle somme messe a disposizione dal Governo con il decreto non ritengo bastevoli quelle, invece, poste in campo per le bonifiche ed il risanamento ambientale.
Altri campi di intervento di cui, a quanto pare, in attesa di leggere il decreto non si conoscono dettagli sono quelli relativi ai crediti vantati dalle aziende appartenenti all’indotto ed alla copertura dei parchi minerari.

Tuttavia, devo ammettere – sostiene il Coordinatore di CD - di aver apprezzato la scelta del Governo di targare il suo provvedimento come decreto-Taranto e non come decreto-Ilva lasciando passare l’idea concreta che Taranto non è, e non deve essere, votata alla monocultura dell’acciaio.
L’attenzione dedicata, poi, alla salute dei tarantini con l’investimento nel settore dell’oncologia ospedaliera, alla opportunità di sviluppo turistico per gli interventi nel polo museale ed in Città Vecchia fino alla possibilità di crescita offerta con le ulteriori risorse poste a disposizione del porto cominciano finalmente a far ascoltare ai tarantini note più piacevoli rispetto a quelle stridenti del passato.
Pur avendo notato con piacere che stavolta sarà il Governo a farsi garante del rispetto dei tempi di attuazione degli interventi, dopo i tanti cronoprogrammi sottoscritti e mai puntualmente e/o completamente rispettati, sarò vigile , conclude Massimiliano Stellato, insieme agli amici di Centro Democratico, sui tempi di attuazione e sulla disponibilità/esigibilità delle risorse di cui il decreto-Taranto fa esplicita menzione.
                                

"ACQUA' MURI' U FRANGESE" SABATO E DOMENICA AL TEATRO TUROLDO

I piccoli intoppi quotidiani, di solito, sono il sale, il pepe, la paprika della vita ( in base a quello che sta succedendo )e danno il sapore giusto al nostro vivere………ma quando nello stesso giorno ci metti sale, pepe, paprika, peperoncino ed altro, che sapore avremo? In questo spettacolo ci immedesimeremo tutti, per una cosa o per l’altra, e ci rideremo sopra a crepapelle.

domenica 28 dicembre 2014

LE OFFICINE TARANTINE E L'ENERGIA DI MAMA MARJAS

Massimiliano Raso ha intervistato Mama Marjas e Don Ciccio prima del concerto che si e' tenuto Sabato 27 Dicembre 2014 alle Officine Tarantine.

"WAKEUP GOSPEL PROJECT" IL GOSPEL A FAGGIANO

i WakeUp Gospel Project, formazione Gospel premiata come "Miglior Gruppo Gospel Italiano 2011” in occasione del "GJF Award 2011” e nota al pubblico per l'energia vitale delle sue straordinarie performance.
L'occasione è stata importante per godere, in perfetta armonia con lo spirito natalizio che ci anima ed accomuna tutti, di uno spettacolo travolgente fra suoni e luci che hanno saputo regalare momenti di assoluta emozione e fascinazione spirituale che, coinvolgendoci dal di dentro, si sono disvelerati in scampoli di gioia e serenità...
SERVIZIO DI: Luigi Pignatelli
RIPRESE E MONTAGGIO: Giovanni Maimone

"CINEFORUM HERMES ACADEMY" NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Domenica 28 dicembre l’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto invita i propri soci presso la propria sede in Via Pupino #90, nel cuore del borgo umbertino, dove a partire dalle ore 21.00, per il ciclo “Cineforum” sulla diversità dedicato ai più piccoli, verrà proiettato “Nightmare Before Christmas” (Tim Burtons The Nightmare Before Christmas), un film danimazione del 1993 diretto da Henry Selick e ideato e prodotto da Tim Burton. Il film è realizzato in stop-motion, cioè usando dei pupazzi mossi a mano dagli animatori di fotogramma in fotogramma, tecnica che è stata una passione di Burton sin dagli inizi della sua carriera. La partecipazione alla proiezione del film è libera e gratuita. È però necessario prenotare al +39 346 622 6998.
Dolcetto scherzetto e una nota di amarezza. Il maestro degli incubi ha un sogno nel cassetto: qualcosa di nuovo. Jack Skeletron, re del decadente mondo di Halloween, è stanco di urla e paura. Così, mentre i mostri riemergono dalle bare per terrorizzare il mondo, Jack sprofonda in unamletica crisi esistenziale. Assuefatto dal terrore e insoddisfatto di una realtà sempre uguale a se stessa, si perde in una foresta cercando ispirazione. La trova in una porta magica che lo catapulta nel mondo del Natale. Calore, colore, gioia. Finalmente lo stupore che cercava. E poi una missione: sostituirsi a Babbo Natale e gestire i preparativi della festa più attesa da tutti i bambini.

Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas si muove leggiadro come lo scheletrico Jack,sulle note della fantasia più pura ed ispirata, mosso con cura e dedizione dal regista burattinaio Henry Selick. Ma nel film girato in stop motion, il ripieno è tutto della zucca di Tim Burton, tanto da insinuarsi persino nel titolo. Stile riconoscibile per limpronta gotica dei toni e soprattutto per lo scontro tra realtà opposte, in cui il difforme svetta sul banale per coraggio e ingegno. Sullesempio del malinconico Edward mani di forbice e dellesperienza del suo creatore, anche Jack punta goffamente allintegrazione, dimenticando che il bene da preservare è invece la differenza.
Burton ripropone lo scontro Io/Mondo sulle esili spalle di un personaggio che ha il coraggio di scuotersi dal torpore delle rassicurazioni e delle aspettative che gli altri ripongono in lui, esaltando la stranezza come parte fondamentale del vivere. Un film che gioca delicatamente con piani opposti della percezione, con il tentativo testardo di dare forma e concretezza (gli abiti, i regali, la slitta) a qualcosa di astratto e impalpabile (la felicità, la gioia di vivere).
Una rara sensibilità delinea una morale necessaria per un racconto natalizio (siamo in casa Disney), senza mai cadere nel banale ed eccedere nel moralismo. La condanna di una mentalità materialista impone un recupero di una dimensione valoriale pura, capace di viaggiare anche solo attraverso i sogni e le aspirazioni più audaci. Tra teste mozzate, vermi e cicatrici, lopera di Burton celebra più di ogni altra cosa la vena pulsante del cambiamento, cantando a squarcia gola.

L'OPERA MUSICAL SHAKESPEARE IN ROCK. UNA VERSIONE NUOVA E ORIGINALE

Quando si pensa ad una forma di spettacolo, si cerca di realizzarlo sempre in maniera artisticamente importante. Ma questa volta si è superato ogni minimo concetto del saper fare arte, sia come si dovrebbe, sia come si vorrebbe. E’ accaduto davvero, a Taranto. E’ successo che intorno alle 19.00 di sabato 27 dicembre, in piazza Maria Immacolata, si potesse assistere per interminabili 8 minuti ad un Musical Street dai contorni entusiasmanti, avvincenti, vivaci. Il Performer Aldo Liotino e la sua Compagnia hanno intenzione di sfidare le leggi dello spettacolo mettendo in scena la più straordinaria delle opere del poeta William Shakespeare. 
E lo fanno in maniera prepotente, irriverente, cattiva e contemporanea. Non vi sarà, infatti, solo amore nell' Opera Musical SHAKESPEARE in ROCK. Verranno affrontate le tematiche sociali che a quel tempo delineavano la città di Verona ponendo a confronto le due famiglie più in vista: Capuleti e Montecchi. Tra loro si scatenerà odio, rivalità e lotta. Un' ambientazione innovativa differenzierà le due fazioni: Street e Punk/Elegance, per sviluppare un Musical Rock, dai toni caldi, a tratti misteriosi e azzardanti. I protagonisti, Romeo e Giulietta, si distingueranno nella narrazione rivisitata dal Regista Performer Aldo Liotino mantenendo il pieno rispetto dei punti cardini dell' Autore William Shakespeare. Il loro amore segreto sarà la fonte di ispirazione per un messaggio di pace. Coreografie accattivanti, vocalità ai limiti, look estremo, musicalità ricca di effetti, scenografia d 'impact, minimal and raw, renderanno viva, vera e carica di adrenalina la scena, ponendo in risalto ogni singolo personaggio nell' intreccio della storia. Con un cast di grandi artisti tra i quali Aldo Liotino, Italia Laera, Giulia Liotino, Mariano Di Venere, Cosimo Salvi, Micaela Dettoli, Raffaele Lantone, Maurizio Guisa, Miriam Ossini, Antonio Ritella, Luca Nali, Ilaria Macripò, Maurizio Morrone, Antonino Milli, Natasha Miccoli, Aurora Abruzzese, Milena De Carlo, Giada Santoro, lo spettacolo è sicuramente garantito. Si vogliono mettere al primo posto le emozioni ed assistere ad una rappresentazione dalle mille sfaccettature in cui ognuno può riconoscersi in Romeo e Giulietta in una versione decisamente più “Rock”. Insomma, quello a cui molti hanno assistito, in uno degli angoli più belli della città dei due mari, non è stato solo un assaggio delle capacità dei singoli protagonisti. E’ la consapevolezza di un patrimonio culturale e di uno spessore artistico composto da tante ragazze e ragazzi che vivono a Taranto, in quella che un tempo era considerata la capitale della Magna Grecia.
                                                                                              Massimiliano Raso
ECCO IN SINTESI QUELLO CHE E' ACCADUTO IN PIAZZA IMMACOLATA

sabato 27 dicembre 2014

"COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA" SABATO E DOMENICA AL TUROLDO


La commedia ruota su due personaggi: un uomo-marito senza nome (forse perché, in fondo, siamo tutti uguali?), perennemente “arrazzato” che, stanco dei complessi di colpa per le continue avventure amorose che si concede, propone alla moglie Antonia, un rapporto franco ed aperto, senza i vincoli del matrimonio e le ipocrisie dei benpensanti.
Tutto funziona fino a quando Antonia, dopo aver superato tabù e rimorsi, finalmente s’innamora…
SPETTACOLO SCRITTO A DUE MANI DA DARIO FO E FRANCA RAME... E' TUTTO DIRE.......

"OFFICINE TARANTINE" MAMA MARJAS IN CONCERTO

SABATO 27 DICEMBRE 

Le OFFICINE TARANTINE 
Presentano : 

MAMA MARJAS LIVE 
Feat:
DON CICCIO
ALEVANILLE 
MISS MYKELA 

PROGRAMMA DELLA SERATA 
20.30 – 21.30 GFK
21.30 – 22.30 DJ FATO & SHOGUN
22.30 – PRESENTAZIONE DEL NUOVO SINGOLO DEGLI EXTRABIT “SUPERMARIO” CON IL FEAT DEI NIRKIOP
22.40 MAMA MARJAS LIVE
Durante il concerto ci sara' una guest delle taranto dancehall dancers.


