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domenica 31 marzo 2013

PASQUETTA CON LA PIOGGIA

Nuova perturbazione in arrivo sull'Italia: a partire dalla mattinata di domani piogge e temporali interesseranno le regioni centrali tirreniche e quelle meridionali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una allerta meteo che prevede, a partire da domani mattina, piogge e temporali anche molto intensi, che potranno essere accompagnati da fulmini e forti raffiche di vento, sulla Sardegna, in estensione al Lazio e 
Logo 120x60 successivamente su Campania e Sicilia. Nella giornata di martedì le precipitazioni interesseranno Basilicata, Calabria e Puglia. Il Dipartimento della Protezione Civile seguirà l'evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le strutture locali di protezione civile.

PAPA FRANCESCO. "GESU' CI GUARDA"

E' andata  in onda in mondovisione dal Duomo di Torino, (in Italia su Rai1) la prima Ostensione televisiva in digitale, con un video messaggio di Papa Francesco rivolto a tutto il mondo e pieno di parole come ''fiducia'', ''speranza'', ''ascolto'', un messaggio denso, ma fatto di parole semplici e dirette nello stile al quale ormai Papa Bergoglio ha abituato i fedeli del mondo intero. ''Cari fratelli e sorelle - ha detto il Papa nel suo messaggio proiettato nella cattedrale - mi pongo anch'io come voi davanti alla sacra Sindone, e ringrazio il Signore che ci offre, con gli strumenti di oggi questa possibilita'''. Il Papa ha voluto sottolineare come il volto di Cristo defunto in realta' guardi chi lo guarda. ''Ci guarda e nel silenzio ci parla - ha detto - questa immagine ci invita a contemplare Gesu' di Nazaret, parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a immergerci nel silenzio eloquente dell'amore''. Poi un 
promozione Prénatal forte richiamo ai piu' deboli e alle vittime della violenza umana: ''questo Volto sfigurato - ha detto - assomiglia a tanti volti di uomini e donne feriti da una vita non rispettosa della loro dignita', da guerre e violenze che colpiscono i piu' deboli. Eppure comunica una grande pace. E' come se lasciasse trasparire un'energia contenuta ma potente, e' come ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza: la forza dell'amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto''. Un messaggio forte, ascoltato in silenzio nel Duomo di Torino da un pubblico ristretto, 300 persone tra malati, disabili e loro accompagnatori e una trentina di giovani in difficolta' per problemi familiari e anche di lavoro. E dai preti della Diocesi in Torino con in testa l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia che, in apertura cerimonia, dopo i primi canti e i primi momenti liturgici, si e' inginocchiato, lui solo, davanti al sacro lino per un minuto di raccoglimento. In quel momento e solo in quel momento, per pochi secondi si e' aperta davanti a lui e alle telecamere la grande vetrata che custodisce la Sindone alla temperatura costante di 20 gradi. Nosiglia ha fatto suo il messaggio del Pontefice e invitato i fedeli ''a farci guardare dalla Sindone, a interpellare l'Uomo della Sindone. Il nostro non e' un semplice osservare, ma un venerare, e' uno sguardo di fede, un lasciarci guardare''. Rivolgendosi ai malati in Duomo, Nosiglia ha poi aggiunto come 'il volto dell'Uomo dei dolori, in cui si rispecchia la sofferenza e l'abbandono di tanti uomini e donne soggetti a violenze, ingiustizie, soprusi, guerre, fame e miseria, riveli quanto e' potente l'amore di Dio. Il messaggio della Sindone - ha aggiunto - e' rivolto soprattutto voi cari malati che partecipate in prima persona al mistero del dolore''. ''Il messaggio di Papa Bergoglio - ha poi detto Nosiglia parlando con i giornalisti - e' stato semplice e diretto. Perche' la verita' di fatto e' semplice e il Papa lo sa bene''. L' ostensione televisiva, ricca di letture e diversi momenti musicali e canti, anche gospel, grazie agli interventi del Coro della Cattedrale di Torino, dell'organista Marco Limone e dell' Ensemble Filarmonica di Padova, si e' conclusa con la processione di tutti i malati e i loro accompagnatori davanti alla Sindone. Dopo che l'arcivescovo Nosiglia li aveva benedetti, abbracciati e salutati uno per uno. Hanno cominciato dei bambini recanti mazzi di fiori, poi i malati in carrozzina, poi i disabili mentali, e cosi' via, un pellegrinaggio silenzioso, commosso, non rituale.

