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sabato 10 gennaio 2015

FIDEL CASTRO, LA SUA ULTIMA RIVOLUZIONE

Il 1º agosto del 2006 Fidel Castro cede momentaneamente il governo al fratello Raul per sottoporsi a un intervento chirurgico. E’ la prima volta dal lontano 1959. A parte poche uscite pubbliche, che fine ha fatto il Leader Maximo? Fidel Castro, figura politica tra le più controverse del XX secolo, nasce in un villaggio cubano da una famiglia di agricoltori benestanti. Compie il primo ciclo di studi presso i Gesuiti per passare poi alla facoltà di legge e diventare "licienciado", avvocato. E’ il protagonista quasi assoluto della Rivoluzione Cubana, che viene definita, appunto, “Castrista”. Spazzata via la dittatura di Batista, Castro diventa l’arbitro di ogni vicenda, in una Cuba che era stata fino ad allora il “miglior posto dove ubriacarsi” per gli Americani. Almeno all’inizio del suo potere, ama molto il suo popolo: “attaccheremo la corruzione, il vizio, il gioco, le malattie e l’analfabetismo”. Appena eletto Primo Ministro, in effetti, Castro avvia una serie di riforme: quella agraria, quella sanitaria, quella dell’istruzione. Sembra talmente vasta la sua azione politica che, in un discorso davanti alle Nazioni Unite, asserisce: "Cuba sarà la prima nazione d'America che, nel giro di pochi mesi, sarà in grado di dire di non avere una persona analfabeta".  Ma è il rapporto con l’America il vero problema, talmente serio che, dei 638 attentati subiti, il crollo di un albero a pochi metri dalla sua Jeep (dal documentario "L'importanza di chiamarsi Fidel" della cineasta cubana Amanda Chavez), è l’unica occasione in cui la “colpa” è della natura, non degli americani. Alle aspre sanzioni economiche volute dagli Usa, al divieto generale di viaggiare verso Cuba per i turisti americani, i benefici finanziari dell'Unione Sovietica riescono comunque a mantenere economicamente l’Isola. 
Anche se Nixon si era sbagliato a considerarlo semplicemente "naif", ma non necessariamente un comunista, con l’ascesa di Fidel Castro, invece, “Cuba adotta il comunismo”. Entra nell’orbita sovietica con tutte le conseguenze storiche che si conoscono. Per gli intellettuali, gli omosessuali, i dissidenti, incomincia un lungo periodo di intimidazioni e, del resto, per i non allineati il motto di Castro è: “All’interno della Rivoluzione tutto, fuori della Rivoluzione niente!”. Fidel Castro è un leader che riesce a farsi rispettare dal suo popolo da decenni. Certamente con la forza del suo potere dispotico, con le manovre militari, con l’appoggio di altri governi sudamericani. La sua è una dura politica contro le libertà, lo sanno bene i dissidenti che sperano sia “l’ultimo compleanno del tiranno Fidel Castro”. Dal 2008, a soli due anni da quell’intervento all’intestino, Fidel annuncia il suo ritiro dalle cariche presidenziali lasciando tutti i poteri al fratello Raul Castro Ruz. "Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle idee", dichiara. E ciò sembra continuare a ripetersi, anche se ancora non si può mettere la parola fine ad una storia che, evidentemente, non lo assolverà per niente.
MASSIMILIANO RASO

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