LA SERATA AVRA’ INIZIO ALLE 20.30 E LA CHIUSURA E’ PREVISTA IMPROROGABILMENTE PER LE 00.30
CONTRIBUTO ALL’INGRESSO DI 5€ PER SUPPORTARE LE SPESE DELL’ EVENTO

venerdì 26 dicembre 2014

"TG TUROLDO" 12° PUNTATA

L'appuntamento al teatro tarantino di Sabato 27 e Domenica 28 presentato da Pino Pittaccio e Pasquale Strippoli in.... sorveglianza...

giovedì 25 dicembre 2014

"SANTO STEFANO" TARAStv ED HERMES ACADEMY INSIEME IN ARIA NATALIZIA

L’associazione turistica ProLoco di Monteiasi (TA) – titolata nel libro dei Guiness World Records, come partecipante con i suoi figuranti a Matera per la realizzazione del presepe vivente più grande del mondo – in collaborazione con il gruppo “Passione vivente” della parrocchia San Giovani Battista, organizza dalle ore 18.00 alle ore 21.00,presso l'OttoKB di Monteiasi (TA), lottava edizione del Presepe Vivente. Le telecamere di TarasTv (dal 2013 web tv ufficiale dell’Hermes Academy) e il poeta e attore Luigi Pignatelli seguiranno la manifestazione ed intervisteranno gli organizzatori e il pubblico.
In serata, poi, Pignatelli e Giovanni Maimone di TarasTv raggiungeranno la Piazza Centrale di Faggiano (TA), dove documenteranno il concerto dei WakeUp Gospel Project, promosso da Jonio Jazz con il Patrocinio del Comune di Faggiano (TA), che avrà inizio alle ore 21.30.
PER OSPITARE LE NOSTRE TELECAMERE AL VOSTRO EVENTO TELEFONARE AL NUMERO 3381488022 OPPURE INVIARE UN E-MAIL A tarasproduzioni@libero.it

mercoledì 24 dicembre 2014


DECRETO ILVA. VIOLATE LE LEGGI EUROPEE

E' stato varato in data odierna il settimo decreto del Governo italiano sullo stabilimento Ilva di Taranto.

I soldi pubblici messi a disposizione dell’ILVA sono una quantità irrisoria e non serviranno che a pagare un terzo del debito che ILVA ha con le banche. Essi saranno sottratti ai progetti di sviluppo regionale, usando fondi europei FESR e di coesione sociale che dovrebbero essere invece investiti a favore dello sviluppo, della ricerca e dell'innovazione sostenibili.
Lo Stato rinuncia definitivamente ad investire nelle migliori tecnologie e nel rispetto dell’autorizzazione ambientale AIA che era stata prescritta nel 2012. Viene garantito così un salvacondotto penale al Commissario che guiderà l’ILVA, visto che i tempi di completamento dell’autorizzazione ambientale AIA si dilatano in maniera indefinita, ossia "a data da stabilire" con un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio.
Peacelink fa appello alla Commissione Europea perché sanzioni nuovamente il governo italiano, che non ha voluto attenersi alle norme comunitarie.
Il Governo intende infatti risolvere la questione Ilva di Taranto peggiorando - secondo quanto dichiarato dallo stesso Premier - le norme dell'AIA (autorizzazione integrale ambientale), che ritiene troppo severe e penalizzanti per l'ILVA. Tale AIA non è mai stata rispettata, nelle sue parti più significative. In essa sono state previste le prescrizioni impiantistiche europee entrate in vigore in tutto il continente europeo dal 2012 in poi. Quindi non è vero (come affermato da Renzi) che l'AIA Ilva sia "troppo severa" e non è vero che nel resto dell'Europa non sarebbero in vigore le norme impiantistiche prescritte per l'Ilva di Taranto. A tal fine, basta consultare il sito del Ministero dell'Ambiente per documentarsi: le nuove Best Available Techniques (BAT) sono entrate in vigore in Italia in data 8 marzo 2012 (si allega la schermata). E sono state approvate dall'Europa il 28 febbraio 2012 (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=OJ:L:2012:070:TOC), diventando quindi valevoli per tutti gli stati europei. Ma questo Renzi non lo dice, producendo un effetto distorsivo dell'informazione. Nel giorno in cui il Governo vara il settimo decreto sull'ILVA di Taranto, PeaceLink esprime sbigottimento per le parole del premier Renzi, che afferma di voler venire in soccorso dei bambini di Taranto prevedendo di non applicare le norme europee che prevedono tecnologie meno impattanti.
Quello che genera sconcerto è che Renzi voglia salvare i bambini di Tarantorinunciado all'uso delle tecnologie siderurgiche più avanzate, ossia le Best Available Techniques (BAT) del 2012 di cui sopra, e rendendo quindi MENO STRINGENTI I LIMITI EMISSIVI per l'ILVA e andando quindi contro la legge.
Il Premier Renzi definisce "astruse regole europee" quelle che vietano gli aiuti di Stato alle imprese. Va però sottolineato che il Governo italiano è firmatario dei trattati europei ed è pertanto garante dello stato di diritto rappresentato dalle Istituzioni Europee sul territorio nazionale. Questo governo, dimenticandosi di essere stato cofondatore dell'Europa e dei suoi trattati, si pone contro la legge europea e lo fa per pagare le banche creditrici dell'ILVA. Viola le norme europee non per proteggere i suoi cittadini ma per portare avanti un improbabile salvataggio di impianti inquinanti già dichiarati fuori norma dalla Commissione stessa e dalla Magistratura italiana.
La produzione ed il funzionamento degli impianti attuali dell'Ilva (che sono attualmente sotto sequestro penale) aveva alla base un obbligo non rispettato: lo stretto rispetto del cronoprogramma AIA. Questo obbligo era stato indicato dalla Corte Costituzionale già nel maggio 2013. Il primo decreto "Salva-Ilva" (dicembre 2012) è stato infatti dichiarato "costituzionale" a condizione che il cronoprogramma AIA venisse rispettato entro il 2014. Il regime transitorio per l'ILVA era limitato ad un periodo breve finalizzato alla messa a norma dello stabilimento. Ma ciò non è avvenuto e quello che doveva essere considerato "transitorio" si è trasformato in un allungamento a dismisura dei tempi di attuazione delle prescrizioni AIA.
PeaceLink, autrice delle denunce che hanno portato all' apertura di due procedure di infrazione ed il conseguente parere motivato, in contatto già dall'agosto scorso con la Commissione Concorrenza in merito ai prestiti bancari e ad altri supposti aiuti di Stato all'Ilva, sottolinea il ruolo fondamentale assunto dalla Commissione Europea nel garantire il rispetto delle norme ambientali, in linea ed in perfetta continuità con l'azione della Magistratura tarantina.
PeaceLink si batterà per un piano B che salvi Taranto e i suoi lavoratori dalla catastrofe attraverso i fondi europei per le aree di crisi industriale. Ogni piano di salvataggio dei lavoratori è consentito dalle norme europee, mentre non è consentito un piano di aiuto aziendale che altera la concorrenza e serve solo a pagare le banche creditrici dell'ILVA, sottraendo fondi allo sviluppo regionale.
I cittadini di Taranto - ormai senza più tutele ambientali - rimandano al mittente il regalo di Natale di Renzi.

