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domenica 31 maggio 2015

LO SPORT PIU' AMATO (O QUASI) DAGLI ITALIANI. IL BALLO

Il ballo, inteso come attività sportiva, è davvero lo "sport" più amato dagli italiani? Sulle attività agonistiche in Italia le cifre parlano chiaro: 4.500.327 atleti tesserati, 1.016.598 Operatori sportivi, 64.829 Società sportive, 45 Federazioni Sportive Nazionali, 19 discipline sportive associate, 15 Enti di promozione nazionali, 19 associazioni benemerite, 21 comitati regionali, 107 delegati provinciali (dati del Coni-Istat 2014). Solo molta burocrazia o anche tanta passione? Approfondendo questi freddi numeri, pare che il trend sia in crescita esponenziale. Incuriosisce, infatti, in un Paese dove il calcio, per esempio, permea quasi tutto, che l’aerobica, il fitness e il ballo siano da considerarsi in netta espansione. Ma nella realtà pratica, nella vita di tutti i giorni, è proprio così? La statistica ufficiale ha cominciato ad interessarsi del fenomeno sportivo a livello scientifico con una prima pionieristica indagine effettuata nel 1959. L’indagine svolta ha riportato alla luce che sono stati così dichiarati oltre 200 nomi di sport e 190 nomi di attività fisiche (Enzo D’Arcangelo). Certamente l’Italia è il Paese dove la danza nasce come forma artistica, si evolve in attività sportiva e primeggia per le sue qualità folcloriche, da secoli. Un dato riscontrato negli ultimi anni riguarda l'elevato numero di eventi di ballo spesso organizzati in location tra le più disparate in Italia: capannoni, lidi, palazzetti luoghi utili solo per metterci dentro grossi pacchetti commerciali. I più maliziosi, d'altronde, sospetterebbero interessi economici, fondi da reperire dai patrocini, entrate associative, sponsor amichevoli. In alcuni casi, comunque, tali manifestazioni vengono seguite da migliaia di affezionati fruitori del ballo, specialmente quello latino. Il che farebbe pensare ad una voglia ancora accesa per questa attività sportiva e ludica al contempo. Quando negli anni ottanta un nuovo ritmo conosciuto con il nome di Salsa arrivava in Italia, nessuno avrebbe scommesso sul cambiamento musicale, coreutico e sociale che avrebbe comportato. Un fenomeno, però, che ha visto una brusca frenata rispetto ai primi periodi di entusiasmo collettivo. Perchè? A tal proposito Roberta Begnoni nel suo libro Corazon di quei tempi, ricorda: "...un miscuglio di provenienze etniche e sociali in una serata riuscitissima (erano le prime feste latine organizzate) ...mi godevo i fianchi in movimento fino all'esaurimento delle forze...la sensazione di essere confluita nel mare di suoni giusto e caldo che andavo cercando, anche per effetto, di qualche brujeria, di qualche incantesimo messosi sulla mia strada". A partire dalla metà degli anni duemila, le notizie negative sugli scandali in merito ad alcune competizioni agonistiche, le profonde rivalità, l'incrementarsi di maestri, disk jokey e organizzatori di serate, creano un clima di diffidenza rispetto all'attivita coreutica, anche nell'ottica del divertimento. Il maestro Enzo Conte, in merito, ha scritto: "...Ognuno tornasse a fare il proprio mestiere! ... gli organizzatori facessero gli organizzatori, i dee jay i dee jay (al servizio degli altri e non di se stessi) ed i maestri i maestri (.) la concorrenza non la vinci "svendendoti" ma aumentando la qualità della tua offerta". In effetti si avverte una certa carenza nelle ambientazioni, manca una costante musica dal vivo, la cultura quasi assente. Ma la gente ha ancora voglia di praticare il ballo? E quali scieglie? Un aspetto interessante riguarda la quantità di balli nati da fusioni più o meno discutibili che acquistano sempre più importanza i cui nomi e luoghi d'origine sono spesso impronunciabili: Kizomba, Twerking, Zumba, Ragga jam. 
Dopo un iniziale contagio virale, però, anche la Zumba, che utilizza i ritmi della musica caraibica mixati con i movimenti tradizionali di una lezione di fitness di gruppo, sembrerebbe aver perso indice di gradimento. E chi sa che ciò non possa accadere per altri generi appena sfornati che dimostrerebbe come sia suscettibile la mentalità italiana in fatto di ballo. Quanta responsabilità ricade su chi pensa solo ad egoistici esibizionismi che hanno portato molti appassionati ad un complessivo disinteresse nei confronti del ballo di coppia? Non si può avere la sfera di cristallo. E' presumibile che tango, salsa, bachata, boogie-woogie, valzer, samba siano ancora scelti da molti italiani, non solo perchè ballare fa bruciare da 200 a 600 calorie all'ora, ma soprattutto perchè se si osserva una persona mentre sta ballando, il dato più certo in assoluto è che quasi sicuramente ha un gran sorriso sul suo volto.
MASSIMILIANO RASO

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