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domenica 31 maggio 2015

ANGELO BONELLI. LE SCELTE DI UNA VITA E L'INSOPPORTABILE CENSURA DELL'INFORMAZIONE

In queste ore si andrà al voto ma con un particolare per me insopportabile e doloroso . Da anni e anni i Verdi sono stati fatti sparire dall'informazione radiotelevisiva a partire da quella pubblica ! Eppure noi facciamo le nostre battaglie e le nostre proposte ! Sono presenti tutti nei talk show tranne i Verdi. Zero secondi di presenza dei Verdi a Ballaro', Dimartedi, Virus,Agora',1/2 ora e poi Piazza Pulita, la Gabbia ecc...... Zero secondi nei Tg che non raccontano le nostre iniziative e le nostre proposte... In sintesi ci hanno fatto sparire, per cui accade che le persone dicano : " ma i Verdi esistono ?" In nessun paese europeo una forza politica come i Verdi che ha e' la quarta forza nel parlamento europeo subisce un trattamento censorio come lo abbiamo subito noi!!
Io ho iniziato a fare politica quando avevo 25 anni per un fatto romantico .. Era il 1987 e stavo andando da Ostia, dove abitavo,in metro verso Roma per andare all'università . Un mio amico durante il tragitto mi mostra una valle e mi dice : " vedi li vogliono costruire 1,5 milioni di metri cubi di cemento " . Io mi girai e riconobbi la valle dove andavo con la mia prima ragazza : era la valle di Malafede. Iniziai a battermi per fermare quella cementificazione voluta da uno dei più potenti costruttori italiani Francesco Gaetano Caltagirone. Mi iscrissi ai Verdi nel 1992 fui eletto consigliere circoscrizionale e nel 1993 presidente circoscrizione . Mi chiamavano il Torquemada del litorale perché iniziai a fare pagare le tasse agli stabilimenti balneari ( 10 miliardi di lire ) e cominciai ad abbattere le case abusive nelle aree vincolate. Cominciai a subire intimidazioni e minacce che portarono all'incendio della mia casa e della mia macchina . 
La mia azione politica non è mai stata amata da un pezzo della sinistra italiana. Infatti quando mi fanno candidato a Taranto la sinistra ha reagito violentemente contro di me . Fui definito avvoltoio. In virtù di quella scelta fui espulso da ogni luogo della politica nazionale come se fossi un appestato . Non ho letto nessun articoli o prese di posizione di intellettuali , associazioni di rilievo nazionale che abbiano speso una parola in difesa della popolazione tarantina . Perché io penso che Taranto rappresenti il fallimento anche della sinistra italiana. Taranto non è un problema locale ma rappresenta la sfida nazionale per cambiare modello produttivo rilanciando occupazione e non vendendo la salute delle persone. Ora dopo tanti anni e tanti anni passati a far battaglie e proposte in difesa del popolo inquinato e orgoglioso della dignità integra e della mia coerenza e' arrivato il momento di far fare ad altri quello che ho fatto a partire dalla guida dei Verdi che spero sappiano trovare la giusta strada considerato che su di me pende la fatwa politica . Ho ricevuto palate di materiale organico addosso da parte di chi voleva infangarmi . Ma io non ho ricevuto nessuna avviso di garanzia . La corte dei conti con decreto ad hoc ha valutato corretta e rispettosa della legge la gestione del gruppo consigliare dei Verdi nel Lazio a differenza di altri gruppi che sono sotto processo . Detto questo c'è una forte amarezza per me vedere , come anche in queste ore, come ci sia il tentativo di screditare per distruggere . Ma io avevo deciso da tempo . Lascio la guida dei Verdi. Faro' il militante Verde, scriverò , seguirò il processo Ambiente Svenduto a Taranto. Ringrazio con molto affetto chi mi è stato vicino, gli amici di Taranto e pugliesi, gli amici verdi e non di tutta Italia. La mia amarezza profonda che diventa non sopportabile e' stata anche quella di vedere su di me un pregiudizio da parte di quegli intellettuali e della politica italiana o essere trattato come un importunatore dalle redazioni radiotelevisive solo perché chiedevo spazio e democrazia . Ma se non appari non esisti !!! E noi Verdi siamo stati espulsi come accade in un regime. Spero e sono convinto che dopo di me le cose cambino....Intanto buon voto
ANGELO BONELLI

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " MARTEDI' 2 GIUGNO SU TARAStv

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI'"  Il Reality teatrale in esclusiva su TARAStv.
Pino Pittaccio e Loris Pellecchia ci portano all'interno del Teatro Tarantino, facendoci scoprire tutti i retroscena.
Questa settimana si sono esibiti i Delfini, Compagnia teatrale capeggiata dal Professor Pasquale Strippoli.
Loris Pellecchia si e' aggirata fra i camerini, raccogliendo gli umori  delle persone scelte dal pubblico, mentre Pino Pittaccio ha intervistato chi e' intervenuto allo spettacolo ed ha raccolto informazioni importanti dal Sindaco di Taranto Ippazio Stefano, che ha parlato di Teatro nella Rubrica "I PROTAGONISTI" .
SIAMO IN SCENA GIOVEDI' e' un Programma TARASproduzioni
CONDUCONO: Pino Pittaccio e Loris Pellecchia
REGIA: Giovanni Maimone