PeaceLink invierà una lettera al Presidente della Commissione Europea per segnalare in maniera dettagliata la gravità delle violazioni di diverso tipo presenti nel decreto del governo italiano.
FONTE PEACELINK    LUCIANO MANNA, ALESSANDRO MARESCOTTI, ANTONIA BATTAGLIA

"PRESEPE VIVENTE A MONTEIASI" LA PRESENTAZIONE DI OTTAVIO MARINELLI

Il 26 Dicembre 2014 vi aspettiamo al Presepe vivente ALL' Ottokb Parco Divertimenti di Monteiasi.
A documentare l'evento ci saranno le nostre telecamere...
Venerdi 26 Dicembre TARAStv vi aspetta a Monteiasi.

lunedì 22 dicembre 2014

IL TANGO ARGENTINO IN ITALIA TRA PASSIONI,EMOZIONI E COMPETIZIONI

Il Tango è talmente italoargentino che il Pontefice, Papa Francesco, nella Piazza più bella del mondo, a Roma, ne ha “scandito” il tempo: “mi sembra che questa piazza diventi oggi un “2 x 4”. E’ successo che in Italia tremila tangueros abbiano preparato per il Santo Padre qualcosa di più di un semplice ballo, ma un’emozione a passi di danza, quasi silenziosa, quasi spirituale, quasi perfetta. Sembrano più che attuali le parole di Carlos Gavito, il più grande tanguero del mondo: “Il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio”. Il "Rapporto Italiani nel Mondo 2011", ha precisato che al mondo “il Paese con più italiani è l’Argentina…”. Molto si deve anche all’attore italiano Rodolfo Valentino per ciò che concerne la diffusione del Tango in Italia, mediante il cinema. Ne I quattro cavalieri dell'apocalisse, infatti, ne interpreta una versione melodrammatica (anni '30), di amore e di guerra con il latin lover italiano in divisa da gaucho che balla il tango, un chiaro contributo all’espansione del tango nel vecchio continente. E’ nei vicoli di Buenos Aires, città dove “far fortuna”, metropoli i cui abitanti discendono in primo luogo dagli italiani, capitale della “Terra d’Argento”, che alla fine dell’Ottocento vede la luce un’affascinante magia danzante: il Tango. Certamente le prime famiglie di europei, soprattutto italiani, che sono sbarcate in Sudamerica non hanno trovato facili condizioni di vita. Spesso gli emigranti sono stati costretti a vivere in quartieri malsani, a volte costruiti dal nulla, come gli '"Orilla"; un destino che ha segnato le loro esistenze facendo prevale un sentimento di tristezza.

