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martedì 25 novembre 2014

GLI INIZI DEL NOVECENTO E LE PRIME GARE DI BALLO

Un’attività sportiva è quell’insieme di attività individuali o collettive che impegnano e accrescono ben definite capacità psicomotorie. A differenza dell’artista che "non ha convinzioni etiche, ma l’atleta sì”, lo sport è fermezza e il raggiungimento del proprio scopo va portato a termine. Un concetto che va esteso non solo in ambito sportivo, pure alla danza, oggetto di trasposizione da attività artistica a pratica sportiva. Agli inizi del Novecento nuove sperimentazione nella danza prendono forma grazie a Martha Graham a Mary Wigman a Doris Humphrey che apportano cambiamenti sostanziali. A partire dalla prima decade del ventesimo secolo, però, prende forma un ampio panorama di balli a ritmo afro-cubano e ispano-latino-americani, fra tutti il Tango. Negli Stati Uniti, intanto, prende corpo il ragtime ed il jazz; si sviluppano nuove danze quali il fox trot e il charleston, il boogie woogie, il rock’n’roll. In piena belle epoque francese, comincia ad affermarsi anche la cultura delle gare. E’ talmente verosimile che le prime forme di competizione risalgono al 1909 quando Parigi diventa la capitale mondiale del ballo. La Francia, che era stata già centro promotore di un'arte che veniva rappresentata in teatri prestigiosi come l'Opèra di Parigi, si oppone all'Inghilterra in una sorta di "guerra di ballo". Il business delle competizioni sta per entrare nel vivo, a fronte delle numerose richieste che giungono volte a gareggiare. La Francia per secoli è stata "padrona" del danzare con il suo dolce e fantasioso linguaggio coreutico; ora l'Inghilterra comincia a imporre tecniche di passi allungati, giochi di elevazioni, posizione eretta nelle figure. Una grande innovazione in itinere del XX secolo è stata apportata dal Valzer. E le abitudini, i costumi, la cultura dei popoli, spesso a contatto tra loro, fanno emergere una struttura nuova: la coppia, appunto. Un tempo erano gli italiani a dettare le regole del "bel danzare". Nel Rinascimento, infatti, l'Italia si distingueva per la bravura dei suoi ballerini che, ancora per poco, danzavano  tenendosi per mano, addirittura non si consentivano prese o abbracci, in pratica si stava a debita distanza.
Nel Novecento la coppia danzante è impegnata e coinvolta in strette, sguardi, gestualità. Con l’elaborazione delle teorie e delle tecniche, per ciò che concerne il confronto atletico, il ballo, da semplice passione, inizia a diventare impegno, costanza, lavoro. In altre parole diventa una sorta di affare generale laddove evoluzione e nascita di balli e concetto di coppia come idea coreutica, abbia dato vita alle gare. Se alla fine del XIX secolo il ballo è ancora libero e "tutti possono ballare come credono e ciò che vogliono", la dicitura “danza sportiva” possiamo cominciarla a sentire maggiormente con la nascita dell'associazionismo degli anni sessanta. Oggi la danza sportiva individua una suddivisione in classi ripartite in due grandi categorie: quella della danza di coppia, che a sua volta si suddivide in danze internazionali, danze nazionali e danze regionali; quella della danza artistica, che invece si suddivide in danze accademiche, danze coreografiche e street dance. Molti fattori vogliono il ballo un’insieme di eventi competitivi tra nazioni, e la storia insegna proprio questo. Nel compiere evoluzioni sportive, però, l'attività del movimento corporeo sottrae l'atavico rituale magico che significava il danzare. Ma questa, forse, sarà la "sfida" del prossimo futuro. 

MASSIMILIANO RASO

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