LO SPORT PIU' AMATO (O QUASI) DAGLI ITALIANI. IL BALLO

Il ballo, inteso come attività sportiva, è davvero lo "sport" più amato dagli italiani? Sulle attività agonistiche in Italia le cifre parlano chiaro: 4.500.327 atleti tesserati, 1.016.598 Operatori sportivi, 64.829 Società sportive, 45 Federazioni Sportive Nazionali, 19 discipline sportive associate, 15 Enti di promozione nazionali, 19 associazioni benemerite, 21 comitati regionali, 107 delegati provinciali (dati del Coni-Istat 2014). Solo molta burocrazia o anche tanta passione? Approfondendo questi freddi numeri, pare che il trend sia in crescita esponenziale. Incuriosisce, infatti, in un Paese dove il calcio, per esempio, permea quasi tutto, che l’aerobica, il fitness e il ballo siano da considerarsi in netta espansione. Ma nella realtà pratica, nella vita di tutti i giorni, è proprio così? La statistica ufficiale ha cominciato ad interessarsi del fenomeno sportivo a livello scientifico con una prima pionieristica indagine effettuata nel 1959. L’indagine svolta ha riportato alla luce che sono stati così dichiarati oltre 200 nomi di sport e 190 nomi di attività fisiche (Enzo D’Arcangelo). Certamente l’Italia è il Paese dove la danza nasce come forma artistica, si evolve in attività sportiva e primeggia per le sue qualità folcloriche, da secoli. Un dato riscontrato negli ultimi anni riguarda l'elevato numero di eventi di ballo spesso organizzati in location tra le più disparate in Italia: capannoni, lidi, palazzetti luoghi utili solo per metterci dentro grossi pacchetti commerciali. I più maliziosi, d'altronde, sospetterebbero interessi economici, fondi da reperire dai patrocini, entrate associative, sponsor amichevoli. In alcuni casi, comunque, tali manifestazioni vengono seguite da migliaia di affezionati fruitori del ballo, specialmente quello latino. Il che farebbe pensare ad una voglia ancora accesa per questa attività sportiva e ludica al contempo. Quando negli anni ottanta un nuovo ritmo conosciuto con il nome di Salsa arrivava in Italia, nessuno avrebbe scommesso sul cambiamento musicale, coreutico e sociale che avrebbe comportato. Un fenomeno, però, che ha visto una brusca frenata rispetto ai primi periodi di entusiasmo collettivo. Perchè? A tal proposito Roberta Begnoni nel suo libro Corazon di quei tempi, ricorda: "...un miscuglio di provenienze etniche e sociali in una serata riuscitissima (erano le prime feste latine organizzate) ...mi godevo i fianchi in movimento fino all'esaurimento delle forze...la sensazione di essere confluita nel mare di suoni giusto e caldo che andavo cercando, anche per effetto, di qualche brujeria, di qualche incantesimo messosi sulla mia strada". A partire dalla metà degli anni duemila, le notizie negative sugli scandali in merito ad alcune competizioni agonistiche, le profonde rivalità, l'incrementarsi di maestri, disk jokey e organizzatori di serate, creano un clima di diffidenza rispetto all'attivita coreutica, anche nell'ottica del divertimento. Il maestro Enzo Conte, in merito, ha scritto: "...Ognuno tornasse a fare il proprio mestiere! ... gli organizzatori facessero gli organizzatori, i dee jay i dee jay (al servizio degli altri e non di se stessi) ed i maestri i maestri (.) la concorrenza non la vinci "svendendoti" ma aumentando la qualità della tua offerta". In effetti si avverte una certa carenza nelle ambientazioni, manca una costante musica dal vivo, la cultura quasi assente. Ma la gente ha ancora voglia di praticare il ballo? E quali scieglie? Un aspetto interessante riguarda la quantità di balli nati da fusioni più o meno discutibili che acquistano sempre più importanza i cui nomi e luoghi d'origine sono spesso impronunciabili: Kizomba, Twerking, Zumba, Ragga jam. 
Dopo un iniziale contagio virale, però, anche la Zumba, che utilizza i ritmi della musica caraibica mixati con i movimenti tradizionali di una lezione di fitness di gruppo, sembrerebbe aver perso indice di gradimento. E chi sa che ciò non possa accadere per altri generi appena sfornati che dimostrerebbe come sia suscettibile la mentalità italiana in fatto di ballo. Quanta responsabilità ricade su chi pensa solo ad egoistici esibizionismi che hanno portato molti appassionati ad un complessivo disinteresse nei confronti del ballo di coppia? Non si può avere la sfera di cristallo. E' presumibile che tango, salsa, bachata, boogie-woogie, valzer, samba siano ancora scelti da molti italiani, non solo perchè ballare fa bruciare da 200 a 600 calorie all'ora, ma soprattutto perchè se si osserva una persona mentre sta ballando, il dato più certo in assoluto è che quasi sicuramente ha un gran sorriso sul suo volto.
MASSIMILIANO RASO

sabato 30 maggio 2015

"IPPAZIO STEFANO" RESTITUIREMO IL FUSCO AI TARANTINI

Una promessa del Sindaco Ippazio Stefano al nostro Pino Pittaccio.
Il Teatro Fusco sara' restituito ai Tarantini.

"IL RISORTO, THE MUSICAL" IL 2 GIUGNO A LIZZANO TARAStv E' MEDIAPARTNER


TARAStv Mediapartner di un progetto di "LABORATORIO TEATRALE LIZZANO" e offerto da B&B MILLEUNANOTTE di Marco Cavallo.
Siamo onorati di prenderne parte da protagonisti, e saremo noi a trasmetterlo integralmente, solo e in esclusiva sui nostri canali.