MORTO FRANCO CALIFANO


"Ho i brividi. Questo l'ultimo sms di franco per me durante la notte 'Che il Sig vi protegga nel vostro viaggio nella vita. F. Califano'...". Lo hanno scritto i Negramaro su twitter.
Il cantautore romano Edoardo Vianello si è recato nella villa di Acilia, quartiere all'estrema periferia di Roma, dove Franco Califano è morto ieri. Vianello, amico di lunga data di Califano, ha avuto "un momento di raccoglimento". Lo riferisce un amico e collaboratore dell'artista scomparso. La camera ardente per Franco Califano sarà allestita domani in Campidoglio dalle 10 alle 19, mentre i funerali si terranno martedì alle 11 nella Chiesta degli artisti in Piazza del Popolo. Nella villetta ad Acilia, protetta da un piccolo cancello in legno, sono potuti entrare solo gli amici e gli affetti più cari del Califfo. Ma nel quartiere romano lo conoscevano in tanti e la notizia della sua morte ha scosso tutti.
E' proprio una Pasqua tragica per la musica italiana. Venerdì Enzo Jannacci, sabato Franco Califano. Nell'arco di 24 ore se n'é andato 
sushisticksyellow_168x28 prima un simbolo di Milano, poi uno di Roma, "er Califfo". Nel mondo anglosassone per descrivere uno come Califano si usa l'espressione "larger than life" (più grande della vita), lui di sé diceva: "ero bello esagerato". Er Califfo, ma la cerchia dei suoi fan lo chiamava "il maestro", è stato un autore di classici della canzone, un interprete di successo, un poeta, un attore, un protagonista delle cronache per le sue amicizie pericolose e le sue rischiose abitudini. I suoi ultimi anni sono stati difficili: aveva sperperato un patrimonio, il fisico, cui aveva sempre chiesto molto, cominciava a cedere e finì sui giornali perché aveva richiesto l'aiuto della legge Bacchelli. Il 18 marzo aveva cantato al Sistina di Roma. Ma proprio quando la sua vicenda si stava avviando al declino, è stato riscoperto dalla nuove generazioni, Fiorello gli ha dedicato una delle sue imitazioni più popolari, i Tiromancino hanno registrato con lui, come hanno fatto jazzisti importanti come Stefano Di Battista. Al di là delle sue vicende legali, Franco Califano stava all'Italia come i personaggi portati sullo schermo da Jean Paul Belmondo e Alain Delon dei tempi d'oro stanno alla Francia. Un fuori classe della seduzione dal fascino maledetto e dall'ironia devastante che dagli anni '60 in poi, cominciando come attore di foto romanzi, si e' lanciato in una vita vissuta pericolosamente. Califano ha firmato alcune dei più bei titoli della canzone italiana, come "Minuetto", "La musica è finita", "E la chiamano estate", "Una ragione di più", ha scritto per gli interpreti più prestigiosi, a cominciare da Mina, ha composto "Gente de borgata". Ma se c'é un titolo che sintetizza la sua vita e la sua carriera è "Tutto il resto è noia", un caso di scuola di brano che diventa un manifesto esistenziale. Scriveva poesie ed era autore e interprete di monologhi che oscillavano tra il comico e il dramma, istantanee di vita alla deriva (il giocatore di Nun me portà a casa) che si affiancavano a storie di travestiti o gravidanze inaspettate. Le sue vicende giudiziarie, la sua vocazione alla trasgressione e l'insofferenza verso le convenzioni hanno sicuramente aiutato a far nascere il mito dello chansonnier maledetto ma sicuramente non hanno aiutato la sua carriera (nel 1984 ha inciso l'album "Impronte digitali" agli arresti domiciliari). E' stato un personaggio scomodo, controverso, che ha messo in scena la sua vita al massimo e che, forse, ha amato davvero soltanto la musica. GLI AMICI LO RICORDANO SU TWITTER di Elisabetta Malvagna Un giorno dopo la morte di Enzo Jannacci, anche il Califfo, Franco Califano, ci ha lasciati e come avvenuto per l'amatissimo cantautore milanese, molti i ricordi e le parole affettuose postate su Twitter da amici e colleghi. "Non c'era bisogno che morisse per definirlo come ho sempre fatto: il poeta di Roma - scrive Giuliano Sangiorgi dei Negramaro - Addio amico, addio Franco". E ancora: "Fa male non dirsi l'ultimo ciao", aggiungono i Negramaro che postano anche il video di 'Minuetto', capolavoro scritto da Califano per Mia Martini. "Ma c...!!! Anche il Califfo. Che Pasqua triste!!", è questo lo sfogo di Biagio Antonacci che poi twitta: "Onore a Franco e a Enzo, siete stati unici e diversi. Fate musica lassù... gli angeli vi lasceranno liberi". "Ciao Califfo", twittano sia Emanuele Filiberto che Elisabetta Canalis, mentre Luna Berlusconi, la nipote del Cavaliere, scrive: "Ciao Franco... le tue canzoni alla radio con papà che cantava... e poi a cantare con te al piano... ricordi bellissimi! Con te la vera poesia".

