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domenica 17 giugno 2012

IN 28 SOTTO PROCESSO PER AMIANTO

I vertici Ilva e Italsider, in tutto 28 imputati, dovranno rispondere della morte di 15 operai del siderurgico causata dall’esposizione all’amianto. Sono stati rinviati a giudizio per diversi reati, omicidio colposo, violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie nei luoghi di lavoro e mancata adozione delle precauzioni necessarie per tutelare la salute dei lavoratori. Fra i nomi degli inquisiti spiccano quelli di manager dell’industria di Stato dell’acciaio come Giorgio Zappa, attuale direttore generale di Finmeccanica e i vertici dell’Ilva, Emilio Riva, il figlio Fabio e il direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso. Gli operai, deceduti negli anni 2004-2010, hanno lavorato al siderurgico fino al 1975. Le cause della morte sono da attribuire al mesotelioma pleurico, al mesotelioma peritoneale e al carcinoma polmonare, patologie tipiche dall’esposizione all’amianto. Malattie provocate, secondo l’accusa, dalla mancata adozione delle precauzioni minime tese a tutelare la loro incolumità. I lavoratori, è la tesi accusatoria, non sono stati muniti di adeguati strumenti di protezione come maschere per la respirazione e altri dispositivi finalizzati a proteggerli dall’inalazione di polveri di amianto, gas, vapori irrespirabili e soprattutto tossici. Inoltre, non furono sottoposti a visite mediche mirate, in quanto non furono adottati protocolli di sorveglianza stabiliti dalle norme per i rischi derivanti dall’amianto e infine, è sempre la tesi dell’accusa, non furono informati dei rischi che comportavano le operazioni in cui erano impiegati. Ieri hanno concluso la discussione i legali degli indagati, fra cui i difensori dei vertici Ilva, gli avvocati Egidio Albanese e Adriano Raffaeli. Terminate le arringhe, il gup Giuseppe Tommasino, accogliendo la richiesta dei pm Raffaele Graziano, Franco Sebastio e Pietro Argentino, ha rinviato a giudizio 28 imputati e dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di due imputati deceduti nelle more del procedimento. Numerosa la schiera delle parti civili, 30 complessivamente fra familiari delle vittime, Inail, Fiom-Cgil e le associazioni Osservatorio nazionale sull’amianto e Contramianto. Familiari, organizzazioni sindacali e associazioni hanno presentato il conto agli imputati chiedendo maxi risarcimenti danni. Il processo inizierà il 3 ottobre prossimo dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Taranto Massimo De Michele. Intanto, martedì, proseguirà l’altro processo sulle morti da amianto che vede alla sbarra 19 imputati, tutti manager e funzionari dell’ex Italsider.

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