Sostieni anche tu la WEBTV di Taranto. Lavoriamo insieme per la nuova divulgazione...... TARAStv e' parte della Taranto che cambia...... Chiedi informazioni su come farne parte al 3381488022 oppure scrivi a: tarasproduzioni@libero.it TARAStv... chi la fa sei Tu !!

domenica 31 maggio 2020

SPORT. RINVIATI MONDIALI PER CLUB E COPA AMERICA



Mondiale per Club e Copa America rinviati per l’emergenza coronavirus. Nella giornata dello spostamento dell’Europeo al 2021, le altre due competizioni internazionali hanno subito una modifica importante. Il primo è stato annullato e sarà recuperato quando ci sarà maggiore chiarezza sulla situazione dello sport mondiale. Il secondo, invece, si disputerà nel 2021 per facilitare la conclusione dei campionati. Mondiale per Club rinviato La notizia del rinvio del Mondiale per Club è stata data da Gianni Infantino con un comunicato ufficiale: “Il mondo sta affrontando una sfida senza precedenti e per questo serve una risposta collettiva […]. Da questo punto di vista la Fifa, ha ricevuto le richieste di Uefa e Conmbeol, di rinviare le rispettive competizioni al 2021, in uno slot precedentemente occupato dalla Confederation Cup e ora occupato dal nuovo Mondiale per club Fifa […]“.
“Abbiamo accettato – conclude il numero uno del calcio mondiale – queste richieste e in un secondo momento decideremo quando programmare la competizione. La discussione avverrà con le autorità cinesi, con le federazioni e gli stakeholder coinvolti non prima di aprile se va tutto bene“. Rinviata la Copa America Non solo il nuovo Mondiale per Club. E’ stata rinviata al 2021 anche la Copa America. Una decisione ovvia visto che con lo spostamento degli Europei si è dato vita alla possibilità di concludere i campionati nel mese di giugno. La Conmebol ha appoggiato la scelta dell’Uefa e quindi anche questa competizione si disputerà nell’anno dispari. Cambia, dunque, il calendario del calcio internazionale con le squadre e le stesse nazionali che devono rimodulare i loro impegni. Ci aspetta un anno ricco di novità con i ritiri che potrebbero iniziare un po’ più tardi del solito e a questo punto sono a forte rischio le tournée all’estero. fonte foto copertina https://www.facebook.com/fifa/ Continua su: https://newsmondo.it/mondiale-per-club-e-copa-america-rinviati/calcio/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=informazione-indipendente

EMERGENZA CORONAVIRUS. SEI FAMIGLIE SU DIECI RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO



L’indagine di Confcommercio-Censis sul coronavirus ha confermato i timori degli italiani sulla ripartenza. Sei famiglie su dieci hanno ribadito la paura di perdere il lavoro dopo la riapertura. “Resta molto ampia la fascia di chi – si legge nel rapporto – vede il futuro con pessimismo. Il 52,8% vede ‘nero’ per la propria famiglia, ma la percentuale sale al 67,5% con riferimento alle prospettive del Paese“. L’indagine di Confcommercio-Censis Secondo quanto evidenziato da questa indagine, il 42,3% delle famiglie hanno visto ridursi l’attività lavorativa e il reddito. Il 25,8% delle persone interpellate hanno dovuto sospendere del tutto l’attività mentre il 23,4% è finito in cassa integrazione.
Crolla anche l’impatto sulla fiducia delle famiglie. Il saldo tra ottimisti e negativi registra valori negativi mai raggiunti prima. La quota di pessimisti è del 52,8%, il doppio rispetto al 2019, mentre quella degli ottimisti è diminuita fino al 22,4%. Un’ondata di sconforto che sembra essere strettamente collegata al coronavirus per la paura dell’impatto negativo del Covid-19 sull’economia italiana con il 67,5% che ha una visione negativa sulla situazione del Paese. La chiusura di alcune attività ha portato gli italiani a rinunciare ad alcune spese. La metà delle famiglie ha dovuto rinunciare definitivamente a periodi di vacanza già programmati mentre il 23% degli italiani interpellati all’acquisto di beni durevoli come mobili, elettrodomestici e auto. Per molti, però, non si è trattato di una rinuncia definitiva ma solo di un rinvio. Sulle vacanze estive regna l’incertezza. Il 30% ha detto di rimanere a casa per mancanza fondi mentre la metà delle famiglie ha detto di non aver programmato visto che non ci sono certezze. Solo il 9,4% ha detto di voler partire anche se con una riduzione di budget e di durata. Continua su: https://newsmondo.it/indagine-confcommercio-censis-coronavirus/economia/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=informazione-indipendente

