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sabato 27 aprile 2013

SINDACO STEFANO "SE I FATTI SONO VERI MI DIMETTO"

''Io non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte della magistratura, ne' ora, ne' in precedenza. Mi sento a posto con la mia coscienza e con la legge ma, qualora dovessi ricevere ufficialmente questo avviso di proroga delle indagini di cui si parla su un quotidiano, mi dimetterei dalla carica''. Lo dice all'Adnkronos il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, a proposito della notizia pubblicata oggi da un quotidiano circa l'avviso di proroga delle indagini preliminari per abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio che sarebbe stato emesso nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica della citta' jonica, denominata 'Ambiente Svenduto', relativa a presunte manovre da parte di organi istituzionali per evitare o addolcire i controlli ambientali sull'Ilva.
Gia' a novembre quando erano stati adottati altri provvedimenti cautelari da parte del gip Patrizia Todisco, si era parlato di una iscrizione del primo cittadino nel registro degli indagati. ''Mi hanno informato che questo avviso di proroga delle indagini - aggiunge Stefa'no - sarebbe legato a un esposto dell'avvocato Condemi (esponente dell'opposizione ndr) in merito all'Autorizzazone integrata ambientale del 2011''.
''Fermo restando - ribadisce - che non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione e che sono a disposizione dei magistrati qualora dovessero chiamarmi per chiarire, se dovessi riceverla io mi dimettero' perche' non sarei nelle condizioni di amministrare con serenita' la citta'. Una citta' difficile, piegata da tante difficolta': disoccupazione, cassa integrazione, malattie, ecc. In quella condizione di indagato rallenterei tutte le attivita' amministrative''

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Poi Stefano dice si sentirsi ''sconvolto, amareggiato e dispiaciuto ma non arrabbiato. Ricordo - continua - che sono stato il primo sindaco a far pagare correttamente le tasse alla grande industria. E' dal 1970 che mi batto su temi ambientali a Taranto. Quando mi sono insediato, sulla questione dell'Ilva ho scritto una lettera ogni 10 giorni nel primo anno e tre mesi di amministrazione. Poi, visto che non ottenevo risultati, ho presentato un esposto alla magistratura nel 2010''.
Quindi prima dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata all'Ilva l'anno successivo e delle intercettazioni telefoniche che pure lo vedono coinvolto. ''Senza dimenticare tutto il lavoro fatto dal mio assessore su questi temi'', prosegue il sindaco. ''Ma per amministrare una citta' difficile come Taranto bisogna essere sereni e assumersi delle responsabilita'. Le dimissioni le darei nell'interesse della citta'. Qualche legale mi dice anche che quell'atto dei magistrati potrebbe essere dichiarato nulla in caso di mio ricorso ma io non mi appellero'''.

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