Ecco una ricostruzione chiarificatrice fornita dallo scrittore Ernesto Sabato: “La crescita violenta e tumultuosa di Buenos Aires, l’arrivo di milioni di esseri umani pieni di speranze e la loro quasi invariabile frustrazione, la nostalgia della patria lontana, il risentimento dei nativi contro l'invasione degli immigrati, (…), l’impossibilità di dare un senso sicuro all’esistenza, (…), tutto ciò si manifesta nella metafisica “tanghistica”. E’ noto come alcuni balli di matrice afro-latinoamericana siano nati nell’indigenza, nella povertà, nell'ambito della prostituzione per poi successivamente svilupparsi ed evolversi. Se inizialmente il Tango viene danzato tra uomini soli, “a dieci centesimi il giro compresa la dama” (Borges), in una società d’immigrazione nella quale mancano le donne, in coppia gioca molto  sull'improvvisazione, sull’eleganza e sulla passionalità. Ballo ufficialmente riconosciuto, in Italia la voglia di Tango è diventata una vera e propria malattia. Un esercito di appassionati, infatti, si dividono tra Scuole e Milonghe, Festival e Campionati, inscenando la classica formula di Lui dominante e Lei seduttrice, perché si continui a ribadire quell’atavico valore del corteggiamento tra un uomo e una donna. Seduzione e giochi di sguardi; sinuosità di gambe e corporeità; corteggiamento e amore. Sin dagli inizi del Novecento, le musiche maledettamente nostalgiche, sono state enfatizzate da nomi di compositori di chiare origini italiane: Aníbal Troilo, Juan D’Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro. Lo stesso direttore d’orchestra Astor Piazzolla aveva il padre pugliese. In Italia il tango si è modificato per facilitarne l'apprendimento. Difficile, però, pensare di cambiare un ballo istintivamente sensuale, che stimola le emozioni, che ascolta l’anima, imbrigliarlo in un sistema standardizzato, dove di erotico e passionale, inquietante e malinconico, c’è molto poco. Oggi molte creazioni vocali, poesie e stornelli hanno senso nel continuum evolutivo degli ultimi anni. Sembrerebbe affermarsi un genere conosciuto come tango elettronico le cui note accompagnano le esibizioni dei ballerini contemporanei. E ritroviamo il Tango in altri aspetti stilistici e nelle ulteriori varianti, come nel caso della Kizomba dove il limite tra elementi musicali e coreutici sono quasi impercettibili. Più di un secolo fa un uomo e una donna si stringevano forte, e danzavano. Ci mettevano il loro amore; provavano passioni, gioie e dolori ciò per camminare insieme lungo la vita, a passi di danza, in quei pochi attimi di un Tango. Una danza che coinvolge non solo il corpo, ma che s’impossessa della mente in un’infinità di sane emozioni.
MASSIMILIANO RASO

domenica 21 dicembre 2014

CUBA. STORIE DI RIVOLUZIONI, RITMI E ATTESE

Nell’autobiografia del presidente Barack Obama si legge: ”Sono nato pochi mesi dopo la fallita invasione della Baia dei Porci e pochi mesi prima della crisi dei missili". E’ incredibile, eppure tutta la storia recente di Cuba sembrerebbe racchiusa proprio in questo scorcio epocale legato alla vita dell’uomo che ne cambierà le sorti. Un racconto scandito nel tempo in maniera quasi romanzesca quando i due Paesi erano grandi amici nell’epoca di Batista Fulgencio, Lucky Luciano e della mafia italo americana. “Gioiello” situato di fronte le coste americane, già Colombo annota nel suo diario: ”Questa isola è la più bella che gli occhi umani abbiano visto, piena di ottimi porti e fiumi profondi, con quel mare che sembra non doversi mai sollevare”. Con la Rivoluzione castrista, considerata dopo quella messicana la più importante che abbia avuto luogo nell’America Latina nel corso del XX secolo, si gettano le basi del lungo periodo di isolamento con gli ex amici americani. Dai primi anni cinquanta, con il dittatore Batista al potere, Cuba si trasforma in una sorta di "Isola del Piacere" e patria della malavita statunitense. C’è tutto nella rivoluzione cubana: “i barbudos”, i balli, le feste, il “medico” combattente Ernesto Guevara de la Serna (detto il “Che”), date simboliche come il fallito assalto alla caserma della Moncada, (26 luglio 1953) che aveva lo scopo di scatenare un movimento sociale che propiziasse la fine della dittatura.

L'Avana, "perla dei Caraibi", si scopre, almeno nell’ottica americana, trasgressiva, inondata di ritmi e musiche che ne animano la sua vita notturna. Ecco cosa scrive Israel "Cachao" Lopez a tal proposito:"I balli erano fantastici, con molto colore, molto pubblico, con la gente che sudava, ma che si divertiva moltissimo…". Nonostante la dura repressione dispotica, alla quale fa da contraltare il formarsi di un’opposizione nella quale convergono lavoratori, comunisti, intellettuali, l’isola è tutto un pullulare di locali, casinò, cabaret. Già a partire dal 1947 cominciano a prendere forma i primi luoghi di ritrovo. Alla periferia della capitale, per esempio, nasce uno dei cabaret più straordinari: il Tropicana, laddove, successivamente, nei giardini della birreria Tropical, vede la luce il Salon Rosado, un locale frequentato da soli cubani. In un clima corrotto, malfamato e instabile, una specie di rinascita musicale e culturale prende piede. Gran parte dei giovani riesce a riunirsi nei saloni e in alcuni club per vari momenti danzanti, quasi sempre animati da orchestre. Sono anni di profondo cambiamento politico e sociale, ma anche musicale. E’ proprio in questo periodo che Perez Prado ottiene un grande successo con “Que rico Mambo” (1951) e contemporaneamente il violinista Jorrin getta le basi de “La Enganadora”, considerato il primo chachacha in assoluto. Intanto un giovane avvocato, Fidel Castro, insieme ad un manipolo di uomini, sbarca sulle coste dell’isola per dar vita all’inizio della rivoluzione: il Guevara, Camilo Cienfuegos, Raul Castro, uomini coraggiosi che stanno per mettere fine ad un potere dispotico. Se ne accorge il rappresentante del governo Usa, Wieland, che ad un giornalista dichiara:  “so che molti considerano Batista un figlio di puttana (…) ma anzitutto mettiamo gli interessi americani”. Così descrive la situazione Hugh Thomas: “La lotta sembrava ridursi all’unico duello tra Batista e Fidel…”. Con la vittoria di Santa Clara del mitico combattente, il leggendario Che, e l'ingresso trionfante (in realtà fu una messa in scena visto che Batista era già fuggito) all'Avana del 31 dicembre 1958, Fidel Castro sconfigge il rivale e diventa il leader maximo. Castro avvia importanti riforme, come quella agraria, nazionalizza le imprese straniere, prende il potere assoluto. Così facendo, però, inasprisce i rapporti con gli Stati Uniti che avevano fatto forti investimenti nell’isola. Cuba entra nell'orbita dell'Unione Sovietica stipulando diversi accordi. Ne consegue un allontanamento politico ed economico che dura da più di cinquant’anni. A Cuba è difficile avere un apparecchio tecnologico, un cellulare, una stampante, un computer: tutti beni di lusso che spaventano il regime. Del resto per gli intellettuali non allineati il motto di Castro è: “All’interno della Rivoluzione tutto, fuori della Rivoluzione niente!”. A distanza di una crisi durata 53 anni, il Presidente degli Stati Uniti ammette che l'embargo è stato un fallimento auspicando una serie di misure che abbattono l'impianto delle sanzioni. Separano i due Paesi soli 145 km, ma che sembrano molto più vicini dopo questi ultimi risvolti. E suonano come una vittoria le parole del Pontefice, grande mediatore, quando dice: “Oggi siamo contenti, perché due popoli lontani da tanti anni, hanno fatto un passo di avvicinamento…". I cubani, da secoli capaci di fare appello a tutta la loro inventiva, sopravvivono con stipendi che si attestano su una media di dieci dollari al mese. Dunque si deve prevedere necessariamente la cancellazione del lungo blocco economico, soprattutto deve nascere una nuova intesa e una nuova storia da riscrivere nella vita di un popolo, poiché ” Todos somos americanos”.
MASSIMILIANO RASO

