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martedì 11 novembre 2014

MAESTRI E SPORTIVI NELLA DANZA AGONISTICA

Si può essere un maestro di ballo ed uno sportivo allo stesso tempo? L'idea che una forma artistica venga trasposta sul piano agonistico è di per se già utopistico. Nella Danza Sportiva le coppie di ballo utilizzano quasi tutte le stesse coreografie. A volte incomprensibili, non lasciano trasparire la naturalezza della gestualità a danno di una mancata comunicazione del linguaggio corporeo. Proprio nella danza, infatti, ai danzatori è chiesto di raccontare, attraverso le loro fisicità e i loro sguardi, la storia d'amore che vogliono trasmettere, danzando. Per poter giungere ad una gara sportiva c'è bisogno di preparazione, oltre che di schemi. La ritmica, l'espressività, l'interpretazione fanno parte della personale preparazione che una coppia mette in campo durante il gesto tecnico e artistico del loro danzare. E' quello che potremmo definire, anche frettolosamente, "feeling". Poi ci sono elementi poco stilistici, preordinati, ma che vanno rispettati affinchè si possano dare dei giudizi di valutazione. Quello che avviene, dunque, mentre si balla un chachacha piuttosto che un valzer, sembrerebbe un'impresa più che uno spettacolo artistico, ma siamo in presenza del valore sportivo che annullerebbe l'elemento dato dall'arte del danzare. In Italia la danza sportiva è regolamentata ed organizzata laddove la FIDS è divenuta Federazione Sportiva Nazionale, nel 2007, quando il Consiglio Nazionale del C.O.N.I. ne delibera il riconoscimento. Ci vollero anni di ristrutturazioni e lotte intestine tra le decine di enti che fino a metà degli anni novanta agivano in piena autonomia. La danza e' una forma d'arte gia' per sua natura "ambigua", spesso considerata la cenerentola tra le arti, incompresa dalle istituzioni. Da disciplina artistica, con l'acquisizione dello "status" sportivo, la danza ha proprie regole, competitori e gare. Tralasciando le differenze e gli stilemi, in ambito sportivo la danza vive, altresì, una stranezza d'intendi per cio' che riguarda il suo presente.
Sarsa comunicazione, da un lato, e poca formazione dei maestri di ballo, questione molto spinosa. Alla domanda, infatti, "dove hai studiato?" un medico può rispondere alla Sapienza di Roma. Un musicista, invece, può rispondere al Conservatorio "G. Verdi" di Milano. E un maestro di ballo? Non esistono accademie, nè università dedicate, sia a livello nazionale sia locale. La danza, anche come attività sportiva, deve essere educativa, formativa, a sostegno del benessere psico-fisico, di aiuto alle disabilità giovanili, quanto più si avvicina al "contest" sportivo. Quella del maestro-sportivo deve essere una figura professionale adeguata ai tempi il cui delicato compito "critico" di elevare giudizi di valutazione meritoria, lo pone in una condizione di alta professionalità. Si pensi che la "Critica della danza" è una materia d'insegnamento negli Atenei e per questo un maestro non può esprimere preferenze solo perchè ha un passato da competitore. Un altro aspetto da tenere in considerazione è l'uso che si fa dell'agonismo, già causa di inadeguate gestualità ed espressività corporee giustamente limitative. Visto l'ambiente della danza sportiva già di suo intriso di regolamentazioni, sarebbe logico fissare scadenze e calendari unici e chiari, laddove, in assenza delle leggi dello Stato (un albo professionale), si possa seguire lo sportivo preferito, la coppia di ballo che si vuole "tifare". Si è prima maestri o prima sportivi nella danza? Cosa occorre ad un maestro di ballo che non serva ad uno sportivo per ballare? Una corretta istruzione a chi si appresta "a dare lezione" di ballo; una misurata preparazione atletica; i dovuti studi accademici a chi spetta l'incarico di riconoscere un "assolo" gestuale e termini coreici. E' sottile il confine tra sport e danza, non si pretende la perfezione. In uno scenario nazionale già molto variegato e variopinto, il giusto equilibrio è la possibilità di fruire al meglio tale attività. Concentrarsi su un sistema nazionale che veda la danza sportiva protagonista di livello, che non sia considerata solo uno sport minore. Alla domanda iniziale sarà possibile rispondere solo con il passar del tempo, non quello musicale. Perchè nello sport e nella danza, come nella vita, subentra un altro fattore: la musica. E diventa ancora più affascinante la danza sortiva. Un universo immenso di emozioni difficilmente intuibili dalla sola ragione umana.
MASSIMILIANO RASO

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