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sabato 30 marzo 2013

BUONA PASQUA DA TARAStv


DOMENICA 7 APRILE DIFENDIAMO TARANTO

ORE 10.30 Partenza davanti Arsenale (Via Di Palma), arrivo P.zza Vittoria (Taranto).

MEDICI, FARMACISTI, INFERMIERI, PERSONALE SANITARIO TUTTO E TUTTI IN CAMICE BIANCO ED IN PRIMA FILA, DEGENTI E TUTTI I CITTADINI PER DIRE " NO" ALLA LEGGE "SALVA ILVA" CHE NON TUTELA I CITTADINI E L'AMBIENTE E PER DIRE "SI" ALLA AZIONE DELLA PROCURA E DEL GIP DI TARANTO CHE HANNO POSTO SOTTO SEQUESTRO GLI IMPIANTI CHE CAUSANO MORTI E MALATTIE.


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ILVA. FERRANTE DENUNCIA I MAGISTRATI DI TARANTO

Il braccio di ferro fra Ilva e magistratura tarantina approda in procura a Potenza. Il presidente Bruno Ferrante ha presentato un esposto nei confronti dei magistrati tarantini che conducono l’inchiesta sul disastro ambientale. Firmatario, stando a indiscrezioni, sarebbe anche l’ex direttore generale dello stabilimento siderurgico Adolfo Buffo.
Da quanto si è appreso, nell’esposto si fa riferimento a presunti abusi relativi all’inchiesta condotta dalla procura tarantina, sfociata, il 26 luglio dello scorso anno, nel sequestro degli impianti dell’area a caldo e nell’arresto di Emilio e Nicola Riva (entrambi sottoposti ai domiciliari), dell’ex direttore generale dello stabilimento siderurgico Luigi Capogrosso e di cinque dirigenti dello stabilimento siderurgico (poi rimessi in libertà dal Riesame).
L’inchiesta sul disastro ambientale è sfociata nell’esecuzione di nuovi provvedimenti restrittivi, il 26 novembre, nei confronti, fra gli altri, dell’ex addetto alle relazioni esterne Girolamo Archinà e del perito della procura, professor Lorenzo Liberti. Contestualmente ai provvedimenti cautelari, il gip Patrizia Todisco, su richiesta del procuratore capo Franco Sebastio, dell’aggiunto Pietro Argentino e dei pm Mariano Buccoliero, Remo Epifani e Giovanna Cannarile, ha emesso anche il decreto di sequestro dei prodotti finiti e semilavorati, un milione e 700.000 tonnellate di acciaio (del valore di un miliardo, secondo l’azienda). Al provvedimento, che ha inasprito lo scontro, si è aggiunta la decisione della procura di chiedere la vendita coatta dei prodotti, affidandola ai custodi giudiziari, per sottoporre a sequestro i proventi. L’ordinanza emessa dal gip è stata poi annullata dal tribunale del riesame che ha accolto il ricorso di Ferrante.
Alcune doglianze, a quanto pare, riguarderebbero nello specifico il provvedimento relativo al sequestro dei prodotti in seguito al quale sono finiti sul registro degli indagati lo stesso Ferrante e Buffo per non aver impedito l’inquinamento degli impianti.
La querela, presentata attraverso uno dei legali milanesi dell’Ilva, l’avvocato Marco De Luca, per conto di Ferrante, è stata depositata dall’avvocato Donato Pace, del foro potentino.
Saranno adesso i magistrati di Potenza (competenti ad indagare sui magistrati in servizio a Taranto) a vagliare i fatti illustrati dal massimo esponente dell’Ilva. Ferrante ha puntato il dito contro la procura ma anche contro i custodi giudiziari dei quali, nelle scorse settimane, ha chiesto la revoca.
Lo scontro fra Ilva e magistrati tarantini, dunque, prosegue su più fronti. Martedì 9 aprile è in calendario l’udienza dinanzi alla Corte Costituzionale per la discussione dell’eccezione di illegittimità costituzionale sollevata dal gip e dalla procura sulla legge “salva Ilva” che ha disposto la restituzione degli impianti sottoposti a sequestro preventivo e dei prodotti. Come è noto, la restituzione della facoltà d’uso degli impianti è avvenuta. I prodotti, invece, sono rimasti sotto chiave. Sulla vicenda sarà la Consulta a pronunciare l’ultima parola.
CORRIERE DEL GIORNO