"IPPAZIO STEFANO". ECCO PERCHE' SCRIVO LETTERE

Abbiamo chiesto al Sindaco di Taranto Ippazio Stèfano perchè lo chiamano "IL SINDACO DELLE LETTERE" .
Lui ci risponde cosi'.
SERVIZIO DI: Pino Pittaccio
RIPRESE E MONTAGGIO: Giovanni Maimone

"L'OCCHIO DI ABBATE" STA TORNANDO L'INFORMAZIONE VERA E SENZA PADRONI

5 Giugno ore 21.00 L' OCCHIO DI ABBATE su VIVA LA PUGLIA CHANNEL (Canale 93 del digitale terrestre): Ripartiamo insieme nel nostro viaggio verso la democrazia con un'informazione libera e senza padroni. Noi siamo con Luigi e vi aspettiamo numerosi.



5 Giugno ore 21.00 L' OCCHIO DI ABBATE su VIVA LA PUGLIA CHANNEL (Canale 93 del digitale terrestre): Ripartiamo insieme nel nostro viaggio verso la democrazia con un'informazione libera e senza padroni. 
Noi siamo con Luigi e vi aspettiamo numerosi.
Posted by Taras Produzioni on Sabato 30 maggio 2015

IL MITO GUEVARA? UNA STORIA DI PASSIONI E RIVOLUZIONI

Tutti abbiamo il diritto di sognare e di continuare a immaginarlo con la barba al vento e lo sguardo rivolto al futuro, propria dell’effigie warholiana, simbolo di speranza di una vita dignitosa e di un riscatto dalle ingiustizie sociali. Giovane e bello, considerato il Robert Redford dei rivoluzionari, Ernesto Guevara è stato davvero una grande icona? Il 14 giugno del 1928 le doglie sorprendono una giovane ragazza mentre viaggia lungo il fiume Paranà in Sudamerica. E’ Celia de la Serna, una bella ragazza dai capelli lunghi, colta e di famiglia agiata che ha solo 21 anni, ma sta per diventare la mamma di un futuro mito: Ernesto Guevara detto “il Che”. “O l’infanzia è il destino”, come diceva lo Psicologo messicano Santiago Ramirez, oppure l’infanzia è un processo casuale, è la preistoria di un cittadino che costruisce se stesso nel corso della vita facendo appello al libero arbitrio (Paco Ignacio). Per il futuro combattente Guevara, la broncopolmonite sarà la sua pena più grande, la causa dell'asma che lo tormenterà per tutta la vita. “La sua asma era così terribile che i miei genitori, disperati, pensarono che sarebbe morto”. Con queste parole la sorella Ana Maria ricorda i tanti giorni accanto al letto del fratello per cercare di farlo respirare. Nato in una famiglia dell’alta borghesia, dotato di una forte carica di volontà e tenacia, con una precoce vocazione ribelle, il suo intento sin da ragazzo è la realizzazione del sogno di Bolivar e Martì per una grande patria americana. Appena ventenne, laureando in Medicina, si mette in sella ad una Northon 500, la famosa Poderosa II, per viaggiare nel "suo continente", con lui l'amico Alberto Granado che annoterà: “Il primo viaggio servì a fare domande. Il secondo a trovare risposte…Viaggiare lo rese sensibile alle ingiustizie…Furono quelle le radici delle sue teorie marxiste”. Un itinerario insidioso fatto di cascate, fiumi, animali pericolosi, un percorso le cui tappe fondamentali sono Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, lungo il quale il giovane protagonista osserva la miseria, l’emarginazione e la povertà del popolo latino-americano. Scriverà più tardi: “Mi rendo conto che ho maturato qualcosa in me che da tempo cresceva nel frastuono cittadino: l’odio per la civiltà, la rozza immagine di persone che si muovono come impazzite al ritmo di quel tremendo rumore”. E’ stato detto che la fortuna del Che è dovuta a due casi: la prima che “gli eroi son sempre giovani e belli”; la seconda dovuta all’ignoranza degli estimatori di ieri e di oggi, perché associato a tutto quanto fa spettacolo.
E' una notte del 1955, in Messico,  quando incontra un giovane avvocato cubano in esilio che si prepara a rientrare a Cuba: Fidel Castro. Con il futuro “leader maximo” condivide gli ideali, il culto dei “guerriglieri” e la volontà di espropriare il dittatore Batista del territorio cubano. Di lui Fidel dirà in seguito: “”…è un uomo con le tre C, un cuore, un cervello e dei Cojones”. Sbarcato clandestinamente a Cuba con Fidel, nel 1956 si autonomina comandante di una colonna di “barbudos”. Per i più critici, il Che è crudele e determinato. Un filone di studi revisionisti sul Che, infatti, derubricano la sua immagine da eroe romantico a “macchina assassina”, come ha scritto in un articolo su “New Republic” Alvaro Vargas Llosa. Per Leonardo Facco se si prova a chiedere al “cittadino qualunque” una definizione sul Che si nota che il 99% delle risposte hanno un simile tenore: ”…il Che compie imprese meravigliose che suscitano stupore e ammirazione, (…) che lo fanno apparire come una guida….” Un video dedicato al combattente tra gli anni Cinquanta e Sessanta lo descrivono, invece, come “una macchina da morte”. Durante un discorso alle Nazioni Unite così si esprimeva: ”Fucilazioni? Si, abbiamo fucilato. Continuiamo e continueremo a fucilare finché sarà necessario. La nostra lotta è una lotta fino alla morte”. Lo storico Enrique Ros sostiene che: “Guevara fino all’arrivo in Guatemala (all’epoca dell’invasione militare) era solo un avventuriero interessato al gioco del football, all’indifferenza e alle fotografie che scattava…” mentre tutto intorno la gente fuggiva alle bombe ed alla guerra. Alcuni studiosi sostengono che la sua azione politica sia stata brillante in quanto mirava, in positivo, ad un progetto alternativo economico e culturale al capitalismo per l’isola di Cuba con la “guerra alla burocrazia”, al settarismo, all’inefficienza, agli eccessi della statalizzazione. Dubbi, congetture, versioni volutamente distorte, biografie, revisionismi e critiche pesanti. La verità sul Che, decenni dopo la morte a Valle Grande in Bolivia, in cui il suo cadavere venne adagiato su una lastra di cemento nella lavanderia dell’ospedale di “Nuestra Signora de Malta”, non è facile far venire a galla in tutta la sua autenticità. A tal proposito il sociologo Jorge Castaneda, autore di una biografia autorevole, ha scritto: ”Gli scoprirono il volto, ora rilassato e sereno, e gli denudarono il torace.Quando cominciò la processione di giornalisti e cittadini curiosi, la metamorfosi era completa…(.) L’esercito boliviano aveva trasformato un rivoluzionario ormai intrappolato e rassegnato in un simulacro di vita oltre la morte….” In molti hanno investigato sulla vita di Ernesto Guevara che fu assassinato nell’ottobre del 1967, alla vigilia di un anno cruciale per i giovani di mezzo mondo. Da li a poco ci sarebbe stato il mitico ’68, la candidatura alle presidenziali di Robert Kennedy, la voce di grido di Martin Luther King rappresentante dei diritti civili tra bianchi e neri. Ma con la morte del Che Guevara si chiude un periodo della storia americana, la possibilità di estendere la rivoluzione ad altri Paesi e comunque, come scriverà anni dopo il francese Michael Lowy, “Passano gli anni, cambiano le mode, al moderno succede il postmoderno,(…) eppure il messaggio del Che … mantiene un nucleo forte e incandescente che continua ad ardere in quest’oscura e fredda fine secolo.”
MASSIMILIANO RASO

