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mercoledì 25 marzo 2015

"SETTIMANA SANTA 2015" LA PASSIONE TORNA IN CITTA' VECCHIA

Nelle regioni di tutta la penisola italiana, le “Tradizioni” sono sempre state parte integrante della vita quotidiana dei cittadini.

È Da secoli, infatti, che queste si susseguono una dietro l’altra intervallando, così, le solite giornate di routine delle città e dei piccoli paesi italiani. Tra le più importanti tradizioni esistenti sul nostro territorio, la più attesa tra tutte e  da tutti è proprio quella Pasquale.
I Riti della Settimana Santa, infatti, sono un evento religioso e culturale molto caratteristico ( specialmente nel Sud Italia fin da quando, essa, fu sotto dominazione spagnola –  dalla seconda metà del 1500 fino agli inizi del 1700  ) dove la Pietà Popolare si unisce, unanime, al doloroso e triste pellegrinaggio della Vergine Maria nella ricerca del proprio figlio.
Tra i vari Riti della Settimana Santa, quelli della città di Taranto sono sempre stati ritenuti i più belli e particolari – in scala nazionale ed internazionale – per via del pellegrinaggio del Giovedì Santo e delle sue due processioni che percorrono, per una durata complessiva di 45-50 ore, le vie cittadine.
La Settimana Santa Tarantina ha inizio, precisamente, la Domenica delle Palme; in questa giornata, infatti, le due confraternite – “Maria Santissima Addolorata e San Domenico” e “Confraternita del Carmine” – riuniscono i propri confratelli per dare inizio alle “Gare” ( un’asta per aggiudicarsi i vari simboli religiosi nelle processioni ) che si svolgono in luoghi prestabiliti dalle confraternite.
Nel pomeriggio del Giovedì Santo, alle ore 17, la prima “Posta di Perdoni” ( Perdúne nel dialetto tarantino – coppie o poste di confratelli che simboleggiano i pellegrini che si recavano a Roma per ottenere il “perdono” dei peccati ) esce dalla Chiesa del Carmine, seguita poi dalle altre poste, per dare inizio al pellegrinaggio e alla visita dei “Sepolcri” ( Altari della Reposizione ) allestiti nelle Chiese cittadine del Vecchio e Nuovo Borgo.  
Mentre la visita dei Sepolcri continua, in modo incessante, per tutta la notte del Venerdì Santo, poco prima delle ore 24 del Giovedì, il portone della Chiesa San Domenico Maggiore ( situata nell’omonimo Pendio nel Borgo Antico ) si spalanca e viene dato, così, inizio alla processione dell’Addolorata con l’uscita della “Troccola” ( strumento –  utilizzato da un confratello chiamato “troccolante” –  che emette un suono roco in sostituzione delle campane che, invece, emettono un suono gioioso; esso determina l’andatura di tutta la Processione ).
 La Troccola viene poi seguita  dalle “Pesare” ( portate in processione da due bambini, sono una rappresentazione delle pietre lanciate a Gesù ), dalla Croce dei Misteri, dalle Tre Croci ( rappresentazione delle tre cadute di Cristo ) intervallate, l’una dalle altre, da coppie di Perdoni, dal “Trono” ( trio di confratelli ) ed infine, dopo il breve discorso effettuato dall’Arcivescovo della città di Taranto, la Statua dell’Addolorata supera la soglia del portone della Chiesa sulle note della Marcia Funebre “A Gravame” ( del Maestro Domenico Bastia ). La statua, dopo l’esecuzione della Marcia Funebre, viene fatta scendere – molto delicatamente – dai ripidi scalini della Chiesa di San Domenico posizionandosi dietro al Trono di confratelli; seguita dalla banda e dai fedeli, la Processione dell’Addolorata percorre le vie del Vecchio e Nuovo Borgo fino al suo rientro in Chiesa, che avviene nel primo pomeriggio del Venerdì Santo.
Chiuso il portone della Chiesa di San Domenico Maggiore, alle ore 17 del Venerdì Santo si riapre – nuovamente – quello della Chiesa del Carmine ( situata nella Città Nuova ) e, con la Troccola a determinare l’andatura del Pellegrinaggio, ha inizio la Processione dei Sacri Misteri.
Composta dalle “ Sette Statue che simboleggiano la Passione di Cristo – Cristo all’Orto; La Colonna; L’Ecce Homo; La Cascata; Il Crocifisso; La Sacra Sindone; Gesù Morto ed, infine, la Statua dell’Addolorata; intervallate dalle Poste di Perdoni e dalle Bande – questa Processione percorre le sole vie del Centro di Taranto per poi ritornare, alle prime luci del mattino del Sabato Santo, nella Chiesa del Carmine.
Il rientro in Chiesa della Processione dei Sacri Misteri avviene in un modo molto particolare; il confratello che suona la Troccola ( il Troccolante ), da fine alla Processione colpendo – con la punta inferiore della sua mazza – tre volte sul portone che, immediatamente, si apre. Una volta che il portone si è aperto, una dietro l’altra, tutte le Statue fanno rientro nella Chiesa dando fine ai Riti della Settimana Santa Tarantina.
L’andamento lento e cadenzato – un dondolio che prende il nome di “Nazzicata” ( Nazzecata nel dialetto tarantino) – dei “Perdoni” e dei Simboli Religiosi accompagnate, poi, delle Marce Funebri Popolari ( eseguite dal vivo dalle Bande della città di Taranto e Provincia ) rendono il pellegrinaggio del Giovedì Santo e le due processioni uniche e spettacolari nella loro rappresentazione Sacro-Popolare.

Anche se la Tradizione tarantina prevede i Riti Pasquali eseguiti in questo particolar modo, la “Settimana Santa 2015 di Taranto” sarà alquanto diversa.  Quest’anno, infatti, ricorrono i 250 anni dalla donazione – da parte del Patrizio Tarantino Francesco Antonio Calò – delle Statue di Gesù Morto e dell’Addolorata ( fatte costruire a Napoli su commissione di Don Diego Calò nel 1603 ) alla Confraternita del Carmine.
Per celebrare quindi il 250° anniversario dalla donazione delle due state alla Confraternita, in via del tutto straordinaria, l’Arcivescovo di Taranto “Monsignor Filippo Santoro” ha deciso di far ripercorrere alla Processione dei Sacri Misteri del Venerdì Santo – solo per quest’anno –  le vie della Città Vecchia e di effettuare, poi, una sosta nella Cattedrale di San Cataldo ( situata nel Duomo ) che sarà aperta alle visite dei fedeli.
La Processione dei Sacri Misteri quindi ripercorrerà dopo 51 anni le vecchie vie dell’Isola ritornando, così, alla vera Tradizione tarantina che prevedeva le due Processioni appartenenti al Borgo Antico.
Durante la Settimana Santa, Taranto è sempre stata meta di turisti e fedeli che, almeno per una volta, volessero vivere le emozioni di una Tradizione antichissima.
Con questo ritorno al passato, non si vuole solo celebrare una data importante come quella dei 250 anni, ma è anche un modo per far conoscere ancor meglio le bellezze di una città martoriata dai problemi ambientali e dare la possibilità ai turisti di conoscerla affondo soprattutto nelle sue Tradizioni più importanti; una di quelle Tradizioni dove un’intera città si ferma per due giorni e la si ritrova tutta quanta concentrata nel seguire le Processioni per le vie della città.
ANTONIO ATTOLINO

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