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martedì 18 dicembre 2012

ILVA. AUTOTRASPORTO FERMO

L'autotrasporto che lavora per l'acciaieria Ilva di Taranto ha attuato il 17 dicembre 2012 il presidio dell'ingresso C dello stabilimento e poi ha formato un corteo nelle strade cittadine. Gli autotrasportatori chiedono provvedimenti per garantire il futuro dell'acciaieria e del loro lavoro. Inizia così una settimana di fermo totale.
Un centinaio di veicoli pesanti ha attuato alle 9:30 di lunedì 17 dicembre un presidio davanti all'ingresso C dell'Ilva di Taranto. Sono i veicoli degli autotrasportatori che lavorano, o meglio lavoravano, con il centro siderurgico, trasportando lamiere, coils e tubi verso le destinazioni finali. Dopo avere attuato un sit-in davanti ai cancelli dell'Ilva, gli autotrasportatori sono saliti sui camion ed hanno attraversato alcune vie della città, causando anche rallentamenti sulla Statale 100.
Questa manifestazione segna l'inizio di una settimana di fermo dell'autotrasporto siderurgico dell'Ilva per chiedere alle istituzioni di salvaguardare il lavoro delle cinquecento piccole imprese di trasporto che lavorano per l'impianto siderurgico ed occupano circa 600 persone. Gli autotrasportatori si dichiarano favorevoli al decreto legge che consentirebbe la vendita, e quindi il trasporto, dei prodotti ora fermi nell'area a freddo a causa dei provvedimenti della Magistratura relativi al fermo dell'impianto. Nei giorni scorsi, la Fai ha chiesto d'inserire anche gli autotrasportatori negli interventi a favore dell'Ilva.
Vladimiro Pulpo, portavoce degli Autotrasportatori Indotto Ilva (così si sono definiti gli autoconvocati), ha dichiarato che nella manifestazione "Non abbiamo accettato nessun sindacato e nessuna sigla politica. Questa è la nostra prima giornata di protesta e se la situazione continuerà così, faremo appello a tutti per proseguire la manifestazione. Le imprese di autotrasporto non godono di nessun ammortizzatore sociale e se si ferma il lavoro devono semplicemente chiudere".
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