IL MARCIAPIEDI DI VIA POLIBIO


MONSIGNOR SANTORO. "IL GIUDIZIO DI DIO SARA' SEVERO"

''Il giudizio di Dio sara' severo con chi puo' fare, ma omette, e con chi fa precedere qualsiasi calcolo o tornaconto personale al bene di tutti''. E' una delle dure frasi pronunciate ieri sera dall'arcivescovo di Taranto, mons.Filippo Santoro, nel discorso fatto durante la tradizionale processione dei Misteri. A Taranto, ha sottolineato ancora l'arcivescovo, ''siamo ancora con l'acqua alla gola per la questione ambiente salute e lavoro''.

MIMISTRO CLINI. MIGLIORA L'ARIA A TARANTO


«Significativi miglioramenti» della qualità dell'aria rispetto allo scorso anno: è questo il principale progresso che ha registrato per l'Ilva di Taranto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini - rispondendo ad un'interrogazione dell'onorevole Bratti del Pd in merito ai controlli in corso sull'applicazione dell'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all'Ilva - informando che il procedimento è costantemente monitorato e l'attuazione delle prescrizioni sta procedendo secondo le procedure previste dalla legge. Così, dall'acciaieria Ilva arriva finalmente una mezza buona notizia, proprio mentre in queste ore si registra l'ennesimo incidente sul lavoro - fortunatamente non mortale - all'interno dell'azienda: un lavoratore è infatti stato ricoverato in ospedale per una frattura scomposta della caviglia, che si è procurato mentre regolava delle guide che servono a mettere in linea le lamiere.
«A conferma di questo iter positivo avviato il significativo miglioramento dei dati sulla qualità dell'aria nei primi mesi del 2013 rispetto allo scorso anno», ha quindi sottolineato il ministro. Nello specifico, il ministro ha ripercorso i "passaggi" compiuti dall'azienda entro il 31 gennaio 2013: è stato spento l'Altoforno 1; sono state chiuse le batterie  3,4,5 e 6 della cokeria e delle torri di spegnimento n.2 e n.3; sono stati abbassati i cumuli e ridotte le giacenze dei parchi minerali; sono stati arretrati  i parchi minerari di 80 metri dal confine con il quartiere Tamburi.  Inoltre Ilva, in base ad un cronoprogramma che rispetta i termini conclusivi per la realizzazione di tutte le prescrizioni, inviato al ministero ed al "gruppo istruttore" di cui fanno parte la Regione e gli Enti Locali, ha avviato i lavori per:  la chiusura completa al 31 dicembre 2013 di 16 edifici, al 31 marzo 2014 di altri 2 edifici, al 30 giugno 2014 dell'ultimo edificio;  la  copertura completa su 4 lati di 400 nastri trasportatori (per una lunghezza stimata di oltre 90 km) che sarà conclusa il 31 ottobre 2015. Il quadro quindi appare confortante anche se Ispra il 21 marzo 2013, ha segnalato alcune non conformità rispetto al provvedimento di Aia, indicando le azioni correttive da intraprendere. Il ministero, dopo la diffida ad Ilva ad attuare le azioni correttive al fine eliminare le difformità riscontrate, è ora in attesa dei riscontri da parte dell'azienda in merito alla realizzazione delle misure indicate.
Gli effetti più rilevanti rispetto alle misure adottate, come già accennato, riguardano la qualità dell'aria. Nei primi mesi del 2013 è stato rilevato un significativo miglioramento rispetto ai dati del 2012, con particolare riferimento ai parametri benzo(a)pirene,  diossina e polveri sottili (PM 10) nel quartiere Tamburi. «Avevo previsto che gli effetti a breve termine dell'Aia avrebbero migliorato in modo significativo l'ambiente di Tamburi, salvaguardato il lavoro di migliaia di operai, avviato la riqualificazione industriale del centro siderurgico - ha concluso Clini - I primi concreti risultati si vedono: se penso alle tensioni ed al clima di sfiducia dei mesi passati, posso dire che oggi sono più sereno. E non dobbiamo fermare il processo virtuoso che abbiamo avviato».
GREENREPORT

