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sabato 9 luglio 2011

LAZIO-TARANTO: 0-1 Spareggio 1986/87


NAPOLI, 27 giugno, 1987 - Primo dei due incontri spareggi che vedrà coinvolto anche il Campobasso. Telecronaca integrale del match spurgata dell'altro incontro trasmesso in contemporanea, Lecce-Cesena.

lunedì 4 luglio 2011

TARANTO: La movida nella citta' vecchia

“Taranto e il suo Borgo Antico hanno di fronte oggi una preziosa opportunità per rimboccarsi le maniche e affermare con orgoglio che anche in questa terra è possibile costruire in campo artistico- culturale e turistico-commerciale. Non perdiamo questa occasione”. Parola di Fabrizio Iurlano, tra i più attivi promotori de “L’Isola che vogliamo”, il coraggioso progetto nato dalla sinergia tra Amministrazione comunale e piccoli imprenditori per riportare nel capoluogo ionico quella Movida ormai da anni lontana dalle estati tarantine.

“Il progetto è nato quasi per gioco, muovendo da una considerazione serissima e da una necessità reale”, spiega Iurlano. “Questa terra esprime grandi professionalità nel campo della cultura e dello spettacolo. Non solo. Taranto ha ricevuto in dono una splendida location naturale, un’isola abbracciata da due mari, un Borgo Antico di una bellezza struggente. Lo sforzo di risanamento messo in campo dall’Amministrazione comunale e dagli imprenditori in Città Vecchia negli ultimi anni sarà sempre nullo se Taranto non sarà capace di riprendersi la propria Storia, di tornare lì dove la storia millenaria di questa città ha avuto inizio e vivere quegli splendidi vicoli che riscopriamo con meraviglia una volta all’anno durante la Settimana Santa”. Da qui l’idea: chiamare all’appello imprenditori e operatori di settore, disseminarli tra i vicoli del Borgo Antico e invitare Taranto a riscoprire se stessa attraverso le postazioni scelte per rendere ogni mercoledì - dal 27 luglio fino a settembre – la Città Vecchia l’Isola che ogni tarantino, almeno una volta, ha voluto o sognato.

“Con il massimo rispetto per tutto il movimento turistico e culturale pugliese, non riusciamo a rassegnarci all’idea che i tarantini debbano rendere più ricchi e belli i centri storici di Bari e di Lecce proprio mentre abbandonano il proprio Borgo Antico”, lo sfogo di Iurlano. Che dice: “Non dobbiamo sempre delegare alle istituzioni il compito di creare alternative di sviluppo per il territorio , abbandonandole quando c’è da costruire o sostenere un progetto o condannandole affidando loro la croce tutte le volte che il germe del cambiamento non attecchisce in città. Taranto ha bisogno di una rivoluzione culturale”.

venerdì 1 luglio 2011

TARANTO: L'ILVA CHIUDE?


