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martedì 2 luglio 2013

TARANTO. L'ALTERNATIVA VIENE DAL MARE

Ecco le idee di Salina per “L’Alternativa viene dal mare”

Quando si parla di fatti e di possibilità concrete, e non di “belle parole” e sogni irrealizzabili, la gente accorre, e tanta anche. È accaduto ieri sera in “L’alternativa viene dal mare”, l’happening organizzato dalla Fondazione dal Mare presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, ex Caserma Rossarol in Città Vecchia.
Nella serata è stato illustrato come è possibile anche a Taranto trarre nuova occupazione dal mare, senza inventarsi nulla, ma solo replicando quello che fanno da sempre in altre città di mare italiane ed europee che, però, non hanno “rinnegato” il loro secolare rapporto simbiotico con il mare e lo hanno rispettato preservandolo dall’inquinamento.
Non una serata accademica, nonostante la prestigiosa location universitaria, ma un happening festoso con svariati interventi e performance musicali e artistiche.
È stato Alessandro Maruccia ad illustrare le tante opportunità lavorative che il mare può creare per i giovani tarantini: skipper e istruttore velico professionista, tre anni fa ha acquistato la tartana “Salina”, un’imbarcazione di legno ad armo aurico che, fino alla prima metà del secolo scorso, per secoli era stata usata nel Golfo di Taranto per trasportare merci. Dopo un attento restauro, negli ultimi tre anni “Salina” ha viaggiato fino all’Oceano Atlantico per “mostrare la bandiera” di Taranto a tutta la marineria mondiale. Prima è stata a Sparta ripercorrendo la rotta dei nostri fondatori, poi a La Spezia partecipando alla Festa della Marineria e, infine, Salina è arrivata a Brest, città della costa atlantica francese dove ha rappresentato Taranto a “Les Tonneres di Brest”, il raduno marittimo più importante al mondo.
È stato il progetto “Salina per Taranto”, realizzato da Maruccia con altri amici con cui ha costituito la “Fondazione dal Mare”: Salina, nel cui equipaggio si sono alternati una trentina di “marinai”, ha così navigato per 7.000 miglia toccando 50 porti.
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La serata ha preso spunto dalle esperienze marinaresche di Alessando Maruccia che, anche con filmati e immagini, ha potuto documentare come in tanti porti, dove ha ormeggiato Salina, il mare riesca ancora a dare lavoro a tante persone.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza, rigorosamente in dialetto tarantino, di “mestr’ Cataved”, il più anziano “maestro d’ascia” della città che ha partecipato al restauro della Salina.
Al racconto di Alessandro Maruccia si sono poi alternati i contributi di Carmelo Fanizza di Jonian Dolphin Conservation, che ha spiegato come sia possibile creare nel Golfo di Taranto un Santuario dei cetacei in cui portare i turisti a vedere i delfini, di Vittorio Pollazon di MondoMare che ha illustrato il progetto BluCheradi per realizzare una riserva marina protetta nelle isole Cheradi, un vero paradiso per i turisti subacquei; nella serata sono scaturite tante idee, come far visitare ai turisti un cantiere in cui si costruiscono ancora i natanti con ordinate e fasciame in legno, o un museo del mare in cui si custodire le tradizione marinaresche di Taranto.
Sono intervenuti tanti addetti ai lavori, come Taddeo Ferdinando, docente di scienza della navigazione dell’Istituto Nautico, ma anche tanti giovani tarantini, come Antonio Lenti con una folta delegazione di universitari jonici, e rappresentanti del mondo ambientalista, tra questi Fabio Millarte di WWF e Massimo Ruggieri della rete “Vivi Taranto”.
Alessandro Maruccia ha concluso con una provocazione: a Taranto è possibile formare adeguatamente skipper professionisti che, come me, poi possano condurre in mare una imbarcazione da diporto con tanti turisti a bordo?
In “L’Alternativa viene dal mare” sono state illustrate tante idee che potrebbero creare occupazione, purché la politica e le istituzioni sappiano coltivare questi semi facendoli germogliare.

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