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venerdì 26 settembre 2014

LA PRESUNZIONE DI CHI VUOLE INSEGNARE IL BALLO

"Gli unici maestri di ballo che potevo avere erano Jean Jacques Rousseau, Walt Whitman e Nietzsche.” Cosi' dichiarava Isadora Duncan, una stella della danza di tutti i tempi. Ma gli attuali maestri di ballo, mi riferisco al genere di ballo caraibico, latinoamericano, standard conoscono almeno uno dei citati autori? La Duncan, oltre alla tecnica, sapeva bene che anche la cultura poteva ispirarla, per creare coreografie ed emozioni danzanti. Bisogna dire, intanto, che una cosa è la Danza e un' altra il ballo. Cosa sia la Danza è ampiamente documentato da storici, antropologi e musicologi. Ma cos'è il ballo? Tradizione, sport, passatempo? Questa è una domanda a cui molti "furbetti" saprebbero dare una appropriata risposta. Tenuto conto che sono in tanti i maestri che, con passione e sacrificio, studiando, operano con professionalità, con maestria, la realtà generale è deprimente. Tutti vogliono insegnare e, di riflesso, apparire, guadagnare danneggiando il ballo. Di cultura, pochissima. Non mi risultano,infatti, convegni di tipo giornalistico, musicale e artistico, semmai "congressi" (che parolone) dove ci si esibisce e si vende qualche maglietta.
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Le leggi non impediscono di aprire un locale e insegnare, purtroppo. E allora come difendersi da questi mascalzoni? Compito arduo spetta a quella fetta sana di bravi insegnanti i quali, per il tratto futuro, dovranno inventarsi nuove forme di comunicazione ed incontri, in uno scenario già troppo affollato da incompetenza. Ciò è talmente vero se si pensa che molti di questi pseudo maestri ad ogni minima novità coreica si buttano nell'"affare" del momento: kizomba, zumba, zouk, ecc. Insomma pur di mettersi in mostra farebbero di tutto, tutto male. Vogliono farci credere che il ballo sia solo un divertimento, intanto incassano migliaia di euro. Vogliono sdrammatizzare, tenersi defilati, così continuano nel loro intento. Quanti maestri, infatti, possono vantare una dialettica, una capacità comunicativa da affrontare un dibattito critico su come operano e sul ballo in generale, come accade nella danza. Nessuno commenta e partecipa, ci rimetterebbe in numero di allievi. Evviva quei maestri autentici e leali e competenti che si mettono sempre in gioco in un continuo feedback. A loro dico grazie, continuate e fate amare il ballo in tutta la sua grande cultura.

MASSIMILIANO RASO
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