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domenica 25 novembre 2012

LE IMMAGINI DELL'AGGUATO DI GROTTAGLIE

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di Mario DILIBERTO
TARANTO - Quando le immagini valgono più di mille parole. C’è tutta la spietata determinazione del killer nella sequenza di foto che racconta l’omicidio di Alessio Marinelli, il diciannovenne ex promessa del pugilato, assassinato sabato scorso a Grottaglie. Nei fotogrammi, estrapolati dal video registrato da una telecamera di sicurezza, si vede il sicario irrompere in piazza Principe di Piemonte a volto scoperto. In pochi secondi, l’assassino piomba sul ragazzo e lo fredda, scaricandogli addosso una pioggia di piombo con una pistola calibro 7,65. Poi, come testimoniano le immagini, si allontana, imboccando una strada laterale.

GUARDA LE IMMAGINI
http://www.quotidianodipuglia.it/fotogallery.php?id_fg=10579&id_news=233779

Un delitto terribile, consumato sotto gli occhi di decine di testimoni e degli amici della vittima. Un’azione gravissima messa a segno con inaudita spregiudicatezza. Una vera e propria sfida alla quale la Polizia ha replicato a tempo di record. Per ventiquattro ore i poliziotti della Squadra Mobile, guidati dal dottor Roberto Giuseppe Pititto, e del commissariato di Grottaglie, al comando del dottor Vincenzo Maruzzella, hanno dato nome e cognome all’immagine sfocata di quel video. E hanno braccato l’assassino, facendogli terra bruciata intorno. Alla fine il fiato degli investigatori sul collo, ha convinto Vincenzo Venza a consegnarsi agli agenti, confessando anche le sue responsabilità.

Dietro il delitto, ci sarebbe un regolamento di conti da inquadrare nella lotta per conquistare le zone di spaccio della droga. Gli investigatori, infatti, non hanno dubbi. Venza, trentasettenne con alle spalle precedenti, ha ucciso per vendetta. Alcune ore prima del feroce raid in piazza, infatti, era caduto in un’imboscata. Un commando composto da tre uomini gli aveva sparato addosso, mentre era in auto. Lui era sfuggito per miracolo alla tempesta di fuoco. Quell’affronto, però, andava lavato con il sangue. E così ha fatto sabato sera. Perché era convinto che tra quei tre attentatori c’era anche Alessio Marinelli.

Si è presentato in piazza, nel pieno dello “struscio” del paese. A viso scoperto e in maniera spavalda. Ha puntato la pistola e ha fatto fuoco a ripetizione. Per il diciannovenne, che aveva abbandonato la passione per i guantoni per incamminarsi su una strada pericolosa, non c’è stato nulla da fare. Si è spento domenica mattina in ospedale, dopo il disperato tentativo dei medici di strapparlo alla morte con un intervento chirurgico. Una vita bruciata, la sua. E domani, a sette giorni dal delitto la comunità si ritroverà proprio nella piazza del drammatico omicidio. Per riflettere insieme sul bisogno di legalità.

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