"TARENTI CANTORES" CHRISTMAS ENSEMBLE ALLA CHIESA DI GESU' CRISTO E DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI


"MONTEIASI PROTAGONISTA" EPIFANIA CON TARAStv

La mattina del 6 Gennaio L'associazione Culturale "MONTEIASI PROTAGONISTA" in collaborazione con "GALEONE LISTE NOZZE", nella cittadina in Provincia di Taranto fara' arrivare la Befana, la quale offrira' a tutti i bambini presenti dei bellissimi regali.
Per l'occasione saranno presenti le telecamere di TARAStv con il simpaticissimo Pino Pittaccio.

"DIFENDIAMO TARANTO" IL REPORTAGE

Reportage della Manifestazione Tarantina del 19 Dicembre 2014 firmato Marianeve Santoiemma e Giovanni Maimone.

giovedì 18 dicembre 2014

"TG TUROLDO" 11° PUNTATA

Quello che ci aspetta al Teatro taranino Sabato 20 e Domenica 21 Dicembre 2014.

mercoledì 17 dicembre 2014

"DIFENDIAMO TARANTO" TARAStv ADERISCE ALL'INIZIATIVA

A due anni di distanza dalla grande
manifestazione del 15 Dicembre 2012 che, pur ignorata dai media e dalla stampa nazionale, portò in piazza circa 30.000 persone, abbiamo deciso di scendere ancora una volta in strada il 19 Dicembre.

In questi due anni nulla è cambiato, anzi, qualcosa forse sì: il degrado sociale, ambientale, economico e sanitario sono peggiorati; sempre più giovani sono stati costretti a lasciare questa terra migrando altrove per studio o in cerca di lavoro e nessuno dei nostri diritti quali la salute, l’ambiente, il reddito e il lavoro è stato tutelato. Lo Stato e la politica, che dovevano farsi garanti delle nostre richieste, ci hanno voltato le spalle perseverando nell’attività di programmazione economica a beneficio delle sole industrie pesanti inquinanti e nello sfruttamento delle principali aree e risorse del nostro territorio per interessi strategici nazionali e militari, imponendoci scelte deleterie che hanno fatto aumentare ancor di più il disagio sociale di questa sfortunata e martoriata terra, a vantaggio di poche lobby industriali e finanziarie.

Purtroppo, a tutt’oggi, le scelte politiche non prendono in considerazione la necessità di destinare alla riqualificazione della città di Taranto gli stessi fondi pubblici già concessi alle altre città e la costringono così all’isolamento e alla marginalizzazione impedendole di utilizzare le attività culturali e produttive più nobili per il suo sostentamento.

