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giovedì 1 maggio 2014

IL 1° MAGGIO SI FESTEGGIA ALL'EX MIROGLIO DI GINOSA

A Ginosa, nel  Tarantino, la festa dei lavoratori nella più grande fabbrica tessile dismessa d’Europa, l’ex Miroglio

Il primo marzo 1996, per il sud Italia e soprattutto per Ginosa in Provincia di Taranto, un paese a forte vocazione agricola, inizia l’industrializzazione, attesa da tempo e accolta dalla popolazione con enorme entusiasmo. La Legge 181/90 rende possibile questo processo. Si punta sul settore tessile.

Il tessile in Puglia è un settore che affonda le sue radici nel passato, nelle tradizioni storiche della popolazione.  Tutto procede celermente, gli operai si specializzano, divenendo essi stessi precursori di nuove tecnologie e insuperabili per la produzione di qualità sia nazionale sia internazionale. “Made in Italy” realizzato con tecniche moderne, da mani e menti altamente specializzate.

Il marzo 2009 la fabbrica chiude. Chiude perché la proprietà delocalizza.  Inizia così un’odissea, di circa cinque anni, fatta di sofferenza e speranza, di viaggi a Roma e ad Alba, disillusioni e tanta tanta voglia di guardare avanti.

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A Ginosa e anche a Castellaneta, però accade un fatto unico in Italia. Le amministrazioni comunali acquisiscono gli stabilimenti ex Miroglio, al valore simbolico di 1 Euro, mediante formale atto notarile, grazie a una legge dello Stato italiano risalente al 1996. Gli stabilimenti da privati divengono pubblici. Le amministrazioni s’impegnano a “cederli gratuitamente” ad eventuali nuovi imprenditori. In particolare, lo stabilimento di Ginosa (TA), ha un’area coperta di circa 55000 mq . Gli operai ci sono ed hanno professionalità e voglia di lavorare insuperabili, sono pronti a riconvertirsi, hanno un’età media di 40 anni. L’ubicazione è strategica, a pochi km dal porto di Taranto e dall’aeroporto di Bari. Le vie di comunicazione sono ottime ed il tutto è illuminato dal caldo sole pugliese, in un contesto dal punto di vista turistico in fase di crescita. Mancano solo imprenditori capaci di fiutare ad oggi l’occasione irripetibile proposta, considerando anche che la fabbrica è provvista di una grande sottostazione elettrica, un magazzino automatizzato tra i più grandi d’Europa, costruito nel 1998, in grado di recepire il carico di almeno 250 tir. Gli operai sono sempre in attività, fanno manutenzione in prima persona alla fabbrica per mantenerla in piena efficienza.

Il primo maggio 2014 per la prima volta in Italia, la festa del lavoro si festeggerà nella fabbrica dismessa ex Miroglio. Questo per ricordare che l’industria non può soccombere e che la popolazione sostiene i lavoratori; tutti si stringono per far sentire più forte la propria voce alle istituzioni, che i lavoratori hanno saputo mettere d’accordo, vedi la Regione Puglia governata dal Presidente Vendola di SEL con il comune di Ginosa, governato da più di 10 anni da un’amministrazione di destra. Il primo  maggio il Sindaco di Ginosa parlerà ai lavoratori dal palco, unitamente all’assessore Regionale al Lavoro Leo Caroli e al segretario generale provinciale CGIL Luigi D’Isabella.  Manifestazione congiunta delle tre sigle sindacali. Ovviamente, ci sarà spazio anche per la voce ormai tesa dei lavoratori ex Miroglio ma anche Natuzzi e TBM.

Il grido dei lavoratori sarà quasi certamente uno sfogo causato da una profonda delusione nei confronti dello Stato che cinque anni addietro con i suoi ministeri a Roma, ha fatto chiudere oltre 160 aziende in Italia.  I lavoratori, infatti, aspettano una convocazione nelle prossime settimane presso il Ministero dello Sviluppo Economico di via Molise, sperando che questa volta, dopo oltre 50 viaggi già fatti, sia la volta decisiva e che il Ministero con l’aiuto della Regione Puglia e dei Comuni di Ginosa e Castellaneta rilancui l’area.  In caso contrario, i lavoratori quasi certamente si autoconvocheranno per chiedere risposte serie e definitive dopo anni di attese e di speranze infrante.

PATRIZIA LASSANDRO
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