Ilva di Taranto
L'Ilva di Taranto potrebbe chiudere: troppo alti i livelli di diossina
Il mostro potrebbe chiudere. L'Ilva, il colosso dell'acciaieria che da mezzo secoloappesta l'aria di Taranto, non ha superato il controllo a sorpresa effettuato dall'Arpa Puglia sulle emissioni ed ora è in attesa di un responso sul suo futuro.
I dati riscontrati in seguito ai campionamenti del maggio scorso sono superiori a quanto consentito dalla legge regionale pugliese. Preoccupa in particolar modo il livello della diossina di 0,70 nanogrammi al metro cubo contro un limite consentito di 0,40. Si tratta della seconda analisi dell'anno. La prima presentava risultati persino peggiori. Se anche nella terza i dati non saranno conformi alla legge, la fabbrica rischia una multa salatissima e persino la chiusura.
D'altronde, che Taranto soffra di inquinamento non è una novità. Da anni si porta dietro il bollino nero di città più inquinata d'Italia e figura anche fra i primi centri dell'Europa occidentale in questa disonorevole classifica.
E proprio l'acciaieria sembra esserne la causa principale. Basti pensare che fino a poco tempo fa produceva “il 90 per centodelle emissioni nazionali di diossina e pcb di natura industriale”, come afferma Alessandro Marescotti, dell'associazione Peacelink, fra i promotori del referendum per chiudere l'Ilva arenatosi al Tar lo scorso ottobre.
I fumi rossi pestilenziali che a sera si levano dalle ciminiere non hanno mancato di mietere vittime. Sebbene non esistano ad oggi dati ufficiali che ricolleghino le emissioni di diossina a Taranto con i decessi, è pur vero che il capoluogo di provincia pugliese ha medie di tumori decisamente più alte rispetto al resto della regione.
Sebastiano Romeo, assessore all'ambiente della città, ha definito “drammatico e consistente” l’aumento dei tumori e delle malattie respiratorie riscontrato nel suo studio di medico. La responsabile del circolo Legambiente di Taranto, Lunetta Franco, ha invece sostenuto che “a Tamburi si calcola che un bambino fumi più didue sigarette al giorno dal momento in cui nasce”. Proprio recentemente 30 dirigenti dell'azienda sono stati indagati per la morte di 15 operai deceduti in seguito ad altrettanti casi di cancro: mesotelioma pleurico e peritoneale e cancro ai polmoni.
Negli anni le rivendicazioni portate avanti dalle varie associazioni ambientaliste hanno contribuito a migliorare la situazione, costringendo l'Ilva a ridurre notevolmente le proprie emissioni, e a fare ingenti investimenti, ma ancora il livello raggiunto non è sufficiente.
Nei giorni scorsi, poi, la squadra dei i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Lecce ha chiesto il sequestro di alcuni impianti dell’Ilva in seguito ad un rapporto spedito alla procura di Taranto. Sul rapporto, nato dall'inchiesta sulle emissioni nocive dai camini dello stabilimento siderurgico, si evincevano una serie di anomalie come l’accensione delle torce di acciaieria.
Insomma, alla luce di tutti questi fatti, è possibile che il Ministero dell'ambiente decida di non rinnovare la licenza Aia (Autorizzazione integrata ambientale) al colosso pugliese. Possibile, appunto, niente più. Perché la decisione presa dalla Prestigiacomo di incontrare il gruppo Riva (proprietario dell'Ilva), proprio il giorno prima della conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia, prevista per il 5 luglio, getta una serie di ombre sulla reale volontà del ministro di far rispettare le normative vigenti in fatto di emissioni.

giovedì 30 giugno 2011

LA LEGA PRO PASSA IN NOTTURNA

La Lega Pro si “affida” ora ai match in notturna per conferire maggiore “visibilità” e popolarità ai campionati di Prima e Seconda Divisione! 

Foggia, Taranto, Benevento, Salerno, su queste squadre e sul grosso richiamo che le stesse esercitano sulle proprie tifoserie, il consiglio direttivo della Lega Pro, riunitosi a Roma, sembra fare affidamento per rendere i campionati di Prima e Seconda Divisione maggiormente “appetibili” e seguiti da un sempre maggior numero di sportivi.

La “ricetta” suggerita per creare una “grande Lega Pro” sembra essere quella di aumentarne la “visibilità televisiva” ( in primis grazie al canale digitale nazionale “RAI sport” ,ma anche tramite emittenti locali regionali )
“incrementando” il numero di match in notturna, soprattutto per gli “incontri di cartello” ,sulla falsa riga di quanto accade per la serie A e la serie “cadetta”.

I match in notturna esercitano, difatti, un fascino maggiore sugli appassionati di calcio grazie all´atmosfera particolare che si crea sotto i riflettori di “stadi importanti” come il “Vigorito” di Benevento , lo “Jacovone” di Taranto, l´Arechi di Salerno ed il “Pino Zaccheria” di Foggia, tutti e quattro importanti impianti sportivi da oltre 20.000 posti a sedere, “presidiati” da tifoserie calde e appassionate , come più volte già riscontrato negli stessi play off ( si pensi che per Salernitana - Verona del 19 giugno c´erano sugli spalti dell´Arechi circa 25.000 spettatori ….roba da serie A!!!)

