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domenica 14 luglio 2013

A TARANTO TIR CON FANGHI RADIOATTIVI. RISPEDITI INDIETRO

L'allarme è stato lanciato da Francesco Emilio Borrelli, responsabile dei Verdi ecologisti della Campania. «Negli ultimi giorni — ha rivelato — due camion di fanghi del depuratore di Acerra spediti per lo smaltimento finale alla discarica Italcave a Taranto risulta che sono stati rispediti in Campania perché risultati con livelli elevati di radioattività ai controlli». E' accaduto una settimana fa, la vicenda è confermata anche se i contorni sono ancora da definire in tutti gli aspetti.
A Taranto l'avvertimento sulla radioattività è partito dal ‘‘portale radiometrico'' non appena il tir s'è presentato ai cancelli dell'impianto, situato alle porte della città, già alle prese con gli enormi problemi ambientali legati alla presenza del centro siderurgico dell'Ilva e, nei giorni scorsi, alla raffineria dell'Eni. Il mezzo s'è fermato per sottoporsi ai consueti controlli prima di smaltire il carico e il rilevatore di radiazioni installato dall'azienda ha lanciato il segnale: radionuclidi a bordo. I responsabili di Italcave l'hanno fermato e l'hanno rispedito al mittente in attesa di approfondimenti. Nei giorni successivi altri due camion, con lo stesso tipo di carico, sono stati bloccati fuori dai cancelli dell'impianto sempre su segnalazione del rilevatore. Ora si attende che l'esperto qualificato attivato dal committente fornisca le risposte sulla tipologia di radionuclidi e sui livelli di radioattività.
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Il portale radiometrico svolge solo una funzione preventiva, si limita a segnalare che c'è radioattività ma non ne indica i livelli, se sono entro o fuori i limiti stabiliti dalle norme. Per ottenere questo risultato servono apparecchiature e strumentazioni più sofisticate e accurate. L'esperto è al lavoro, la relazione conclusiva sarà pronta lunedì e dirà se si tratta di rifiuti che non presentano superamenti della soglia consentita e quindi si possono scaricare in tutta sicurezza o se c'è bisogno di un trattamento. Nei mesi scorsi l'impresa tarantina ha partecipato a un bando di gara emanato dal commissario delegato della Regione Campania e s'è aggiudicata l'appalto per smaltire i fanghi di depurazione dell'impianto di Acerra. Sono 30 mila tonnellate, lavoro assicurato fino a marzo dell'anno prossimo. Lo smaltimento ora dovrà attendere e, in ogni caso, dall'azienda Italcave rassicurano che non esiste alcun tipo di allarme e che la situazione è più che sotto controllo. «La vicenda è estremamente preoccupante — ha commentato Borrelli — e per questo chiediamo con urgenza che le autorità preposte intervengano subito. Già la situazione della depurazione in Campania è ai minimi termini con impianti che purtroppo funzionano poco e male ma adesso la possibilità che vengano smistati rifiuti radioattivi ci spinge a lanciare un grido di allarme non solo per le popolazioni locali ma anche per i dipendenti degli impianti che lavorano a contatto con questi fanghi». Borrelli chiede all'assessore regionale all'Ambiente Giovanni Romano «che continua a svolgere anche il ruolo di sindaco di Mercato San Severino di muoversi celermente per affrontare il dramma depurazione in Campania che è ancora lontano dall' essere risolto».
Il triangolo Campania-Puglia-Italcave non è un inedito. A cavallo del 2010-2011 fu firmato un protocollo d'intesa tra le due Regioni per risolvere l'emergenza rifiuti di quel periodo a Napoli. Per tre mesi era garantito lo smaltimento di 45 mila tonnellate di rifiuti nelle tre discariche del territorio tarantino purché sottoposte il materiale fosse stato preventivamente sottoposto a controlli rigorosi sulle caratteristiche dei rifiuti che, in ogni caso, avrebbero dovuto subire un pretrattamento. La vicenda non ebbe un andamento lineare e finì nelle aule della giustizia amministrativa.

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