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giovedì 6 marzo 2014

TARANTO E BRINDISI UNITI VERSO LA 3° RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La conferenza sulla Terza Rivoluzione Industriale (TRI) in terra jonica che si è svolta a Pulsano domenica scorsa, ha affrontato un tema cruciale per lo sviluppo e reindustrializzazione di tutta la Regione Puglia, e in particolr modo per la terra "gemella (nel martirio fossile) del brindisino. Anche a Brindisi come a Taranto, infatti,  un malinteso e distorto concetto di sviluppo ha devastato il territorio e mortificato la sua vocazione agricola, culturale  e turistica, la ricchezza reale e non effimera della nostra terra.
Sta ormai diventando sempre più evidente che con una sovraccapacità produttiva del 200% su scala nazionale (300% in Puglia), le centrali energetiche fossili, hanno perduto la funzione originaria di fornitori di energia e si sono ridotte a semplici macchine da profitto per i monopoli fossili, e quando questi profitti non sono più garantiti dal mercato (ah! il mitico mercato!) ecco che li esigono dallo stato come sovvenzioni con l'immaginifico stratagemma di "capacity payment".
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In forte difficoltà di immagine e anche economica, i gruppi fossili non trovano di meglio per auto giustificare la loro inquinante presenza, che ricorrere alla sistematica falsificazione della realtà e delle leggi della termodinamica: le rinnovabili sarebbero troppo care, quando è vero esattamente il contrario perchè siccome  il sole il vento non si pagano, le rinnovabili hanno zero costi di approvvigionamento.
Ma i monopoli fossili ricorrono a un trucco ancora  più odioso: il  ricatto occupazionale. Prendono in ostaggio i lavoratori con la complicità di politici locali incompetenti o (chissà perchè) compiacenti, secondo un modello ben collaudato dall'ILVA di Taranto alla centrale di CERANO in provincia di  Brindisi, due moloch dell'era fossile che devono essere chiusi e bonificati quanto prima per abbracciare il modello distribuito della TRI.
Infatti anche qui è vero esattamente il contrario: per ogni posto di lavoro perso nel vecchio e ormai non più sostenibile modello fossile, se ne creano almeno 5 nel nuovo modello della TRI un modello capace di produrre ricchezza distribuita, e  lavoro con un saldo occupazionale netto per unità di prodotto. Il gruppo di lavoro di attivisti, tecnici e esperti di Territorio Zero Puglia  (che si riunirà pubblicamente a Brindisi entro fine marzo) sta lavorando a uno studio per quantificare con precisione scientifica questi benefici occupazionali. 
Mi sembra che sconfiggere l'ipocrisia di chi usa i lavoratori come scudi umani per spremere fino in fondo il limone dei fossili, incurante dei danni all'ambiente e alla salute pubblica, sia il passo decisivo per uscire dalla politica fossile e entrare decisamente, grazie alla TRI,  nel futuro della politica solare

Angelo Consoli

FONTE: http://www.brindisisera.it/news_dettaglio.asp?di=Ambiente&articolo=Taranto+e+Brindisi+uniti+nella+transizione+verso+la+Terza+Rivoluzione+Industriale&id_articolo=18373

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