SACCHEGGIAVANO SUPERMERCATI. ARRESTATA BANDA


Cinque rumeni, ritenuti componenti di una banda dedita ai furti ai danni di supermercati, sono stati arrestati da agenti delle Volanti della Questura di Taranto. Si tratta di Marius Claianu, 42 anni, Valentin Savel Dumitru,43, Sanda Claianu, 40, Doiana Ionita, 36 e Fiorentina Gabriela Stan, 25. L'accusa e' di furto aggravato in concorso. Verso le 14,00 di ieri due rumeni, un uomo e una donna, sono stati fermati in un ipermercato dagli addetti alla sicurezza.
Avevano oltrepassato la barriera delle casse, pagando solo alcuni articoli di poco valore, ma erano stati poi sorpresi con merce di valore all'interno di due borse schermate con fogli artigianali di carta stagnola, per neutralizzare i controlli antitaccheggio. Da alcuni giorni la coppia si aggirava con atteggiamento sospetto nel supermercato.
Ai due sono state sequestrate due bottiglie di champagne ed alcuni grossi tranci di formaggio 'Grana' per un valore di circa 350 euro. Gli agenti giunti sul posto dopo aver identificato i due cittadini rumeni fermati, su indicazione dei dipendenti dell'ipermercato, si sono posti alla ricerca di una Fiat Punto di colore verde, a bordo della quale nei giorni precedenti la coppia fermata, era stata piu' volte notata allontanarsi.

ANCORA UN INCIDENTE ALL'ILVA

Venerdi scorso un operaio dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto di 36 anni, e' stato coinvolto in un infortunio riportando la frattura scomposta a un piede mentre era impegnato nel reparto Produzione Lamiere 2. L'uomo e' stato ricoverato in ospedale.
In pratica mentre si trovava su un rullo della macchina bordatrice, una lamiera molto pesante gli e' finita su un piede. Gelo non e' riuscito a evitarla mentre un suo collega ha fatto appena in tempo a saltare giu' dal rullo. Le conseguenze, visto il peso di queste lamiere, avrebbero potuto essere piu' gravi. Il reparto e' tra quelli ripartiti solo pochi giorni fa.
Uno sciopero fino alle 7 di domani mattina e' stato proclamato dalle segreterie territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil in seguito al nuovo infortunio verificatosi stamane nel reparto produzione Lamiere 2 dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Riguardera' solo quel reparto. Il segretario territoriale della Fim Cisl Mimmo Panarelli sottolinea che il nuovo infortunio ''mette in luce il calo di attenzione da parte dell'azienda sui temi della sicurezza. Dopo un triennio fruttuoso senza infortuni gravi, negli ultimi mesi si sta riproponendo un triste e angoscioso scenario, al quale un po' tutti non eravamo piu' abituati''.
''Ci chiediamo - continua - come mai registriamo questa improvvisa impennata di infortuni? Gli ottimi risultati, ottenuti negli ultimi anni, in termini di indici d'infortunio, avranno un po' cullato l'azienda? Quesiti che meritano risposte certe. Da parte dell'azienda esigiamo chiarimenti. Non e' possibile - afferma Panarelli - riproporre alle cronache quotidiane notizie che vanno in controtendenza con l'impegno che noi tutti da sempre profondiamo''.
''Una situazione che non accettiamo. Dal sopralluogo effettuato sul posto dell'incidente, dalle nostre Rls e Rsu, e' emerso un quadro poco chiaro: riteniamo un fatto gravissimo l'aver ignorato le basilari norme di sicurezza, fatto non nuovo nel reparto Pla2, per il quale era gia' stato chiesto l'intervento della gestione di reparto e del Sil (Sicurezza lavoratori). Siamo in perfetta sintonia con il Prefetto di Taranto, dottor Sammartino che, nei giorni scorsi, ha sollecitato maggiore attenzione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro del nostro territorio. E' nostra volonta' assicurare l'apporto giusto - conclude Panarelli - alla realizzazione di un opportuno protocollo d'intesa che miri alla salvaguardia dell'incolumita' di tutti lavoratori''.