E’ arrivato il momento di dire: “BASTA, NOI NON CI STIAMO!”
Taranto ha già pagato il suo contributo con degrado, malattie,  perdita di competitività delle imprese sane e chiede per questo il rispetto ed il ripristino delle sue vocazioni ecosostenibili e naturali originali basate sull’ agricoltura, sulla pesca, sulla mitilicoltura, sulla itticoltura, sulla zootecnia, sul turismo, sulla cultura, sull’arte, sulla musica e sullo sport.
Per questo il 19 Dicembre noi giovani, studenti, precari, disoccupati, saremo in piazza insieme alle associazioni, movimenti, comitati, lavoratori, imprenditori e liberi cittadini.
Vogliamo Salute, Lavoro, Ambiente, Risarcimento, Nuove Alternative Economiche “pulite”, e ci opponiamo fermamente al progetto “Tempa Rossa” ed alla nuova legge “Sblocca Italia”.
Vogliamo:
SALUTE: Quel diritto inviolabile sancito dall’art.32 della Costituzione che da troppo tempo manca in questa città. La vita di Taranto e della sua gente vale più di tutti gli sporchi profitti generati dagli speculatori industriali che presidiano questo territorio da troppi anni. Chiediamo la sanità pubblica e gratuita, anche alla luce dei terribili dati sulla salute dei tarantini contenuti nello studio S.E.N.T.I.E.R.I. 2012 e 2014. Chiediamo inoltre l’ampliamento delle strutture sanitarie esistenti e il potenziamento per la prevenzione delle malattie nei confronti degli operai, a cura dello SPESAL, a partire dal biomonitoraggio di sangue e urine di abitanti e operai, non limitandoci solo a curare ma anche a prevenire.
LAVORO: Un modello di sviluppo diverso che agevoli l’occupazione degli oltre 110.000 disoccupati dell’intera provincia, perché il nostro futuro non può più chiamarsi Ilva, Eni, Cementir e Marina Militare. Chiediamo pertanto all’Autorità Portuale di applicare i principi contenuti nello stesso PRP (Piano Regolatore Portuale), destinando l’impiego del porto ad attività che portino benessere all’intera collettività e non al singolo privato. A tale scopo, chiediamo la revoca delle concessioni, l’esproprio e la restituzione alla città di tutte le aree dei quattro sporgenti del porto mercantile di Taranto attualmente occupati da industrie private pesanti ed inquinanti nonché la liberazione delle aree del rione Tamburi Croce relative alla Cementir e Porta Napoli per poter realizzare il nuovo porto turistico nella Rada di Mar Grande completo di fronte mare e di tutti i servizi per turisti e passeggeri, come ristorazione, assistenza, accoglienza, sala convegni, stazione marittima, parco veicoli, car sharing e bike sharing, nuova stazione ferroviaria ed il collegamento ferroviario diretto tra porto ed aeroporto di Grottaglie.
Chiediamo inoltre la tutela delle attività tradizionali come la maricoltura, la pesca, la mitilicoltura e l’agricoltura. E’ necessario che a Taranto venga garantita una formazione qualificata, sia a livello scolastico che universitario, in modo che si acquisiscano le competenze più adeguate per affrontare i cambiamenti di questo momento storico e in particolar modo quelli che possono interessare il nostro territorio, come ad esempio quelle relative alle bonifiche. E’ importante ripristinare i corsi di laurea disattivati e quelli legati alle vocazioni locali, come Maricoltura o utili per la triste situazione sanitaria, come le discipline medico-scientifiche.
E‘poi necessario garantire ai tarantini la possibilità di scegliere liberamente la propria sede formativa e quella lavorativa.
AMBIENTE: chiediamo un ambiente salubre dove i bimbi possano tornare a giocare nei giardini e respirare aria pulita e il blocco immediato degli impianti inquinanti. Si avviino le bonifiche, applicando il principio del “chi inquina paga”. Facciamo di una sconfitta un’opportunità di rinascita: dal disastro ambientale nasca il distretto europeo delle bonifiche in modo che a Taranto si crei il know-how per bonificare tutti i siti inquinati d’Italia e d’Europa, impiegando gli operai e promuovendo un idea di riconversione ecologica, utilizzando Fondi Europei per le aree di declino industriale che saranno a disposizione anche nella programmazione 2014 – 2020.
Chiediamo l’interruzione della costruzione dei collettori fognari dei paesi dell’area orientale di Taranto con sbocco nel Mar Piccolo. Sarebbe opportuno sostituirli con bacini artificiali, per non inquinare ulteriormente quel lembo di mare pregiato.
RISARCIMENTO: lo Stato ed il privato, in base alle loro effettive responsabilità, si facciano carico degli scempi perpetrati in questa città per decenni e risarciscano i cittadini che hanno perso il lavoro, la salute e la voglia di vivere.
La Marina e l’Arsenale Militare restituiscano le aree demaniali alla città. Il demanio è un bene comune e le scelte sul destino delle aree demaniali di Taranto, site in posti panoramici e centrali della città, deve essere condivisa con la cittadinanza.
Si abbatta il “Muraglione”, vergogna tarantina, simbolo di oppressione e chiusura da parte dello Stato che ha inquinato e militarizzato la città. Chiediamo che le aree demaniali sul Mar Piccolo, ex marina Militare, vengano attrezzate per i grandi eventi turistici e culturali, prevedendo il grande teatro greco sul mare, aree per spettacoli, musica, concerti, arte e sport. (Quelle aree possono contenere fino a 200.000 persone). In particolare, la pianificazione di un distretto con impianti sportivi adeguati e moderni potrebbe rendere Taranto una capitale delle relazioni sociali e dello Sport.
Le infrastrutture necessarie che possono garantirci un’intermodalitá che favorisca sia la mobilità che lo sviluppo di attività alternative indispensabili, ma non invasive per il nostro territorio, dovranno essere compensate con l’abbattimento delle strutture edili e degli impianti industriali fatiscenti, impiantando, al loro posto, foreste urbane per tutelare l’equilibrio del nostro sistema ambientale.
