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lunedì 8 luglio 2013

PREOCCUPAZIONE ALL'ENI. UN BLACK OUT PROVOCA FUMI E SVERSAMENTO DI SOSTANZE IN MARE

In questo momento siamo tempestati di telefonate e la gente ha paura

Riteniamo che la raffineria dell'Eni non sia adeguatamente controllata dal Ministero dell'Ambiente e dai suoi organi tecnici; il Ministero dovrebbe verificare - con esperti qualificati - lo stato degli impianti, la loro adeguatezza e sicurezza, nonche' l'implementazione dell'Aia. 
Non e' pensabile che un blocco dell'energia elettrica possa avere conseguenze cosi' gravi e provocare un contraccolpo come questo, suscitando apprensione e legittima preoccupazione fra la popolazione.

Quanto e' accaduto si aggiunge alle forti emissioni percepite nelle ultime settimane e alle fughe di gas che i cittadini hanno avvertito. Basti pensare che - da quanto ci risulta, parlando con l'Arpa - non sarebbero attive le centraline perimetrali previste dall'Aia dell'Eni e che quelle esistenti non sarebbero collegate telematicamente con l'Arpa.


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In questo momento l'Arpa non e' in grado dai propri uffici di sapere quanto le centraline Eni stanno misurando in tempo reale.

Mentre per l'Ilva gli organi di controllo hanno raggiunto una certa conoscenza del processo produttivo e delle sue criticita', per la raffineria, invece, siamo ancora molto indietro e non possiamo considerarci affatto soddisfatti.

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