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " LE FOTO DELLA 6° SERATA

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martedì 26 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " 5° PUNTATA


sabato 23 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " LE FOTO DELLA 5° SERATA

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venerdì 22 maggio 2015

"GRANDANGOLO" TUTTO PRONTO PER IL CONCORSO FOTOGRAFICO MADONNA DELLA SCALA


Mercoledì 27  Maggio verrà inaugurata la mostra del 3° Concorso fotografico “Madonna della Scala – riti, celebrazione e festeggiamenti” organizzata dall’Associazione Fotografica “Grandangolo” e il Comitato Festa patronale Madonna della Scala, in occasione della festività della Madonna della Scala Patrona di Massafra.

Scopo del concorso è stato quello di rendere omaggio alla Madonna della Scala mediante l’arte fotografica,
stimolando il protagonismo dei fotoamatori e promuovendo il territorio massafrese attraverso le immagini che ritraggono la Patrona della Città.

Circa 60 le foto che sono state giudicate dalla giuria composta da esperti e professionisti del settore: Valerio Liuzzi (Presidente di giuria), Francesco Fanelli, Francesco Lato, Saverio Putignano e dal direttivo dell’Associazione “Grandangolo”.

La mostra sarà allestita dal 27 al 30 Maggio presso l’ex Cinema Arena in Via Vittorio Veneto, struttura recuperata dall’associazione fotografica massafrese, e sarà visitabile dalle ore 18.30 alle 20.30.

I visitatori potranno votare la loro foto preferita e decreteranno il vincitore da parte della giuria popolare fino al 29 Maggio e il giorno successivo si svolgeranno tutte le premiazioni che darà la possibilità alla foto del vincitore di essere pubblicata sulla copertina dell’Annuario 2016 della festa patronale, oltre a diversi gadget.


