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mercoledì 23 maggio 2012

CICCIO VOCCOLI SCRIVE AL SINDACO STEFANO

Caro Ezio,

Ci conosciamo da troppo tempo per non dirti niente sulla vicenda della pistola alla cintola la cui foto è stata immortalata su tutti i giornali nazionali e locali e trasmessa sui tg nazionali e locali.
Quella foto che simboleggiava il tuo trionfo elettorale si è trasformata di colpo in una brutta foto. Addirittura qualcuno mi ha detto che sembrava quella di una banda criminale che aveva svaligiato una banca. Ovviamente tale similitudine l’ho trovata esagerata. So benissimo che sei un bravo ragazzo e che,al massimo,quando ti arrabbi licenzi qualche assessore,togli qualche delega qua e là,minacci dimissioni a destra e a manca ma poi ,sei capace di ridere e di baciare tutti. Ma quella pistola non te la possiamo permetter...e. Con quella pistola distruggi la tua presunta innocenza infantile,non ti rende un essere umano e ti annulla quella aureola che un tempo ci fece scrivere su un manifesto elettorale: Taranto per bene sotto la tua foto( senza pistola).
Con quell’arnese sembri più l’espressione di una elite giacobina che gestisce il potere con la violenza e la forza del potere .
Con quella pistola sembri più lo sceriffo di Rotterdam,quello che toglieva ai poveri per dare ai ricchi e tu non puoi permetterti un tale raffronto,visto che,al di là delle 
differenze politiche che ci separano,come medico sei stato sempre dalla parte dei sofferenti.
Non ci sono giustificazioni di sorta .Ho letto le tue dichiarazioni giustificazioniste e non sembrano assolutamente convincenti; anzi più ti giustifichi e più ti rendi antipatico e me ne dispiace.
Uno slogan pacifista degli anni 60’ diceva : mettiamo dei fiori nei nostri cannoni. Togli quella maledetta pistola dalla cintola dei pantaloni e mettici un fiore. Questa nuova arma terrorizzerà tutti coloro che vorrebbero minacciarti o intimorire e i bambini,vedendoti da lontano,correranno a baciarti e a farti le feste chiamandoti “Zio Stefano” e non correrai nessun rischio ad essere chiamato “sceriffo”.
A volte mi hai ascoltato,a volte no. Spero che almeno possa farti riflettere.

Ciccio Voccoli

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