EMERGENZA CORONAVIRUS. LA MCLAREN LICENZIA 70 DIPENDENTI




L’emergenza coronavirus colpisce anche la Formula 1. La McLaren ha comunicato il licenziamento di 70 dipendenti impegnati nella sede di Woking. Una scelta obbligata visto che l’intera azienda ha iniziato una severa ristrutturazione della propria forza di lavoro. La casa automobilistica nelle prossime settimane dovrebbe inviare la lettera di licenziamento a 1.200 lavoratori e 70 di questi fanno parte del comparto che si occupa della Formula 1. Una decisione difficile ma obbligata visto l’impatto negativo della pandemia sull’economia mondiale. La notizia è stata confermata anche da Paul Walsh, presidente esecutivo del gruppo, citato da Formula Passion: “Siamo profondamente dispiaciuti – ha detto il dirigente della McLaren – abbiamo lavorato duramente per evitare tutto questo, con drastiche misure di riduzione dei costi in tutte le aree. Ma ora non abbiamo altra scelta. E’ un momento indubbiamente difficile per l’azienda“. E sulla Formula 1 ha precisato: “La McLaren è una sostenitrice del’introduzione del budget cup. Inizieremo ad adottare le misure necessarie per correre con questo tetto nel 2021, con l’obiettivo di tornare nuovamente ad essere sfidanti per le vittorie in gare e campionati“.
La McLaren vuole tornare grande. Dopo diversi anni nell’anonimato, il team di Woking è al lavoro per cercare di lottare nuovamente per il titolo in Formula 1. Un obiettivo non semplice da raggiungere anche se il budget cup potrebbe consentire alla scuderia inglese di competere per il Mondiale. L’idea della Liberty Media è quella di rendere maggiormente equilibrato il campionato. Pensiero condiviso anche dalle squadre più piccole che in questo momento non riescono a investire come Red Bull, Ferrari e Mercedes. La McLaren spera di poter ritornare ai vertici della Formula 1 nel giro di qualche anno e per farlo dal 2021 si affiderà all’esperienza di Daniel Ricciardo oltre che al talento di Lando Norris. Continua su: https://newsmondo.it/licenziati-dipendenti-mclaren/motori/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=informazione-indipendente

BONUS BABY SITTER. NUOVE DOMANDE DAL 1° GIUGNO



Per le nuove domande per il bonus baby sitter bisognerà aspettare il 1° giugno. In questi giorni sono state diverse le persone che hanno provato a presentare la richiesta del beneficio ma il mancato aggiornamento della piattaforma ha bloccato il procedimento previsto per ottenere la misura decisa con il Decreto Rilancio del 19 aprile. L’ufficio stampa ha confermato che il sito non è aggiornato e che le richieste potranno essere presentate nella prima domanda di giugno. Il nuovo bonus baby sitter Il nuovo bonus baby sitter è stato inserito nel decreto Rilancio. Si tratta di un beneficio da 1.200 euro (il primo era di 600) per chi non lo aveva richiesto e ottenuto con il Cura Italia.
L’altra grande novità riguarda su come questi soldi potranno essere spesi. Palazzo Chigi, dopo un lungo confronto con i partiti di maggioranza, ha deciso di dare la possibilità agli italiani di utilizzare il bonus anche per i servizi educativi territoriali, servizi della prima infanzia e centri ricreativi. euro Chi può richiedere il bonus baby sitter Il bonus baby sitter può essere richiesto da tutte le famiglie con figli minori di 12 anni (il limite di età non è stato inserito in caso di disabilità). Il beneficio sarà assegnato a tutti i nuclei che al loro interno non hanno una persona che già usufruisce di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o disoccupato o non lavore. Casi che sono incompatibili con il bonus baby sitter. Beneficio che non potrà essere assegnato con il bonus asilo nido e congedo parentale. Il via alle domande ci sarà dal 1° giugno per alcuni ritardi dovuti al sito Inps. Continua su: https://newsmondo.it/ritardi-domande-bonus-baby-sitter/economia/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=informazione-indipendente&refresh_ce

APP "IMMUNI" ECCO COME FUNZIONERA'




