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giovedì 13 dicembre 2012

ALTRA MATTANZA DAI PASCOLI ATTORNO A TARANTO

L'inquinamento industriale a Taranto non uccide solo le persone: tra poche ore circa 300 ovini, tra pecore e capre che sono risultate contaminate da diossina e Pcb perchè pascolavano all’ombra del colosso siderurgico dell’Ilva, saranno abbattuti. Non è la prima volta che interi allevamenti tarantini vengono mandati al macello perchè le alte concentrazioni di veleni industriali che si depositano sui pascoli e vengono assunti dagli animali per via alimentare rendono inutilizzabili le loro carni o il latte prodotto.

Nel dicembre del 2008 la Regione Puglia dispose con un’ordinanza l’abbattimento di 1.122 capi contaminati provenienti da allevamenti della zona. E la questione della contaminazione da diossine è anche al centro di uno dei vari filoni di inchiesta aperto nel 2010 della procura di Taranto sull'Ilva. In passato gli ambientalisti hanno parlato di “mattanza” e gli allevatori hanno protestato chiedendo risarcimenti.

Da diversi anni gli allevamenti tarantini vengono sottoposti a controlli continui da parte della Asl in un raggio di una ventina di chilometri dall’agglomerato industriale. La fine di questi ulteriori 300 animali è stata decretata dall’esito delle analisi compiute nel laboratorio dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, specializzato nelle analisi della diossina, che ha certificato il superamento dei valori di legge. La Asl di Taranto ha quindi disposto che gli ovini, provenienti da due allevamenti di Statte e Monteiasi siano portati al macello.

La notizia è stata resa nota dal presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, che nel sottolineare “che anche gli allevatori sono lavoratori”, ricorda a “ tutte le forze politiche, così solerti verso il gigante dell’acciaio, che giace da mesi un progetto di legge scritto, firmato e proposto dai cittadini di Taranto per risarcire gli allevatori danneggiati dall’inquinamento”.

“Averli dimenticati in questi anni – dice Marescotti – è una vergogna”. A dare voce alla protesta è anche un allevatore, Vincenzo Fornaro, a cui furono abbattuti moltissimi capi di bestiame nel 2010: “Mentre il governo si appresta ad approntare un decreto per commercializzare l’acciaio sequestrato dalla Procura di Taranto – dice – dimentica invece completamente la nostra emergenza e non fa nulla per risarcire gli allevatori danneggiati dalla diossina”.

A rincarare la dose è anche il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. “Tutto questo avviene – ha detto – mentre il governo si appresta ad approntare un provvedimento per commercializzare l’acciaio sequestrato dalla procura”. “Intanto però, lo stesso governo non fa nulla per affrontare l’emergenza sanitaria e per risarcire gli allevatori danneggiati dalla diossina: ricordiamo che sono oltre 700 gli agricoltori che hanno perso il lavoro”.

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