giovedì 21 maggio 2015

FELICITA'. ALBANO E ROMINA TORNANO INSIEME

Tutti i giornali ne parlano. Il 29 maggio dall’Arena di Verona e in diretta su RaiUno il tanto atteso show della coppia più amata della canzone italiana: Albano Carrisi e Romina Power. Pare che il costo del biglietto oscilli intorno ai 100 euro, ma c’è da scommettere che ne varrà la pena. "Io canterò In ginocchio da te a Romina, e lei a me Non sono degno di te”, con queste parole Albano Carrisi scherza (non si sa), ma fa venire in mente vecchie emozioni. E se tornassero insieme? In un'intervista al settimanale "Gente" Romina ha dichiarato: "Cantiamo Felicità perchè oggi, come tanti anni fa, ha un senso...". Un nuovo capitolo di pace e serenità tra i due sta per incominciare? Era il 4 luglio del 1994 quando Albano e Romina Power, la coppia che ha fatto sognare molti italiani, una favola d'altri tempi, cantava per l'ultima volta insieme in Italia, a San Siro, davanti a 40.000 spettatori. Per coloro che hanno vissuto il periodo d’oro degli anni sessanta /ottanta fino alla scomparsa della figlia Ylenia (1993), e successiva rottura matrimoniale, rivederli fianco a fianco dovrà essere un viaggio all’indietro nel tempo. Alla domanda del giornalista dell’Ansa, Al Bano e Romina commentano il debutto all’Arena: ‘Non c’è niente di studiato…Lo facciamo perché lo sappiamo fare e perché ci piace.” Questo perché i più “cattivi” hanno pensato a qualche affare promozionale dei due super cantanti. Ad ogni modo, sono trascorsi vent'anni dalla loro ultima volta insieme e adesso, un po’ meno giovani, accompagnati da numerosi ospiti tra cui i Ricchi e Poveri, Massimo Lopez, Kabir Bedi, Umberto Tozzi, Tullio Solenghi e Michele Placido, calpesteranno il palcoscenico dell'Arena di Verona dove di sicuro si vivranno intensi momenti musicali e non solo. Romina è sempre più bella, tenera e simpatica: "Mi meraviglio che, con tutti gli artisti che ci sono, la gente abbia ancora voglia di vederci”. E' la storia d’amore e di musica più seguita dal pubblico italiano che, incredibilmente e dopo mezzo secolo di canzoni e di litigi, ancora tiene la gente col fiato sospeso mentre loro sul palco si divertono sempre. Lo stesso Albano dichiara:” So che la gente ha continuato a pensarci uniti, anche quando non lo eravamo più”. Divisi dalla scomparsa di Ylenia, i due cantanti vivono un rapporto ambiguo ma rispettoso dopo lunghi anni di "guerra giudiziale" che avrà non poco sconvolto l'esistenza dei loro figli, ma è la vita.
Al Bano e Romina, però, hanno moltissimo da dare in termini di canzoni, forse con qualche inedito. Sembrerebbe prevista un'estate piena di impegni: li aspetta una tournée in Australia, poi per lui una lunga serie di concerti in tutta Europa, per lei un film e la promozione del romanzo Ti prendo per mano. Lui festeggia 50 anni di carriera e spegne 72 candeline e lo fa davanti "al nostro amato e fedele pubblico" . "Mio padre voleva che utilizzassi le braccia per l’agricoltura, ma io avevo altri piani, il pianoforte mi aspettava" e per fortuna, perchè dopo aver lasciato la zappa a Cellino per la vita milanese, oggi lascia un patrimonio di canzoni e parole condivise con la brava Romina. Ai più romantici, del resto, piacerebbe rivederli mano nella mano, come quando correvano giovani, belli e felici nei campi verdi de "nel sole"; oppure durante i tanti duetti semplici ma coinvolgenti quali “Felicità”, “Ci sarà”, “Nostalgia canaglia”. Perchè è anche la storia di tanti padri e madri di molti ragazzotti d'oggi che grazie alle loro canzoni si sono innamorati, qualcuno per sempre, per tutta la vita. Allora tutti a Verona o davanti la tv, come una volta; loro per cantare e, chissà, per ritornare a volersi bene, mentre gli appassionati per ricordare i tempi belli e spensierati della vita passata.
MASSIMILIANO RASO

"THE YOUNG LIONS & LARRY FRANCO 5tet" AL PER... BACCO


Domenica 24 maggio 2015 alle 21,30 iI "PER...BACCO" ospita e presenta per la prima uscita live assoluta il gruppo "The young lions & Larry Franco 5tet".
Ha detto Larry Franco: "ho voluto puntare su questi giovanissimi perché da subito mi hanno impressionato per  la loro forza e vitalità... e proprio queste caratteristiche emotive, abbinate alla mia esperienza di artista internazionale, saranno motivo di successo".
Dall’esperienza pluriventennale del Crooner e leader del gruppo e dall'idea del progetto che il jazz club ha fortemente sostenuto nasce, dunque, questo nuovo e giovane quintetto i "THE YOUNG LIONS & LARRY FRANCO 5tet" così composto da bravissimi musicisti.
I componenti sono LARRY FRANCO piano e voce;
ALBERTO DI LEONE 19 anni, tromba
GIANNI CHIRICO 23 anni, sax contralto e soprano
GIULIO SCIANATICO 18 anni, contrabbasso
EGIDIO GENTILE 15 anni, batteria.

Una giovanissima formazione incontratasi e cresciuta musicalmente nel club che da subito ha messo in evidenza l'energia, la passione, la freschezza dei suoni che solo giovani di questo calibro e di questo talento possono dare i quali, affidatisi  all’estro del leader Larry Franco (Best Jazz Singer 2008) hanno realizzato un connubio “bomba” in cui la navigata esperienza del crooner viene supportata e completata dall' inesauribile energia di questi giovani leoni del Jazz Pugliese. Grande Swing, grande Jazz nel repertorio, che oltre ai brani ripescati dal repertorio dei Night Clubs Italiani, suona anche e soprattutto un repertorio di Swing Internazionale, Jive, Big Band e Bebop.

INGRESSO LIBERO CON CONSUMAZIONE OBBLIGATORIA.