Un documento rilasciato su GitHub da Luca Ferrari, CEO e cofondatore di Bending Spoons, scioglie alcuni dei nodi più importanti sulla App Immuni. Come sappiamo questa sarà la App ufficiale per il tracciamento dei rischi di contagio da Coronavirus. Contestualmente sono stati rilasciati anche alcuni elementi del design, che ci rivelano come si presenterà la App Immuni. Per quanto riguarda questo tema, senza dubbio uno dei più caldi e sentiti, specialmente dagli esperti di tecnologia, sembrano esserci buone notizie. La App infatti verrà rilasciata sotto licenza Open Source, nel dettaglio la GNU Affero General Public License versione 3. Al di là degli aspetti tecnici, significa che chiunque potrà accedere al codice sorgente, identificare eventuali problemi e segnalarli tempestivamente. Inotre, per quanto riguarda la privacy, il documento ufficiale ha una sezione dedicata, che merita di essere approfondita. Gli aspetti fondamentali però sono che non saranno raccolti dati personali, non saranno raccolti dati sugli spostamenti e i dati salvati sul dispositivo saranno crittografati. Tutti i dati raccolti verranno cancellati appena non saranno più considerati rilevanti, quindi, secondo il documento, nel giro di qualche settimana dalla raccolta. I dati verranno gestiti dal Ministero della Salute. Ecco come si presenterà la App Le schermate incluse nel documento ci aiutano a capire di più sul funzionamento della App. Per esempio possiamo sapere che sarà sempre attiva e che disporrà di un controllo per riattivarla nel caso in cui si dovesse bloccare. Come possiamo leggere, si tratta di informazioni provvisorie, che potrebbero cambiare prima della pubblicazione definitiva della App.
I dati verranno caricati con la supervisione di un operatore sanitario, fornendo un codice univoco. La App fornirà anche un riepilogo dei dati caricati. Il funzionamento si basa sul concetto di prossimità: quando due dispositivi con la App attiva entrano nell’area di contatto, si scambiano le informazioni essenziali. Nel caso in cui qualcuno si riveli positivo, tutte le persone contattate verranno avvisate, sempre in modo anonimo. Secondo la documentazione la App prevede anche un tempo minimo di contatto (per evitare per esempio di ricevere una segnalazione per qualcuno che abbiamo incrociato per dieci secondi sul marciapiede, NdR). Da quando è stata annunciata, la App è stata al centro di diverse critiche da parte dei detrattori, preoccupati soprattutto per la scarsa chiarezza in termini di tutela della privacy e protezione dei dati personali. La comunità informatica italiana inoltre aveva sempre manifestato preoccupazioni proprio in merito al fatto che si temeva un rilascio con codice sorgente chiuso. Il documento pubblicato risolve molti di questi dubbi, per fortuna in positivo. Bisogna dire che, nel momento in cui viene scritto questo articolo, la sezione del documento dedicata alla sicurezza non è ancora completa, ma già la presenza di informazioni ufficiali, oltretutto su una piattaforma di accertata credibilità come GitHub, è un ottimo passo avanti. Bisogna anche dire tuttavia che non si tratta di informazioni divulgative, ma di documentazione dedicata soprattutto agli addetti ai lavori, per cui alcuni passaggi potrebbero essere indigesti e poco comprensibili per chi non ha una preparazione specifica in materia. Ma gli esperti sono già al lavoro per identificare, e annotare, eventuali criticità a vantaggio di tutti. Continua su: https://newsmondo.it/app-immuni-come-funziona/tech/?utm_source=welcoming&utm_medium=newsletter&utm_campaign=informazione-indipendente&refresh_ce

L' ITALIA RIPARTE. LA DIFFICILE TRATTATIVA E L'ACCORDO CON LE REGIONI




Nella giornata del 15 maggio Giuseppe Conte ha avuto la conferma che dal punto di vista politico la fase 2 dell’emergenza coronavirus è decisamente più difficile della fase 1. Il governo ora ha il compito e il dovere di riaprire nella massima sicurezza ma evitando pericolosi strappi con le Regioni e con il mondo del lavoro. La difficile trattativa sul secondo step della fase 2 Tutti hanno pretese ed esigenze differenti. Lo ha capito bene Conte che sperava di presentare il decreto Riapertura magari nella prima serata del 15 maggio, e invece il confronto con le Regioni si è prolungato e il Consiglio dei Ministri è stato sospeso per ben due volte. E si è fatta notte, nel vero senso della parola. Le parti sono arrivate a un accordo sul testo del decreto poi approvato in Cdm. Ma questa volta il Presidente del Consiglio ha evitato blitz notturni in stile fase 1 dell’emergenza. L’annuncio slitta, con ogni probabilità, al 16 maggio.
Le Regioni avevano alzato le barricate contestando le linee guida per le riaperture dei locali e soprattutto chiedevano regole valide su tutto il territorio. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribaltato la situazione chiedendo ai governatori di produrre un documento unico per tutto il Paese, ovviamente però con la possibilità intervento del governo nel caso in cui la curva dell’epidemia dovesse risalire. E così si trova l’accordo tra Roma e le Regioni. Accordo che a notte fonda passa anche in Consiglio dei Ministri. L’accordo sulle riaperture limita innanzitutto la responsabilità dei gestori degli esercizi in caso di nuovi contagi. Le conseguenze, nella prima versione del documento, erano pesanti, forse anche troppo. Ora viene ristretto il campo della responsabilità pensale solo per colpa o dolo. Le Regioni inoltre hanno approfittato dell’occasione riducendo la distanza di sicurezza da tenere all’interno dei ristoranti e da osservare sulle spiagge. Di fatto le linee guida dell’Inail vengono alleggerite in maniera significativa. Vengono depennati i cinque metri di distanza per gli ombrelloni e i due metri di distanza tra i tavoli al ristorante. Scende tutto a un metro di distanza. E probabilmente il Comitato Tecnico Scientifico non avrà fatto propriamente i salti di gioia. Uno dei nodi più difficili da sciogliere era quello legato agli spostamenti tra le Regioni, che molti governatori volevano anticipare al 18 maggio. Su questo punto passa la linea del governo. Sarà possibile, epidemia permettendo, spostarsi tra le regioni dal prossimo 3 giugno. Inoltre dalla stessa data sarà possibile entrare in Italia dagli altri paesi dell’Ue senza dover fare 14 giorni di quarantena. FONTE: NEWSMONDO.IT

LE PIU' CLICCATE DELLA SETTIMANA

CERCA NEL SITO

SEMPRE AGGIORNATO CON TARAStv