Fondamentale sarà la perfetta “agibilità” di tali stadi e la assenza di problemi dei loro impianti di illuminazione che , durante questa lunga pausa estiva, dovranno essere “testati” ( specialmente in “Coppa Italia”) per garantire la “fruibilità” degli impianti da parte della Lega Pro , tutto quanto al fine di realizzare al meglio quanto “proposto “ dal Consiglio direttivo di lega.

Naturalmente saranno garantiti “maggiori contributi” economici a favore di quelle società sportive che permetteranno , tramite una perfetta organizzazione, al progetto varato dalla Lega di “decollare” in tempi brevi ; non essendo, nel contempo, ammesse deroghe di sorta a stadi , seppur importanti, che, tuttavia , non rispettino i criteri di sicurezza e funzionalità richiesti dalla normativa di legge.

Il Consiglio Direttivo di Lega Pro ha, tra le altre decisioni, definito anche la data di inizio della Coppa Italia di categoria , al 17 agosto 2011 , nonché la data di inizio del campionato di Prima e Seconda Divisione , fissandola per la domenica del 4 settembre 2011.

Anche tale scelta, come quella di maggiori match in notturna, è stata determinata al fine di consentire alle società di Lega Pro di avere più pubblico sin dalle primissime giornate del torneo.

Nel corso della riunione, quindi, è emersa la necessità di “valorizzare” maggiormente i campionati di Prima e Seconda Divisione, aumentando le partite in notturna delle squadre più “blasonate” militanti in tali gironi, e favorendo sempre più la “visibilità” e l´importanza della “fase finale” dei “play-off” e dei “play out”. Il tutto terminerà prima dell´inizio dei campionati europei in Polonia e Ucraina.

Avv. Eugenio Gargiulo 

lunedì 27 giugno 2011

AS TARANTO - FRANCHINI,,, e' quasi fatta



Archiviata con ben cinque giorni d'anticipo e senza alcun intoppo l'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro, la dirigenza del Tarantopuò completamente concentrarsi sul calciomercato. La novità del giorno ruota attorno alla figura dell'attaccante dell'Atletico Roma, Raffaele Franchini che, a quanto sembra, sarebbe molto vicino a vestire la maglia rossoblu. Franchini è legato alla società laziale da un contratto biennale, ma potrebbe liberarsi senza problemi con un accordo della stessa lunghezza, o con un triennale. Sul calciatore ci sono anche Benevento e Barletta, e c'è la concreta possibilità che si possa scatenare un'asta, ma il Taranto al momento è in netto vantaggio sulle dirette concorrenti, forte di un rapporto ben avviato con il suo procuratore e di cifre piuttosto accessibili per le casse ioniche.
Sempre per quanto riguarda il reparto offensivo, sono ancora tante e diverse le opzioni aperte. Domenico Girardi resta la prima scelta e si sta ancora lavorando molto su questa pista, i cui tempi di risoluzione sembrano però piuttosto lunghi. Nel frattempo, non è tramontata l'ipotesi Giampiero Clemente, per il quale ci sarà da battere una foltissima concorrenza, soprattutto proveniente dalla sua Sicilia (Siracusa e Trapani). Nella lista c'è sempre il nome di Di Gennaro, calciatore disponibile a tornare in Puglia per vestire questa volta di rossoblu, ma bisogna trattare con il Verona che non lascerà partire a cuor leggero la punta.
Si colora di giallo nel frattempo il futuro di Christian Sosa. La società sudamericana del Defensor Sporting ha alzato il prezzo del catellino e non è disposta ad un nuovo prestito perché intende fare cassa. C'è la seria possibilità che la trattativa non vada a buon fine; nel frattempo si registra anche l'interesse verso il calciatore della Reggina. La società, nel contempo, sta sondando il calciatore D'Anna, reduce dall'esperienza a Benevento.
Farà ritorno al Taranto,intanto, l'attaccante Giorgio Corona dopo la buona stagione chiusa in prestito nella Juve Stabia. Il calciatore però non vestirà più di rossoblu e sta valutando la possibilità di restare in Campania oppure avvicinarsi alla sua terra d'origine. Chiuse queste trattative, la società ionica si concentrerà sui rientri dei calciatori reduci dai rispettivi prestiti per poi trovare agli stessi elementi delle nuove collocazioni e fare quindi quadrato a livello economico.

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