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venerdì 24 maggio 2013

COSTA CONCORDIA. SARA' SMANTELLATA A TARANTO?

di MARISTELLA MASSARI

«Se la Costa Concordia dovesse arrivare a Taranto per essere smantellata, da parte nostra ci sarebbe la massima disponibilità. E soprattutto sarebbe una buona occasione di lavoro e di sviluppo per il porto di Taranto». Il presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Sergio Prete, incrocia le dita mentre commenta la notizia che arriva da Genova. La Costa Concordia, tristemente nota per il drammatico naufragio al largo dell’Isola del Giglio, potrebbe giungere presto a Taranto, già dopo l’estate, per essere smantellata. Come riportato dalla Gazzetta qualche giorno fa, di questa possibilità ne ha parlato nel corso di un incontro del Propeller club di Genova, l’ingegner Franco Porcellacchia, vice presidente Carnival Corporate Refit. Il nostro porto, del resto, è uno tra gli scali italiani in grado di supportare operazioni complesse del genere.

La Concordia, secondo Porcellacchia, uno dei responsabili del progetto di rimozione del relitto dal Giglio, sarà raddrizzata » tra agosto e settembre. Secondo gli esperti, sarà un’opera titanica, mai compiuta dall’uomo. «Sarà uno sforzo immane - ha spiegato l’ingegnere -, ma poi si potrà dire che il più è fatto». Successivamente bisognerà decidere dove portare il relitto. Taranto, insieme con Piombino, Civitavecchia e Genova, è una delle possibili destinazioni. «Ma quelle non spettano agli ingegneri - ha aggiunto Porcellacchia -, quanto alla politica».
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«Ovviamente ci sono diversi porti in lizza - ha spiegato Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale di Taranto -, e tra questi gli scali liguri che stanno spingendo affinché la nave rimanga in zona. Noi da parte nostra, posto che io non ho ricevuto richieste in tal senso, ma potrebbero averlo fatto le società che operano nel porto, ci impegniamo per rendere le operazioni più veloci possibili. Potremmo anche avviare un tavolo per individuare aree anche temporanee da destinare alle operazioni di smantellamento e smaltimento. Se l’ipotesi dovesse concretizzarsi in una proposta - ha concluso il presidente Prete -, da parte nostra ci sarebbe il massimo della disponibilità. È un’opportunità grossa per il porto di Taranto sulla quale vale sicuramente la pena ragionare».
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