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giovedì 15 gennaio 2015

"FAVOLIAMO". PINOCCHIO AL MAGGESE

Nellambito della V edizione dellHermes On Streets Winters Festival, giovedì 15 gennaiopresso il Cantiere Maggese, laboratorio urbano patrocinato da Regione Puglia e Comune di Taranto, nella struttura su due livelli che si erge su Via Cava, nel cuore del centro storico, alle ore 19.00 torna il percorso di lettura, scrittura e drammatizzazione per bambini “FaVoliamo”. Dopo i saluti di Isabella Convertino, vicepresidente della Cooperativa Carisma, gestore del Laboratorio Urbano Cantiere Maggese, Luigi Pignatelli e i piccoli isolani drammatizzeranno la storia di Pinocchioil protagonista principale del romanzo per ragazzi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Lorenzini detto Collodi, che ha avuto un successo straordinario in tutto il mondo: il viaggio del singolo alla conquista della sua umanità, il percorso di un individuo – burattino degli eventi e del destino – che cerca la dignità di uomo. La partecipazione è libera e gratuita. La foto di locandina è di Rita Lettino.
Ciò che più ci accarezza l’anima è l’elemento fantastico, quel pezzo di legno che urla quando viene levigato, quel naso che si allunga al suono di ogni bugia e quella fata che si trasforma ma rimane sempre turchina. E allora si pensa che queste siano pagine per bambini, che la realtà sia decisamente più in là, che la vita vera sia tutta un’altra storia, non certo quella di Pinocchio. L’elemento fantastico rende sempre tutto più leggero e surreale, e permette di non spaventarsi anche se quel gatto e quella volpe ci ricordano tanto qualcuno che abbiamo incontrato; anche se tante volte ci siamo sentiti appesi per il collo; anche se dentro la pancia di quel pescecane abbiamo perso la speranza e siamo rinati mille volte. La morale di Pinocchio è che nella vita bisogna sempre essere buoni figli, non basta essere buoni e non basta essere figli; bisogna scegliere un padre e seguire quello che dice per essere degni di diventare uomini, o per sempre saremo a metà, burattini senza fili, ma pur sempre burattini.
Il paese dei Balocchi sarà sempre lì ad aspettarci e, per quanto ne conosciamo le conseguenze, rimane comunque la tentazione di chiudersi lì e pensare che è tutto a posto, che il mondo non ha bisogno di noi e che alla fin fine meglio divertirsi oggi perché “del doman non v’è certezza”. E sempre lì rimane la tentazione di credere che ci sia un modo o un luogo – reale o virtuale – in cui seminare quattro monete e raccoglierne intere ceste. Ma se tra tutte queste tentazioni non ci fosse il desiderio di far contento quel nostro babbo che ci ha forgiati con tanta cura e con tanta cura ci ha vestiti, se non ci fosse l’aiuto materno di una fata sempre disponibile ad aiutare ma non a farsi prendere in giro, cosa ne sarebbe dell’uomo? Per quante notti rimarrebbe impiccato al ramo di un albero? E da quanti pescicani dovrebbe venir divorato per farsi togliere di dosso quella pellaccia d’asino?

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