ALTERNATIVE PULITE: spezzare il ricatto occupazionale, la monocultura dell’acciaio e dei veleni delle grandi industrie, puntando su alternative occupazionali pulite quali Cultura, Infrastrutture, Turismo, Agricoltura, Maricoltura, Artigianato, Allevamento.
Chiediamo la fine della cementificazione per gli usi residenziali all’esterno del perimetro della città, la rigenerazione urbana e la messa in sicurezza dei quartieri dell’Isola, del Borgo e di tutte le periferie della città.
La riqualificazione del Centro Storico potrebbe rappresentare un volano per attrarre nuove imprese e turismo.
Creare ricchezza dai rifiuti e superare il modello delle discariche e degli inceneritori avviando la raccolta differenziata e ove possibile il recupero/riuso/riciclo dei materiali.
Informatica digitale: Creazione software, sistemi operativi e applicazioni smartphone.
Per rendere possibile tutto ciò dobbiamo opporci ai nuovi progetti inquinanti che le multinazionali ed il governo vorrebbero attuare nella nostra città.
No al progetto TEMPA ROSSA: Tempa Rossa è un giacimento petrolifero situato in Basilicata. Il petrolio estratto verrebbe trasferito a Taranto e smistato su navi petroliere. Per questo progetto è prevista la costruzione di 2 serbatoi dal totale di 180 mila metri cubi.
Secondo il Progetto Tempa Rossa 2,7 milioni di tonnellate di petrolio transiterebbero nel Mar Grande di Taranto ogni anno, con un aumento del traffico di 90 petroliere che metterebbero in serio pericolo di inquinamento le nostre risorse marine. Uno studio ufficiale dell’ISPRA ha evidenziato che i porti più trafficati da petroliere sono quelli più inquinati da idrocarburi derivanti da petrolio.
Taranto inoltre verrebbe trasformata in un deposito di greggio con un aumento del 12% delle emissioni tossiche in una città già martoriata dal siderurgico Ilva. A Taranto la popolazione più colpita dai tumori è quella infantile, come confermano recenti studi epidemiologici. Il progetto Tempa Rossa accrescerebbe inoltre il rischio di incidente rilevante oltre ad impedire uno sviluppo economico sostenibile per una città già ridotta in miseria.
Il progetto Eni Tempa Rossa con alle spalle le multinazionali Total, Shell e Mitsui ha ricevuto pieno appoggio dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.
Il petrolio di T.R.aumenterà del 40%la produzione italiana e così del 20% con lw trivellazioni nel mare adriatico e ionio, portando la copertura nazionale rispetto al fabbisogno dall’8 al 10%. Poichè il Mondo guarda Taranto,deve partire da qui un monito che, abbracciando tutte le città martoriate dalla grey economy, si faccia carico di cambiare gli stili di vita che possano largamente coprire quel 2% di differenza. Non possiamo lamentarci dei danni dell’economia da fonti fossili se poi non sappiamo farne a meno.
Noi ci opponiamo chiedendo il blocco di tale progetto che arricchirebbe solo le compagnie petrolifere a fronte di poche decine di posti di lavoro per la nostra città. Non abbiamo più bisogno di energia da fonti fossili.
Basta leggere i dati del rapporto conclusivo sulla green economy promosso dalle Commissioni congiunte Ambienti e attività produttive della Camera da cui si evince che per ogni miliardo investito nelle energie fossili si creano cinquecento posti di lavoro, per ogni miliardo investito nelle rinnovabili, come solare e fotovoltaico, i posti di lavoro salgono a 3000; per ogni miliardo investito in grandi opere si producono 640 posti di lavoro contro i circa 15 mila del settore della riqualificazione energetica degli edifici.
No alla legge ‘#SBLOCCAITALIA’: con questa legge si accelerano tutte le procedure che favoriscono le estrazioni petrolifere, in particolare nella vicina Basilicata con conseguente flusso di ulteriore petrolio a Taranto, e le trivellazioni che distruggerebbero l’ecosistema marino, danneggiandone flora e fauna. Aumenterebbe inoltre il rischio di sversamento di petrolio in mare, con ulteriore aggravio delle attività legate alla pesca, alla mitilicultura ed al turismo.
Inoltre lo #SBLOCCAITALIA agevola la cementificazione del territorio, la costruzione di inceneritori, la vendita del demanio, riducendo il ruolo e i poteri degli Enti locali.
Dimostriamo che Taranto è viva, che è sveglia, che resiste e che non si fermerà. Il 19 Dicembre, alle ore 17.00, partiremo da Via Cesare Battisti, altezza Palamazzola, per arrivare arrivo in Piazza della Vittoria. Confidiamo nella partecipazione di tutti. Difenderemo Taranto fino alla fine!
L’invito è esteso a tutte le associazioni, movimenti e comitati che potranno aderire nella forma che più desiderano.
La manifestazione è apartitica e pertanto non saranno accettati simboli e bandiere di partito o sindacali. Invitiamo partiti e sindacati a scendere in piazza da semplici cittadini perché dimostrino che l’amore per la loro città va oltre lo steccato di quella politica che finora non ha onorato Taranto per il suo splendore.    TARAStv sara' presente con le sue telecamere.

"TRADIZIONI TARANTINE" IL PRESEPE DI CIRO INTERMITE

Mimmo Fornaro ci accompagna alla scoperta delle tradizioni Tarantine e non....
Questa sera siamo a casa di Ciro Intermite, abitante del Rione Tamburi, che ci mostra il suo Pesepe con una sorpresa insolita....
Per ricevere la visita di Mimmo Fornaro assieme alle nostre telecamere:
E-MAIL:  redazione@tarastv.it
TEL. : 3381488022
FACEBOOK:  TARAStv, Tarasproduzioni

UN SERVIZIO DI: Mimmo Fornaro
RIPRESE E MONTAGGIO: Giovanni Maimone
SI RINGRAZIA: Ciro Intermite

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