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giovedì 10 marzo 2016

AMBIENTE. LA COMMISSIONE EUROPEA ACCENDE I RIFLETTORI SU TEMPA ROSSA

La Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente, ha inviato oggi una
lettera a Peacelink e Cova Contro, nella quale sottolinea che la Commissione
non è in possesso di informazioni dettagliate sul progetto Tempa Rossa in
Basilicata ma che probabilmente esso deve essere letto nell’ottica della
Direttiva 2010/75/EU sulle emissioni industriali e della Direttiva
2011/92/EU sugli effetti di progetti pubblici e privati sull’ambiente.
In particolare, scrive la Commissione, si potrebbe esaminare il progetto
Tempa Rossa alla luce dell’allegato 2 della Direttiva 2011/92/EU, secondo ilquale gli Stati Membri devono determinare, attraverso un esame di
fattibilità caso per caso o attraverso criteri fissati con limiti soglia, ipossibili effetti dei progetti in questione sull’ambiente, prendendo in considerazione tutti i criteri rilevanti definiti nell’allegato 3 della Direttiva 2011/92/EU.

Se lo Stato Membro (l’Italia), scrive la Commissione, determina che il
progetto possa avere conseguenze importanti per l’ambiente, uno studio di
fattibilità deve essere realizzato e gli Stati Membri sono obbligati a
rendere pubblici i risultati di tali studi. Quindi, al momento, dalle
informazioni a noi disponibili, scrive la Commissione, non possiamo
verificare se le esigenze ed i requisiti primari siano stati rispettati.
Nella lettera a Peacelink, la Commissione sottolinea che la Direttiva 2010/75/EU sulle emissioni industriali obbliga gli Stati Membri ad 
assicurare che le installazioni industriali siano in regola con le
condizioni definite dal permesso di produrre/funzionare, sulla base delle
BAT (best available techniques, migliori tecniche disponibili) e sulla base
di limiti fissati per le emissioni di sostanze inquinanti in aria, acqua e
suolo. Ma la Direttiva sulle Emissioni Industriali non si applica alle
raffinerie, né alle attività relative.

La Direttiva EIA (sugli effetti dell’inquinamento sull’ambiente) sottolinea,
negli articoli 23 e 24, che i cittadini hanno il diritto di essere messi a
conoscenza degli effetti delle installazioni industriali, attraverso l’informazione,
la partecipazione pubblica alle procedure che definiscono l’ottenimento dei
permessi e in termini di ispezioni nel caso di gravi denunce sull’impatto
ambientale. Tali strumenti possono mettere i cittadini in grado di ottenere
risposte alle richieste sollevate.


Comunque, conclude la lettera, se la Commissione riceverà indicazioni chiare
del fatto che c’è una evidente violazione della legislazione europea in
materia, considererà l’apertura di una procedura di investigazione.

Peacelink e Cova Contro si ritengono molto soddisfatte della comunicazione
della Commissione e hanno cominciato a preparare un dossier da inviare agli
uffici europei preposti al fine di dimostrare le possibili violazioni in
materia ambientale.


Nella lettera scritta alla Commissione, Cova Contro e Peacelink avevano
sottolineato l'urgenza di diverse criticità ambientali in Basilicata e la
Commissione ha ritenuto, nella risposta di oggi, di dare la priorità alla
questione Tempa Rossa. Le altre questioni, tuttavia, rimangono aperte e
oggetto di attenzione da parte delle associazioni.



Antonia Battaglia, Peacelink Bruxelles
Giorgio Santoriello, Associazione Cova Contro
Luciano Manna, curatore dossiers Peacelink
Alessandro Marescotti, Presidente di Peacelink 

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