Per info e prenotazioni telefonare al 392 0323470

PER...BACCO JAZZ CLUB
VIA UMBRIA - Taranto



Massimiliano Raso

"FIGLI DIVERSI" UN LIBRO SCRITTO DA UNA MADRE E SUO FIGLIO


Continua La Settimana della Formazione, sette giorni di workshop, seminari, lectio magistralis, reading teatralizzati e proiezioni (la cui partecipazione è libera e gratuita), finalizzati alla formazioni di operator* e volontar* del terzo settore, in seno al Progetto IsolArcobalano, il quale ha visto aderire numerose associazioni, che condividono la necessità che gli attori del terzo settore uniscano le loro forze, le loro specificità, le loro diverse competenze, per rispondere alle numerose e diversificate richieste di aiuto della comunità e cercare, al contempo, di incidere in maniera costruttiva sull’opinione pubblica, considerando il progetto come una opportunità di mettere in moto politiche attive, al fine di determinare la creazione di spazi aperti di libertà e condivisione, dove offrire, tra l’altro, un polo integrato di servizi pubblici alla cittadinanza.

L’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Tarantoper le ore 19.00 di giovedì 21 maggio organizza, presso la sede in Via Pupino #90 nel cuore del borgo umbertino di Taranto, un nuovo incontro del ciclo “Il profumo di un libro”, finalizzato a diffondere la cultura del dialogo e della condivisione delle nostre diversità, in cui si esaminerà il manuale “Figli diversi” di Paola e Giovanni Dall’Orto, una guida per vivere serenamente l’omosessualità in famiglia, un libro scritto da una madre e da suo figlioModera lincontro Luigi Pignatelli, presidente dellAssociazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto e fondatore della Rete IsolArcobaleno.
La partecipazione è libera e gratuita. Si consiglia, però, la prenotazione al +39 388 874 6670.
Per visionare il programma completo, consultare il sito www.hermesacademy.blogspot.it

"TG TUROLDO" 30° E ULTIMA PUNTATA


mercoledì 20 maggio 2015

MARK ANTHONY. IL PIU' GRANDE ARTISTA LATINOAMERICANO

Usa parole dolci Jennifer Lopez a proposito di Marc Anthony: "...è una persona appassionata...e io lo amo". Si sono sposati nel 2004, ai tempi di "Amar sin mentiras", preceduto dal singolo Ahora quien, di Escapémonos cantato in duetto; J-lo è la futura moglie del più apprezzato cantante latino vivente del pianeta. Perchè Marc Anthony sarebbe da considerarsi il più grande artista latinoamericano? Con Mended (2002) vende più dischi in assoluto superando 1.300.000 di copie. E' un attore di talento: da “Man on fire” di Tony Scott, a “Al di là della vita” di Martin Scorsese, a El Cantante del regista cubano Leon Ichaso. Ha un fascino latino tutto suo. Andrea Morandi, in un suo articolo sulla “Repubblica”, lo ha definito “il Re della Salsa…”. Non avrà mica esagerato? “Camminando per le strade ascoltavo la musica di Rùben Blades arrivare da una finestra, le canzoni di Gloria Gaynor dall' altra parte della strada, i Doobie Brothers alla radio delle auto che passavano e quindi, in questa contaminazione di generi, ogni volta che ho cantato musica latina, ho sempre cercato di interpretarla con uno stile tutto mio”. Se nasci a New York da genitori portoricani immigrati nella “Grande Mela”, il tuo destino è nel segno della musica. Sin da piccolo, infatti, Marc scrive e canta per altri musicisti, fino a collaborazioni che sfociano nella registrazione di lavori significativi come When the night is over del 1991, con la partecipazione di Tito Puente e Eddie Palmieri. E' anche stato detto che Marc Anthony è molto meglio di Ricky Martin: sa unire la salsa e il pop, lo spagnolo e l’inglese in una miscela di contenuti ritmici davvero vincenti. Il successo per il cantante dell’Est Harlem arriva con Otra nota del1993, Todo a su tiempo del 1995, Contra la corriente del 1997 fino al Grammy del 1999 come Best Tropical Latin Performance. Segue "I need to know" , il vendutissimo Mended, due dischi in lingua spagnola, Libre (2001) e Amar sin mentiras (2004). Nella vita del cantante, quasi come se fosse un pellicola cinematografica, oltre alla musica c’è una passione, un'amore, una donna: Jennifer Lopez. Portoricana, bella e travolgente, la J-lo è una strepitosa cantante, ballerina e attrice. Sette anni di matrimonio, (si sono separati nel 2011) due gemelli ed un intenso rapporto artistico fanno della perfetta (o quasi) coppia, a dir poco holliwoodiana, complici in video musicali, cantando e ballando, girando film indimenticabili insieme.
Va detto, però, come spesso la figura di Marc sia offuscata dalla forte personalità di Jennifer. Vincitore di 5 Grammy Awards, attore e produttore, nel 2013 esce l'album intitolato “3.0” registrato a Miami che contiene nove canzoni inedite che riflettono pienamente il suo tipico stile. Con 20 - Grandes Exitos  Marc Anthony riceve insieme a Laura Pausini nel dicembre 2014 una nomination ai "Lo Nuestro Awards 2014" nella categoria Collaborazione tropicale dell'anno e a marzo 2015 due nomination ai Premios Juventud 2015 nelle categorie Combinazione perfetta e La più contagiosa. Una carriera al top a meno di cinquant'anni. Ma il nome di Marc Anthony, per gli affezionati di ballo caraibico, è legato inesorabilmente alla Salsa. La sua musica sembra una ballata continua. Tra la fine degli anni novanta e metà duemila, del resto, le sue canzoni hanno contribuito al successo di questo genere latino in tutto il mondo. In Italia nel 2008 si è esibito al Festival Internazionale di Musica e Cultura Latino Americana di Roma (Ippodromo delle Capannelle) e al LatinoAmericando Expo di Milano lasciando ampi dibattiti di discussione tra gli addetti e non solo. La presenza ingombrante della ex moglie, le uscite centellinate, la gestione di un'artista a tratti dimenticato nel Bel Paese. Per l'anno in corso, d'altronde, non sono previste date e tour italiani. Ma quanto bisognerà attendere per rivederlo, bene di nuovo dal vivo? Ascoltare quell’emozionante voce in chiave “salsa”, che fa ballare ed emozionare, un'immensa storia di musica latinoamericana, che abbiamo già letto, ancora lunga da raccontare.
MASSIMILIANO RASO