IL LUNGOMARE DI TARANTO STA CROLLANDO

domenica 24 marzo 2013

IL 7 APRILE DIFENDI TARANTO (SPOT TARAStv)




ARRESTATI GLI AUTORI DELL'ACCOLTELLAMENTO AL "DEJA VU"

Aggredito e accoltellato in modo grave fino al rischio di perdere la vita a causa di un urto accidentale e di un piede calpestato sulla pista da ballo di una discoteca, il Deja Vu diTaranto: sarebbero stati questi i motivi, davvero futili, che nella notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso portarono al ferimento di un ufficiale della marina mercantile. All'alba di oggi i carabinieri della Compagnia del capoluogo jonico hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre giovani, accusati di tentato omicidio. Si tratta di Vincenzo Leone, 30 anni, Gianluca D'Ippolito, 20, e Giacomo Sciancalepore, 22, tutti pregiudicati. La vittima venne trovata per terra vicino alla discoteca dai carabinieri e dal personale del 118. Era sanguinante e incosciente.
Aveva subito coltellate in diverse parti del corpo (addome, schiena e collo). L'ufficiale venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e trattenuto in ospedale per oltre venti giorni in prognosi riservata.

TRE ARRESTI 
Rimase per lungo tempo in pericolo di vita. Grazie ad alcuni testimoni e all'analisi delle telecamere di sorveglianza di un esercizio commerciale adiacente gli investigatori sono riusciti a risalire a preziosi indizi come la targa di una delle due automobili con le quali, secondo un testimone, i tre malviventi si erano allontanati dal Deja Vu. Si è così ristretto ilcerchio intorno a un gruppo di noti pregiudicati del quartiere Tramontone. Ciò ha permesso ai militari di raccogliere alcune fotografie e di redigere un fascicolo fotografico, in modo tale da sottoporlo alla visione di alcuni clienti del locale con lo scopo di identificare chi fosse presente poco prima del tentato omicidio e che invece al momento dell'intervento dei carabinieri si era allontanato.

CORO POLIFONICO "CHORALITER" IN S. DOMENICO MAGGIORE (FOTOGALLERY DI PASQUALE REO)

CLICCA SULLA FOTO PER GUARDARE LA FOTOGALLERY DI PASQUALE REO



GROTTAGLIE - TARANTO 1-2


GROTTAGLIE 1
TARANTO 2
rete: 29'pt e 13'st Molinari (TA), 17'st Pignatelli (GR)
GROTTAGLIE: De Gennaro, Quaranta, Pinto, Lenti, Buono, Mitrotti, Sanna, Vitagliano (1'st Pisano), L. Formuso (32'st Schiavone), Radicchio, Pisani (15'st Pignatelli). A disp: Anastasia, Carruezzo, D'Angela, R. Formuso. All. Pellegrino.
TARANTO: Maraglino; Rosato, Terrenzio, Prosperi, Stigliano; Gnoni, Vicedomini, Cordua; Molinari (27'st El Ouazni), Bongermino, Fumai (40'st Faccini). Panchina: Costantino, Prete, Biondo, Papa, Brancato. All. Pettinicchio.
ARBITRO: Sprezzola di Mestre (Di Domenico di Locri e Detto di Reggio Calabria)
AMMONITI: L. Formuso, Vitagliano (GR), Gnoni, Terrenzio, Cordua (TA)
ESPULSI: Radicchio (GR)
CALCI D'ANGOLO: 0-3
RECUPERO: 1'pt, 6'st
MATTEO SCHINAIA

venerdì 22 marzo 2013

INCENDIO ALL'ILVA. PER FORTUNA NESSUN FERITO

Un incendio si è verificato nel reparto Laminatoio a freddo dello stabilimento Ilva. A quanto si è appreso, avrebbero preso fuoco alcuni pannelli di protezione a copertura delle cisterne. Non si registrano feriti. 

L'incendio è stato domato dai vigili del fuoco del distaccamento interno, secondo i quali l'incidente potrebbe essere stato provocato da un corto circuito. Sul posto sono intervenuti anche tecnici dell'Arpa per verificare l'eventuale dispersione di sostanze tossiche

