Bastava un suo sorriso a raccontare Francesco Pignatelli. Un ragazzo di Taranto che il cancro si è portato via due giorni fa a soli trentotto anni. Avvocato e podista, ma soprattutto tarantino nel cuore. Francesco ha lottato per tre mesi contro quel male che lo ha aggredito l’estate scorsa. Un malore improvviso e il ricovero
d’urgenza.
Un assalto violentissimo che lui aveva provato a sdrammatizzare come era nel suo stile inimitabile. Pochi giorni dopo postò su facebook la sua foto dal letto d’ospedale, con tanto di flebo al braccio, regalando l’ennesimo sorriso agli amici: “Portatm au Gambr”, scrisse come commento riuscendo a far ridere anche chi temeva di aver già capito cosa poteva esserci dietro quel malessere. Purtroppo non era solo un gran “mal di panza” come scriveva lui. Quel ragazzo a trentotto anni ha trovato sulla sua strada il male incurabile. Lo ha consumato in poco più di tre mesi, nonostante lui abbia lottato come un guerriero.
Francesco era così: buono, disponibile, allegro, ma soprattutto tenace.
d’urgenza.
Un assalto violentissimo che lui aveva provato a sdrammatizzare come era nel suo stile inimitabile. Pochi giorni dopo postò su facebook la sua foto dal letto d’ospedale, con tanto di flebo al braccio, regalando l’ennesimo sorriso agli amici: “Portatm au Gambr”, scrisse come commento riuscendo a far ridere anche chi temeva di aver già capito cosa poteva esserci dietro quel malessere. Purtroppo non era solo un gran “mal di panza” come scriveva lui. Quel ragazzo a trentotto anni ha trovato sulla sua strada il male incurabile. Lo ha consumato in poco più di tre mesi, nonostante lui abbia lottato come un guerriero.
Francesco era così: buono, disponibile, allegro, ma soprattutto tenace.
Guardava la vita negli occhi, prendendola sempre dal verso giusto. Lo conoscevano tutti, anche per la sua passione per il podismo. Era un vero atleta, capace di sottoporsi ad allenamenti massacranti per migliorare i suoi tempi. E la correttezza professionale lo avevano reso già un esempio nella sezione lavoro, a dispetto della giovane età. In tre mesi i tantissimi amici lo hanno sostenuto, sempre da quell’ideale finestra che è il profilo di facebook. Lui sino a quando ha potuto ha risposto, aggrappandosi al desiderio di non mollare. Da bravo corridore, “Pigna” ha affrontato con coraggio anche la malattia, senza darsi per vinto. In questa ultima corsa, però, si è dovuto arrendere.