martedì 19 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " 4° PUNTATA

il 4° appuntamento con il Reality di Taras Produzioni in collaborazione con il Teatro Turoldo.
In questa puntata potremo conoscere ancora meglio la Compagnia RESPIRI...AMO TEATRO di Anna Prunella, intervisteremo il pubblico, conosceremo, fra i protagonisti, Mariangela Lamanna, persona altruista che stimiamo molto, la quale fara' un appello importante.

UN PROGRAMMA; TARASproduzioni
CONDUCONO: Pino Pittaccio e Loris Pelle
REGIA: Giovanni Maimone

lunedì 18 maggio 2015

IL MATRIMONIO DI MARIA D'ENGHEIN NELLE FOTO DI PASQUALE REO

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LA FESTA DEI POPOLI 2015 NELLE IMMAGINI DI PASQUALE REO

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LA PIZZICA. LE ORIGINI TARANTINE E L'ESAGERAZIONE DI UN MITO

Ancora oggi sono diffuse simpatiche espressioni quali "Ti ha morso la tarantola?" rivolte soprattutto a persone particolarmente irrequiete. Per spiegare la storia, certe volte, bisogna attingere a miti preesistenti delle società del passato. Può, infatti, il morso di un aracnide, la Lycosa tarentula, provocare dolori addominali, sudorazioni, palpitazioni ma guarire miracolosamente grazie a due tamburelli, ad un ballo che viene inscenato senza freni inibitori?  Esiste un luogo dell’Italia meridionale dove ciò sembrerebbe possibile, in cui le tradizioni popolari scandiscono il tempo in un crescendo di emozioni: il Salento“Terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito”, luogo in cui una malattia psicosomatica conosciuta con il nome di Tarantismo viene sconfitta in musica, danza e colori, territorio dalle bellezze naturalistiche che si perdono nel tempo. E' da qui che bisogna procedere alla scoperta della pizzica e del suo "patrimonio culturale" oggi riscoperto attraverso la nascita di variegati gruppi folcloristici ed esperimenti musicali. Il termine tarantismo sembrerebbe derivare etimologicamente da "taranta" e "tarantula", voci da attribuire al toponimo Tarentum, cioè Taranto. Tra le antiche testimonianze, nella seconda metà del Cinquecento il poeta francese Nicolas Audebert, un ricco borghese d’Orleans, di passaggio in Italia segnala: “La Tarantola è più comune in Puglia che in nessun altra località e principalmente dalle parti della città di Taranto, donde ha preso il nome, perché durante tutta l’estate nei campi ce ne sono un’infinità.” Il trattato De venenis, del fiorentino Cristoforo degli Onesti (secolo XIV), contiene il capitolo De morsu tarantulae in cui si menziona il tarantismo come sindrome da avvelenamento dovuta al morso di un animale. Nel Seicento il tedesco Kircher scrive: “alcuni corrono, altri ridono, altri piangono, altri dormono o soffrono d'insonnia, (…) tutti sono presi da frenesia, sono furiosi, sembrano impazziti”. Ferdinando I ebbe a dire più tardi: “Mostrano i genitali, si strappano i capelli, si lanciano in mare”. La prima fonte scritta che cita la pizzica risale alla fine del Settecento (1797).
L’aristocrazia tarantina offre al re Ferdinando IV di Borbone una serata danzante, nel testo si legge la parola "pizzica pizzica", una sorta di tarantella migliorata.  Alla fine degli anni Cinquanta l'etnologo Ernesto de Martino prova a fare chiarezza. La sua indagine viene effettuata sia sugli eventi sia sulle persone a lui contemporanee, in cui le tradizioni, i miti e i riti del passato convivono nel presente fra i paesi della Puglia. Si evince che, ad alcuni sporadici casi di reale morso della taranta, corrisponde una netta maggioranza di casi in cui il morso diventa un pretesto per risolvere traumi, frustrazioni, conflitti familiari e vicende personali. Dimostra come le pratiche rituali abbiano la funzione di scongiurare le ansie di un’esistenza segnata dalla povertà e dall’emarginazione (Clara Gallini). Se la pizzica ha attinenze con il tarantismo, che affonda le radici ai culti dionisiaci dell'antica Grecia, se un ballo può nascere da fenomeni paranormali, se il famigerato ragno centri o meno, forse non lo sapremo con certezza. Con il tempo, di fatto, la pizzica ha trovato una sua autonomia come tipo di danza e genere musicale. La fortuna della pizzica forse è il suo ritmo in 6/8 dato dal tamburello e la velocità di cui non ha nulla da invidiare alle danze più frenetiche coeve. Se per certi versi, quindi, il tarantismo è andato estinguendosi a causa dei mutamenti nei costumi della società, la pizzica viene continuamente rivisitata in contesti differenti e con significati nuovi, un esempio di "revival folklorico", come ha detto l'antropologo Tullio Seppilli.
MASSIMILIANO RASO

