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domenica 6 aprile 2014

QUESTA SERA NEL BORGO ANTICO LA CROCE DEI MISTERI IN VIA CRUCIS

di Pamela Giufrè


 Via Crucis dell’ultima domenica di Quaresima oggi per le vie della Città vecchia. Anche quest’anno, infatti, la confraternita dell’Addolorata, guidata dal priore Raffaele Vecchi, organizza una particolare commemorazione. Il corteo si muoverà dalla chiesa di Sant’Agostino alle 18.30 e percorrerà da via Duomo sino a San Domenico le 14 «stazioni» della Via Crucis.

Quest’anno l’uscita della Croce dei Misteri sarà accompagnata da otto confratelli, tutti in abito di rito, i quali sosterranno il Crocifisso del Seicento, che appartiene alla Confraternita, ricostruendo e commemorando il percorso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota. «Sarà - annuncia Vecchi - un momento di preghiera per tutta la città, soprattutto fra i vicoli della Città vecchia che ha grande necessità di respirare e vivere sentimenti buoni e carichi di amore cristiano». Lunedì, invece, ci sarà invece la 42esima edizione del concerto del Lunedì di Passione in San Domenico. L’evento culturale e religioso segna l’inizio dei Riti perché è la prima manifestazione dell’attesa settimana di Passione. Come da tradizione non mancherà la partecipazione della Fanfara Dipartimentale della Marina Militare diretta dal maestro primo maresciallo luogotenente Cataldo Saverio Mele. Il concerto sarà presentato da Fabio Salvatore, scrittore, attore e regista.
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«Questo concerto lega fortemente ancora di più la confraternita dell’Addolorata a Taranto vecchia, ad un centro storico che vuole a tutti i costi rimanere vivo anche per gli eventi culturali - dice Vecchi -. E’ per questo, quindi, che il concerto rimane in San Domenico. Vogliamo dare lustro ai vicoli dell’Isola, fare ammirare le sue bellezze storiche ed architettoniche, fare avvertire il vocio e i sorrisi dei tarantini veraci che continuano ad amare la propria terra».

Questo il programma del concerto di marce (inizio alle 19): «Convento» (Vincenzo Consenti), «Mestizia» (Vittorio Manente), «Venerdì Santo» (Nicola Centofanti), «A Domenico Lemma» (Giuseppe Gregucci), «Marcia Funebre», opera 35 (Fryderyk Chopin), «Messa da Requiem» (Giuseppe Verdi), «Tristezze» (Giacomo Lacerenza), «Madre dei Dolori» (Vincenzo Simonetti), «A mio fratello» (Nino Ippolito), «Mamma» (Luigi Rizzola).

Ma quella di domani sarà una domenica intensa anche per il Carmine la cui Arciconfraternita è guidata da Antonello Papalia. Dalla prima domenica di marzo al Carmine si è aperto l’Anno Santo Giubilare concesso da Papa Francesco per il 250esimo anniversario (ricorre l’anno prossimo) ddlla donazione delle statue dell’Addolorata e di Gesù Morto da parte della famiglia Calò. E domani, in occasione della quinta Domenica di Quaresima, al Carmine ci sarà la solenne via Crucis presieduta da monsignor Marco Gerardo, padre spirituale della confraternita, accompagnata dall’orchestra del Monte Carmelo diretta da Anna Maria D’Andria. Ai piedi del Crocifisso, sull’altare maggiore, ci sarà l’intronizzazione solenne dell’effige dell’ Addolorata durante l’esecuzione della melodia della «Desolata». A seguire, l’adorazione alla croce dei confratelli in abito di rito, scalzi e incappucciati, occasione nella quale le porte della chiesa del Carmine rimarranno aperte alla città. L’ultima Via Crucis il Carmine la terrà l’8 aprile alla casa circondariale di Taranto.

Intanto, domenica scorsa, durante la messa della quarta domenica di Quaresima, c’è stata la benedizione del cuore trafitto e della nuova parrucca dell’Addolorata. La donazione del Cuore nasce dal desiderio dei due confratelli Massimo Di Maso e Nunzio Rotaro, di donare all’Addolorata, in segno di ringraziamento, un nuovo simbolo della Passione. Si tratta di una lavorazione di pregevole manifattura a cura di un artigiano specializzato. Il Cuore ha il corpo in rovere, mentre il pugnale e i chiodi sono di tiglio ricoperti da foglie d’oro da 23 carati e alluminio; pesa 125,50 grammi ed ha un’altezza di 18 centimetri, una larghezza di 9 centimetri e uno spessore di 4. La nuova parrucca dell’Addolorata è invece realizzata con capelli veri, lavorata dal parrucchiere Enzo Di Roma, che ha donato la sua opera alla confraternita.

FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/taranto-i-perdoni-dopo-la-via-crucis-no707593
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