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venerdì 10 giugno 2016

"COLONIZZAZIONE SPAGNOLA" SE NE PARLA A PRESENZA LUCANA

Dopo l’appuntamento legato alla cartella “Astronomia”, torna, a distanza di mesi, il nuovo studio condotto da Diego Guarniera (già dott. Analista presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto), appassionato di storia e cartografia, dal titolo “La colonizzazione spagnola”. E’ questo il terzo momento della ricerca che partendo da “Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America” ha analizzato le altre “esplorazioni condotte dai portoghesi” con, Enrico il Navigatore e Vasco De Gama, giungendo, ora, a una delle fasi più drammatiche, messa in atto dagli spagnoli, Hernan Cortès e Francisco Pizarro, compiuta con la colonizzazione dell’America.
Milioni furono i morti e le distruzioni di popoli e scomparse d’intere etnie, che, da questo momento si sono avute, in tutto il mondo, anche per mano di olandesi e inglesi. L’incontro della serata inizia con la lettura, da parte di Imma Naio, del “Requerimiento”, colonizzazione e cristianizzazione forzata che portò gli indios non solo alla morte fisica, ma anche a quella morale.
Le deportazioni di massa ebbero degli effetti devastanti sui popoli nativi. I conquistadores, con l’ausilio di preti, riuscivano a convincere gli indigeni che gli spostamenti da loro proposti erano una giusta realtà per condurli in una Terra Promessa.
“I preti, senza il minimo scrupolo di coscienza, impregnavano di false credenze, d’ideali di libertà e felicità popoli che non conoscevano la realtà della natura umana, e di cosa fosse capace un uomo pur raggiungere il proprio obiettivo di ricchezza e potere”.
E’ forse questo capitolo legato alla colonizzazione dei popoli uno dei momenti più tristi della storia mondiale per com’è stato realizzato. Bene ha fatto l’autore Guarniera a studiare per raccontare una realtà da molti ancora sconosciuta.
Leggere il requierimiento, traduzione italiana “Ingiunzione”, è stato uno dei motivi che più mi hanno sconvolto.
“Gli spagnoli non fecero altro che depredare, non si fusero con gli indigeni ma si mantennero separati con superbia e ingordigia. Usarono sistemi coercitivi che non consentirono lo sviluppo dell’industria e del commercio” (D. Guarniera).
Per riuscire nei loro progetti, i conquistatori europei distrussero le grandi civiltà indigene, gli Aztechi (XIV sec.-1525), gli Inca (XIII sec-1533), i Maya (IX sec.-1697) e annientarono le popolazioni locali, i cui superstiti furono costretti a lavorare come schiavi nelle terre e nelle miniere.
Con le esplorazioni e la colonizzazione iniziò, già dal ‘500, quel fenomeno che sarà chiamato “globalizzazione”, caratterizzato dallo sviluppo dei mercati, dei traffici, degli scambi, dei movimenti demografici che interesseranno tutto il mondo. Furono importati in Europa nuovi prodotti alimentari che, sono stati, con quelli già esistenti, la base di una nuova alimentazione.
La presentazione dell’argomento, l’ultima del primo semestre del 26° anno di attività dell’Associazione, si svolgerà presso la sede di Presenza Lucana, in Via Veneto 106/A, Venerdì 10 Giugno, alle ore 18.00. Lettrice di alcuni passi dello studio sarà Imma Naio.
L’ingresso è libero per i cittadini
Michele Santoro

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