"TG TUROLDO" SPECIALE MERCOLEDI'


FIGLI DI UN DIO MINORE? APPELLO AL SINDACO DI TARANTO IPPAZIO STEFANO

Promesse non mantenute? Figli della stessa citta' non uguali a fratelli lontani? .
Il dramma delle famiglie colpite da questa orrenda malattia, raccontati dalla Vice Presidente del Comitato 16 Novembre Mariangela La Manna, la quale ricorda al Sindaco di Taranto una promessa non mantenuta.
L'intervista e' stata tratta dalla Trasmissione SIAMO IN SCENA GIOVEDI' ,presentata da Pino Pittaccio e Loris Pellecchia.

domenica 17 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " MARTEDI' 19 MAGGIO SU TARAStv

Presentazione del 4° appuntamento con il Reality di TARAStv in collaborazione con il Teatro Turoldo.
In questa puntata potremo conoscere ancora meglio la Compagnia RESPIRI...AMO TEATRO di Anna Prunella, intervisteremo il pubblico, conosceremo, fra i protagonisti, Mariangela La Manna, persona altruista che stimiamo molto, la quale fara' un appello importante.
Allora appuntamento a Martedi' 19 Maggio solo e in esclusiva su www.tarastv.it
UN PROGRAMMA; TARASproduzioni
CONDUCONO: Pino Pittaccio e Loris Pellecchia
REGIA: Giovanni Maimone

sabato 16 maggio 2015

FOLLIA A NAPOLI. INFERMIERE SPARA SULLA GENTE

Infermiere spara dal balcone, uccidendo 4 persone. Moglie, fratello, cognata ed un tenente della polizia municipale. Quando la polizia lo arresta la folla tenta di linciarlo. GdL

venerdì 15 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " LE FOTO DELLA 4° SERATA

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giovedì 14 maggio 2015

"TG TUROLDO" 29° PUNTATA

Il prossimo appuntamento al Teatro tarantino

TG TUROLDO e' un Programma TARASproduzioni
CONDUCONO Pino Pittaccio e Pasquale Strippoli
REGIA: Giovanni Maimone
SI RINGRAZIA ANTONELLO ERAMO

"L'IMPEGNO PER MONTEIASI PROTAGONISTA" LA PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI


mercoledì 13 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " IL PROSSIMO APPUNTAMENTO

Giovedi' 14 Maggio divertimento assicurato con la Compagnia RESPIRIAMO TEATRO

martedì 12 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI'" 3° PUNTATA

Il terzo appuntamento con il Reality teatrale firmato TARASproduzioni.
Pino Pittaccio e Loris Pellecchia ci accompagnano nel Teatro Turoldo di Taranto e ci fanno scoprire tutti i retroscena.
Questa settimana, in scena ci sono LE FATE TUTTE PAZZE che hanno presentato "PER UNO IN PIU'", divertente commedia dove hanno coinvolto 15 personaggi presi dal pubblico.
SIAMO IN SCENA GIOVEDI' e' un Programma TARASproduzioni
CONDUCONO: Pino Pittaccio e Loris Pellecchia.
REGIA: Giovanni Maimone.

domenica 10 maggio 2015

"SIAMO IN SCENA GIOVEDI' " MARTEDI' 12 MAGGIO SU TARAStv

Il terzo appuntamento con il Reality teatrale firmato TARASproduzioni.
Pino Pittaccio e Loris Pellecchia ci accompagnano nel Teatro Turoldo di Taranto e ci fanno scoprire tutti i retroscena.
Questa settimana, in scena ci sono LE FATE TUTTE PAZZE che hanno presentato "PER UNO IN PIU'", divertente commedia dove hanno coinvolto 15 personaggi presi dal pubblico.
SIAMO IN SCENA GIOVEDI' e' un Programma TARASproduzioni
CONDUCONO: Pino Pittaccio e Loris Pellecchia.
TRGIA: Giovanni Maimone.

"BRIENZA (PZ)" PATTO DI AMICIZIA IN NOME DI SAN CATALDO


L'Amministrazione Comunale di Brienza, in occasione della prossima Festa Patronale in onore del Vescovo San Cataldo, ha voluto avviare un percorso di promozione culturale, di interscambio istituzionale e di valorizzazione delle radici storico-religiose, sottoscrivendo un Patto di Amicizia con la Città di Taranto di cui San Cataldo è Patrono e primo Vescovo. 

Tale culto è stato portato nella Città Burgentina dalla Famiglia Caracciolo, che fu proprietaria del bel castello Caracciolo, dimora di famiglia che a tutt'oggi è uno dei più armonici castelli del sud Italia. 

L'evento è stato con entusiasmo accolto dal Sindaco di Taranto e dall'Arcidiocesi. 

Il Programma della giornata di domenica 10 maggio, prevede l'Accoglienza della Delegazione della Città di Taranto alle ore 9,30 in Municipio, la cerimonia di sottoscrizione del Patto di Amicizia, gli interventi dei rispettivi Sindaci, del Parroco di Brienza, del Delegato dell'Arcidiocesi e lo scambio dei Doni. 

A seguire il Corteo Civico per la Chiesa Madre, il Pontificale e la Solenne Processione per le vie della Città. 

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