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sabato 5 ottobre 2013

MAXI BLITZ ANTIDROGA. 18 ARRESTI

L'ultima operazione antidroga in ordine di tempo si chiama Undertaker, becchino in inglese, perché tutto è partito dagli accertamenti su un 38enne di Taranto che lavorava nel settore delle pompe funebri. Ma le indagini della Guardia di Finanza di Taranto - condotte insieme ai comandi provinciali di Bari e Napoli - che hanno portato al blitz di oggi, si sono estese ad altre città italiane, mercati di approvvigionamento per l'hascisc e la cocaina che poi venivano spacciati nel tarantino. Dove il rischio, adesso, "è che l'attività di spaccio di sostanze stupefacenti diventi endemica come era accaduto tempo fa con il contrabbando di sigarette a Brindisi". 
A sollevare il problema è il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Cataldo Motta, che ha richiesto al gip del Tribunale del capoluogo salentino le venti ordinanze di custodia cautelare per traffico di stupefacenti eseguite oggi tra Taranto, Bari e Napoli. Diciannove, alla fine, le persone effettivamente arrestate. Uno dei due latitanti inizialmente sfuggiti ai militari, Francesco Galileo, si era vantato della fuga sul proprio profilo Facebook, scrivendo "Non mi prenderete mai, non mi avrete mai". La sua spavalderia è durata poco: è stato arrestato nel pomeriggio.

Nel corso della conferenza stampa sull'inchiesta, il procuratore Motta ha sottolineato che, per i presunti appartenenti all'organizzazione criminale, "l'attività di spaccio era un lavoro come un altro, e anche remunerativo". Le indagini sono state avviate nell'ottobre del 2011, partendo dal 38enne attivo nel campo delle pompe funebri. L'uomo, oltre ad essere in contatto con il clan Taurino radicato nella città vecchia di Taranto, aveva instaurato rapporti con altri due tarantini, di 35 e 33 anni, già conosciuti dalle forze dell'ordine per reati in materia di stupefacenti. 
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L'attività di approvvigionamento e spaccio aveva mercati ben precisi: l'hascish proveniva da Bari e da Milano, mentre per la cocaina ci si rivolgeva a Napoli. La droga veniva poi consegnata dal 38enne ai due complici e ad esponenti del clan Taurino per lo spaccio, per la cui attività venivano utilizzati genitori, cognati, cugini, nipoti e anche persone esterne alla famiglia, tutti con ruoli specifici di corrieri, custodi e vedette. "Un'organizzazione di tipo familiare gestita da due coniugi e da altri componenti della famiglia", secondo il procuratore Motta. Che sottolinea come, al contrario di quanto si possa pensare, organizzazioni di questo tipo rendano molto più difficili le indagini, essendo "molto più coese e impermeabili".

Il presunto capo dell'organizzazione smantellata con l'operazione odierna è Antonio Ciccolella, la cui moglie Piera De Padova è l'unica fra gli arrestati ad aver ottenuto i domiciliari in quanto mamma di un bimbo piccolo. In una delle circa 140 mila intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate nel corso delle indagini, un uomo parlando del capo dice: "fa mangiare a tutti, un sacco di famiglie mangiano, che ti credi solo a noi". 

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente oltre venti chili di hascisc e beni per 220 mila euro. E' caccia adesso, all'ultimo latitante.
FONTE: http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/10/03/news/blitz_antidroga-67801533/

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