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venerdì 23 dicembre 2011

AS TARANTO. I CALCIATORI ATTENDONO ANCORA LO STIPENDIO


Aspettare. Ci fosse una graduatoria dei verbi utilizzati in questi giorni sarebbe al primo posto, viaggiando all’interno della crisi del Taranto. L’alternativa è “vedere”, perché ormai il rapporto di fiducia tra giocatori e presidente non è più quello di una volta (in alcuni casi c’è chi ha smesso quasi totalmente di credere). Quindi: se non si vede, non si crede.
Ciò che si vede, in questo momento, è che sono stati pagati tre giocatori: Rantier, Sciaudone e Chiaretti. La novità è che la somma stabilita per il primo incontro nello spogliatoio è stata distribuita in modo diverso: non due stipendi da contratto e le altre spese, ma gli stipendi da luglio a settembre e un acconto pari a quasi metà della mensilità di ottobre. Cosa che alle tasche dei giocatori cambia poco, ma tecnicamente riduce il “gap” da recuperare entro febbraio (il 15 è la deadline per il pagamento degli stipendi fino a dicembre.
Ci sono, però, ancora troppe voci che si incrociano e che finiscono per non fare bene al Taranto. Ma è una scelta della società quella di agire senza alcuna comunicazione ufficiale (del resto, anche il colloquio interno funziona a suon di sms) e quindi alimentando suo malgrado le indiscrezioni. Dunque: i giocatori sono rimasti in contatto e si stanno affidando al passaparola. Conoscono il rischio dello scaglionamento dei pagamenti: quello di ritrovarsi il 28 – giorno fissato per il rientro, ma anche per una «rivalutazione della situazione», secondo quanto da loro stesso comunicato – con posizioni radicalmente diverse, con un pugno di compagni pagati e gli altri ancora in attesa. Sanno, intanto, che ieri non ci sono stati passi avanti nei pagamenti (ma qui il gioco delle voci dice che forse ce ne saranno altri oggi, grazie all’utilizzo anche delle ultime entrate dal botteghino). Una cosa è certa: tra loro si sono parlati e continueranno a decidere insieme ogni azione da seguire. Ecco perché continuano a tenersi in contatto, per capire chi è stato pagato e qual è lo scadenzario del presidente (del quale loro non sono a conoscenza). E’ l’unica strada che hanno scelto di seguire: quella di non farsi bastare altre parole. Non vogliono dividersi né vogliono essere divisi. Hanno fatto gruppo finora e non permetteranno eccezioni. Anzi, il concetto di gruppo, ha già più volte fatto prevalere il senso di responsabilità posticipando la protesta da tempo in animo, per attuarla a campionato fermo, in modo che il messaggio venisse comunque recapitato senza danni al cammino nel torneo. Ed in questo caso è anche un concetto allargato agli “ex”. Perché se la squadra attuale ha un motivo per cercare di rimanere tranquilla (legato al campo, soprattutto), c’è anche chi, non avendo più legami con il Taranto, potrebbe non avere la stessa pazienza, ma è comunque rispettoso dei propri ex compagni di squadra: nel “blocco” dei giocatori in attesa dello stipendio di luglio e agosto ci sono infatti – fino al giorno in cui hanno rescisso – gente come Corona, Ferraro, Scarpa, Migliaccio e tutti quelli che erano sotto contratto nella primissima parte della stagione.
La crisi del Taranto ha nel frattempo scatenato gli operatori di mercato, che prontamente si sono catapultati sui giocatori rossoblù. In molti, in questi giorni, stanno ricevendo offerte da altri club. E non si stanno negando, non sapendo quali sviluppi attendere. Rimandano, semplicemente. Chi sembra ad un passo dal cambiare maglia è Guido Di Deo: la Nocerina ha perso Sacilotto, che si è rotto un crociato e quindi ha finito la stagione, e sta facendo la corte al centrocampista rossoblù, vecchio pallino del diesse molosso Ivano Pastore. L’accordo è possibile. Ma prima i rossoblù vogliono capire le intenzioni di D’Addario. Bonifici alla mano, ne parleranno. Ora non possono che aspettare. Aspettare, appunto.

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