LA SITUAZIONE DELLE POLVERI A TARANTO NON E' SOTTO CONTROLLO

Da anni mi occupo di inquinamento dell'informazione. Ho studiato i depistaggi informativi, la manipolazione dei titoli, la diffusione di stati d'animo attraverso l'informazione. L'avversario punta a creare il senso della sconfitta manipolando informazioni e usando anche persone inconsapevoli di essere manipolate. Generare pessimismo e rassegnazione e' il primo obiettivo del potere per depotenziare la partecipazione.
Mettiamo in chiaro alcuni punti
- Sulla questione polveri in città. La situazione delle polveri a Taranto NON e' sotto controllo. I deposimetri nel quartiere Tamburi forniscono dati preoccupanti. Sulla scuola Deledda continua a piovere diossina e benzo(a)pirene in quantita' elevate. Quei dati smentiscono l'ottimismo esibito ieri dal Ministero dell'Ambiente che ha rilanciato su facebook e twitter alcune dichiarazioni del Direttore Generale Arpa Puglia. Arpa ritiene Ilva inadempiente per l'Aia.
Ilva viene mantenuta il vita (nonostante Riva sia agli arresti) perche' ha consistenti debiti con le banche. La cosiddetta legge "Salva-Ilva" non e' stata fatta per salvare i lavoratori ma per salvare le banche dal crack. I lavoratori Ilva non arriveranno mai alla pensione con l'azienda in questo stato. Ma del loro futuro il governo non se ne occupa. Il governo si occupa del recupero crediti.
- Sulla questione sequestro prodotti ilva. Circola la voce infondata che il GIP Todisco abbia "mollato" e che la Procura sia impotente. Assolutamente falso. I coils dell'Ilva rimangono sequestrati e sono in mano alla Procura. E' in atto una campagna di disinformazione per convincere i tarantini che ormai e' inutile manifestare. E' invece vero il contrario. Ilva e' in grave difficolta' perche' non applica neppure la legge "Salva Ilva". La partita e' aperta!
Alessandro Marescotti

ILVA. I RIVA CHIEDONO AIUTO AD ENRICO BONDI


Tra sequestri dell'acciao da parte della magistratura e arresti eccellenti, il gruppo Riva, proprietario dello stabilimento Ilva di Taranto, rischia di trovarsi impantanato in mille problemi. I guai restano malgrado il decreto salva-Ilva dello scorso dicembre. E ieri ci ha pensato pure il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz a spiegare che "nel caso Ilva di Taranto 'la contaminazione è inaccettabile ed i responsabili devono pagare per le loro colpe'. Ma le chiusure non sono una soluzione, perche' l'Europa 'ha bisogno di una politica industriale'' e 'non bisogna contrapporre gli interessi ambientali alla produzione industriale".
Insomma la situazione resta pesante e potrebbe servire una gestione dell'azienda più ferrea: così la famiglia Riva, che ha già nominato come presidente di garanzia l'ex-prefetto Bruno Ferrante, avrebbe intavolato colloqui con l'ex commissario della spending review Enrico Bondi. Il super-manager è gradito agli ambienti governativi e ha una grande esperienza nell'acciaio, avendo risanato la bresciana Lucchini. Inoltre ha esperienza di dialogo con i Tribunali, visto che quando è stato amministratore delegato di Parmalat ha dipanato la matassa giudiziaria di uno dei maggiori scandali finanziari della storia italiana.

RUBATA STATUA DI PADRE PIO NELLA CHIESA DI SANTA LUCIA

Singolare furto sacrilego in una parrocchia di Taranto. Durante un rito funebre  nella chiesa di Santa Lucia, è stata rubata una statua di San Pio.
Probabilmente, i ladri, approfittando della confusione, si sono impossessati della statua e si sono dileguati.
Da quanto si è appreso, la statua non è di grandi dimensioni. E’ alta un metro circa e non è di particolare pregio in quanto è fatta di vetroresina. I fedeli che frequentano la chiesa, però, a quel simulacro attribuiscono un particolare valore affettivo in considerazione della devozione della gente verso il Santo di Pietrelcina.
Il parroco ha presentato denuncia alle forze dell’ordine con l’auspicio che riescano a identificare i responsabili.

PROTESTANO I LAVORATORI DELLA GEALAT

 I 25 dipendenti della Gealat, la Centrale del latte di Taranto dichiarata fallita dal tribunale qualche giorno fa, ieri hanno manifestato davanti alla sede dello stabilimento insieme ai rappresentanti sindacali. La fabbrica è chiusa e il parco mezzi è fermo. I lavoratori chiedono alle istituzioni e al curatore fallimentare di attivarsi per salvare l'azienda e scongiurare i licenziamenti. ''La produzione della Gealat - hanno sottolineato i sindacati - è a ciclo giornaliero e ogni giorno di mancata produzione di latte fresco contribuisce a far perdere all'azienda quote di mercato. Chiediamo a chi è attore in questo scenario di fare presto affinché questa azienda torni a produrre. In ballo ci sono il presente e il futuro di 25 famiglie''.

