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lunedì 28 ottobre 2013

AEROPORTO ARLOTTA. SI INDAGA SUI FINANZIAMENTI

Gli ultimi 40 giorni di operatività, sulla tratta Grottaglie-Milano Malpensa operata dalla Goldwing Arilines (compagnia palermitana travolta successivamente da una bufera giudiziaria) con un Bae-146 da 84 posti, risalgono alla fine del 2000. Da allora sulla pista del «Marcello Arlotta» di Grottaglie atterranno e decollano soltanto voli charter, aerei di vip in vacanza nel Salento o nella vicina Basilicata (come il regista Francis Ford Coppola) oppure gli enormi 747 cargo della Boeing che caricano le sezioni di fusoliera del 787 realizzate nell’attiguo stabilimento Alenia e le trasportano a Charleston, negli Stati Uniti.

Una assenza di voli civili dovuta ad una scelta politica compiuta da Aeroporti di Puglia che, uniformandosi al piano regionale dei trasporti licenziato dall’ulti - ma Giunta Fitto e non modificato dai successivi esecutivi Vendola, prospetta per l’Arlotta l’utilizzo unicamente per i voli cargo. Tutto legittimo? Sarà la Procura a fare chiarezza. Sul tavolo del sostituto procuratore Maurizio Carbone c’è infatti l’informativa redatta dagli agenti della Digos sull’utilizzo dei fondi destinati dalla Regione Puglia all’aeroporto di Grottaglie per il potenziamento delle infrastrutture e l’avvio dei voli commerciali. I poliziotti diretti dal vicequestore aggiunto Maurizio Scialpi nei mesi scorsi si sono recati negli uffici della società Aeroporti di Puglia, a Bari, ente controllata quasi interamente dalla Regione Puglia, per acquisire la documentazione relativa agli «Aiuti di Stato n°55/2007» della Commissione europea, in particolare ai lotti 22 e 23 riservati proprio all'aeroporto Arlotta per complessivi 5 milioni di euro; alla riqualificazione dello scalo per altri 8 milioni e 870mila euro, e per l’adeguamento delle infrastrutture di volo, per ben 98 milioni di euro. Soldi a quanto pare destinati altrove almeno per una parte significativa.
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L’inchiesta aperta dal dottor Carbone ha preso le mosse dall’esposto, presentato nel gennaio 2012, dall’avvocato Antonio Raffo per conto del Movimento «Taranto c’è», capitanato dall’avvocato Luigi Albisinni soprattutto per fare piena luce sulla destinazione dei quasi cinque milioni disponibili per sovvenzionare la ripresa dei voli da Grottaglie (nel dettaglio 1,9 milioni per i collegamenti con Roma e 2,7 per quelli con Milano).

L’aeroporto Marcello Arlotta vanta infrastrutture di assoluto livello, a partire dalla pista, lunga 3.200 metri, ma è oggettivamente sottodimensionato perché anche la destinazione come scalo per i voli cargo è rimasta solo e soltanto sulla carta. Ieri, intanto, a Taranto si è svolta una marcia in difesa dell’aeroporto, una manifestazione apertasi con un diverbio tra il segretario regionale della Uil Aldo Pugliese e alcuni rappresentanti del Comitato cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti, nato a seguito del sequestro dell’Ilva. Assente la politica, locale e regionale, tranne qualche sparuta comparsa, ma soprattutto latitante la città - circa 300 i partecipanti, molti studenti - che non ha aderito al corteo organizzato dal Comitato “Pro Aeroporto”, composto da associazioni e movimenti che da anni si battono per il rilancio dello scalo.
FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/aeroporto-di-grottaglie-la-digos-indaga-sui-finanziamenti-no664557

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