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sabato 5 gennaio 2013

LUNEDI SI RIPRENDE ANCHE ALL'ILVA DI GENOVA.

La Procura di Taranto ha espresso parere negativo sull’istanza presentata dall’azienda siderurgica Ilva, nella persona del presidente del cda Bruno Ferrante, con la quale si chiedeva la rimozione dei sigilli ai prodotti finiti e semilavorati sequestrati il 22 novembre scorso su ordine del gip del Tribunale del capoluogo jonico Patrizia Todisco (sempre su richiesta della Procura) in seguito agli sviluppi dell’inchiesta sul presunto disastro ambientale.
La stessa Procura rimette la decisione finale nelle mani del gip Todisco. Nell’istanza la società chiedeva ”l’immediata esecuzione” del decreto legge del governo del 3 dicembre scorso (che consentiva la ripresa della produzione e della commercializzazione dell’acciaio), convertito in legge il 20 dicembre successivo dal Parlamento e infine pubblicato ieri nella Gazzetta ufficiale.
L’azienda, oltre ad allegare il testo della legge approvata dal Parlamento, con le modifiche apportate rispetto al decreto, firmata dal presidente Giorgio Napolitano, sottolinea ”la straordinaria necessita’ e urgenza a che si proceda, cosi’ come riconosciuto dagli organi costituzionali competenti in sede di decretazione e successiva conversione del provvedimento legislativo sopra citato”.
Rimane ferma per martedi’ 8 gennaio l’udienza davanti al Tribunale dell’appello cautelare di Taranto al quale l’Ilva si era rivolta sempre per chiedere il dissequestro dei prodotti finiti. Se anche la decisione del gip sull’istanza di dissequestro dovesse essere negativa, all’Ilva resterebbe quella strada. Sono circa 1700 le tonnellate di rotoli di acciaio, i cosiddetti coils, fermi nei depositi e sulle banchine dei moli del porto industriale per un valore di circa 1 miliardo di euro.
Intanto Genova si prepara a far ripartire il lavoro: lunedì 7 gennaio nello stabilimento di Cornigliano le attività riprenderanno seppure con i contratti di solidarietà per oltre 1000 dipendenti. Due navi con i coils sono però arrivate e lo spettro della chiusura dei cancelli, come si preannunciava prima della pausa natalizia, è scongiurato, almeno per il momento.
GENOVA24

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