SACCHEGGIO DI LAMPADINE AL LUNGOMARE DI TARANTO


LA PASSIONE DI CRISTO IN MUSICA NELLA FOTOGALLERY DI PASQUALE REO

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lunedì 18 marzo 2013

"VINCIAMO LA SFIDA" INVITO AI TARANTINI

Delegati e rappresentanze di vari posti di lavoro e città italiane -
impegnate alla lotta alle morti sul lavoro e inquinamento - saranno all'ilva
e al quartiere tamburi
 venerdì 22 marzo per una importante e significativa iniziativa nazionale
promossa dalla Rete nazionale per la sicurezza e salute in fabbrica e sul
territorio.
saranno sotto la direzione Ilva alle 13.30  e incontreranno gli operai alle
15 alla portineria A e alle 16 alla portineria D -
è previsto un servizio navetta per venire alla direzione ilva - tel.
347-5301704.
Saranno alle 17 al Cimitero s. Brunone per incontrare i lavoratori
cimiteriali e rendere un saluto - accompagnate dal COMITATO 12 giugno - alle
vittime della morte sul lavoro, da lavoro e da inquinamento in fabbrica e
sul territorio.
Alle 17.30 incontreranno lavoratori e cittadini dei tamburi per ascoltare la
loro voce e sostenerne a livello nazionale la lotta per le bonifiche, perchè
si ottenga giustizia contro padron Riva e Stato e risarcimenti - presenti
con il loro contributo di esperienza e proposta anche avvocati che stanno
conducendo le cause Thissenkrupp e Eternit  a Torino -
prenderanno inoltre la parola
 Taranto Futura -l'avvocato Nicola Russo presenterà il referendum del 14
aprile e l 'opzionedella sola chiusura dell'area a caldo -
verdi statte peacelink lega ambiente e altre associazioni sindacali
ambientaliste, organismi dei disoccupati, precari, donne e chiunque voglia
intervenire liberamente
Chiediamo a tutti di mandare la loro adesione, partecipare e dare un
contributo all'iniziativa
info
bastamortesullavoro@gmail.com
347-1102638

I TARANTINI PULISCONO IL LUNGOMARE

sabato 16 marzo 2013

TG NUESTRE DEL 16 - 3 - 2013

SEGNALI DI FUMO AL RIONE TAMBURI

ORE 8.00 DEL 16 MARZO 2013.....
PER QUANTO TEMPO ANCORA?

LA "GIORNATA DELLE GARDENIE" 2013 A CURA DELL'AISM (FOTOGALLERY)

GUARDA LA FOTOGALLERY A CURA DI PASQUALE REO

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VERSI E MUSICHE DELLA SETTIMANA SANTA TARANTINA A "PRESENZA LUCANA"


CLICCA SULLA FOTO PER GUARDARE LA FOTOGALLERY DI PASQUALE REO

UN ALTRA VITTIMA DELL'ACCIAIO. MUORE LA GEALAT

A coloro che si ostinano a dichiarare quanto l’Ilva stia facendo per questa nostra Terra continuiamo a sottolineare i danni non solo contro la Vita e la Salute ma anche contro la nostra economia locale.
Dopo l’abbattimento di migliaia di ovi-caprini e la distruzione di tonnellate di cozze del primo seno del mar piccolo, con la conseguente messa sul lastricolo di allevatori e mitilicoltori, oggiun'altra notizia che non dovrebbe lasciare indifferenti noi tarantini: la Chiusura della Centrale del latte.
Vogliamo ricordare che a novembre 2012 la stessa azienda aveva annunciato azioni legali contro l’Ilva.
Secondo la Centrale tutto il comparto agroalimentare subiva conseguenze, sul piano economico a causa della vicinanza all’acciaieria, e ne denunciava pesanti riflessi negativi. L’accusa era duplice: sia nei confronti del siderurgico che continuava a inquinare, sia delle autorità locali che non controllavano lo stato dell’ambiente.
Così quella che si creava all’esterno era un’immagine negativa dei prodotti alimentari tarantini riducendone vendite e proventi. I dipendenti denunciavano che il suo fatturato in soli 6 mesi fosse regredito del 50%, con fornitori che davano disdetta di contrattii.
A distanza di un anno sembra non potersi risolvere una situazione di difficoltà produttiva e i giudici dichiarano il fallimento della Gealat, la società che gestisce dal maggio 2011 la storica centale del latte .
E così perdiamo un altro pezzo della storia tarantina un altro pezzo della nostra economia locale. Cosa dire: Grazie Ilva! Grazie Politici locali e Grazie Governo che continuano a fare di questa Terra una Terra di conquista da sacrificare e da sfruttare; ma a questo punto anche Grazie a tutti i tarantini che ancora si ostinano a difendere una Azienda che sta facendo terra bruciata intorno a noi, alle nostre Vite alla nostra economia.
Ci chiediamo con un pizzico di rabbia e di rammarico: quando i tarantini capiranno che è ora di cambiare pagina!?
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