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domenica 12 aprile 2015

UNIVERSITA' TARANTINA. ZYGMUNT BAUMAN INCONTRA GLI STUDENTI

Venerdì 17 (Università di Taranto - via Duomo, ore 18.00) e 18 aprile (cineteatro Spadaro - p.za dei Martiri, 10, ore 17.30 - Massafra), su invito dell’Università Orazio Bianco, sarà in Puglia il prof. Zygmunt Bauman, uno dei maggiori pensatori viventi. La mattina di venerdì 17 aprile sarà a Lecce per ricevere la laurea honoris causa , con laudatio della prof.ssa Barbara Wojciechowska, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Alle 18.00 incontrerà gli studenti dell’Università tarantina. Nel pomeriggio di sabato 18 aprile, presso il cineteatro Spadaro, in un incontro pubblico, dialogherà con Barbara Wojciechowska, professore emerito dell'Università del Salento, membro dell'Académie de France e Presidente dell'Università "Orazio Bianco" Osservatorio antropologico del mondo che cambia (associata all'Istituto Bauman dell'Università di Leeds ed all'Università di Varsavia).  Zygmunt Bauman (Poznań, 1925),sociologo e filosofo di origini polacche, docente emerito dell’Università di Leeds è un eminente studioso della postmodernità e della globalizzazione. È sua la definizione di società liquida. Nella conferenza in programma toccherà molti aspetti della nostra esistenza, a partire dal rapporto con la vita digitale. Secondo il sociologo, la nostra esistenza ha conosciuto, con la rivoluzione digitale, l'impatto con una divisione, quella tra la realtà virtuale online e quella offline, quotidiana, di tutti i giorni. La rete, per Bauman, è parte del progresso, ma porta con sé anche un numero di "perdite collaterali". L'automatizzazione del lavoro, ad esempio, causa diminuzione di posti di lavoro "umani" sia nell'industria pesante che nel lavoro intellettuale. Per esemplificare questa dicotomia tra guadagno e perdita dovuta al progresso, Bauman ricorda Mark Zuckerberg e l'incredibile successo di Facebook: il social network ha intercettato la nostra paura di non essere visti ed essere soli e ha fondato il suo successo sull'allontanamento di questa paura:
"il fondamento delle relazioni online è la effimera soddisfazione", ha specificato Bauman, "e le relazioni diventano estremamente fragili". Facebook ci dà un "gadget", ci fa credere di poter incontrare 500 amici in un momento. Internet ci fa vivere "senza rischi", consentendoci di relazionarci solo con persone che la pensano come noi e condividono il nostro punto di vista: "le persone diventano così nostri specchi", afferma Bauman. Come uscire da questa condizione? Per l'autore della "vita liquida" una risposta è piuttosto ovvia: "parlando gli uni con gli altri e dimostrando interesse nel dialogo" per mantenere vivo l'interesse nei confronti di chi la pensa in modo diverso, evitando opinioni preconcette. La seconda soluzione è "essere aperti", dando inizio a un dialogo tenendo viva la possibilità che le nostre opinioni possano essere sbagliate. La terza possibilità è la cooperazione: "il dialogo non deve servire a far prevalere il nostro ego perché nel dialogo con il diverso non devono esserci né vincitori, né vinti". Queste "arti" sono messe a repentaglio da Internet, nella visione di Bauman. Allo stato delle cose, riscoprire queste capacità di dialogo nei confronti del diverso è una questione "di vita o di morte" per il nostro futuro perché, secondo Bauman, "Il futuro non esiste, il futuro va creato"

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