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sabato 31 agosto 2013

I SELVA CUPINA. UN GRUPPO MUSICALE CHE MIRA ALLE GRANDI TRADIZIONI POPOLARI

I Selva Cupina sono un gruppo musicale che nasce con l’intendo di far conoscere la tradizione ionica attraverso la ricerca storica e musicale. Una passione che consente di proporre un repertorio musicale che caratterizza le proprie radici culturali, dal Salento allo Jonio, arrivando al Gargano, con ballate di Pizziche,Tammurriate, Stornelli, Tarantelle, alla riscoperta dei suoni e delle voci della Puglia. Ecco cosa mi hanno raccontato.
Conosciamo i Selva Cupina.

  Quando è iniziata la storia musicale del gruppo?
Il gruppo musicale nasce nel 2005 dal forte sentimento di 6 ragazzi della provincia di Taranto animati da una grandissima passione per la musica popolare.

Parliamo della musica popolare pugliese. E’ un genere musicale tenuto in giusta considerazione o cosa?
Da qualche tempo la musica popolare che identifica il nostro sud ha cominciato nuovamente ad essere suonata nelle grandi piazze. Ma probabilmente solo se suona nei cuori di chi la propone agli altri, allora può essere manifestazione della vera tradizione. A dir la verità, purtroppo la nostra città, non dà la giusta importanza alle nostre tradizioni musicali etc (tarantismo), Lecce è riuscita a portare tramite “La Notte della Taranta” la nostra musica nel mondo, bisogna crederci nelle potenzialità dei nostri ritmi e balli, dando spazio ai vari gruppi presenti nel territorio tarantino per potersi esibire.

Da quali musicisti è formano il gruppo Selva Cupina?
6 i componenti del gruppo Tony, Natascia, Dario, Maikol, Lucia e Marcello, tutti hanno alle spalle molte esperienze personali nel settore musicale ma , poiché animati dallo stesso desiderio di recuperare le tradizioni popolari del territorio jonico-salentino, un bel giorno decidono di unire le singole forze per riproporre i brani che caratterizzano le proprie radici culturali, tarantelle, tammurriate, pizziche-pizziche…..

Ci sono strumenti tradizionali che intervengono nei vostri concerti?Se si quali?
I nostri concerti sono scanditi dal ritmo incalzante del tamburello di Maikol che fa vivere i suoni dell’armonica di Tony, del violino di Lucia e delle chitarre di Dario e Marcello che fanno da scenario alle melodiche voci di Natascia e Dario .

Nel panorama nazionale, qual è la situazione della musica tradizionale italiana?
Diciamo che i nostri rappresentanti politici sono poco attenti alle nostre tradizioni musicali popolari tanto da non impegnarsi nella divulgazione  a livello nazionale, di questo nostro ricchissimo patrimonio culturale.

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Prima di ogni spettacolo: avete un rito scaramantico che mettete in atto?
No, non abbiamo nessun rito scaramantico.

La vostra musica sembra fatta per danzare. Parliamone.
Appena ha inizio il nostro concerto, con le prime battute del tamburello, diventa impossibile non sentire un immenso fervore interno, tanto da iniziare a muovere i piedi e poi tutto il corpo in una danza continua. Il pubblico partecipa attivamente ballando  pizziche-tarantelle e tammurrate  e intonando con noi i ritornelli di brani noti e non. Naturalmente non mancano momenti di ballo , attraverso la rappresentazione delle danze tipiche a cura di Natascia e Dario. Fiore all’occhiello del gruppo è l’eloquente esibizione della nostra bravissima Natascia nella “Tarantolata”.

Progetti futuri?
Il nostro primo grande obbiettivo era registrare un cd, e con grandissima soddisfazione siamo riusciti a farlo “Police” (Pulce). Ora abbiamo il sogno di riuscire ad esportare all’estero le nostre tradizioni musicali, magari facendo anche dei concerti nelle comunità d’ italiani emigrati, per permettergli di rivivere le proprie origini attraverso la musica.

E per concludere?
Io concluderei ringraziandoti per l’intervista e con uno stralcio recensivo di Egidio Saracino (Storico del melodramma) sul nostro gruppo: “Quando si parla di pizzica o di taranta il mio pensiero va ai Selva Cupina. Li ho conosciuti l’anno scorso, ascoltando e vedendo le registrazioni dei loro concerti. Poi per curiosità ho gironzolato tra gli altri gruppi dell’area tarantina e ho capito che i Selva Cupina, rispetto agli altri gruppi, possedevano molte cose in più..”.

MASSIMILIANO RASO

UNA PRODUZIONE TARAStv SUI SELVA CUPINA



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